Cosa vedere a Santa Maria Maggiore, Roma

Vicino la stazione ferroviaria principale di Roma Termini – ci sono una serie di tesori archeologici ed architettonici di straordinaria importanza. Tra questi spicca la Basilica di Santa Maria Maggiore.

 

Situata sulla sommità della collina dell’Esquilino, l’edificio religioso è una delle quattro basiliche papali di Roma. Santa Maria Maggiore è conosciuta anche come Santa Maria della Neve.

 

Il motivo è legato alla leggenda della costruzione della chiesa: Papa Liberio avrebbe tracciato nella neve, caduta insolitamente il 5 agosto, il perimetro dove sarebbe stato eretto l’edificio. Il 5 agosto di ogni anno, c’è la rievocazione della nevicata con uno spettacolare lancio di petali bianchi sulla piazza antistante la basilica.

La caratteristica principale dell’edificio è la conservazione della struttura originale del V secolo.

 

Nonostante le aggiunte che si sono susseguite nei secoli, Santa Maria Maggiore presenta l’aspetto di ben 16 secoli fa. L’interno è caratterizzato da numerose perle artistiche: i mosaici della navata centrale e dell’Arco furono realizzati il pontificato di Sisto III (432-440) mentre quelli dell’Abside risalgono al XIII secolo. Dello stesso periodo è il pavimento “cosmatesco”. Assolutamente da non perdere sono alcune cappelle tra cui spiccano quella Sistina – voluta da Sisto V – il quale incaricò della realizzazione il suo architetto Domenico Fontana nel 1585, e quella Paolina, a croce greca grande quanto una chiesetta.

 

Tra i numerosi artisti che nel corso dei secoli hanno contribuito alla bellezza del sacro edificio ci sono Valadier, che arricchì l’altare maggiore opera di Ferdinando Fuga, e Guido Reni che realizzò la maggior parte delle figure presenti all’interno della Cappella Paolina. Nella chiesa è sepolto uno dei maggiori protagonisti dell’arte nella Roma Papale, Gian Lorenzo Bernini. Ma probabilmente ciò che resta impresso nel visitatore e nel fedele sono i mosaici che caratterizzano la facciata: maestosi e preziosi, come molti ricordano “avvicinano l’uomo alla grandezza di Dio”.

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