Cosa vedere a Trapani

Trapani è situata nell’estremo lembo occidentale della Sicilia ed è circondata per tre lati dal mare. Ogni blog di viaggio che si rispetti si è soffermato su questa città poiché non è solo ricca di storia e tradizioni, ma anche molto vivace dal punto di vista culturale ed economico.

Negli ultimi anni il turismo ha conosciuto uno sviluppo esponenziale, cui ha contribuito la realizzazione della sede distaccata dell’Università di Palermo, tanto che prenotare un albergo a Trapani significa poter scegliere, tra le tante offerte, quella che più si avvicina alle nostre esigenze.

La città è facilmente raggiungibile in aereo, mentre il Porto offre partenze per Pantelleria, Tunisi, le isole Egadi, Cagliari e Livorno. Passeggiare per Trapani significa ripercorrere la storia della città, una storia molto ricca perché conserva testimonianze architettoniche e artistiche di svariati periodi storici: dal romanico della Chiesa di S. Maria del Gesù, al Palazzo della Giudecca in pieno stile rinascimentale, la Cattedrale di S. Lorenzo e la Chiesa e collegio dei Gesuiti in perfetto stile barocco, fino allo stile liberty del Palazzo delle Poste e della Casina delle Palme. Per non parlare poi delle splendide testimonianze di architettura industriale che offrono le sue Saline, facenti parte della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco gestita dal WWF, che organizza visite guidate per scolaresche o gruppi di turisti. Trapani custodisce inoltre opere d’arte di alcuni tra i più noti pittori e scultori a livello mondiale, come la Crocifissione attribuita al Van Dick, la terracotta smaltata raffigurante la “Madonna degli Angeli” di Andrea della Robbia, una Madonna con bambino attribuita a Nino Pisano. Da visitare il Museo di Preistoria e il Museo Regionale Agostino Pepoli, che conserva oltre un vasto repertorio di testimonianze della lavorazione del corallo nella città sin dal XV – XVI secolo, anche dipinti di Tiziano e Giacomo Balla. Tra le manifestazioni che attirano turisti e curiosi da ogni parte d’Italia la Processione dei Misteri, dove 20 gruppi scultorei realizzati nel XVII – XVIII secolo, e raffiguranti le passione di Cristo, vengono portati a spalla per le vie cittadine.

 

Le 7 spiagge più belle della Sardegna

Non lasciare mai che le aspettative possano influenzare il tuo giudizio. Spesso quando le attese sono smisurate si rischia di restare delusi. E’ una legge di natura. Una legge che non vale per la Sardegna e per le sue spiagge. Una settimana di vacanza può bastare per confermare quanto di bello abbiano potuto dirti o tu abbia potuto vedere in qualche documentario. Per rendere la vostra vacanza più bella, vi consigliamo le sette spiagge più belle della Sardegna secondo il nostro modestissimo parere.

Spiaggia di Valle dell’Erica

Non utilizzeremo aggettivi o superlativi dato che sarebbe impossibile definire una scala di valori in termini di bellezza. La spiaggia di valle dell’Erica si trova a una quindicina di chilometri da Santa Teresa di Gallura e offre una bellissima vista sull’Isola di Spargi e sull’arcipelago de La Maddalena sullo sfondo.

Fondale trasparente e piuttosto alto, qua e la spuntano delle rocce che rendono l’insenatura irreale. Il litorale è sabbioso e presenta minuscoli chicchi di granito. Un po’ difficile da raggiungere, questa spiaggia è l’ideale per chi ama la calma e cerca un contatto vero con la natura.

Spiaggia di Capo Testa

Una lingua di terra collega il promontorio di Capo Testa al resto della Sardegna. Sul lato che volge a Sud si sviluppa una spiaggia di sabbia finissima, bianca e dai fondali cristallini.

Il fondale basso permette a chiunque di godere di questo fantastico scorcio di Sardegna. La presenza di scogli sui lati e la varianza del fondale, che alterna scoglio a distese sabbiose ricche di alghe rende l’insenatura ideale per chi ama fare snorkeling.

