Atene: guida turistica alternativa per viaggiare consapevolmente

Atene è la capitale della Grecia ed è, a tutti gli effetti, il suo cuore storico. La città è piena di storia, arte e filosofia ma, oggi, oltre ad avere tantissimi luoghi di interesse, è anche una città moderna dove divertirsi e trascorrere del tempo.

Sbarcare a Patrasso dopo 33 ore in nave è davvero una bellissima sensazione. Dopo tanto navigare, toccare la terra ferma è un pò come raggiungere un traguardo e le emozioni si intensificano quando il traguardo è stato immaginato a lungo ed assume anche qualche sfumatura in più, regalata dal nostro sognare.

Patrasso è il porto d’arrivo di numerose navi provenienti dall’Italia; da qui hanno solitamente inizio i viaggi verso la Grecia ed è qui che ha inizio anche il nostro tour alternativo in queste terre.

Se arrivate di notte troverete davanti al porto ancora qualche locale aperto per i viaggiatori on the road che desiderano attendere il primo treno per Atene gustando un piatto di moussaka o di tzatziki.

La stazione dista poche centinaia di metri e collega la città portuale con diverse località della penisola; i treni però non sono frequenti ed occorrerà armarsi di un pò di pazienza se si sceglierà il treno come mezzo di trasporto.

Se sperate di guadagnare qualche ora di sonno durante l’attesa in stazione, sappiate che questo potrebbe venirvi impedito dall’intervento della “polizia turistica”, incaricata di mantenere il decoro all’interno delle stazioni dei treni e della metropolitana, controllando che nessuno resti sdraiato o si stabilisca troppo a lungo in questi luoghi.

L’arrivo ad Atene potrebbe essere sorprendente per coloro che si aspettano di trovare ad accoglierli la maestosità di una tipica stazione principale: saranno invece le pareti in legno e le decorazioni dal tocco decisamente retrò di una piccola e vecchia stazione a contornare il vostro passaggio dal binario alla città.

Se il vostro compagno di viaggio ha esperienza del sud-est asiatico vi confesserà, probabilmente, che l’aria di Atene gli riporta alla mente un vago ricordo di quel mondo. Saranno forse le strade danneggiate, il livello di pulizia carente o l’incredibile numero di taxi che si fermano ad ogni angolo per offrire passaggio ai passanti. O forse semplicemente perché la Grecia, e quindi la sua capitale, sono la nostra porta verso l’Oriente.

Se il confort non è la vostra esigenza primaria, è consigliabile pernottare  in un ostello della gioventù, che oltre alla possibilità di risparmiare, vi offre anche la possibilità di fare incontri interessanti con avventurosi viaggiatori come voi. Se invece preferite soggiornare in hotel, potete trovarne molti in città, e di varie categorie.

Atene è spesso descritta come un’immensa colata di cemento ed in effetti, osservando la città dall’alto di una delle colline circostanti, non si può che essere d’accordo con questa constatazione. Al suo interno, però, la città nasconde angoli interessanti e curiosi scorci da catturare con lo sguardo tra un palazzo in costruzione ed un vecchio edificio, che pare sgretolarsi sotto l’effetto del sole cocente.

Attraversiamo una via costeggiata da bancarelle di ogni genere che ci porta in piazza Monastiraki, piazza che ospita la vecchia moschea, testimonianza del periodo ottomano, oggi museo. Il quartiere in cui è situata la piazza è tra i più pittoreschi della città ed offre splendide viste dell’Acropoli.

Dalla piazza ci spostiamo verso sud, attraversando una zona ricca di monumenti risalenti a diverse epoche, rovine romane, chiese ortodosse, moschee, sempre circondate da costruzioni più recenti, e raggiungiamo finalmente l’Acropoli.

Siamo in uno dei luoghi più importanti della storia occidentale, che ospita, oltre al Partenone, il teatro di Dioniso, il tempio di Atena Nike, il santuario di Zeus Polieus e numerosi altri resti e monumenti che nel complesso sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La descrizione dettagliata la lasciamo agli esperti d’arte, noi, visitatori casuali, ci possiamo permettere di accomodarci su un sasso e stare a contemplare la bellezza del luogo e tutto ciò che tale bellezza può ispirarci.

Regalatevi una sosta abbastanza lunga da poter apprezzare al meglio questo tesoro storico e culturale; per far ciò è vivamente consigliato scegliere le ore meno calde della giornata, possibilmente la mattina presto e se viaggiate d’estate evitate assolutamente la fascia 11.00 – 16.00 poiché il sole estivo potrebbe rendere difficoltosa e poco piacevole la visita.

I quartieri della città sono numerosi ed ognuno porta in se una caratteristica diversa. Da non perdere il centro amministrativo della città, cuore pulsante della vita politica greca, rappresentato dalla piazza Syntagma. A dominare lo spazio c’è l’imponente palazzo del Parlamento, immerso nel verde dei giardini nazionali e rivolto con la sua facciata verso la piazza che ospita il monumento del milite ignoto e le guardie in costume tipico greco a sorvegliare l’entrata.

La Grecia, come sappiamo, non è solo arte e storia, ma anche bellezza naturistica. Lasciamo l’area urbana con la metro che ci conduce fino al porto del Pireo e da li imbarchiamoci in un traghetto veloce verso… beh, a voi la scelta! Il consiglio è quello di evitare le isole più turistiche e di scegliere un luogo tranquillo dove potersi rilassare ed essere a contatto con la Grecia insulare più autentica, come Syros.

