Europa

Fuerteventura: spiagge, cosa fare e vedere

Non è un caso se gli spagnoli la chiamano “isla tranquila”, l’isola tranquilla. Rispetto alle sue sorelle più famose, vale a dire Tenerife e Gran Canaria, l’isola di Fuerteventura è un luogo in cui trascorrere delle vacanze rilassate, all’insegna del mare, della natura e della buona cucina. Da queste parti non troverete gli agglomerati di bar e di discoteche che vi sono in altre zone dell’arcipelago delle Canarie, ma avrete la possibilità di godere di spiagge di sabbia bianca e di un mare cristallino. Ma l’isola è un paradiso anche per chi pratica il windsurf, grazie al vento che spira sulla zona. Fuerteventura è anzi uno dei migliori posti al mondo per praticare questo sport. Coloro che amano il surf, invece, devono recarsi sull’isola nei mesi invernali, quando le onde sono lunghe e regolari. Fuerteventura è molto frequentata dai nudisti ed il naturismo è tollerato sulla gran parte delle sue spiagge.

 

Spiagge

Se avete voglia di rilassarvi in spiaggia farete bene a recarvi nella parte centro-orientale di Fuerteventura, che è almeno in parte protetta dai venti. Il mare, da queste parti, è certamente più calmo. Una delle spiagge più famose è la Playa Blanca, che è una striscia di sabbia lunga un chilometro e posizionata nei pressi di Puerto del Rosario, la principale località dell’isola. E’ molto popolare anche la Playa de Sotavento, che oltre ad essere lunga è anche molto larga: in alcuni punti vi sono più di duecento metri tra l’inizio della spiaggia ed il mare. La Playa de Sotavento, che si trova sulla costa sud-occidentale, è un ottimo posto per praticare il windsurf.

 

E’ sulla costa nordo-ccidentale, tuttavia, che si trova la maggior parte degli spot per coloro che amano surf e windsurf. E’ possibile praticarli entrambi a El Burro, località situata tra Playa del Moro e Playa de Los Matos. Vicino a Corralejo, invece, ci sono tre punti che invitano a salire su una tavola: Flag Beach, Rocky Point e Shooting Gallery. Le spiagge più belle sono quelle che si trovano sugli isolotti di Los Lobos, situati di fronte alla parte settentrionale dell’isola.

 

Betancuria e parco di Corralejo

Il mare non è l’unica attrazione dell’isola di Fuerteventura. Anche nell’entroterra, infatti, vi sono alcune splendide località che sono raggiungibili con un’escursione di un giorno dalle principali mete turistiche della costa. Merita certamente una visita il pittoresco villaggio di Betancuria, dove è possibile visitare le rovine del monastero francescano e la bella chiesa di Santa Maria, risalente al XVII secolo. E’ molto interessante anche il parco naturale di Corralejo, dove si trovano alcuni vulcani inattivi, dal caratteristico colore rossastro, e una serie di dune che danno vita ad un piccolo deserto.

Formentera: spiagge, cosa vedere e fare

Formentera è più selvaggia e meno turistica della vicina Ibiza. L’isola di Formentera ospita spiagge stupende, offre un’atmosfera rilassata ed è un’ottima meta per chi vuole praticare gli sport acquatici. La vita notturna è concentrata nei bar che si trovano in riva al mare.

 Se vi arrivate da Ibiza, vi accorgerete subito che Formentera è molto più selvaggia e molto più tranquilla. E se volete è anche più bella. Formentera batte la sorella maggiore su tutto ciò che riguarda il mare e le spiagge, poiché il turismo è stato meno invasivo. In questo modo si è riusciti a conservare, almeno in parte, le bellezze naturali dell’isola. Ma Ibiza, che vive di notte più che di giorno, vince la sfida della movida, se per movida intendiamo quella dei grandi club e dei dj più famosi. Anche a Formentera potrete passare una serata in discoteca, ma sull’isola sono molto più in voga l’aperitivo e le serate trascorse nei bar che si trovano sulla spiaggia. Quella dell’aperitivo è una moda importata dagli italiani, che sono tra i più assidui frequentatori di Formentera.

 

Il modo più facile per raggiungere l’isola, che non ha un suo aeroporto, è con mezz’ora di traghetto da Ibiza. Ricordate inoltre che a Formentera non vi è un larghissimo numero di strutture ricettive, almeno se si confronta la situazione con quella delle isole vicine, ma le tipologie delle sistemazioni soddisfano qualsiasi budget di spesa. Il consiglio è di prenotare con largo anticipo, soprattutto se si vuole visitare l’isola durante i mesi estivi. Formentera è la più piccola delle isole principali delle Baleari e il naturismo è tollerato su molte delle sue spiagge.

