Le donne viaggiatrici nella storia

Non è semplice, generalizzando talvolta certe osservazioni, affermare che le donne viaggiano in modo differente dagli uomini. Di certo esistono alcune caratteristiche che rendono il “viaggio femminile”, sotto alcuni aspetti, differente. Alla base del viaggiare, c’è per entrambi, uomini e donne, lo stesso bisogno di partire, lo stesso desiderio di libertà, l’identica irrequietezza e sete di scoprire. Il concetto di viaggio tuttavia non ha sesso. Prendendo, ad esempio, in considerazione, alcune etimologie, scopriamo che “viaggio” in italiano è maschile, ma originariamente in latino, la parola era neutra: viaticum, cioè “attrezzatura per la via”. In tedesco die Reise è femminile, mentre in francese e in spagnolo è maschile: voyage, e viaje.

In realtà, è stato differente il percorso storico che viaggiatori e viaggiatrici hanno dovuto affrontare. Le donne in questo, come in altri campi, hanno dovuto conquistare lo stato di “viaggiatrici” e farlo accettare tanto agli uomini quanto alle donne che restavano a casa. Ancora nella prima metà del novecento, un giornalista scriveva “due qualità caratterizzano i viaggiatori: il coraggio e la fiducia in se stessi, entrambi risaputamente maschili”. Probabilmente le donne, come sosteneva Mary Wollstonecraft, la loro più grande battaglia l’hanno combattuta contro se stesse, e nello specifico contro quella visione del mondo trasmessa da generazioni, contro gli stereotipi e le immagini di sé a cui erano state educate. Anche gli uomini, tuttavia, sono stati, in qualche modo, vittime degli stessi ruoli e dell’immaginario che essi stessi avevano costruito: il viaggiatore solitario, l’eroe senza macchia, il coraggioso e intrepido esploratore, il cavaliere errante, e così via…

Al’inizio, come è facile immaginare, le donne che incominciarono a viaggiare furono poche: erano avventuriere, oppure donne appartenenti alla nobiltà, in seguito vi sarebbero state viaggiatrici di provenienze culturali e sociali differenti. Lo sguardo con cui le viaggiatrici hanno osservato i paesi visitati, ha dato origine alle particolarità del viaggio femminile. In primo luogo, l’attenzione per i dettagli, che investe non solo l’aspetto geografico, antropologico o storico delle mete di viaggio, ma anche tanti aspetti, per così dire minori legati alla vita quotidiana. Le donne osservano spontaneamente il modo di vestire, gli oggetti usati nella quotidianità, l’alimentazione, le abitudini familiari, il modo in cui i figli venivano allevati, e come le specifiche culture abbiano abituato gli individui a esprimere le proprie emozioni, sia nel privato che nella collettività.

Spesso le donne hanno fissato le proprie osservazioni sulla carta: nei diari, in autobiografie, e soprattutto nelle lettere indirizzate ad amanti, genitori, mariti o figli, ma anche ad altre donne, sorelle o amiche. Le viaggiatrici non hanno raccontato soltanto, con ricchezza di dettagli, la vita del luogo visitato, ma hanno parlato ampiamente di se stesse: emozioni, pensieri, ragionamenti e soprattutto sentimenti comunicati al mondo esterno con profondità o con una naturalezza che in questo caso, si può concludere, tipicamente femminili. Il viaggio di una donna dunque, sembra essere stato, prima di tutto, un’occasione per compiere un viaggio indisturbato nelle profondità di se stessa.

 

Bagni Gellert: le terme più famose di Budapest

I Bagni Gellert sono il complesso termale più conosciuto di Budapest e si trovano nella parte di Buda.

Oltre ad essere soprannominata la “Perla del Danubio” o ancora la “Parigi dell’est”, la capitale ungherese è anche conosciuta per il passatempo preferito dei budapestini: andare a rilassarsi alle terme.