Syros fa parte delle Cicladi settentrionali. E’ un’isola dal passato illustre e lo si può facilmente intuire trovandosi di fronte ai monumenti del suo capoluogo: Ermoupolis.

Alcuni l’hanno definita un’isola per famiglie; ciò è vero solo in parte: anche i giovani avventurosi potranno trovare in Syros la meta giusta per godere il mare e divertirsi.

All’arrivo al porto potrete trovare simpatici signori che con un misto di greco ed inglese cercheranno di affittarvi una delle loro stanze: approfittatene! E’ un modo economico e comodo di pernottare da queste parti: gli alloggi sono solitamente situati nei pressi della spiaggia ed i proprietari hanno il piacere di far assaggiare ai loro ospiti i prodotti da loro coltivati.

All’interno dell’isola ci si può spostare con i mezzi pubblici: una navetta trasporta ogni mezz’ora i turisti da Ermoupolis verso la costa ovest e le spiagge di Galissas.

Una volta sistemati avrete modo di approfittare del sole e delle acque cristalline che bagnano le strette spiagge, e d’ammirare tramonti mozzafiato mentre sorseggiate un caffè greco o una granita al limone.

Coloro che avranno il desiderio di prolungare la loro permanenza ed esplorare altre mete hanno l’imbarazzo della scelta. Se una di queste mete è la vicina Turchia è consigliabile attraversare l’Egeo fino all’isola di Chios e da lì spostarsi verso la costa turca, fino a raggiungere Smirne.

Se invece preferite rimanere in terra greca, dirigetevi verso Salonicco e dopo una breve sosta prendete il Treno dell’amicizia che collega Salonicco con Istanbul.

Ma questa è un’altra storia, un altro viaggio, ancora da raccontare!

Ambergris Caye: guida all’isola più grande del Belize

Ambergris Caye si trova accanto alla seconda barriera corallina più lunga del mondo, quella mesoamericana. E’ per questo che è una destinazione particolarmente ambita da chi vuole immergersi, ma sull’isola vi sono anche splendide spiagge e una discreta vita notturna.

E’ situata in uno dei tratti più belli del Mar dei Caraibi e vanta una barriera corallina che è seconda soltanto alla Great Barrier Reef australiana. Ambergris Caye è l’isola più grande del Belize ed offre tutto ciò che ci si aspetta dai territori caraibici: spiagge di sabbia bianca, fondali ricchi di vita e temperature costantemente sopra i 20 gradi. Nonostante il nome di Ambergris Caye non dica quasi nulla ai viaggiatori europei, l’isola è conosciuta e frequentata dai turisti nordamericani da quasi quarant’anni, da quando, all’inizio degli Anni ’70, ha visto l’apertura dei primi alberghi e delle prime guesthouse. Oggi l’industria turistica è il motore economico di Ambergris Caye, che può vantare sistemazioni di tutti i prezzi e di tutte le categorie. Raggiungere l’isola dal Belize continentale non è affatto difficile. Da Belize City, la capitale dello stato centro-americano, ci si può recare ad Ambergris Caye con un’ora di taxi acquatico, o si può optare per uno dei voli che atterrano sulla piccola pista d’atterraggio dell’aeroporto dell’isola. Vi sono voli diretti sia da Belize City, sia dalla città messicana di Chetumal. Ambergris Caye è una striscia di terra che misura 40 chilometri di lunghezza ed appena 1,5 chilometri di larghezza. Le sue spiagge sono suggestive, così come è suggestiva la barriera corallina mesoamericana, che passa accanto all’isola. Si tratta della più lunga barriera corallina dell’emisfero occidentale e di quello settentrionale, nonché della seconda barriera corallina per lunghezza dopo quella australiana.

 

San Pedro e riserve marine

La principale località dell’isola è la cittadina di San Pedro, che è anche il cuore turistico di Ambergris Caye. E’ qui, infatti, che sono concentrati gli hotel, i ristoranti e i diving center dell’isola. Negli ultimi anni San Pedro è cresciuta a dismisura, ma conserva ancora un’atmosfera caraibica, con i suoi edifici dai colori pastello e le locande che servono rum e tequila. Nella cittadina vi è anche una discreta vita notturna, tra qualche locale in cui si balla latino-americano, numerosi bar fronte-spiaggia e un paio di pub sponsorizzati dalla Belikin, la birra locale. A San Pedro vi sono anche alcune spiagge interessanti che si affacciano su un mare particolarmente limpido. Le spiagge di Ambergris Caye sono di sabbia bianca, ma sono anche di origine corallina ed è per questo che passeggiarvi a piedi scalzi potrebbe essere fastidioso. Consigliamo inoltre di affittare l’attrezzatura per immergersi. I fondali che si trovano intorno all’isola ospitano una miriade di specie marine, tra cui l’enorme squalo balena. Nei pressi di Ambergris Caye vi sono due riserve marine interessanti. La prima, quella di Hol Chan, si trova 8 chilometri a sud dell’isola, mentre la seconda, quella di Bacalar Chico, si trova poco più a nord, vicino alla penisola messicana dello Yucatan.

4 motivi per vedere Sorrento

Molti sono i possibili modi di vivere Sorrento, splendido comune della Penisola Sorrentina, a picco sul mare e abbracciato dalla verdeggiante macchia mediterranea. Ecco i nostri 4 motivi per vedere Sorrento.

Perché visitare Sorrento?