Spiagga di Rena Majore

Procedendo sulla strada provinciale 90 in direzione Porto Torres, dopo Santa Teresa di Gallura vi ritroverete una serie di insenature incantevoli. La spiaggia di Rena Majore, raggiungibile a piedi attraversando la pineta, vi offrirà colori incantevoli e numerose sfumature dall’azzurro al blu intenso.

Sabbia finissima e bianca, la costa qui è rotta da scogli che affiorano dall’acqua e da lingue di sabbia suggestive che formano un paesaggio sottomarino ricco di pesci e ideale per escursioni in apnea.

Dopo 3 giorni a spasso per le spiagge della costa nord est, tra calette, stelle marine e prodotti tipici del posto ci trasferiamo a Oristano. Da Santa Teresa di Gallura gli spostamenti verso la zona meridionale della Sardegna non sono così difficili come ci si aspetterebbe. E’ infatti possibile raggiungere Oristano e Cagliari percorrendo la strada statale 131 da Sassari oppure, come ho fatto io, spaccare in due la regione e godere in questo modo di tutta l’autenticità del posto sulla Statale 131 DCN che passa da Nuoro. Il territorio di Oristano, molto più brullo e selvaggio rispetto alla costa gallurese, sa regalare rari momenti di contatto vero con la natura.

Tharros

Iniziamo la nostra escursione di questo angolo di Sardegna partendo da Tharros. Tharros era un’antica città fenicia che si trovava sul promontorio che porta dal Sinis a Capo San Marco e sovrasta l’intero golfo di Oristano.

Come Corinto città bimare in quanto i Fenici prediligevano edificare le città su penisolette in modo che le navi fossero riparate qualunque fosse stata la direzione del vento. Prima di proseguire verso sud una sosta a Tharros è d’obbligo, sia per visitare i resti della città e l’area archeologica sia per tuffarsi nelle splendide acque che caratterizzano questa lingua di terra.

Spiaggia di Maladroxia

Dopo la cena a base di porceddu sardo, casu marzu (volgarmente conosciuto come formaggio con i vermi) e mirto il viaggio prosegue in direzione Sant’Antioco. L’isola, che da il nome alla cittadina omonima, è la quarta isola d’Italia per estensione con i suoi 109 km² dopo Sicilia, Sardegna e Isola d’Elba. Collegata alla terra ferma da un istmo artificiale, l’isola conta circa 12.000 abitanti suddivisi tra i comuni di Sant’Antioco e Calasetta e alcuni piccoli borghi turistici come Maladroxia e Cussorgia. Nel complesso l’isola è un vero e proprio angolo di paradiso in cui si avvicendano zone di costa rocciosa a calette e insenature sabbiose mozzafiato. Per gli amanti della natura consiglio vivamente di noleggiare una mountain bike in modo da visitare sia l’entroterra che la costa.

Estate vuol dire soprattutto spiagge e mare. Sant’Antioco saprà regalarvi alcuni scorci indimenticabili. Procedendo da Sant’Antioco in direzione sud sulla parte orientale dell’isola potete trovare probabilmente una delle spiagge più servite dell’isola, Maladroxia. Inserita all’interno di un borgo turistico si trova a circa 8km da Sant’Antioco e qui potrete trovare tutti i servizi tipici di una spiaggia attrezzata: ristoranti, bar e servizio navetta.

Spiaggia di Coa Quaddus

A pochi chilometri da Maladroxia, procedendo in direzione sud sulla litoranea, una delle spiagge più selvagge dell’isola. Acque cristalline, vento costante e la fitta vegetazione sulle rocce che avvolgono la spiaggia sabbiosa fanno ricordare i paesaggi caraibici.

Spiaggia di Cala Sapone

L’ultima spiaggia che vi segnalo racchiude tutti gli elementi di questa vacanza in Sardegna: libertà, purezza, nessuna regola, relax, avventura.  Un tempo adibita a tonnara Cala Sapone è una spiaggetta di sassolini ai cui lati si formano delle distese di roccia liscia e bianca levigata. Un’atmosfera unica e surreale, accompagnata da un silenzio accogliente dove l’uomo ha pensato bene di imbrattanre il promontorio che sovrasta l’insenatura con un villaggio e alcune villette a schiera.  Ma, si sa, il rispetto non appartiene al genere umano. Alla prossima.