In effetti l’impressionante ricchezza di sorgenti termali fa sì che la città possa vantare ben oltre trenta stabilimenti di acque curative, tra cui anche bagni turchi.

Considerato come lo stabilimento più elegante della città di Budapest, il bagno Gellert venne costruito durante la prima guerra mondiale, tra il 1914 e il 1918 sull’ex-area dell’ospedale medievale di acque curative.

E’ meritatamente famoso sia per l’imponenza delle strutture termali situate in riva al Danubio, sia per il suo sfarzoso stile liberty, le magnifiche statue, i mosaici di ceramica e i vetri dipinti che lo impreziosiscono.

La struttura funziona sia come piscina sia come bagno termale e comprende un albergo 4 stelle. La piscina aperta è famosa per le sue decorazioni in stile ’900, mentre quella coperta di acqua gasata con tetto apribile presenta un’architettura davvero stupenda.

Sotto una grande cupola di metallo e vetro, lungo il perimetro della vasca rettangolare, si trovano colonne tortili, decorate con motivi floreali. Le colonne sostengono un mezzanino a galleria, ornato da piante verdi e pilastri rivestiti di ceramiche di Zsolnay.

Da non perdere anche la visita ai bagni termali, ricoperti da magnifici mosaici blu. ll costume da bagno non è necessario, viene consegnato un perizoma da annodare in vita, per passare alla sauna, al bagno di vapore e alle vasche piene d’acqua a temperature diverse.

Alla fine non resta che riposarsi qualche istante e riabituarsi alla temperatura dell’ambiente. Non c’è dubbio: i bagni e l’hotel Gellert formano il complesso termale e alberghiero più prestigioso della capitale!

Anguilla Caraibi: spiagge, quando e come andare

Anguilla vanta alcune delle spiagge più belle di tutti i Caraibi, luoghi incantevoli in cui rilassarsi e prendere il sole. L’isola, che è un territorio britannico d’oltremare, non è ancora stata invasa dal turismo di massa. Ed è una delle mete più care di tutti i Caraibi

Fino agli Anni ’80 non vi erano vere strutture turistiche sull’isola di Anguilla, territorio britannico d’oltremare nel Mar dei Caraibi. I primi investimenti di questo genere sono stati effettuati alla fine di quel decennio, ma è soltanto nel 2005 che l’amministrazione locale ha cercato di accelerare lo sviluppo dell’industria turistica. E’ impossibile dire se Anguilla diventerà come altre isole dei Caraibi, dove il numero di turisti supera quello degli abitanti. L’unica cosa certa è che l’isola, almeno per il momento, è una meta ancora tranquilla, dove le spiagge non sono troppo affollate e dove i resort non hanno rovinato i paesaggi della costa. Ad Anguilla vi sono alcune delle spiagge più belle di tutti i Caraibi, quasi tutte circondate dalla vegetazione tropicale. Meritano una nota anche i fondali di questo tratto dei Caraibi, soprattutto quelli che si trovano intorno agli isolotti corallinisituati intorno ad Anguilla. Ma tanta grazia ha un suo prezzo. Poiché è stata protetta dall’invasione del turismo di massa, Anguilla è diventata una meta esclusiva dove quasi tutto è molto caro, dagli alberghi ai ristoranti. L’isola ha un suo aeroporto, ma se arrivate dall’Europa farete bene a salire su uno dei voli diretti tra Parigi e St. Martin, che dista appena 20 minuti di motoscafo.

