Europa

Come arrivare alle Canarie in aereo e in nave

come arrivare alle canarie

Le Isole Canarie si possono raggiungere sia in aereo che in nave. Per quanto riguarda la prima opzione, ci sono voli diretti dall’Europa per le Canarie ma, spesso, è necessario fare scalo a Madrid o a Barcellona. Le isole dell’Arcipelago delle Canarie dispongono tutte di un aeroporto ma se decidete di arrivare in auto, è consigliabile prendere una nave partendo da Cadice.

 

Come arrivare alle Canarie in aereo

 

Potete arrivare alle Canarie sia con voli charter che low cost: in Italia è possibile prendere un volo Ryanair da Bologna, Milano o Pisa per Gran Canaria.

 

I voli diretti per Tenerife dall’Italia sono offerti da queste compagnie:

 

Ryanair da Bologna, da Milano Orio al Serio

EasyJet dall’aeroporto di Milano Malpensa

Neos da Bologna, Milano Maplensa, Verona e dall’aeroporto di Roma Fiumicino diretto o con scalo a Milano Malpensa

Vueling da Roma Fiumicino diretto o con scalo a Barcellona

Norvegian dall’aeroporto di Roma Fiumicino con 1 scalo a Oslo (Norvegia)

Meridiana diretto da Milano Malpensa e da Roma Fiumicino

 

Gli aeroporti delle Isole Canarie sono:

 

Tenerife Nord / Los Rodeos (TFN)

Tenerife Sud / Reina Sofia ( TFS)

Gran Canaria Las Palmas (LPA)

Fuerteventura Puerto del Rosario (FUE)

Lanzarote Arrecife (ACE)

La Palma (SPC)

El Hierro (VDE)

La Gomena

 

Il viaggio dura circa 4 ore e mezzo e partono ogni lunedì con ritorno il venerdì.

 

Come arrivare alle Canarie in nave

 

Per arrivare alle Canarie via nave bisogna partire da Cadice con Acciona Transmediterrànea il lunedì per Tenerife, il mercoledì per Gran Canaria e Lanzarote. Anche qui si torna il venerdì.

 

Visitare le Dolomiti: 3 buone ragioni per andarci ad ottobre

Visitare le Dolomiti: 3 buone ragioni per andarci ad ottobre

Visitare le Dolomiti: 3 buone ragioni per andarci ad ottobre

Quando le ferie sembrano ormai un ricordo lontano nel tempo allora siamo pronti per partire di nuovo. Ottobre non è forse il mese ideale per vacanze di lunga durata ma può essere l’occasione adatta per un itinerario di pochi giorni senza doversi necessariamente allontanare troppo da casa.

Ottobre potrebbe essere adatto per gli ultimi fine settimana di sole o per qualche sagra in giro per i piccoli borghi. Ma senza dubbio ottobre è il mese ideale per visitare le Dolomiti. Panorami dalle mille sfumature di verde, montagne a perdifiato e i tanti laghi cristallini sono solo una parte delle bellezze offerte da questo gruppo montuoso che dal 2009 è stata inserita dall’UNESCO tra i siti del Patrimonio nazionale.

Le Dolomiti sono un insieme di gruppi montuosi caratterizzati da un’elevata presenza di roccia dolomitica estesi tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli. Sono inserite tra le mete preferite dagli italiani, e non solo, per le vacanze a cavallo del periodo estivo ma soprattutto per quelle invernali, vista la presenza di numerosi siti dedicati allo sci alpino.

La stagione autunnale è il momento adatto per chi ha voglia davvero di scoprire il territorio e le bellezze che esso offre dal momento che  l’esposizione turistica con picco massimo è già passato ed è possibile accedere a tutti i siti senza dover scendere a compromessi con l’enorme indotto. Inoltre è nella stagione autunnale che il paesaggio si tinge di splendide sfumature di oro e di rosso, le prime foglie cominciamo a cadere ed il clima diventa mite con una caratteristica brezza frizzantina che ben presto lascerà il posto alle prime nevicate. Questo insieme di elementi rende i tramonti davvero indimenticabili al punto da sembrare irreali. Dunque, cosa aspettare?