 

Es Pujols e La Savina

L’isola di Formentera ha una superficie di soli 80 chilometri quadrati e gli spostamenti da una zona all’altra non sono certo un problema. La zona più turistica è quella di Es Pujols, che si affaccia su una baia situata nella costa nord-orientale dell’isola. A Es Pujols troverete una distesa di sabbia di 700 metri e tutti i servizi di cui potreste avere bisogno: bar, ristoranti, sdraio ed ombrelloni, attrezzature per praticare windsurf e parasailing. A nord di Es Pujols ci sono altre due belle spiagge, entrambe molto frequentate: Platja de Llevant e Platja de Ses Illetes. La prima è lunga un chilometro e mezzo, ed è divisa in tante piccole baie che si affacciano su acque cristalline. La seconda prende il suo nome dalle isole di Espalmador che si trovano di fronte ad essa. In alcuni punti la Platja de Ses Illetes è bagnata su entrambi i lati, mentre in altri punti è circondata dalle dune. La zona è molto interessante anche dal punto di vista naturalistico, poiché fa parte della riserva delle Ses Salines. In quest’area è possibile affittare l’attrezzatura per immergersi.

 

Quattro chilometri dopo la spiaggia si giunge alla località di La Savina, che è anche il porto di arrivo dei traghetti. Le strutture ricettive sono abbastanza diffuse anche in quest’area. A La Savina vi è una spiaggia da cui si può ammirare il panorama su Ibiza, mentre poco più in là del porto c’è l’altra spiaggia di S’Estany d’Es Peix, dove si possono praticare un gran numero di sport acquatici.

 

Cala Saona e Migjorn

Potrete trovare spiagge attrezzate anche sugli altri versanti di Formentera. Sulla costa occidentale c’è la spiaggia di Cala Saona, che è una delle più belle dell’isola. Nonostante sia molto frequentata, Cala Saona conserva un aspetto naturale e vanta sabbia bianca e fine. A sud, invece, c’è la distesa di sabbia di Migjorn, che con i suoi quattro chilometri è la spiaggia più lunga di Formentera. Migjorn è circondata dalla vegetazione mediterranea ed ospita alcuni bar in cui partecipare al rito dell’aperitivo.

 

Zante: come arrivare, cosa vedere e dove dormire

Foto di Jakub Woźniak da Pixabay

Zante (Zacinto), una delle isole Ionie, vicina a Cefalonia, Itaca, Corfù, è un’isola che si è data molto al turista. Non ha l’austera dignità delle limitrofa Cefalonia, i cui cipressi radi e le strade dagli orizzonti maestosi, ispirano un senso di calma purezza. A Zakhintos, come la chiamano i greci, Zacinto per gli italiani e per Ugo Foscolo, che la cantò in una celebre poesia o Zante, come figura nella nostra toponomastica, in ogni luogo, una “taberna”; si viene fermati spesso da camerieri ristoratori che ti arpionano per indurti ad entrare e lo stesso accade nei negozietti, è difficile non essere visti soltanto come un portafoglio da svuotare. 

Ciò nonostante, la natura debordante, il continuo vociare delle cicale, gli ulivi dalle figure contorte aggrappati alla terra, il mare dalle acque cristalline, giustificano ampiamente e rendono gradevole una permanenza sull’isola. Zante non è infatti la classica isola greca – tutta casette bianche e tetti blu, brulla, pietrosa – è una delle Ionie, che hanno due caratteristiche fondamentali: sono verdeggianti e sono inglesi. Più che dagli sparuti italiani, soprattutto la zona più turistica a sud è invasa da orde di barbari vocianti incomprensibili imprecazioni nel loro sassone idioma; per fortuna, almeno per il turista maschio, ci sono anche le barbare, che, anch’esse in assetto da battaglia, rigorosamente pareo e top o bikini, si muovono in fitti plotoni d’avanscoperta, nella notte mediterranea. 

Cosa vedere a Zante

Per chi vuole cercare l’anima e la vera Zacinto, bisogna andare sui monti. Anafonitria, Volimes, Agios Leon, Kiliomeno; tutti disposti sulla dorsale ovest; posti dove la gente è più schietta, forse perché non vive solo di turismo: fa il vino, il miele, l’olio di oliva; i vecchi parlano ancora fra loro l’antico idioma, una specie di italiano: Venezia qui a Zante ha regnato per secoli, molto più del tempo trascorso sotto la Grecia. A Est ci sono pure i monasteri. Non si pensi a edifici massicci, ma più a delle chiesette ricche di lampadari e tappeti, in alcuni casi di icone bizantine, con accanto l’edificio-canonica dove vivono il pope e i guardiani. In quello di Iperaragathou (fra Kiliomeno e Agios Leon) conosciamo una giovane donna che vive in quel posto sperduto con la figlia e il marito; la bellezza e la semplicità della donna e della sua bambina e della loro vita ci (non c’è altra parola) incantano e torniamo a valle guidando piano per le strade dissestate e polverose. Uno degli slogan più diffusi a Zante fra le insegne per turisti è: spot the beautiful caretta-caretta. 