 

Anguilla: spiagge e immersioni

 

Una vacanza ad Anguilla si sviluppa essenzialmente in riva al mare. L’entroterra dell’isola è abbastanza spoglio, a causa di un terreno particolarmente arido, mentre a The Valley, l’unica cittadina di Anguilla, non vi sono molte attrazioni da visitare. A The Valley mancano quasi del tutto anche i monumenti coloniali che invece sono presenti in altre zone dei Caraibi. Gli inglesi, infatti, governavano Anguilla dalla vicina St. Kittis e non hanno avuto bisogno di costruire edifici governativi. Dopo aver dato uno sguardo alla Wallblake House, uno degli edifici più antichi dell’isola, vi conviene dirigervi verso le spiagge di sabbia bianca che sono il motore dell’industria turistica di Anguilla. A 3 chilometri da The Valley c’è la splendida spiaggia di Sandy Ground, che è anche la più affollata dell’isola. Intorno ad essa vi sono diversi resort, ristoranti e centri per le immersioni. Sandy Ground è popolata anche di sera, quando i turisti si siedono a bere una birra in locali come l’Elvis Beach Bar, il Pomphouse e il Rafe’s. Vi sono ristoranti e locali notturni anche intorno a Shoal Bay, situata nella parte settentrionale dell’isola. Shoal Bay è meno affollato di Sandy Ground è probabilmente è anche più bella. La sabbia è di un bianco abbagliante e le acque, di colore turchese, sono abitate da una miriade di creature marine. Gli appassionati di immersioni dovranno invece rivolgersi ad uno dei diving center dell’isola. Tra i fondali più belli ci sono quelli delle Sandy Islands, mentre al largo vi sono alcuni relitti adagiati in fondo al mare. Ma non si tratta di navi affondate in seguito ad incedenti. Le imbarcazioni in questione sono state affondate deliberatamente, per aumentare l’interesse degli amanti di subacquea.

 

Camargue: itinerario per vedere la città gitana

La Camargue è una zona a sud di Arles, in Francia, e i suoi simboli sono i cavalli bianchi e tori neri come la pece.

Sviluppata sul delta del Rodano, a sud di Arles, questa terra è nota per le sue corride non cruente, le “course camarguais“, e i suoi spettacoli d’equitazione. La stagione ideale per andare sono la primavera e l’autunno perché le estati sono davvero molto calde.

Entrambi avvengono in un arena circolare e gli spettatori possono ammirare le abilità dei partecipanti nel sottrarre oggetti al toro e quelle dei gardiens nel montare a cavallo.

Cosa vedere a Camargue in Provenza

Questo paese, oltre ad avere uno delle riserve naturali con più specie protette, offre anche un vasto parco ornitologico dove si possono avvistare i fenicotteri rosa che trovano in queste terre un’habitat perfetto grazie agli stagni di acqua salata.

La capitale Saint-Marie-de-le-Mer è punto di pellegrinaggio per i rom gitani che vengono qui ad adorare Sara la nera, anche se non è stata riconosciuta santa da nessuna professione religiosa. Particolare è la sua statua nella chiesa a lei dedicata dove i pellegrini le lasciano in dono il loro mantello porgendolo sulle sue spalle.

Il simbolo del capoluogo è la Croix Gardiane: un’ancora, una croce e un cuore. Ad ogni punta della croce si ha un tridente a forma di mezza luna che rimanda alle picche con cui i lavoratori negli allevamenti, i Gardians, stimolano il bestiame. Oltre alle mandrie, questo paese è dedito alla pesca, da cui deriva l’ancora.

Il simbolo però ha anche tre rimandi alle virtù teologali: la croce alla la Fede, l’ancora la Speranza e il cuore la Carità. Questi significati insieme rimandano alla loro cultura: lavoratrice e al contempo religiosa.

Poco lontano si erge un paese costruito intorno ad una roccaforte medievale: Aigues-Mortes. È molto interessante dal punto di vista storico in quanto ha conservato interamente le sue cinte murarie. Altre città poco distanti, ma molto interessanti sono Nimes, Montpellier e Arles.