1. Mare, spiagge e relax

Sorrento presenta spiagge soleggiate e mare limpido, avrai la possibilità di passeggiare per le caratteristiche vie del centro storico e visitare il Duomo, il Sedile Dominova,il Chiostro San Francesco e gli altri importanti monumenti.

2. La gastronomia locale e i prodotti tipici

Spaghetti, ragù, lasagne, pasta con frutti di mare, fritture di pesce, braciole, torte salate, dolci, babà, struffoli, pastiere: sono tutti piatti tipici della tradizione sorrentina frutto della tradizione degli abili chef locali.

3. Itinerari di trekking

Molti sono gli itinerari consigliati, tra i più caratteristici: l’escursione Nerano-Ieranto, una delle passeggiate più belle che si possano fare all’interno dell’Area Marina Protetta. Al termine della passeggiata si giunge alla spiaggia di Ieranto, che sicuramente è una delle più belle con vista su Punta Campanella e sui Faraglioni di Capri.

 

Il sentiero ha inizio dalla piazzetta di Nerano che conduce alla Marina del Cantone. Iniziata la passeggiata sarà visibile la costa con gli isolotti dei Galli. Il sentiero prosegue fino ad un altro punto molto panoramico, Villa Rosa. Ci si avvicina, dall’alto, alla zona di Mortelalla,raggiungibile oggi solo via mare o anche gli itinerari di trekking che vi porteranno ad esplorare i lungi sentieri panoramici del Monte Costanzo.

4. Escursioni in barca e immersioni

Da Sorrento, alloggiando in un appartamento a Massa Lubrense, è facile raggiungere in barca isole di fama internazionale come Capri, Ischia e Positano. A Massa Lubrense il borgo marinaro sulla scogliera si presta a passeggiate tranquille e panoramiche e se sei uno sportivo, il consiglio è di scegliere un’ immersione nei fondali del Vervece, uno scoglio con pareti a picco che scendono fin oltre i 50 m, ricche di vegetazione marina e colorate dagli splendidi pesci.

A dodici metri di profondità c’e la Madonnina del Vervece, una statua di bronzo che ogni anno a settembre è meta di immersioni per la Festa della Madonnina, in ricordo di quanti in mare hanno perso la vita.

Trovare una sistemazione alberghiera è semplice, date le numerose strutture alberghiere, come gli appartamenti a Sorrento Coltur Suites, il centro è molto piccolo e in alternativa si può benissimo trovare anche una sistemazione decentrata grazie ad un costante servizio pullman che collega le varie zone con il centro.

 

Cosa vedere a Cascia e i prodotti da mangiare

Cascia si trova a sud est della regione umbria. per raggiungerla ci si immerge nei meravigliosi paesaggi della Val nerina, con scorci che ci riportano ad un Umbria antica e selvaggia, quella in cui deve aver vissuto la Santa che fa di Cascia una meta religiosa scelta da molti fedeli: Santa Rita. La città di Cascia ha una storia millenaria i cui segni, fortemente impressi nel territorio, sono riccamente illustrati da reperti archeologici, testimonianze epigrafiche, documenti d’archivio, monumenti e oggetti di valore storico-artistico.

Cosa vedere a Cascia

Oggi il simbolo di Cascia è, indubbiamente il magnifico Santuario dedicato a Santa Rita. Ma in questa città si respira anche un’ aria di relax immersi nella natura.

Il fiume Nera offre scorci di impressionante bellezza e la possibilità di praticare sport di ogni genere. Cascia è una città dove natura e spiritualità si abbracciano, ricreando in pieno l’atmosfera di una vera città Umbra.

Una visita della città non può prescindere dal moderno Santuario in travertino bianco in cui è conservato il corpo della Santa, eretto a Basilica nel 1955 da Pio XII. Contiguo alla basilica sorge il monastero di Santa Rita abitato dalle suore agostiniane. Lasciando Cascia e seguendo la strada attigua si arriva a Roccaporena dove nel 1381 nacque Santa Rita.

In questa piccola frazione esiste ancora oggi la casa natale della Santa, lo scoglio della preghiera (lo sperone di roccia che domina il paese dove la Santa si ritirava in preghiera), la chiesa di San Montano (dove si celebrarono le nozze tra Rita e Paolo di Ferdinando), la casa maritale, il lazzaretto (dove la Santa operò in favore di ammalati e sofferenti) e l’orto dei miracoli (dove nell’inverno del 1457 nacque una rosa e maturò un fico). Come itinerario religioso consigliamo alcune tappe fondamentali come la visita al Santuario di Santa Rita, il monastero omonimo,  e lo Scoglio sacro.

In questa zona sono consigliati itinerari religiosi e itinerari naturalistici.

Come itinerario sportivo è consigliato il trekking sui Monti Sibillini, il Parapendio a Castelluccio di Norcia, il Rafting sul limpido torrente Corno.

Ristoranti e piatti tipici

Tipiche pietanze di questa zona sono le zuppe a base di legumi e farro, i primi piatti a base di tartufo e alcuni formaggi locali, che vanno dal pecorino alla ricotta fresca.