 

Per i non etnologi, le caretta-caretta sono una specie di tartarughe che un tempo viveva anche dalle nostre parti. Oggi hanno trovato rifugio nelle acque tranquille dell’isolotto di Marathonissi e sulle spiaggia di Gerakas, sorvegliate e protette dai volontari del Riserva Naturale Marina che si estende sul litorale sud-orientale. Zacinto città (Zakhintos) merita una visita: ha belle case, portici ombrosi dove rifugiarsi dalla canicola, il museo di Foscolo; sembra un po’ posticcia, forse, anche perché dopo il terremoto del 1953 non era rimasto in piedi quasi nulla e gran parte degli edifici sono nuovi. 

Cosa mangiare

 

Per quel che riguarda il mangiare, c’è la classica cucina greca, ossia moussaka (pasticcio di melanzane), souvlaki (spiedini), gyros, tzaziki (crema all’aglio), feta (il formaggio di capra), aggiornata però ai gusti nordici, vale a dire con un abbondante contorno di patate fritte. Se volete mangiare con piatti tradizionali dell’isola, in un’atmosfera gattopardesca vi consigliamo un luogo davvero magico: la taberna Alitzerinoi a Kiliomeno: entrati nella vecchia casa contadina con i suoi mobili massicci e di semplice rustica eleganza, avvolti dalla musica ammaliante di Evanthia Reboutsika, non capirete più se vi trovate nella vostra solita realtà o in un film o in un fumetto. Se invece, preferite una cucina internazionale, potete provare il ristorante Contessa a Laganas (vicino a Zakhintos), gestito da un greco che è vissuto per anni in Finlandia e adesso è tornato a casa, “per cucinare per l’anima”, come dice lui.

Come arrivare a Zante e dove dormire

Zacinto è situata a 9,5 miglia marine dalla punta nord – ovest del peloponneso ed a sud delle isole di Corfù, Cefalonia, Itaca, Paxi e Lefkada. E’ la sesta delle sette isole dello Ionio, conosciute come Eptaneso e dista circa 90 km da Patrasso e 250 dal Pireo. Per arrivare: in aereo da Lubiana (con agenzia slovena) o Verona, con voli charter oppure bisogna arrivare con volo di linea ad Atene a da lì prendere un volo della Olympic Airways, che in un ora porta all’isola. In traghetto: si può scegliere di partire da Ancona, Bari e Brindisi per arrivare a Patrasso nel Peloponneso. Da qui, con l’automobile o con gli autobus interurbani della società KTEL o in treno, arrivate al porto di Kyllini dove 5 traghetti garantiscono circa 10 tragitti al giorno per Zante d’estate e 5 d’inverno. E’ consigliabile prenotare dall’Italia anche il traghetto da Kyllini per Zante, soprattutto nel periodo estivo per non rischiare di dover sopportare lunghe attese al porto. Per dormire: c’è solo l’imbarazzo della scelta, conviene guardarsi intorno in loco; le sistemazioni più convenienti sono gli studio, piccoli appartamenti per 2/4 persone, molti italiani prediligono come località Keri, sulla costa sud-ovest studios giovanna.

Lofoten: dove si trovano, come arrivare e cosa vedere

Foto di monicore da Pixabay

Le isole Lofoten si trovano oltre il circolo polare artico, offrono stupendi panorami e permottono di assistere al fenomeno del sole di mezzanotte. Le isole Lofoten, situate di fronte alla costa nord-occidentale della Norvegia, vi lasceranno a bocca aperta. E soddisferanno coloro che vogliono coniugare vacanze e sport. Provate ad andarci durante i mesi estivi quando le temperature vanno dai 10 ai 15 gradi.

 

Immaginate delle isole che d’inverno sono coperte dai ghiacci e che d’estate sono ricoperte da distese di muschio. Provate a visualizzare i fiordi che tagliano la costa, i laghi posizionati in fondo ai precipizi, le palafitte che compongono i pittoreschi villaggi di pescatori. E’ più o meno così che vi appariranno le isole Lofoten, che costituiscono uno dei paesaggi più belli di tutta la Scandinavia. L’arcipelago è posizionato davanti alla costa nord-occidentale della Norvegia, ad una latitudine ben più alta di quella del circolo polare artico. Per avere un paragone provate a pensare che si trova alla stessa altezza dei lembi più settentrionali dell’Alaska e della Siberia. Alle Lofoten avrete l’impressione che la Terra stia per finire, e in un certo senso è proprio così: le isole sono tra i territori più settentrionali del continente europeo. E’ per questo motivo che l’arcipelago è caratterizzato da inverni con poche ore di luce e da estati con poche ore di buio.