 

Cocos Islands: gli atolli da non perdere e come arrivare

Le Cocos Islands hanno spiagge deserte, mare limpidissimo e tanta tranquillità. Fanno parte dell’Australia e sono situate nell’Oceano Indiano. L’arcipelago è composto da due atolli e 27 isole coralline.

Se siete in cerca di spiagge deserte e di isole dove non è ancora arrivato il turismo di massa, prendete in considerazione una vacanza alle Cocos Islands. Situate nell’Oceano Indiano, a metà strada tra l’Australia e lo Sri Lanka, le Cocos Islands sono composte da due atolli e da 27 isole coralline, delle quali solamente due sono abitate. In totale risiedono su queste isole circa 600 persone, distribuite su una superficie di appena 14 chilometri quadrati. Alle Cocos Islands non vi sono ancora i grandi resort o le strutture turistiche che hanno trasformato i panorami di altre isole dell’Oceano Indiano. Alle Cocos Islands troverete soltanto una decina di alberghi, due ristoranti e alcuni diving center che affittano l’attrezzatura per immergersi. Ma troverete anche una serie di spiagge di sabbia bianca e un mare limpidissimo, in cui vivono mante, tartarughe marine e una miriade di pesci tropicali. Le Cocos Islands furono scoperte nel 1609 dal capitano inglese William Keeling ed è per questo che sono chiamate anche Keeling Islands. Due secoli più tardi sono quindi state annesse all’Impero Britannico, mentre nel 1955 sono diventate un territorio dell’Australia. Raggiungere le Cocos Islands non è affatto facile, poiché vi sono voli aerei esclusivamente dalla città australiana di Perth e da Christmas Island. Se siete intenzionati a visitarle, dovete mettere in preventivo un lungo viaggio e un sostanzioso budget di spesa.

 

West Island e Home Island

Nell’arcipelago vi sono due isole abitate: West Island e Home Island, entrambe situate nell’atollo più meridionale delle Cocos. A West Island vivono appena 120 persone ed è qui che è concentrata la maggior parte delle strutture turistiche dell’arcipelago. Sembra impossibile, ma in questa minuscola isola vi è anche un campo da golf. A West Island vi sono anche una serie di spiagge bellissime e quasi sempre deserte. Le spiagge sono circondate dalla vegetazione tropicale e si affacciano su un tratto di mare limpidissimo. Quando sarete stanchi di oziare sotto il sole, concedetevi una passeggiata nei sentieri che attraversano la giungla dell’entroterra, tra alberi dall’aspetto primitivo e colonie di sterne bianche. Nel mare, invece, vi sono circa 500 specie di pesci e 100 specie di coralli. E’ molto bella anche Home Island, che è abitata soprattutto da persone di origine malese, arrivate qui durante l’epoca della dominazione britannica delle Cocos. Le strutture ricettive di Home Island sono minime, ma le spiagge sono davvero belle. In quest’isola, inoltre, potrete provare gli squisiti piatti della cucina malese.

Costa del Sol: guida alle spiagge e mete più belle

La Costa del Sol in Spagna è una delle zone turistiche più importanti del Paese iberico e corrisponde al litorale della provincia di Malaga, in Andalusia. Il principale fattore di successo turistico della regione è il clima: mite e piacevole tutto l’anno, ha determinato l’arrivo negli anni ‘50 e ‘60 di un gran numero di turisti nordeuropei.

Questo fenomeno ha stimolato la nascita di un comparto turistico di grande importanza basato su accoglienti strutture ricettive, spiagge organizzate, località di divertimento, eventi e manifestazioni concentrare nei mesi più caldi ed attrazioni sportive come i numerosi campi da golf che sorgono a brevissima distanza dal mare. Ciliegina sulla torta è l’affascinante paesaggio anche se c’è da dire che negli ultimi anni l’eccessiva urbanizzazione e cementificazione ha fatto perdere quelle caratteristiche selvagge che la Costa del Sol sapeva regalare ai propri turisti.