Allerona: cosa vedere in uno dei borghi più belli d’Italia

 

Allerona si trova a nord di Orvieto, nell’ Umbria meridionale. Il piccolo borgo di origine medievale si trova in una zona verde nelle vicinanze del parco naturale di Villalba e quasi sul confine con la Toscana, delimitato dalle terme di San Casciano dei Bagni. La zona è molto ricca di verde e si presta ad escursioni in mountain bikes e a piedi tra sentieri di montagna e boschi incontaminati.Paese in collina nel comprensorio di Orvieto, nel medioevo fu un castello feudale, possedimentodelle famiglie Monaldeschi. Di questa storica eredità il paese oggi conserva la splendida Porta del Sole e della Luna, oggi il vero ingresso al piccolo centro storico fra le cui mura si trovano la Chiesa parrocchiale di S.Maria Assunta, il Palazzo Visconteo e la chiesa di S. Michele Arcangelo.

Percorsi ed itinerari da fare ad Allerona e dintorni

Anello di Villalba – Tempo: 3 ore – Partenza e arrivo presso il Parco (700 mt) in zona attrezzata per pic-nic e servizi. Dal cuore del parco ci si dirige verso la strada provinciale dell’Osteriaccia, in direzione Fabro. Attraverso il bosco si passa per i poderi Casanova, Fargneta e Scopeto fino al borgo antico di San Pietro Aquaeortus (dove nell’ XI secolo sorgeva un monastero benedettino). Da Scopeto poi si prosegue scendendo verso il guado del Fosso di Villalba. Da qui, si rientra risalendo nel bosco verso il parco, attraverso la macchia di Valicella.

Anello della Selva di Meana e VILLA CAHEN – Tempo: 5,30 ore – Si esce da Allerona imboccando una strada sterrata verso località Osteriaccia (Sp 50), si entra nella selva di Meana raggiungendo il fosso Ripuglie e si proseguesalendo verso Poggio La Villa,raggiungendo quindi Villa Cahen (632 mt). Qui si può ammirare lo splendido giardino all’ italiana, dove ancora oggi sono presenti rare specie botaniche. Dalla dimora si prende un sentiero che passa attraverso l’antico acquedotto che serviva la villa, in un susseguirsi di sentieri e ponticelli in pietra. Si giunge poi ai borghi di Meana Vecchia. Il percorso di rientro passa per il podere Fontana fino al podere Casaccia. Si prosegue poi in leggera salita fino ad un bivio, riprendendo la strada dell’andata verso Allerona.

-Villa Cahen Se vi capita di andare dalle parti di Allerona, tra i suggestivi scorci del parco di Villalba, non dovete mancare una visita in un posto fatato: Villa Cahen.

Villa Cahen è una costruzione in stile liberty, fatta costruire dal finanziere Cahen nel diciannovesimo secolo. La villa non è aperta al pubblico e i suoi pregiati interni restano uno spettacolo per pochi privilegiati. In compenso l’ampio giardino che la circonda è aperto al pubblico ed è uno spettacolo da non perdere.Costruita su di un poggio, all’interno del parco della Selva di Meana, la villa gode di un panorama mozzafiato su di una valle incontaminata, dove in lontananza si scorgono le sagome di antichi castelli (il più visibile è quello di Torre Alfina, che ebbe come proprietario lo stesso Cahen).Il giardino è altrettanto maestoso con una varietà di piante e di arbusti incredibile.L’accuratezza delle siepi è solo una piacevole premessa a ciò che si può scorgere in quel posto fatato: cedri antichissimi, siepi di alloro e alberi di tasso, piante ornamentali disposte in un bellisimo giardino all’italiana. tutto ciò in mezzo a fontane e serre elegantissime ricavate da pareti rocciose e racchiuse da vetri dell’epoca.A guarnire tutto ciò un delizioso giardino giapponese con una passeggiata dedicata e un’ antico anfiteatro immerso nel bosco.Insomma un angolo di paradiso. Se siete degli sportivi potete raggiungere il parco anche in mountain bike, attraverso i sentieri e i percorsi segnalati.. ma il posto è raggiungibile anche in auto, fino all’ingresso del giardino… basta superare il paese di Allerona e imboccare la prima strada a sinistra dopo il cimitero..e continuare attraverso questa strada che si immette dentro il bosco…a circa due chilometri toverete un grande cancello verde e se vedrete una grossa siepe tagliata a sfera non potete sbagliarvi: siete giunti nel giardino incantato di Villa Cahen.Godetevi questo spettacolo.  

Cosa vedere a Sofia in tre giorni: itinerari, cosa fare la sera e cosa mangiare

Sofia, la capitale della Bulgaria, è una città molto tranquilla ma spesso trascurata dai turisti. Nonostante non sia una grande metropoli, ha qualcosa di speciale, è giovane e moderna. I vecchi edifici si mescolano a quelli più recenti: guglie di chiese, moschee ottomane e monumenti ai ribelli dell’Armata Rossa condividono l’orizzonte con i grandi centri commerciali e gli alberghi a cinque stelle. L’architettura di alcuni blocchi di palazzi grigi dà una tonalità sovietica a Sofia, ma è anche una città sorprendentemente verde. Parchi vasti e giardini curati offrono un sollievo dalle strade trafficate della città ed è possibile raggiungere piste da sci e sentieri escursionistici sul Monte Vitosha prendendo semplicemente un autobus dal centro della città. La moneta di Sofia è il Lev bulgaro.

Insomma, Sofia merita una visita di almeno tre giorni anche perché è tra le città più economiche d’Europa. Ecco cosa vedere:

Cattedrale di Alexander Nevsky

 

La Cattedrale di Alexander Nevsky è una delle più grandi cattedrali ortodosse in tutto il mondo. Le enormi cupole dorate sono un elemento unico nel centro di Sofia. Ci sono voluti 30 anni per costruirla e ora serve come principale luogo di culto della Chiesa ortodossa bulgara. Riccamente decorata in stile neo-bizantino, impressiona con le sue proporzioni imponenti. La cripta della cattedrale Alexander Nevski ospita un’importante collezione di icone ortodosse che vale davvero la pena vedere. E se siete alla ricerca di souvenir comunisti, dovete decisamente andare al mercato delle pulci all’aperto accanto alla cattedrale.