 

Trasporti ed alloggi

Le isole Lofoten possono essere raggiunte per via aerea, marittima e stradale. La cittadina di Bodø, situata sulla costa della penisola scandinava, è collegata a diverse località delle Lofoten tramite un servizio di traghetti e una serie di veivoli di piccole dimensioni. Dal 2007, con il completamento della E10, è possibile raggiungere la Lofoten direttamente con la propria automobile, seguendo la strada che dalla terraferma raggiunge le isole settentrionali e scende giù fino al villaggio meridionale di Å. La Norvegia è uno dei paesi più cari d’Europa ed è difficile affrontare un viaggio fino alle Lofoten in economia. Gli alloggi più popolari sono le palafitte che durante la primavera vengono utilizzate dai pescatori, che giungono qui da tutta la Scandinavia. D’estate le palafitte possono essere affittate anche dai turisti e rappresentano una sistemazione comoda e suggestiva.

 

Da Svolvær ad Å

Il modo migliore per visitare le Lofoten è seguire le strade che dalla maggiore località dell’isola, la cittadina di Svolvær, portano fino ad Å, un villaggio di poche case e dal nome cortissimo. Il mezzo di locomozione da utilizzare dipende dal tipo di vacanza che avete in mente. Il viaggio più comodo è quello in automobile lungo la E10, ma il percorso può essere comodamente affrontato anche in bicicletta. Un numero crescente di visitatori, inoltre, visita le Lofoten a piedi ed utilizzando i traghetti che collegano le diverse località. Tutti questi mezzi di locomozione vi daranno la possibilità di ammirare quello che è il piatto forte dell’arcipelago delle Lofoten: il magnifico panorama.

 

A Svolvær, la cittadina di partenza di questo itinerario, ci sono alcune gallerie d’arte interessanti e diverse caffetterie in cui concedersi una pausa. Poco fuori del centro abitato c’è la cima della Svolværgeita, che può essere scalata. Dirigendovi verso sud incontrerete anche altre montagne e dovrete assolutamente salire su almeno una di esse, facendo trekking lungo i sentieri, perché viste dall’alto le Lofoten sono ancora più suggestive. Deviando leggermente dalla E10 si può raggiungere il villaggio di Henningsvær, nei pressi del quale c’è una splendida spiaggia. Avrete bisogno di molto coraggio, tuttavia, per immergervi nelle gelide acque del Mare di Norvegia. Un’altra deviazione che può essere fatta è quella che conduce sulla costa occidentale, che è la parte ideale delle Lofoten per osservare, nei mesi estivi, il fenomeno del sole di mezzanotte. A Borg potete visitare il museo vichingo di Lofotr, mentre a Reine dovete salire su un’imbarcazione che naviga nell’omonimo fiordo. L’ultima tappa è il villaggio di Å, che è il luogo giusto per rilassarsi. Una buona idea è quella di affittare un gozzo per andare a pesca, o di degustare un piatto a base di stoccafisso.

Isola di Vis: dove si trova, come arrivare e cosa vedere

L’isola di Vis ha belle spiagge di ghiaia ed un ricco passato: sono questi i punti forti di Vis. L’isola croata, che un tempo era abitata soprattutto da italiani, è una meta dove trascorrere una piacevole vacanza di mare. Ma Vis vanta anche alcuni monumenti interessanti.

 

L’acqua turchese del mare e le splendide calette, sulle quali si affaccia la lussureggiante vegetazione mediterranea, hanno trasformato l’isola di Vis in una importante meta turistica della Croazia. Situata a una cinquantina di chilometri dalle coste della Dalmazia, l’isola era conosciuta fino alla metà del Novecento con il suo nome italiano di Lissa e per molto tempo ha effettivamente subìto l’influenza culturale italiana. Vis è stata per quattro secoli un possedimento della Repubblica di Venezia e le acque intorno ad essa sono state lo scenario della celebre battaglia di Lissa, durante la quale, nel 1866, la flotta italiana venne duramente sconfitta dalla marina austro-ungarica. Nonostante abbia fatto parte del Regno dei Savoia soltanto dal 1941 al 1943, Lissa è stata la più italiana delle isole delle Dalmazia: alla fine dell’Ottocento era di lingua italiana circa il 70% della popolazione. La jugoslavizzazione è iniziata all’indomani della I Guerra Mondiale ed è stata completata nel 1944, quando l’isola divenne la base da cui Tito guidò la guerra partigiana contro i nazisti. Contemporaneamente è iniziata la persecuzione degli italiani, che sono emigrati altrove. Al censimento del 2001 soltanto un abitante ha dichiarato di essere di origini italiane.

 

Città di Vis e Komiza

La principale località dell’isola è la cittadina di Vis, nella quale approdano le imbarcazioni provenienti da Spalato e Ancona. Il borgo, che ospita diverse strutture ricettive, vanta un ricchissimo passato, come è testimoniato dalla presenza delle mura della colonia greca, del teatro romano e delle antiche terme. E’ interessante anche la chiesa di San Girolamo, che si trova all’ingresso del porto. Anche nella cittadina di Komiza, situata nella parte orientale dell’isola, vi sono diverse chiese e diversi monumenti da visitare. Se passate da queste parti concedetevi una visita al museo dei pescatori, che ospita un’autentica falkusa, l’imbarcazione tipica utilizzata dagli abitanti di Vis fino alla metà del secolo scorso. Intorno alla città è possibile praticare il parapendio.