Tra le mete più belle ci sono Malaga, Torremolinos, Benalmadena, Marbella, San Pedro de Alcantara e Puerto Banus. Quest’ultima sorge intorno ad un pittoresco porto di pescatori e presenta lussuosi ed eleganti locali: è l’ideale per una vacanza da vip! Malaga presenta delle similitudini: è infatti una destinazione turistica mondana, caratterizzata da splendide spiagge, alberghi 5 stelle, una vivace ed elettrizzante vita notturna.

Se San Pedro de Alcantara rappresenta il volto più tranquillo e rilassato della Costa del Sol, Torremolinos è la meta preferita dai ragazzi: i suoi prezzi alla portata, le lunghe e profonde spiagge sabbiose, il suo parco acquatico, le discoteche ed i bar aperti fino all’alba sono perfetti per i giovani di tutta Europa! Merita una visita anche Nerja: la cittadina infatti oltre a bellissimi spiagge – da vedere dall’alto del suo splendido belvedere immerso nel verde – presenta anche un acquedotto romano e delle cave di dimensioni spettacolari: al loro interno di trova la stalattite conosciuta più lunga d’Europa e interessanti pitture rupestri risalenti al paleolitico.

Cosa vedere a Mostar: la città col ponte bombardato

Mostar è una città a sud della Bosnia ed Erzegovina ed è situata in una regione a sud-ovest di Sarajevodista soltanto un’ora di automobile dalla costa adriatica.

Il suo paesaggio è quello tipico mediterraneo con estati talmente torride che i frutti del melograno e i fichi s’incurvano verso la terra riarsa. Una delle attrattive più note della Bosnia-Erzegovina è il “Ponte Vecchio di Mostar”, oggi protetto dall’UNESCO.

Il ponte unisce le due sponde del fiume Neretva: quella occidentale dove vivono i croati e quella orientale dove abitano i musulmani.

Ma ascoltiamo le parole di Rebecca West nel suo “Viaggio in Iugoslavia. La Bosnia e l’Erzegovina” a proposito del ponte: “…e infine arriviamo a Mostar, Stari Most, ossia vecchio ponte.  E’ uno dei più bei ponti che esistano al mondo: lo sostiene un arco leggero, sotteso fra due torri circolari e la balaustra è ricurva al centro a formare un angolo leggermente convesso.”

Venne commissionato nel 1566 dal sultano Solimano il Magnifico, che incaricò l’architetto turco Hayrudin di costruirlo: fu fatto con la pietra locale di Tenelija, di tonalità chiarissima che sembra cambiare colore a seconda della posizione del sole nel cielo.

Il ponte non resistette però ai bombardamenti durante la guerra, che facevano parte di una precisa strategia militare ma anche simbolica in quanto il ponte rappresentava bellezza, unità e storia.

In effetti, Mostar accoglieva le comunità cristiana, musulmana ed ebraica ma quando il ponte fu distrutto, Mostar divenne una città divisa. La sua riscostruzione è stata operata in un modo assolutamente identico al vecchio ponte, con la stessa pietra e con i metodi originari di costruzione.

Se vi capita di visitare Mostar a luglio, potrete assistere alla gare di tuffi che si svolge ogni anno. Giovani provenienti da ogni parte del paese si radunano per tuffarsi dal ponte, spiccando un volo din 21 m nel fiume.

Si tratta di una radicata tradizione, anche se rischiosa a causa dell’altezza e della temperatura bassissima dell’acqua del fiume. Prima della guerra, tuffarsi veniva considerato come un segno di virilità e un uomo non poteva veramente considerarsi tale se non si era tuffato dal ponte almeno una volta nella vita.

Oggi, i tuffi sono diventati un vero e proprio spettacolo, messo in scena dai membri del “club dei tuffatori”, che ha sede in una delle due torri che affiancano il ponte e viene chiesto ai numerosi turisti di dare un’offerta perché il tuffatore accetti di lanciarsi.

 

Cosa vedere a Creta: guida turistica per le tue vacanze

Creta è l’isola più grande della Grecia e, a ricordare il suo ricchissimo passato, ci sono i siti archeologici di epoca minoica e i sontuosi edifici in stile veneziano. Ma Creta è un’ottima meta anche per chi vuole oziare in spiaggia. E a Hersonissou troverete una vibrante vita notturna.