La Chiesa di Bojana

 

Nel quartiere di Bojana, si consiglia vivamente di visitare la chiesa di Bojana. Questa piccola chiesa posta alla periferia della città è, infatti, l’unico sito patrimonio mondiale dell’UNESCO a Sofia. La chiesa è costituita da tre edifici che sono considerati dall’Unesco come “l’arte medievale più perfetta e meglio conservata dell’Europa orientale.” La gente viene qui soprattutto per i suoi affreschi, il più famoso dei quali risale al XIII secolo, e sono assolutamente bellissimi e realistici.

Il Museo Nazionale di Storia

 

Restate nel quartiere Bojana per visitare il più grande museo in Bulgaria di storia nazionale. Ospitato in un’ex residenza del governo, copre tutti i periodi della storia bulgara, dal Paleolitico fino all’epoca moderna. Non perdete per nulla al mondo i tesori dei traci d’oro, in particolare

 

Tenete d’occhio per ammirare i tesori dei traci incredibilmente oro dettagliata, in particolare il Tesoro di Panagjurište con i suoi bicchieri d’oro a forma di esseri umani e animali. L’ultimo lunedì di ogni mese è gratuito ma l’ingresso non supera i 5 euro a persona.

Fare una passeggiata o sciare sul Monte Vitosha

 

Sono rare le grandi città che distano così poco da una montagna. Non solo Vitosha è parte del paesaggio di Sofia, ma è anche una destinazione attraente per gli amanti della natura. D’estate potrete fare trekking

 

Le montagne in estate permette di lasciare una tale trekking sul “picco nero” della montagna, o lungo lo Zlatnite Mostove, un fiume di pietre. In inverno potrete andare ad Aleko per praticare lo sci di qualità. Ma non importa la stagione, il parco naturale Vitosha, che è il più antico dei Balcani, è veramente da esplorare durante la vostra visita a Sofia.

Ammirate l’antica eredità romana

 

Sofia è una delle più antiche capitali d’Europa. Originariamente fondata dai Traci, in seguito divenne una città importante dell’Impero Romano. Gran parte del patrimonio antico di Sofia è ancora conservato. L’esempio più lampante è la Basilica di Santa Sofia, in mattoni rossi del VI secolo, che ha dato il nome alla città stessa. Non dimenticate di visitare la cripta della chiesa per vedere affreschi e oggetti romani.

 

La Chiesa di San Giorgio è ancora più antica della chiesa di Santa Sofia, ed è la più vecchia costruzione della città. Risalente al IV secolo, la sua struttura cilindrica insolita è ora sorprendentemente immersa in un cortile tra lo Sheraton Hotel, il Ministero della Pubblica Istruzione e l’edificio presidenziale.

 

Pensate che anche molti locali non sanno dell’esistenza di un anfiteatro romano in parte conservato a Sofia. Stiamo parlando dell’anfiteatro di Serdica, i cui resti sono stati scoperti nel 2004 e che potrebbe ospitare circa 25 000 persone. Non è facile trovare l’anfiteatro poiché la maggior parte delle sue rovine sono, oggi, prevalentemente all’interno dell’Arena di Serdica. Chiedete alla reception e saranno lieti di mostrarvi l’anfiteatro gratis.

Palazzo e Park Vrana

 

Il Parco e il Palazzo Vrana sono tra gli edifici più nuovi di Sofia, anche se fondati nel 1904 dal Re Ferdinando. Il parco è chiuso ai visitatori perché è in fase di restauro ma potete osservare l’edificio e le sue fontane. Vrana Park, invece, è ottimo per una passeggiata romantica e potrete fare, ad ogni ora, una visita guidata.

Passeggiata lungo il lago Pancharevo

 

12 km a sud est del centro della città c’è l’antico borgo di Pancharevo, luogo preferito nel fine settimana dai residenti di Sofia. Il lago Pancharevo piace per la sua pittoresca posizione tra le montagne Vitosha e Lozen ed è un luogo ideale per prendere il sole, nuotare, pescare e praticare sport acquatici. Sofia è relativamente lontana dal Mar Nero e la gente del posto chiama scherzosamente il lago Pancharevo il “mare di Sofia”. Per arrivarci, si può prendere l’autobus 1 o 3 dalla stazione della metropolitana Tsarigradsko shose e raggiungere le spiagge del lago in pochissimo tempo. Potrete anche fare una piccola escursione lungo il sentiero che circonda il lago.

Monastero di Rila

 

Il Monastero di Rila si trova a 120 km circa da Sofia ma merita una visita di un giorno. Si tratta del monastero più famoso della Bulgaria ed è situato sul monte Rila, fondato nel X secolo dall’eremita San Giovanni di Rila. Nel 1983 è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Per arrivarci, prendete un autobus dalla stazione Ovcha Kupel, che parte dalla stazione ma ci impiega molto tempo e, se trovate una visita guidata organizzata a Sofia, aggregatevi.

Street art

 

Passeggiate per Tsar Ivan Shishman Street per vedere bellissimi graffiti. Vi consigliamo di fare il Sofia Graffiti Tour, si fa a piedi ed offre un originale punto di vista sulla città.