Un luogo sperduto, circondato dal verde, tre camere da letto, un’edificio interamente coperto d’edera, una piscina costruita di mattoni grigi, è il luogo perfetto per trascorrere un paio di notti immersi in un paradiso di relax. A Maison d’Hotes Mas de Barbut le porte non hanno chiavi, le camere sono a tema (incredibile quella messicana) e i proprietari sono favolosi: la moglie parla solo francese provenzale (incapibile) e il marito ti parla in spagnolo misto francese misto inglese. In qualche modo ci si intende sempre o per gesti o per parole. Aigues-Mortes la signora lo pronunciava Ag-mor. Potete immaginare come potevamo farci spiegare di cosa stesse parlando, in certi casi internet è la soluzione perfetta. Sono molto socievoli e sono sempre a disposizione, preparano la colazione a qualsiasi ora e organizzano passeggiate a cavallo.

Questo luogo fiabesco si trova a 15 minuti da Aigues-Mortes e mezz’oretta da Saint-Marie-de-le-Mer.

 

Altamura: tutti i luoghi da vedere

Altamura è un comune pugliese di circa 70.000 abitanti in provincia di Bari, famoso per la produzione del suo tipico pane DOP (denominazione di origine protetta) e per le scoperte paleontologiche che in quest’area sono state fatte, dall’Uomo di Altamura alla cava dei dinosauri.

 

Altamura possiede anche un rilevante patrimonio architettonico, ben rappresentato dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta. Il duomo presente in questa città pugliese è uno splendido esempio dei canoni architettonici della corrente romanico pugliese, risalente al XIII secolo.

Consigliata la visita al tesoro di Altamura, contenuto all’interno della Basilica, ricco di argenti e arredi sacri e la Biblioteca Capitolare, dove sono presenti tante pergamene di varie epoche storiche.

Tuttavia, ciò che realmente caratterizza il territorio di Altamura, come anticipato in precedenza, è la presenza massiccia di importanti siti archeologici di rilevanza mondiale. Nel 1999, nella cosiddetta “valle incantata” di Altamura, vennero rinvenute ben 30.000 orme di dinosauri, numeri che portarono questo ritrovamento ad essere uno dei più importanti del mondo. Le impronte risalgono al Cretacico superiore, tra i 70 e gli 80 milioni di anni fa e testimoniano la presenza di oltre duecento animali, appartenenti almeno a cinque gruppi diversi di dinosauri, sia erbivori che carnivori. Le impronte arrivano anche a superare i 40 cm, lasciando quindi immaginare che quest’ultime appartenessero, tra i tanti presenti, anche a dinosauri alti oltre 10 metri.

 

La conservazione delle tracce è stata possibile grazie alla conformazione del terreno, paludoso dal fondo fangoso, con tappeti di alghe che hanno permesso la cementazione dell’impronta.

Da Altamura si possono organizzare tantissime escursioni tra cui ti consiglio quella che porta alla visita della città di Lecce, una delle più belle città di tutto il sud Italia. Vi consigliamo Sant’Angelo delle Grotte, chiesa ipogeo ricavata nel tufo, con all’interno degli affreschi del 1300. Se, invece, apprezzate le masserie recatevi alla Masserie Jesce, bellissima villa-fattoria fortificata. 

Pozza di Fassa: consigli per trascorrere una vacanza tranquilla

Pozza di Fassa è una delle perle più rilucenti di tutta la Val di Fassa. Si trova in una delle zone più ampie della vallata, là dove il fiume Avisio si congiunge con il Rio San Nicolò, ed è caratterizzato dalla presenza di alcuni dei massicci più sublimi di tutto l’arco alpino. Se avete prenotato un hotel in Val di Fassa, ma non avete visitato Pozza di Fassa, non potete dire di aver visitato la parte migliore di questa valle. Pozza di Fassa infatti sa regalare emozioni uniche e indimenticabili, grazie anche al fatto di potersi permettere un’offerta vacanziera variegata ed eterogenea, a stretto contatto con la natura. Qui infatti si possono fare passeggiate, arrampicate ed escursioni, senza contare il trekking e la geologia alla scoperta di alcuni massicci famigerati.