Non vi è un tipo di turista che potrebbe rimanere insoddisfatto da una vacanza a Creta. L’isola è uno scrigno di tesori da scoprire: vi sono le vestigia di un antico passato, vi sono gli odori e i sapori del Mediterraneo, vi sono spiagge lunghissime dove concedersi una giornata di sole, vi sono montagne che d’inverno sono ricoperte dalla neve. Creta è terra di contrasti anche per altri motivi. L’isola è un luogo dove si passa velocemente dal traffico cittadino alla tranquillità dei pittoreschi villaggi di campagna, o dove il verde della vegetazione dell’interno lascia spazio, improvvisamente, al giallo delle zone desertiche. Anche le due coste sono differenti: quella settentrionale è dotata di una serie di infrastrutture turistiche ed è qui che sorgono le quattro principali città di Creta; quella meridionale, che si affaccia sulla Libia, è di difficile accesso ed è ancora poco frequentata dai turisti.

Creta, cinquemila anni di storia

Creta è posizionata nella parte meridionale del Mar Egeo, è l’isola greca con la maggiore estensione ed è la quinta più grande del Mediterraneo. La sua posizione geografica, tra il mondo greco-romano e quello turco-arabo, le ha permesso di essere da sempre un attivo centro politico e commerciale. La prima civiltà a svilupparsi sull’isola, nel 3.000 a.C., fu quella minoica. Nei secoli vi si sono succeduti i micenei, i dori, i romani, i bizantini e i veneziani, che la ribattezzarono con il nome di Candia. La Serenissima riuscì a mantenere Creta per quattro secoli e mezzo, ma nel 1669, al termine di una guerra durata oltre vent’anni, fu costretta a cederla agli Ottomani. I turchi la mantennero a loro volta fino al 1832, quando passò prima agli egiziani e quindi al principe Giorgio di Grecia. Tutte queste civiltà hanno lasciato almeno un segno del loro passaggio e hanno contribuito a trasmettere a Creta quell’atmosfera multiculturale che ancora oggi si respira.

Heraklio e Cnosso

La città di Heraklio, situata sulla costa centro-settentrionale, è il maggiore centro urbano di Creta e conta quasi 300.000 abitanti. E’ qui che si trova il principale aeroporto dell’isola, ma a Heraklio si trovano anche importanti vestigia di epoca minoica, chiese bizantine ed edifici risalenti alla dominazione veneziana. Lo stile architettonico veneziano è facilmente rintracciabile anche a Chanià, sulla costa che si affaccia verso la Grecia, mentre dall’altra parte dell’isola è consigliabile una visita a Ierapetra. A dire il vero la cittadina non ha nulla di particolare da offrire al turista. Coloro che vi si recano lo fanno soprattutto per poter dire, una volta tornati a casa, di essere stati nella zona più meridionale del continente europeo.

Gli amanti della storia antica rimarranno estasiati davanti alla miriade di siti archeologici che si trovano sull’isola. In questa guida, per brevità, ne consigliamo due: Cnosso e Festo, città che sono entrambe di epoca minoica. Il palazzo di Cnosso, di cui rimangono solo alcune rovine, è stato uno dei più famosi dell’antichità ed ancora oggi vi si possono osservare magnifici affreschi. Ma cosa ancora più importante, Cnosso è stata la scenografia di numerosi miti, da quello del re Minosse a quello di Icaro e a quello del filo di Arianna. Anche Festo è stata un’importante città di epoca minoica ed anche qui potrete osservare i resti di antichi e sontuosi palazzi.