 

Spiagge

Per visitare le numerose spiagge di Vis basta imboccare la strada circolare che corre lungo la costa dell’isola. La zona della baia di Rukvac, situata all’estremità sud-occidentale, è certamente il luogo migliore per concedersi un bagno o per prendere un po’ di sole. La spiaggia più famosa è quella di Srebrena, dove la ghiaia si alterna agli scogli. Dalla spiaggia si può facilmente raggiungere l’isolotto di Ravnik, che ospita la celebre grotta Verde. Un’altra zona dove si trovano diverse spiagge è quella della baia di Stoncica, frequentata soprattutto da giovani bagnanti. La più bella, invece, è la baia di Stiniva, che si trova nella parte settentrionale dell’isola e che è di difficile accesso. Per raggiungerla è necessario lasciare l’auto nei pressi della strada e proseguire a piedi per una trentina di minuti. Con una gita in barca è possibile raggiungere la splendida isola di Bisevo, situata a circa cinque miglia nautiche dalla costa di Vis. A Bisevo si può nuotare all’interno delle grotte marine che si trovano lungo la costa.

Come arrivare a Vis

Per raggiungere Vis basta prendere un catamarano o un traghetto dalla città di Spalato. Non è possibile raggiungerla dall’Italia.

Dove alloggiare in Costa Smeralda

La Costa Smeralda  è in grado di offrire panorami mozzafiato, ciascuno dei quali riuscirà ad offrire al turista centinaia di motivi per continuare a recarsi in questa splendida località. Chi visita la Costa Smeralda non può non fermarsi almeno una volta nelle sue isole, tra le quali le più importanti sono l’Isola dei Cappuccini, l’Isola delle Bisce, Di Li Nibani, il Mortorio, le Camere e i Soffi.

Portocervo

Il centro più importante della Costa Smeralda è Portocervo, luogo che conserva una miriade di bellissimi palazzi e chiese dove soffermarsi. In primavera, prima del pienone estivo è anche possibile trovare i cosiddetti viaggi last second dove poter risparmiare sul costo complessivo della vacanza.

Molto caratteristica è la chiesetta risalente agli anni Sessanta realizzata dall’architetto Michele Busiri Vici, che offre, peraltro, una splendida vista su tutta Portocervo marittima.

Portisco

Ma sono senza dubbio le spiagge l’attrattiva principale di Porto Cervo. Sulla strada per la Costa Smeralda diretta verso Porto Cervo, la prima spiaggia che si incontra è Portisco, mentre subito dopo si arriva alla spiaggia Arena Bianca, il cui nome deriva proprio dal candore dei suoi granelli di sabbia.

Razza di Iuncu

La località Razza di Iuncu che segue si compone di tanti piccoli anfratti tutti molto pittoreschi e che hanno nella difficoltà di raggiungimento via terra la loro principale caratteristica.

E’, infatti, preferibile affidarsi al mare come canale di comunicazione per arrivare in queste piccole spiagge, il che rende il tutto ancora più affascinante!

 

La spiaggia più grande di tutta la Costa Smeralda è Liscia Ruia, che è anche conosciuta come Long Beach, dove si ritrovano ogni sera tutti gli amanti della movida del luogo.

Molto bella è la spiaggia di Pietra Manna, alla quale ci si rivolge anche con l’epiteto di la Celvia, che è circondata da tutte le ville più belle della zona.

Dove alloggiare a Minorca

L’isola di Minorca ha due importanti vantaggi rispetto ad Ibiza e Maiorca, le due isole maggiori dell’arcipelago delle Baleari. Il primo di questi vantaggi può essere riassunto con una parola: tranquillità. Le due isole sorelle sono sinonimo di discoteche aperte fino all’alba, di turisti ubriachi a qualsiasi ora e di mega-strutture sempre affollate, mentre Minorca è ancora un luogo per famiglie o per coppiette in viaggio di nozze. L’altro vantaggio riguarda il mare: a dispetto delle dimensioni ridotte, a Minorca vi è più o meno lo stesso numero di spiagge di quelle, sommate tra loro, di Ibiza e Maiorca. Se avete programmato un viaggio alle Baleari, e se non siete animali da discoteca, la scelta dell’isola di Minorca potrebbe essere la migliore.