 Dolomiti ad ottobre: 3 buoni motivi per andarci

   1.Escursioni a piedi

Visitare le Dolomiti: 3 buone ragioni per andarci ad ottobreÈ possibile scegliere tra diverse tipologie di percorso: per le famiglie, enogastronomici, per gli amanti dello sport, per gli amanti della natura più pura. È l’ultima occasione prima che cominci a nevicare per potersi dedicare a lunghe passeggiate ed immersioni nella natura con la possibilità di potersi fermare lungo la strada in un tipico rifugio e ristorarsi con le prelibatezze locali prima di riprendere il percorso. Se non avete voglia di spingervi ad alta quota, le Valli delle Dolomiti sono un ottimo compromesso: la Val d’Ega, la Val di Fassa e la Val di Fiemme sono solo alcune delle valli più note, con molteplici strutture ricettive aperte tutto l’anno, pronte ad accogliervi.

2. Il lago di Braies

Visitare le Dolomiti: 3 buone ragioni per andarci ad ottobreChiamato la Perla delle Dolomiti, è uno dei laghi più belli del Trentino per il caratteristico paesaggio in cui è immerso: montagne e boschi abbracciano questo lago di un meraviglioso color smeraldo. Una vera cartolina! Dal lago partono numerosi sentieri all’interno del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies in grado di accontentare tutti i gusti. A tal proposito vogliamo segnalare i numerosi percorsi di e-Bike, con bici elettriche, vista l’enorme presenza di stazioni di ricarica. Ottobre è l’ultimo mese in cui poter gioire dello splendido lago prima che l’arrivo dell’inverno lo ricopra con una spessa lastra di ghiaccio.

3. Le Piramidi di Segonzano

Visitare le Dolomiti: 3 buone ragioni per andarci ad ottobreDette anche Piramidi della Terra, si trovano in Val di Cembra e sono un fenomeno davvero unico, presente solo in Trentino. Si tratta di una vera attrazione turistica: colonne alte fino a 20 metri, disposte come canne di un organo, spesso sovrastate da una pietra grossa di porfido. Sono visibili tutto l’anno ma ottobre è l’ultimo mese per poterle raggiungere attraverso un percorso a piedi.   L’origine delle piramidi risale a circa 50 mila anni fa quando la disgregazione della montagna a seguito dei movimenti dei ghiacciai dell’Avisio ha creato queste colonne naturali di un colore giallo oro.

 

 

 

 

Pronti a scoprire le Dolomiti?

 

Algarve, la regione del Portogallo più amata

algarve portogallo

L’Algarve è la regione più a sud del Portogallo ed è uno dei posti più belli per le sue spiagge lunghe e il mare pulito ma freddo. La sua costa è fatta di tante scogliere a picco sul mare e di villaggi dove trascorrere ore piacevoli. È una regione di meraviglie nascoste, di spiagge dorate incorniciate da rocce calcaree splendide, di piccoli e semplici ristoranti dove vi sentirete a casa.

 

Ci sono tanti modi per vivere l’Algarve: nelle zone interne, sulle colline di Monchique, vedrete un modo di vivere ormai desueto, dove i giorni si muovono intorno alle stagioni, uccidendo il maiale e raccogliendo il necessario per l’inverno. Qui si raccolgono le castagne e le bacche, si coltivano le olive, le arance e le mandorle per venderle nei mercati. Nei villaggi dalle piccole strade acciottolate, troverete case bianche, caffè e donne fuori dalle porte delle loro case.

 

Sull’Atlantico si fa surf, i pescatori commerciano i calamari, i polipi, il tonno e le sardine e i turisti si godono quel tratto di costa indimenticabile. Sagres è un piccolo villaggio dove trascorrere una vacanza estiva, Tavira è una cittadina molto di moda nel mezzo di Ria Formosa e Vilamoura è un posto per turisti inglesi.

 

A est, invece, il tempo si è fermato: ci sono country house autentiche come Fazenda Nova, dove l’ondata del turismo di massa non è riuscita ad arrivare, dove i villaggi sono imbiancati di bianco e di piante da sughero e ulivi.

 

Qualunque parte dell’Algarve scegli, troverai gente amichevole e accogliente; Ottimi vini locali a prezzi eccezionali e deliziosi piatti.