Free Bike Tour, Jogging tour, Free Hiking Tour e Free Food tour

 

Il Tour gratuito in bicicletta si fa da aprile a novembre ed è un modo attivo per esplorare la città offerto da Sofia Green Tour : dovete solo prendere la bicicletta e vedere la città. Il vantaggio è nel tempo: vedrete tantissime cose di Sofia in un breve lasso di tempo. Il tour è gratuito, è possibile noleggiare biciclette direttamente al punto di incontro. C’è un tour di 3 ore che parte alle 11 e uno di due ore che parte alle 17, il punto di incontro è di fronte al teatro nazionale Ivan Vazov.

 

Lo Jogging-Tour è un modo che combina la visita turistica con una sessione di allenamento. Lo organizza Sofia Run che offre un piccolo giro da 3 km, oppure due più impegnativi da 5 km e da 10 chilometri di lunghezza. Solo su richiesta, ha lo stesso punto di incontro del Free Bike Tour ma non è gratuito.

 

Il Free Hiking Tour, da aprile a novembre, è offerto sempre da Sofia Green Tour ed è lungo 8 km. Vedrete la chiesa di Bojana, la cascata e il lago. Dura cinque ore, è libero ma vi consigliamo di lasciare una mancia.

 

Infine il Free Food Tour è una grande opportunità per conoscere la cucina bulgara. Offerto da Balkan Bites, potrete provare piatti tipici e conoscere la loro storia.

 

Cosa e dove mangiare a Sofia

 

La Bulgaria è un posto fantastico per mangiare non solo per i prezzi ma soprattutto per la qualità del cibo. Ecco, la sua cucina è una buona ragione per visitarla. Vi segnaliamo qualche ristorante dove andare a mangiare

 

  • K.E.B.A.

Cucina moderna con influenze locali, fa ottimi piatti vegetariani e insalate, è accanto al supermercato Billa. L’indirizzo è Rakovski 116

 

  • Raketa Raka Bar

 

Ottimo design d’interni, buona offerta di piatti e ampia selezione di Rakia. L’indirizzo è Qnko Sakuzov 17.

 

  • Supa Star

 

Ottime zuppe fresche, a basso prezzo, gustose e imperdibili. Che volete di più? Precipitatevi a Zar Ivan Shishman 8.

 

  • Lavanda

Lavanda è un appartamento divenuto ristorante, il cibo è fantastico e l’atmosfera è riservata. Si trova a Tsar Ivan Shishman 12, sopra ad un altro bar, è molto caratteristico.

 

  • Divaka

 

Qui si viene principalmente per la zuppa servita in un panino molto grande. Per il resto, è un discreto ristorante con un buon rapporto qualità prezzo. Si trova a Hristo Belchev 16.

 

  • Motto

 

Bel locale trendy e hipster di Sofia, con una buona selezione di cibo e perfetto per un brunch. Ha un bel giardino interno dove rilassarsi ma i prezzi sono più alti rispetto agli altri posti. Si trova ad Aksakov 18

 

  • Izbata tavern

 

Il Free Sofia Tour ve lo consiglierà, è, infatti, un ottimo ristorante con prezzi normali ma molto pulito. Assaggiate l’agnello e il collo di maiale, che sono ottimi, ma anche il formaggio caldo di bufala meriterà un posto nel vostro cuore. L’indirizzo è ul. “Slavyanska” 18.

 

  • Manastirska Magernitza

 

Ambiente molto caratteristico, con i tipici arredi bulgari. Avrete un’ampia scelta di insalate, troverete ottima la torta allo yogurt e squisiti sono gli arrosti. L’unica nota negativa è l’attesa. Lo trovate a 67 Khan Asparouh str.

 

Bar e Caffè

 

Se, invece, cercate un caffè potrete andare da One more bar oppure da Memento, se volete guardare lo struscio.

Vita notturna

 

La Bulgaria è meta di divertimento, e Sunny Beach ne è la prova, e Sofia è una città giovane, smart, piena di club e discoteche. I migliori si trovano lungo Bulevard Vitosha e Ulitsa Rakovski. Diversamente, potrete andare a Studentski Grad, dove si trovano le sedici università di Sofia e dove ci sono anche ottimi club.

 

I migliori sono il Mascara Club, dove è possibile ascoltare ottima musica grazie a dj di fama internazionale, il Planet, kitsch ma famoso per i suoi cocktail, e il Sin City, un simbolo della nightlife di Sofia.

 

Se non amate ballare ma amate le feste private, perché non provate The Apartment, situato a Neofit Rilski 68, una bellissima location con stanze a tema, molto accogliente ma caro. Per ascoltare, invece, musica dal vivo dovete andare al Club Terminal 1, in Angel Kanchev 1, ma, prima di andare, consultate la pagina facebook.

 

Lago d’Iseo: 11 cose da vedere

Il lago d’Iseo è il settimo lago d’Italia per estensione ed è collocato tra le province di Bergamo e Brescia, proprio in fondo alla Val Camonica. Ha una superficie di 65,3 km² ed è formato dal fiume Oglio che si immette nella costa settentrionale. Al centro del lago c’è Monte Isola, che si può definire come la più grande isola lacustre d’Europa.

Il lago d’Iseo non è solo questo ma è anche cultura, enogastronomia ed eventi, come la Passerella di Christo e, per questo motivo, vi abbiamo elencato 11 cose da vedere nei suoi dintorni.