Creta: spiagge e vita notturna

Nei pressi di Chania si trovano una serie di spiagge con sabbia fine o con sassolini colorati. Tra le più belle vi sono quella di Falassarna, quella di Sougia e quella di Chrissi Akti, che è dotata di numerose strutture ricettive. Nei dintorni di Heraklion la spiaggia più ambita è quella di Matala, lunga oltre 300 metri e circondata dalla scogliera. Se siete giovani e in cerca di divertimento notturno, dovete programmare un paio di giorni a Hersonissou, a 27 chilometri da Heraklion. All’imbrunire la cittadina viene illuminata dalle luci dei bar e delle discoteche, frequentate da una clientela proveniente da tutta Europa. A Creta potete trovare anche una spiaggia circondata dalle palme, quella di Vai. La spiaggia di Vai si trova sulla costa orientale di Creta, al bordo dell’unica foresta endemica di palme di tutta la Grecia. Nella parte meridionale dell’isola, invece, si trovano una serie di spiagge, come quella di Angios Pavlos e di Preveli, che sono difficilmente raggiungibili, ma che per questo sono quasi sempre deserte.

Obidos: cosa vedere nella cittadella medievale del Portogallo

Obidos è un borgo antico del Portogallo completamente circondato da mura medievali.

Se vi trovate a viaggiare per il Portogallo e magari avete visitato città famose come la magnifica e Lisbona o la romantica Coimbra, una tappa che trovate a metà strada proprio tra le due importanti città e che può diventare una deviazione piacevole e forse uno di quei luoghi in cui si torna più volentieri.

L’antico abitato di Obidos sorge tra dolci colline, ancora circondato dalle antiche mura e dominato dall’imponente castello di cui metà è stato trasformato in un Hotel (Pousada) di lusso. La cittadina ha poco più di 10 mila abitanti ma spesso è affollata di turisti, sopratutto nord-europei che si ritrovano spesso in questo angolo pittoresco.

Ciò che colpisce di più di Obidos è la struttura antica rimasta intatta da secoli: oltre alle mura, al castello e alle strade lastricate di pietra, le case basse, con i tetti di tegole rosse sono intonacate di bianco e decorate con strisce gialle o blu ai lati. Oltre alle tonalità cromatiche dell’architettura porte, finestre e balconi sono impreziositi da fiori, piante ed edere rampicanti che donano al luogo un fascino unico e che vale la pena vedere anche se c’è brutto tempo o troppi visitatori.

Obidos è uno di quei luoghi apparentemente sconosciuti ma che sono invece mete imperdibili per chi viaggia in Portogallo. Passeggiare tra i vicoli e le case colorate, o lungo le antiche mura e godersi il paesaggio dalla sommità di queste o dal castello sono emozioni semplici eppure indimenticabili.Una visita meritano anche le tante piccole chiese, tra cui la principale, la Chiesa di Santa Maria che fu costruita nel Medio Evo dopo che la Regione si liberò della dominazione degli Arabi.

La cittadina è poi piena di botteghe di artigiani che vendono ceramiche tipiche, tessuti colorati e alcune delle delizie del Portogallo: i dolci, il caffè ed i vini. Le caffetterie saranno particolarmente amate dagli Italiani dato che il gusto dei portoghesi per il caffè è l’unico in tutta Europa simile a quello degli italiani.

Caffè forti, densi,corti e serviti in tazzine di ceramica proprio come piace a noi, quasi come se fossimo a Napoli, sprigioneranno il loro aroma accompagnati da un Pastel de Nata, piccole tortine alla crema tipiche del Paese o da qualche altro delizioso dolce.

Anche la pasticceria portoghese è particolarmente succulenta anche per chi è abituato agli standard italiani.

Il paesino di Obidos è un luogo dalle forti caratteristiche fiabesche, un luogo che farà sognare i più romantici e creativi. Una fama che possiede sin dall’età medievale, sin dal dodicesimo secolo infatti, i territori dell’attuale municipio costituivano un feudo che venivano spesso assegnati come dote a principesse e regine del Portogallo. Un luogo principesco per sentirsi come in altri tempi.

Isole Fiji: dove si trovano, quando andare e i luoghi da vedere

Le Isole Fiji sono uno dei paradisi marini più belli al mondo. L’arcipelago delle isole Figi, situato nel Pacifico meridionale, vanta spiagge di sabbia bianca e superbi fondali. Ma è anche un’ottima destinazione per fare trekking nella giungla o per calarsi nella cultura del Pacifico Meridionale.