Soggiornare in un hotel di Pozza di Fassa consente di staccare la spina dal lavoro per qualche giorno, non pensare al tran tran quotidiano, rilassarsi e ricaricare le energie. Consultando il proprio tour operator di fiducia, oppure un sito internet di viaggi è possibile scegliere l’offerta che più soddisfa le proprie esigenze e il proprio portafoglio. Pozza di Fassa infatti è una di quelle località ideali per tutte quelle persone che vogliono trascorrere una vacanza in Trentino senza doversi svenare.

Pozza di Fassa è una vera e propria oasi di tranquillità, riposo e benessere, grazie anche alla presenza di fonte termali perfette per la cura della pelle. Soprattutto, la sorgente solforosa di Alloch è tra le più celebri per questo tipo di trattamento, nonché l’unica di tutto il Trentino con queste particolari proprietà.

Chi viene in vacanza a Pozza di Fassa nel corso del periodo invernale invece ha a disposizione alcune delle piste più belle e interessanti di tutta la regione. Più in particolare, la Skiarea Buffaure è una delle più lunghe della vallata. Sa far emozionare e divertire sportivi e sciatori, anche per via del fatto che offre alcuni scorci panoramici mozzafiato sul gruppo del Sassolungo, sul Latemar e sul Catinaccio. Gli impianti di risalita congiungono in modo agevole le varie discese, mentre un servizio di skibus gratuito permette agli sciatori di raggiungere le piste in poco tempo.

Tolosa: informazioni e cosa vedere

Tolosa è una città della Francia ed è capoluogo della regione Occitania, posta nella parte sudoccidentale del territorio francese. La città è attraversata dal fiume Garonna e dista solo 100 km dai Pirenei spagnoli. Il clima è caldo e temperato.

Quarta città per numero di abitanti del Paese, Tolosa lascia stupiti per la sua bellezza e per l’accoglienza che viene riservata ai turisti che la visitano. Capitale dell’affascinante regione dei Mid-Pirenei (e capitale culturale dell’Occitania, la regione dell’antica lingua d’Oc), essa è facilmente raggiungibile grazie all’aeroporto (Tolosa Blagnac) che dista pochissimi km dal centro e che mette in collegamento diretto la città francese con Milano Malpensa e Roma Fiumicino.

Sono almeno due gli aspetti che rendono Tolosa una città assolutamente da visitare: il fiume Garonna ed il ricchissimo patrimonio artistico. Il primo attraversa la città e le dona un aspetto romantico e nostalgico allo stesso tempo. Se visitate Tolosa nei mesi caldi, non sarà raro trovare sulle sue sponde ragazzi distesi a prendere il sole o intenti a giocare. Parte delle sue sponde è inoltre percorribile a piedi e in bici: passeggiando lungo la Garonna sembra essere molto lontani da una grande città e da tutti i suoi rumori…

Tolosa incanta per le sue bellezze artistiche e culturali: l’elegante piazza del Municipio circondata da edifici neoclassici del XVIII secolo, la Basilica romanica di Saint-Sernin Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1998, la Cattedrale di Santo Stefano e la Chiesa dei Giacobini, capolavoro gotico, tra i monumenti più ammirati della città. Allo stile architettonico gotico appartengono anche altri edifici religiosi come la Chiesa di Notre-Dame du Taur e soprattutto il Convento degli Agostiniani, oggi Accademia delle Belle Arti  che custodisce oltre 4.000 opere.

Tra gli edifici civili spiccano il Campidoglio – il Municipio di Tolosa -, la vicina Torre degli Archivi e lo splendido ponte nuovo che taglia la Garonna. Per gli amanti dell’arte, oltre al già citato Convento degli Agostiniani, ci sono altri 10 musei e gallerie sparsi nel territorio cittadino.

Sardegna del Nord: itinerari e consigli per un viaggio in campeggio

La Sardegna del Nord si presta decisamente ad un tour in auto perché suggestiva e molto selvaggia. Questa volta abbiamo deciso di optare per il campeggio! Punto base Santa Teresa di Gallura! (Centro nord dell’isola).