 

Bosco degli gnomi

Una passeggiata magnifica sulla cima del monte Guglielmo da fare con i bambini. Raggiungete Zone e salite per il monte seguendo l’indicazione per il bosco. Qui vi accoglieranno tantissime creature fantastiche create da Luigi Zatti che, con i tronchi di alcuni alberi tagliati, ha creato orsi, lupi e altri animali ma anche personaggi da favola. Seguite le indicazioni per il Segnavia 227 e avrete la possibilità di fare un banchetto con pranzo al sacco.

 

Il maglio Averoldi

Fa parte di un complesso di fabbricati storici databili al 1080 e conservati perfettamente. E’ appartenuto alla famiglia Averoldi fino al 1997 ma, adesso, appartiene al comune di Ome che, con un restauro, l’ha riportato alla luce. Accertatevi che il borgo del Maglio sia aperto prima di andarci.

 

Museo delle due guerre

 

A Loro Piceno c’è questo bellissimo pezzo di storia con una collezione che va dagli armamenti alle divise delle due guerre fino ad un pezzo di filo spinato. Notevoli sono le mostre temporanee.

 

Museo civico di Scienze Naturali

A Lovere questo museo è importante per conoscere il territorio intorno al lago d’Iseo. C’è una collezione di uccelli, di mammiferi e una di entomologia con diorami a tema. La sede espositiva è nei pressi del municipio.

 

Accademia Tadini

Sempre a Lovere c’è una bellissima testimonianza del neoclassicismo italiano. C’è una collezione di arte antica e tante opere del Canova. Non perdete la collezione degli oggetti in porcellana comprati dal conte Tadini nel corso dei suoi viaggi a Napoli e a Parigi.

 

Giro del Lago d’Iseo

Potete fare il giro del lago d’Iseo in bicicletta partendo da Riva di Solto oppure farlo in moto per tutti i suoi 64 km per godere a pieno delle bellezze naturali di questo posto.

 

Le riserve naturali del lago d’Iseo

Tre sono le riserve naturali da non perdere: le Torbiere del Sebino, dove troverete tantissime specie di uccelli, le Piramidi di Zone, cioè alte colonne di terreno morenico, e la Valle del Freddo.

 

Lovere

Lovere è uno dei borghi più belli d’Italia e, oltre ai già citati museo civico di scienze naturali e all’accademia Tadini, vi consigliamo di visitare la Basilica quattrocentesca di Santa Maria in Valvendra e di godervi il borgo stando seduto al tavolino di un bar o di un ristorante.

 

Antica strada valeriana

 

Un tempo era l’unico modo per raggiungere la Val Camonica via terra e, oggi, è possibile ripercorrere quel sentiero per godere della vista lago più bella che si possa desiderare qui.

 

Monte Isola

 

Un’isola lacustre abitata, cosa volete di più? Vi consigliamo di raggiungere la sua cima e godere del panorama circostante.

 

Sarnico

 

Sarnico è una piccola cittadina dove poter soggiornare. Vi consigliamo, se riuscite a trovarla, un’abitazione in stile liberty, tra le tante villette create dall’architetto Sommaruga.

 

Cosa vedere a Rotterdam: consigli per scoprirla al meglio

Rotterdam è stata, in gran parte, distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale ma, in seguito, fu praticamente reinventata. Lontana dai luoghi comuni che alcune persone possono avere sulle città portuali, offre ai visitatori una sorprendente architettura, che unisce edifici di ogni tipo – e tantissime attività interessanti.

Rotterdam ha ben poco da invidiare alla capitale Amsterdam ed è una città piena di cose da vedere.

Cosa vedere a Rotterdam

Delfshaven

 

Il Delfshaven è un piccolo porto che si trova ad ovest della città ed è l’area meno colpita durante la Seconda Guerra Mondiale, il che la rende più autentica. Mulini, piccoli ponti, chiatte e imbarcazioni danno colore al borgo.

 

Rotterdam Harbour Tour

 

Si tratta di un tour molto interessante per ammirare lo skyline della città, sul suo funzionamento e il suo quotidiano. Non fatelo durante le giornate di vento.

 

Le case cubiche di Piet Blom

 

Le case cubiche sono uno degli emblemi della città e sono veramente affascinanti perché il dubbio di ogni turista è come si possa vivere in edifici del genere. Prenotate una stanza all’ostello Stayokay per vivere sulla vostra pelle l’esperienza di dormire in una casa-cubo. A pochi passi da qui, troverete il Markthal Rotterdam, un edificio di uffici con sotto un mercato al coperto dove comprare cioccolata, carne, formaggi.

 

Luchtsingel bridge

 

A Luchtsingel c’è un ponte tutto giallo che collega il centro città al Nord ed è di 390 metri costruito tutto con tasselli di legno. Il progetto è stato finanziato dai cittadini, i cui nomi appaiono in ogni parte del ponte, e fa parte della riqualificazione urbana della città.

 

Euromast

 

Euromast è la torre panoramica di Rotterdam ed è una delle più alte dell’Olanda. Progettata nel 1960, si gode di una vista meravigliosa e, a 100 metri di altezza, è possibile mangiare nel ristorante e, addirittura, dormire.

Musei e chiese di Rotterdam

 

Rotterdam è famosa per i tanti musei che ospita. Consigliamo il Museo Boijmans Van Beuningen con le sue collezioni di arte medievale e moderna e il Nederlands Fotomuseum. Altrettanto bello è il Museo marittimo della città, sul porto di Leuve.