Se sognate da tempo i mari del Sud ed avete un budget di spesa sostanzioso, una buona idea potrebbe essere quella di visitare le isole Fiji. Situate nel Pacifico Meridionale, tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, le 322 isole delle Figi rappresentato uno dei paradisi marini più belli al mondo, per una vacanza che sarà certamente indimenticabile. Il mare non è l’unica attrazione dell’arcipelago. Tra un trekking nella giungla e uno spettacolo di danze haka, vi sono decine di attività da praticare nel momento in cui sarete stanchi di oziare in spiaggia. Come per altre destinazioni del Pacifico Meridionale, anche le isole Figi sono difficili da raggiungere e le difficoltà del viaggio fanno lievitare i costi della vacanza. I principali collegamenti con l’aeroporto di Nadi, situato sull’isola di Viti Levu, sono quelli con gli aeroporti degli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda e dalla Corea del Sud.

Viti Levu: la più grande tra le Figi

Viti Levu è la più grande tra le isole delle Fiji ed ospita circa il 70% della popolazione del piccolo stato oceanico. La capitale Suva è la località ideale per iniziare un tour dell’isola. E’ qui che si trova il Fiji Museum, dove potrete ricevere una serie di preziose informazioni sull’arcipelago, ed è qui che troverete club e locali in cui trascorrere una piacevole serata. Sulla Coral Coast meritano una visita le Sigatoga Sand Dunes, le dune sabbiose che si trovano nei pressi del villaggio di Kulukulu. All’estremità occidentale della Coral Coast c’è la spiaggia di Natadola, che è certamente una delle più belle dell’isola. A Natadola non vi è ancora un numero esagerato di strutture turistiche, ma tutto lascia presupporre che la situazione cambierà in fretta. La spiaggia è un ottimo punto per praticare il surf, visto che vi sono onde alte e lunghe per una buona parte dell’anno.

Vanua Levu

Rispetto a Viti Levu, che si trova di fronte ad essa, l’isola di Vanua Levu non è molto frequentata dai turisti e dispone di infrastrutture ancora poco sviluppate. Ricoperta di palme e di piante tropicali, Vanua Levu è un’ottima meta per coloro che vogliono immergersi più profondamente nella cultura degli abitanti delle Isole Fiji, o per coloro che hanno a disposizione un budget di spesa relativamente limitato. La principale località dell’isola è il villaggio di Savusavu, che si affaccia su una splendida baia e che è visitato soprattutto dagli amanti delle immersioni.

Isole Mamanuca

Ad ovest di Viti Levu ci sono le Mamanuca, un gruppo di piccole isole che rappresentano il top per chi si reca alle Figi con l’intenzione di trascorrere le sue vacanze al mare. E’ qui che sorgono i resort più famosi, come quelli di Mana, Beachcomber, Castaway e Plantation Island. Ad aiutare l’industria turistica della zona è anche la vicinanza all’aeroporto internazionale di Nadi, che si trova a circa un’ora di barca. Ognuna delle isole di Mamanuca è dotata di spiagge idilliache e di centri per le immersioni. In alcune isole, inoltre, è possibile trovare alloggi economici e semplici guesthouse.

Cosa vedere a Bitonto: centro storico e cosa mangiare

La città di Bitonto si trova in Puglia esattamente nella provincia di Bari. La città offre ai visitatori numerose attrazioni e luoghi d’interesse iniziando dalla piazza maggiore della città, Piazza Cavour, si possono ammirare la Chiesa di S. Gaetano, in stile barocco, che risale al XVII secolo e il palazzo Sylos-Calò, in stile tardo rinascimentale, del 1500 in cui si può vedere la bellissima loggia.

Un altro edificio religioso importante per la città è il Duomo o Cattedrale dedicata a santa Maria Assunta, la sua edificazione risale tra l’XI e il XII secolo. La Cattedrale è stata realizzata sul modello della Basilica di San Nicola di Bari essa infatti presenta numerose similitudini. Importante testimonianza storica per la città è il Torrione Angioino situato al fianco di Porta Baresana che insieme ad altre porte costituivano il sistema di accesso alla città.