Livorno – Olbia in traghetto. Basta una poltrona se viaggiate di giorno. E’ passato qualche anno ma, avendo prenotato con molti mesi in anticipo, l’attraversata per 2 persone con la macchina ci era costata circa 160 euro totali per i 10 gg centrali di agosto (purtroppo non era già  più possibile usufruire della promo ” auto a 1 euro”).

Primo consiglio che ci sentiamo di dare se la meta delle vostre vacanze è la Sardegna, è di lasciarvi andare. Quindi vale la pena ogni giorno prendere macchina o moto e cambiare spiaggia, oppure inoltrarsi nell’entroterra!

I nostri dieci giorni sono trascorsi tra la Costa Smeralda e l’isola della Maddalena alle famose Grotte di Nettuno a Oristano, passando per la Costa Paradiso e la meravigliosa Stintino.

Il mare sicuramente merita in ogni parte! Se riuscite ad arrivare presto la mattina è molto semplice trovare un angolo dove poter prendere posto! Chiaro che se la vostra sveglia suona a mezzogiorno, comincia ad essere più difficoltoso il viaggio.

Le strade non sono eccezionali. Non esistono autostrade, se non per pochi tratti, e, talvolta, è difficile procedere velocemente ma non scoraggiatevi.

Il cibo è a dir poco spettacolare! Dagli antipasti ai dolci, tutto va assaggiato! Per il pesce la costa è ovviamente super indicata (se riuscite a trovare qualche posticino un po’ sperduto sarà sicuramente meno dispendioso!). Per la carne invece vi consigliamo di inoltrarvi un po’ all’interno, troverete degli agriturismi tipici dove con davvero poco mangerete fino a scoppiare! Nonostante siano passati molti anni sentiamo ancora il gusto di quella deliziosa cena! Il pane carasau è tipico pane sardo originario della Barbagia; i malloreddus, definiti anche gnocchetti sardi, sono senz’altro la più classica delle paste sarde. Il maialino è una prelibatezza che sicuramente non va persa! Per quanto riguarda i dolci… Le seadas (o nelle varianti dialettali sebadas, seattas), sono un piatto tipico della tradizione sarda a base di pasta, formaggio e miele (o zucchero). Il tutto deve essere rigorosamente accompagnato dall’ottimo vino rosso (Cannonau) o il bianco (Vermentino). Il pecorino sardo è una chicca che consiglio di portare a casa come souvenir, verrà sicuramente apprezzato!

L’artigianato tessile sardo è molto particolare. Dai bellissimi scialli dei costumi tipici ai tappeti di Samugheo sono esempi di rara bellezza del prodotto tipico sardo. Uno dei simboli della Sardegna è il coltello a serramanico, nelle sue varie forme e modelli, come la pattadese e l’arburesa, entrambi realizzati con manico in osso di corna di montone. Troverete inoltre molti oggettini fatti di sughero che da portare a casa sicuramente pesano poco!!!

 

Valle di Primiero: piccola guida ai borghi della zona

La Valle di Primiero, conosciuta anche come Valle del Cismon, si trova in Trentino orientale ed è a 710 metri sul livello del mare.

Quando inizia a sciogliersi la neve ed il sole inizia a prendere il sopravvento, erroneamente si pensa che le località turistiche di montagna debbano chiudere i battenti ed attendere le nevicate della stagione successiva. Niente di più falso. Oramai sono sempre di più coloro che scelgono la montagna per le proprie vacanze estive e, di conseguenza, le località si organizzano per proporre un’offerta turistica adeguata anche in estate.

E’ il caso delle Valli del Primiero: in questa incantevole parte del Trentino sono tantissime le opportunità di divertimento e non c’è modo di annoiarsi durante un soggiorno anche nei mesi più caldi. Soggiornando presso un albergo di Primiero ci si troverà nel cuore della valle: questo può rappresentare un ottimo punto di partenza per una serie di affascinanti escursioni ed esplorazioni, per visite storico-artistiche e per avventure all’aria aperta.