Maò

Il capoluogo Maò è una della località dell’isola dove potrete trovare un bar o una taperia per trascorrere una piacevole serata. Se passate da queste parti non potrete fare a meno di visitare le distillerie del gin minorchino, che viene prodotto dai tempi in cui l’isola era una colonia inglese. Il consiglio è ovviamente di non esagerare durante la degustazione, altrimenti vi sarà difficile ritrovare la strada per l’albergo. Situata al termine di una lunga insenatura, Maò è il luogo nel quale attraccano i traghetti provenienti dalla penisola iberica e dalle altre isole dell’arcipelago. Quando sbarcate sull’isola soffermatevi un momento ad osservare il porto naturale che vi ospita: è il secondo più grande del mondo dopo quello di Pearl Harbour, nelle Hawaii. E’ interessante anche la fortezza che si staglia sopra al porto e che risale alla metà dell’Ottoccento.

Monte Toro e Citadella

Maò è il punto di partenza ideale per visitare la parte interna dell’isola, percorrendo la strada 721 che arriva a Citadella. Lungo il percorso vale certamente una visita il monte Toro, il promontorio più alto di tutta Minorca. Dalla cima, posizionata a 357 metri d’altezza, si gode di un panorama superbo sull’isola. Citadella, il punto d’arrivo di questo breve itinerario, è un luogo assolutamente magico. Il centro storico è di origine medievale e tra le anguste viuzze si incontrano palazzi in stile arabo, gotico e neoclassico. E’ per questo che Citadella è stata dichiarata “Monumento Storico Artistico Nazionale”. Meritano una visita la piazza d’Es Born e il municipio che si affaccia su di essa, oltre alla cattedrale del XIV secolo. Quest’ultima è stata costruita sopra una moschea, di cui conserva ancora il minareto.

Le migliori spiagge di Minorca

L’isola di Minorca è stata dichiarata riserva biologica dalla Comunità Europea e dall’Unesco. Per capire il motivo di questi prestigiosi riconoscimenti, bisogna lasciare i centri abitati e dirigersi o verso l’interno, o verso il mare. E’ qui che potrete avvistare una delle tante specie di uccelli protetti, o nuotare per qualche secondo in compagnia di una delle ultime tartarughe marine del Mediterraneo. A sud e ad ovest di Maò, sulla costa meridionale dell’isola, vi sono le località di villeggiatura più frequentate (ma mai troppo affollate). La spiaggia più battuta è quella di Son Bou, una distesa di sabbia di circa 2 chilometri e mezzo che si affaccia su un mare limpidissimo. La sabbia fine e il mare pulito sono i piatti forti anche di altre spiagge della costa meridionale, come quelle intorno a Punta Prima e a Santa Galdana. Se avete voglia di rilassarvi in un paradiso marino, dovete invece recarvi sulla spiaggia di Cala Macarella, pochi chilometri ad ovest di Santa Galdana. Sarete accolti da acque turchesi e trasparenti, da una vegetazione avvolgente e da una sabbia bianca e fine. Da qui, a piedi, si può raggiungere Cala Marellita, una caletta più piccola e affollata dai naturisti.

Santorini: cosa vedere, spiagge e cosa fare

I panorami di Santorini sono tra i più belli della Grecia ed alcune delle sue spiagge sono davvero deliziose. Ma Santorini è un’ottima meta anche per chi vuole scoprire la storia antica di queste terre. Sull’isola vi sono diversi siti archeologici, tra cui quello di Akrotiri, la città sepolta da un’eruzione vulcanica nel 1.630 a.C.

L’immagine che abbiamo in mente della Grecia, di edifici bianchi che si aggrappano ad una montagna scoscesa, a Santorini si materializza alla prima occhiata. La barca si avvicina alla costa ed una ad una, sul pendio che si affaccia sul mare, spuntano le piccole chiese bianche con le cupole turchesi, immerse in villaggi dai colori pastello e illuminati dalla luce del sole. Santorini è una delle isole più belle di tutta la Grecia ed è certamente la regina delle Cicladi. L’isola è di origine vulcanica ed è costituita da quanto rimane di un cratere sventrato in epoca preistorica da un fenomeno sismico. E’ a questi antichissimi eventi che Santorini deve la sua forma ad anfiteatro. Nelle acque circostanti vi sono molti vulcani sottomarini ancora attivi, il maggiore dei quali è il Kolumbo. Posto a 8 chilometri dalle coste di Santorini, il Kolumbo ha causato diverse tragedie nel Mar Egeo. Una di queste, avvenuta probabilmente nel 1630 a.C., avrebbe provocato un maremoti di enormi proporzioni, causando a sua volta la scomparsa della civiltà minoica.

Fira ed Oia

Il pittoresco paesaggio di case bianche aggrappate alla montagna, che ha reso le Cicladi famose in tutto il mondo, raggiunge la sua massima espressione nelle cittadine di Fira e di Oia. E’ qui che si trovano i più incantevoli edifici costruiti con la tecnica del sottoscavo. Le case di Fira e di Oia sono più grandi di quanto potrebbe sembrare dall’esterno, poiché la parte posteriore di esse, solitamente destinata alle stanze da letto, è scavata direttamente nella roccia. Andate ad Oia al tramonto, poiché si dice che i suoi tramonti siano i più belli di tutta la Grecia. A Fira, invece, vale la pena concedersi una pausa in uno dei bar con terrazza sul mare.