 

Nelle aree costruite, come Albufeira o Vilamoura, ci sono ancora spiagge meravigliose fuori della pista battuta ma se cercate una vacanza autentica scegliete i piccoli villaggi fuori dal circuito turistico. Faro, invece, ha un centro storico molto affascinante che merita una visita.

 

Quando andare in Algarve

 

Tutto dipende da cosa cercate: da febbraio a maggio potrete godere della zona interna e di una regione senza turisti. Luglio e agosto sono in alta stagione e, da un paio di anni, registrano sold out in quasi tutte le strutture ricettive. Se cercate le spiagge deserte, prenotate a maggio, giugno o ottobre quando il sole è caldo e non ci sono visitatori. Ad agosto le strutture più affollate sono nell’Algarve centrale ma, nell’entroterra, potrete trovare qualcosa. A dicembre e gennaio, spesso, c’è un sole molto caldo durante la giornata, sono mesi meravigliosi ma non è possibile, ovviamente, nuotare. Tuttavia, se volete solo visitare e mangiare fuori, chiedete in anticipo quali sono i ristoranti e le attrazioni turistiche aperti. Ottobre e novembre sono i mesi più piovosi.

 

Parigi con bambini: consigli di viaggio e dove alloggiare

Parigi con i bambini

Parigi con i bambini

Parigi è la città che incarna il romanticismo per eccellenza. Cenette a lume di candela, passeggiate al chiaro di luna lungo la Senna, il panorama mozzafiato dalla Torre Eiffel. Ma è anche la città della moda e della haute couture: dagli Champs Elysées a Place Vendome Chanel, Dior e Jean Paul Gaultier vi ammalieranno attraverso le mille luccicanti vetrine. E vogliamo parlare di cibo e grande patisserie? Potremmo passare ore ad elencare i mille gusti, profumi e colori della cucina parigina ma ci limiteremo a poche succulenti parole magiche: Bouillabaisse, Coq au vin, Tarte tatin, Macarons e Paris Brest.

Fin qui si potrebbe dire che Parigi sia la città adatta per un viaggio in due o al massimo in comitiva. Tuttavia pensarla unicamente in questi termini è veramente molto riduttivo. Infatti la capitale francese si apre ad esperienze di ogni tipo, in grado di convogliare l’attenzione di tutte le fasce d’età: dagli adulti ai più piccini, tutti possono trovare l’itinerario giusto per poter gioire delle sue meraviglie.

Avete mai preso in considerazione la possibilità di visitare Parigi con i bambini? Ci sono tantissimi posti fatti su misura per i piccoli ed altri che invece scoprirete essere anche alla loro portata.

Pronti per scoprire come far divertire i più piccoli?

Bambini a Parigi: i must della città

Centro nazionale di arte e di cultura Georges Pompidou

L’arte moderna, in particolare quella contemporanea, può esercitare un grande fascino sui bambini. L’uso di colori accessi e le forse astratte possono essere per loro un motivo di scoperta e di divertimento. Inoltre nel piazzale esterno potranno assistere alle tante esibizioni degli artisti di strada che con la loro bizzarria ed estro sicuramente li lasceranno a bocca aperta.

Jiardin d’Acclimatation

Giardin d'AcclimatationSi tratta di un grande spazio aperto dedicato ai più piccoli: giro in trenino per visitare il parco, gita sul fiume o una passeggiata su un pony, ma anche il teatro dei burattini, le casette sugli alberi, i giochi d’acqua ed il giardino botanico sono solo alcune delle attrazioni presenti e con cui i bambini possono passare ore ed ore a divertirsi.

 

 

Cité des enfants

A Parigi non manca la città della scienza, anche quella dedicata ai più piccoli. Ampi spazi aperti in cui i bambini divisi per fasce d’età possono scoprire in modo interattivo il mondo della scienza.

Museo del cioccolato

Nella città patria di dolci di fama internazionale non poteva mancare un museo dedicato al dolce per eccellenza: il cioccolato. I più piccoli possono partecipare ad una visita guidata alla scoperta della storia de cioccolato con tanto di degustazione di cioccolatini. L’elemento senza dubbio più interessante e divertente è la preparazione di un cioccolatino speciale grazie alla presenza di un vero maître chocolatier.