Tra le attività più amate dai turisti ci sono le passeggiate all’interno della Foresta dei Violini a Paneveggio: qui, oltre ad ammirare una splendida e rigogliosa vegetazione caratterizzata dall’abete rosso e da albero secolari, si può visitare l’area faunistica dedicata al cervo. Nella vicina Val Canali si trova Villa Welsperg parte della quale ora è adibita a centro visitatori. Tuttavia si possono visitare una sala con gli acquari ed una con raccolte naturalistiche mentre si scopre chi erano i Welsperg, proprietari del’imponente villa. Per gli appassionati di arte si consiglia la passeggiate nel centro storico di Fiera di Primiero: qui si trovano una serie di edifici e molte tracce che raccontano la storia stessa della valle – il Palazzo delle Miniere, la maestosa Arcipretale gotica, la chiesetta romanica di San Martino, il Palazzo Welsperg, la Contrada, il borgo di Pieve.

Ma non è ancora finita: laboratori per bambini e fiere ed incontri di degustazione dei prodotti tipici locali completano l’offerta turistica per l’estate a Primiero: formaggi, vini, biscotti al miele, canederli e crostatine con la marmellata, strudel di ricotta e biscotti di mais. Da leccarsi i baffi!

Viaggio in Messico: cosa vedere e consigli per una vacanza fai da te

Il vostro sogno è quello di fare una vacanza in Messico ma non sapete dove cominciare? Leggete il nostro racconto di viaggio, vogliamo vedere se riusciamo a darvi delle dritte giuste per organizzarlo da soli.

Abbiamo trascorso otto giorni in Messico in un vero paradiso… spiaggia bianchissima, mare trasparente, all’ombra delle palme… non si poteva chiedere di più! La moneta ufficiale è il pesos messicano e, attualmente, ad 1 euro corrispondono ben 22,57 pesos messicani. La lingua ufficiale è la spagnola ma parlano bene anche in inglese nelle zone più turistiche. 

Al di la del relax di questa settimana, abbiamo fatto varie escursioni … ALLA SCOPERTA DEI MAYA!!!!

Prima tappa Tulum, raggiungibile con un’ora di bus da Playa del Carmen (nostra base di partenza). Le rovine dell’antica città si innalzano sull’alto di un precipizio roccioso flagellato dal mare dei Caraibi. Il suo perimetro è cinto. Sembra di trovarsi in una città fatta a misura e per il piacere dell’uomo , è circondata da spiagge meravigliose. Da visitare il Castello, il Tempio del Dio Discendente, il Tempio degli affreschi, il tempio del vento e la muraglia. Gita/Tour piacevole e non impegnativo. La guida poi vi racconta per filo e per segno la storia Maya di Tulum! Presenti in tutta l’area numerosissime ed innocue iguane che passeggiano tra le persone senza fare una piega! Non può mancare ovviamente un tuffo nella famosa Playa Paraiso… provare per credere!

Seconda tappa Coba. Passeggiando per 6 km immersi nella foresta bassa tropicale, oltre alle rovine, si può salire sull’unica piramide maya dove sia permesso. Il bello di questo posto sono la variegata flora e fauna che si ha il piacere di fotografare. Bella anche la laguna coi coccodrilli al lato del sito. Super apprezzati i risciò al rientro!

Per quanto riguarda il mare, le cose da fare sono tantissime, dalla moto d’acqua, al paracadute trainato dal motoscafo, per non dimenticare lo snorkeling.

Inoltre non sarà difficile assistere ad un matrimonio celebrato direttamente sulla spiaggia, con pochi invitati in infradito, un prete e un orchestra di un paio di persone!

In valigia non possono mancare assolutamente sombreri, simbolo del messico e stampe “Maya” portafortuna su pelle.