I siti archeologici

A Santorini si trovano anche diversi siti archeologici e due di questi sono assolutamente da non perdere. Il più spettacolare è quello dell’antica Akrotiri, città che, come Pompei, è rimasta ricoperta dalla lava per secoli. La città, di origine minoica, fu colpita della terribile eruzione di 3.500 anni fa. Gli scavi del 1967 hanno riportato alla luce strade ed edifici, mulini e magazzini, oltre a una serie di case a due e tre piani con meravigliosi affreschi. Uno di questi dipinge un’isola abitata da una ricca civiltà, con sfarzosi palazzi costruiti seguendo una pianta a cerchi concentrici. Secondo alcuni studiosi sarebbe una raffigurazione della mitica Atlantide. Merita una visita anche il sito archeologico dell’antica Thera. Fondata dai dori nel IX secolo a.C., la città di Thera è stata abitata fino ad epoca bizantina. Oggi sono visibili i resti di edifici di epoca ellenistica e romana, per la maggior parte scoperti tra il 1895 e il 1902 da archeologi tedeschi.

Spiagge ed immersioni

Come tutte le isole greche, anche Santorini offre ai turisti splendide spiagge e mare limpidissimo. Vicino agli scavi di Thera si trovano due delle spiagge più belle dell’isola, quelle di Kamari e di Perissi. Entrambe hanno la stessa particolarità: sono composte da sabbia e ghiaia annerita dall’attività dei vulcani sottomarini. Nei pressi del sito archeologico di Akrotiri c’è una spiaggia dal colore rossastro. In questo caso la particolare colorazione è dovuta alle rocce, ricche di ferro, che circondano la spiaggia.

A Santorini è possibile dedicarsi anche alle immersioni. Sott’acqua la visibilità è incredibile, sebbene vi sia abbondanza di creature marine soltanto in alcune zone. Chiedete al vostro centro di immersioni di visitare uno dei crateri sottomarini, o di nuotare in quei punti dove l’acqua del mare è riscaldata dalle sottostanti sorgenti sulfuree.

 

Procida: cosa vedere e cose da fare

Procida non gode della stessa fama di Capri e di Ischia, ma vi sono splendide spiagge e monumenti suggestivi anche a Procida. L’isola, che è la terza per dimensioni del gruppo delle Flegree, vanta una serie di edifici dai colori pastello e lingue di sabbia che si aprono lungo una costa particolarmente frastagliata

 

La sua bellezza incanta poeti ed artisti da almeno due millenni. Uno dei primi a descriverla fu Virgilio, il grande poeta latino, mentre Boccaccio vi ambientò uno degli episodi del “Decamerone”. In epoche più recenti, Elsa Morante l’ha scelta come scenografia de “L’Isola di Arturo” e Massimo Troisi vi ha girato “Il Postino”. Stiamo parlando dell’isola di Procida, situata tra Ischia e la costa napoletana, che stupisce i visitatori per i suoi paesaggi suggestivi, per gli edifici dai colori pastello, per la sua atmosfera tipicamente mediterranea. Eppure Procida non ha la stessa fama delle altre isole Flegree, come Capri e la già citata Ischia. Il turismo, infatti, è soltanto relativamente sviluppato e non regge il confronto con lo sviluppo che ha raggiunto in altre località di villeggiatura della Campania. L’isola ha vissuto, fino a non molto tempo fa, di una serie di attività legate al mare, quali la pesca e la marineria, e soltanto di recente ha cercato di sfruttare le sue bellezze naturali per aumentare i flussi turistici. Ma queste precisazioni non devono spaventarvi. A Procida troverete splendide spiagge e strutture ricettive di primo livello. L’unica vera differenza con Ischia e con Capri, è che a Procida troverete un’atmosfera più tranquilla e certamente più rilassante.

 

Arte e mare

Procida è di origine vulcanica e la sua principale località è Marina Grande, che è anche il più importante approdo dell’isola. Marina Grande affascina immediatamente i viaggiatori grazie ai suoi antichi edifici dai colori pastello, tra cui spiccano il seicentesco Palazzo Merlato e la Chiesa della Pietà. Il centro storico di Procida è invece costituito dalla cittadella medievale di Terra Murata, che è composta da vicoli suggestivi e da porte vecchie di secoli. E’ particolarmente interessante l’Abbazia di San Michele Arcangelo, la quale, tra le altre cose, ospita anche un presepe napoletano del XVIII secolo. Meritano una passeggiata anche la Corricella, con il suo porticciolo seicentesco, e il Casale Vascello, con i suoi edifici dalle linee tipicamente procidane. La costa di Procida è in buona parte frastagliata, ma vi sono anche alcune spiagge. La più frequentata è quella della Chiaiolella, dove vi sono stabilimenti balneari, bar e ristoranti. Poco più avanti c’è invece la piacevole spiaggia di Ciraccio, con i suoi caratteristici faraglioni, mentre nei pressi di Marina Grande vi sono le due spiagge, entrambe attrezzate, della Silurenza e della Lingua. Se siete in cerca di qualcosa di particolare, provate a recarvi presso la spiaggia della Chiaia. Questa lingua di sabbia si affaccia su una splendida baia ed è raggiungibile con una scalinata di 182 gradini.