Per gli appassionati di viaggi culturali consigliamo una visita al museo civico “Eustachio Rogadeo”, alla Galleria nazionale di arte moderna “Girolamo e Rosaria De Vanna”, al Museo Diocesano “Monsignor Aurelio Marena” e al Museo archeologico “De Palo-Ungaro”. Durante una vacanza a Bitonto non perdete l’occasione di assaporare i piatti tipici della cucina pugliese, in particolare, in questa zona il piatto tipico è rappresentato dalle orecchiette con le cime di rapa ma troviamo anche la pasta e fagioli e i dolci tipici della tradizione come le cartellate.

La città di Bitonto è facilmente raggiungibile in auto ma sono disponibili anche collegamenti ferroviari dalle maggiori città pugliesi e aerei con l’Aeroporto di Bari Palese che dista sette chilometri circa.

Oltre ad essere una splendida meta turistica Bitonto permette anche di effettuare qualche buona escursione nelle vicine località di vacanze nel Salento specialmente durante il periodo estivo.

Channel Islands: il Parco Nazionale e tanto altro da vedere

Channel Islands e il Parco Nazionale sono un angolo della California dove la natura è ancora incontaminata, situati a poche ore di viaggio da Los Angeles, abitati da aquile testabianca, squali e leoni marini. E in primavera vedono il passaggio di orche e balene.

Le Channel Island sono situate a poche ore di viaggio dalla caotica Los Angeles e sono un angolo di California dove la natura è incontaminata e dove l’uomo non è ancora l’animale dominante. Le otto isole che compongono l’arcipelago, di cui cinque fanno parte del Parco Nazionale delle Channel Islands, offrono ospitalità a grandi predatori del cielo e del mare, come l’aquila testabianca e il leone marino. Del parco fanno parte anche 100.000 ettari di fondali protetti in cui vivono squali e delfini, e che in primavera e in autunno vedono il passaggio di orche e balene. Le Channel Islands sono un’ottima destinazione anche per chi, dopo aver oziato in spiaggia, non disdegna un po’ di movimento. Tra le attività che si possono praticare ci sono le immersioni, lo snorkeling, il kayak e il trekking, ma vi è anche la possibilità di scoprire gli angoli più nascosti dell’arcipelago con un’escursione in barca. Le Channel Island offrono dunque un contatto diretto con la natura, anche se non sono adatte a tutti. Per proteggere un ecosistema delicatissimo, le autorità hanno deciso di vietare la costruzione di hotel e resort. L’unica possibilità di pernottamento è quella offerta dai campeggi, tutti molto essenziali, che si trovano sulle isole dell’arcipelago. In totale i campeggi del parco nazionale possono ospitare meno di 200 persone al giorno. Se volete pernottare sulle Channel Islands, dovrete dunque prenotare con largo anticipo.

Da Santa Cruz a San Miguel

Provenendo dalla costa della California, i primi tre isolotti che si incontrano sono quelli di Anacapa. Gli isolotti di Anacapa hanno un aspetto selvaggio e sono un’ottima meta per chi vuole praticare un po’ di snorkeling. L’isola successiva, quella di Santa Cruz, è la più grande dell’arcipelago, oltre ad essere una delle più belle. A Santa Cruz troverete splendide spiagge di sabbia e scogliere che cadono a picco sul mare. Vi è inoltre un sistema di grotte marine che può essere visitato in canoa. A Santa Rosa, invece, potrete trascorrere intere giornate facendo trekking nell’entroterra, cercando di avvistare una delle 200 specie di volatili che vivono sull’isola. Se visitate Santa Rosa all’inizio della primavera, provate a scrutare il mare: con un po’ di fortuna potrete assistere al passaggio di orche e balene. La più selvaggia delle Channel Islands è l’isola di San Miguel, che è anche la più occidentale dell’arcipelago. San Miguel è famosa peri leoni marini e per la sua impressionante foresta di caliche. L’isola può essere visitata da un massimo di 30 persone al giorno, ma a dire il vero i visitatori sono molti di meno, poiché in un anno raggiungono a stento le 200 unità. La quinta isola dell’arcipelago, quella di Santa Barbara, si trova un po’ più a sud, sul confine meridionale del parco. La fauna di Santa Barbara è composta da leoni marini e da decine di specie di volatili.