 

Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo è un luogo di culto calvinista ed è l’unico edificio che appartiene alla storia medievale della città. Si trova a Grotekerkplein ed è famosa per un bellissimo organo illuminato da grandi lampadari.

 

Cosa fare a Rotterdam di sera

 

Non potete sbagliarvi, a Rotterdam i locali più belli si trovano tutti a Nieuwe Biennenweg, una zona piena di piccoli bar dove potrete ascoltare buona musica, come al Jackie Club, un bel locale glam dove potrete assaggiare dei buonissimi cocktail al ritmo di jazz e musica latina.

 

Cosa vedere a Gubbio in mezza giornata

Gubbio è una tappa da inserire all’interno di un viaggio in Umbria sia per la posizione della città, a nord est della regione, ma soprattutto perché ci sono tante cose interessanti e poco conosciute da scoprire. Potrete dedicare mezza giornata per vedere questa città molto carina e ricca di storia, location della fortunata serie televisiva di Don Matteo.

 

Partite dal Duomo di Gubbio, un’autentica gemma che ospita opere del Cinquecento e due organi bellissimi della stessa epoca. Siete in piazza Grande e non potete non visitare il Palazzo dei Consoli, simbolo cittadino gotico, importante per capire il peso di Gubbio durante il periodo medievale. Qui potrete visitare il “campanone” e le tavole Eugubine, sette tavole bronzee dove è iscritto un testo in umbro, databili tra il III e il II secolo a.C.

 

Ora fermatevi ad ammirare il Palazzo Ducale, del secondo Quattrocento, voluto dal Duca Federico di Montefeltro. Posto di fronte al Duomo, è un esempio unico rinascimentale incastonato in una città tipicamente medievale. Continuate il vostro percorso e prestate attenzione alla Casa di San Ubaldo, una vecchia casa torre dove dimorava il Santo di Gubbio tra il due e il Trecento. Si visita gratuitamente ed è un bel palazzo posto nella via principale del centro storico di Gubbio.

 

Dirigetevi fuori dalle mura antiche per ammirare il Teatro Romano del I secolo a.C., che ospita d’estate tanti spettacoli classici. Prendete la funivia di Colle Eletto e, adesso, guardate dall’alto la città. Qui troverete la Basilica di Sant’Ubaldo, edificata su una preesistente piccola chiesa dedicata al santo. A questo punto avete due possibilità di visita: passeggiare per il Parco Coppo oppure ridiscendere e visitare la Porta Romana e la bella torre medievale. Il museo costa 3 euro, si visita in poco tempo e vi offre la possibilità di chiudere nel migliore dei modi la vostra visita alla città.

 

Dove mangiare a Gubbio

 

Posto tra il teatro romano e la fontana del Bargello c’è l’osteria dei Re, conosciuto per un antipasto molto ricco e per le sue porzioni generose. Assaggiate il famoso “piatto del Re”. L’osteria del Bottaccione è un ristorante economico con un menu di piatti poveri, personale cortese e sorridente e una location molto suggestiva. Consigliata se cercate un’atmosfera verace.

A due passi dal Palazzo dei Consoli c’è il ristorante “All’Antico Frantoio”, in via del Teatro Romano, che offre un menu turistico a 20 euro con porzioni abbondanti ed è a ridosso delle mura cittadine.

Se cercate un’atmosfera più sofisticata ed un’ampia scelta dei vini, andate in via Dante alla Locanda del Cantiniere, prendete il vino di Montefalco e assaggiate il pane al cioccolato.

Un locale, invece, dove assaggiare una crescia fenomenale è, appunto, La Cresceria in Via Cavour, squisita e preparata con diversi salumi. Attenzione che il locale è sempre pieno.

 

Liquidi nel bagaglio a mano: cosa portare e limiti in aereo

Il regolamento ufficiale prevede il trasporto in cabina di liquidi contenuti nel bagaglio a mano in piccoli contenitori da 100ml ciascuno, fino ad un totale di 1000 ml (1 litro).

I liquidi dovranno essere messi in un sacchetto di plastica richiudibile che può essere grande fino a 20×20 cm e deve essere messa fuori dal bagaglio a mano per poter essere controllata.

Bagaglio a mano: cosa possiamo portare

I liquidi che possiamo portare nel bagaglio a mano sono:

 

  • Acqua e bevande, sciroppi e alimenti per l’infanzia
  • Creme, oli e lozioni
  • Spray
  • Gel per capelli e per doccia
  • Profumi
  • Contenuto di recipienti sotto pressione come schiume, aerosol e deodoranti
  • Dentifrici e altri tipi di paste
  • Liquidi e solidi miscelati
  • Mascara

 

Queste regole valgono per tutte le compagnie, da Vueling a Easy Jet passando per Volotea e Alitalia.

 

Bagaglio a mano: quali sono le eccezioni

Le eccezioni sono le medicine per bambini, come si è già potuto capire, perché possiamo portare con noi il latte per bambini, quello in polvere, l’acqua sterilizzata ed altri alimenti pure se vanno oltre il limite consentito. I medicinali, infine, possono essere portati a bordo pure se superano i 100 ml ma è indispensabile avere con sé una ricetta medica.

 

Che liquidi si possono portare nel bagaglio da stiva?

I limiti per i liquidi imposti per il bagaglio a mano non valgono per il bagaglio da stiva dove, invece, non esistono limitazioni sulla quantità trasportabile. Ciò che è richiesto è un perfetto imballaggio dei contenitori di vetro e delle bottiglie trasportate.