 

Mykonos: guida per l’Isola

Mykonos è la più tollerante delle isole greche ed ha una vita notturna che fa concorrenza ad Ios. Viaggio alla scoperta di Mykonos, dalla suggestiva “Little Venice”, con i suoi edifici che si affacciano sul mare, fino a Paradise Beach, dove la festa inizia all’ora di pranzo

Rimarrete stupefatti dall’atmosfera di tolleranza che si respira a Mykonos. Tra le isole greche è certamente la più aperta, quella dove c’è spazio per tutti, dove nessuno vi guarderà con stupore se sarete troppo appariscenti. A Mykonos, tanto per dirne una, il nudismo è più o meno tollerato in molte spiagge, anche in quelle frequentate da chi non rinuncia al costume. Ma l’isola è anche un’apprezzata meta turistica per gay e lesbiche, e nel borgo di Chora vi sono numerosi locali frequentati prevalentemente da una clientela omosessuale. La vita notturna di Mykonos gode di fama internazionale: la festa inizia quando il sole è ancora alto sulla spiaggia di Kalamopodi, significativamente soprannominata Paradise Beach, e continua di notte nei tanti bar e nelle tante discoteche. Le occasioni di divertimento non mancano, ma non va dimenticato quello che è il fattore principale del successo turistico dell’isola: a Mykonos vi sono spiagge incantevoli che si affacciano su un mare limpidissimo.

L’isola di Mykonos è una destinazione più cara rispetto ad altre mete delle Cicladi. Ciò non significa che non sia possibile trovare alloggi a prezzi contenuti, anche perché vi è sempre l’opzione di andare in campeggio, ma un pranzo o una bibita vi costeranno qualcosa in più rispetto a quanto vi sarebbero costati ad Ios. Va poi detto che a Mykonos vi sono anche aree più tranquille di quelle dove si svolge la movida notturna, e che alcune zone sono frequentate soprattutto da famiglie greche in vacanza. Sull’isola c’è spazio anche per chi pratica il windsurf, che è molto diffuso sulla ventosa costa settentrionale.

Chora e vita notturna

Il pittoresco borgo di Chora è il centro della vita notturna di Mykonos, ma merita una visita anche di giorno. Il monumento di maggiore interesse è la chiesa di Panagia Paraportiani, che è stata costruita nel Quattrocento e che è uno splendido esempio di architettura tardo-bizantina. Al tramonto farete bene a trasferivi ad Alefkandra, la parte più occidentale della città, che i turisti inglesi hanno soprannominato “Little Venice”. Vi sono una serie di deliziosi edifici, bianchi e di colori pastello, che si affacciano direttamente sul mare.

Dopo aver cenato in un ristorante che serve pesce, sarà dunque il momento di approfittare della vita notturna di Mykonos. Tra i bar più famosi dell’isola ci sono l’Astra e il Down Under. Coloro che sono in cerca di un’atmosfera più raffinata potranno provare il The Piano Bar, che offre musica classica negli ambienti che un tempo erano occupati da una galleria d’arte. Bevuti un paio di drink, ci si può trasferire allo Space Dance, una delle discoteche più famose di Mykonos. Tra i locali gay meritano una nota il popolarissimo Jackie O’, che offre musica a tutto volume fino alle sette del mattino, e il Kastro Bar, che ha un’atmosfera più rilassata e più romantica. Ma c’è anche un’altra opzione per chi vuole vivere la notte: entrare in uno dei locali che si trovano intono a Paradise Beach.

Paradise Beach

Se avete scelto Mykonos perché credete che sia sinonimo di divertimento, allora la vostra spiaggia favorita sarà certamente Paradise Beach. La fama di questa lunga striscia di sabbia è ormai internazionale e per capirne il motivo vi basterà arrivare a un centinaio di metri da essa: le casse sprigionano musica a tutto volume e la gente balla in spiaggia come se si trovasse in discoteca. A Paradise Beach troverete molti bar e servizi di ogni tipo. Di notte la spiaggia si trasforma in una discoteca all’aperto, dove i ragazzi trascorrono qualche ora prima di trasferirsi al vicino Cavo Paradiso. Accanto a Paradise Beach c’è un altro luogo di culto di Mykonos: Super Paradise Beach. Questa spiaggia è quella maggiormente frequentata da gay e lesbiche, ma vi sono anche molti etero. Una buona alternativa alle due Paradise Beach sono le spiagge di Elia e Platis Gialos.