Parco di Astérix

Visitare Parigi con i bambiniAstérix ed Obelix sono le insolite guide di questo parco alla scoperta del mondo dei galli. Sono presenti decine e decine di attrazioni di alto livello per tutte le fasce d’età. In più spettacoli ed animazione a tutte le ore del giorno. Un posto dove i genitori possono tirare un sospiro di sollievo!

 

 

 

Disneyland Paris

Il più grande parco dei divertimenti della Francia e dell’intera Europa è stato inaugurato nel 1992. Da allora ogni anno attira milioni e milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. Si estende per circa 30000 chilometri quadrati ed ospita ristoranti a tema, Disney stores, sale cinematografiche, teatri ed alberghi con un totale di oltre 5000 camere.

Bois de Boulogne

Se i vostri piccoli amano le attività all’aerea aperta il Bois de Boulogne è il posto che fa per loro. Infatti potranno dilettarsi con col teatro delle marionette, il mini golf, un centro equestre e numerosi workshop pensati per impare cose nuove divertendosi.

 

Cosa vedere a Praga in 4 giorni

praga in quattro giorni

Praga è una meta che sembra sempre essere in voga, è da lungo tempo nei circuiti turistici ed è sempre molto amata.

Praga è una splendida e ben conservata città medievale piena di storia, romantica, con parchi estesi e una vita notturna frenetica. Potrebbe essere perfetta per un primo viaggio all’estero da soli perché bisogna misurarsi con una lingua non proprio facile e con il cambio della moneta.

Oggi la città è divenuta più commerciale, ci sono tanti turisti e i prezzi sono più alti eppure Praga ha conservato la sua essenza, con le sue strade acciottolate e le pittoresche case medievali. Vi offriamo una guida per visitare Praga in 4 giorni e per orientarvi all’interno della città.

Giorno 1: Castello di Praga, muro di John Lennon, Parco Petrin

 

Fate un’escursione gratuita

 

I “free walking tour” sono un modo intelligente per orientarsi in una nuova città, imparare la sua storia e vedere le attrazioni principali. A Praga ci sono tantissime escursione gratuite, dovete solo informarvi sugli orari. Tutte le compagnie si incontrano vicino all’orologio astronomico nella Piazza della Città Vecchia alle 10.00. Vi daranno una panoramica dei principali siti come la Piazza della Città Vecchia, il Ponte Carlo, il Castello di Praga e il quartiere ebraico.

 

Visita del Castello di Praga

Il Castello di Praga è il primo luogo logico da visitare, dal momento che tutti i tour a piedi finiscono qui. Il castello, che sovrasta la città, è composto da più sezioni: la Cattedrale di San Vito, l’antico Palazzo Reale, la Storia del Castello di Praga, la Basilica di San Giorgio, il vicolo d’Oro con la Torre Daliborka, la Torre delle Polveri e il Palazzo Rosenberg. È possibile acquistare un biglietto per una o tutte queste attrazioni. La struttura più famosa è la Cattedrale di San Vito ed è il grande edificio che vedrete quando si guarda al castello dall’esterno delle mura della città.

 

Parco Petrin

 

Il parco di Petrín è il parco più grande e bello della città, con viste panoramiche di Praga. Troverete un giardino, un labirinto e una torre di guardia che assomiglia alla Torre Eiffel. Vi perderete facilmente tra gli alberi e potrete veramente rilassarvi. Tenete presente che questo parco è su una grande collina e camminare verso la cima può essere faticoso. C’è una funicolare che sale e scende dalla collina se non vi piace fare trekking.

 

Il muro di John Lennon

 

Dopo la collina di Petrin, dirigetevi verso Kampa, un quartiere vicino al fiume, e visitate il muro di John Lennon. Verso la fine del comunismo negli anni ’80, gli studenti hanno iniziato a scrivere i testi di John Lennon su questo muro come un modo per far circolare le loro idee. Oggi, il muro rappresenta l’amore e la pace.

 

Kampa

 

È stata una lunga giornata, quindi rilassatevi a Kampa con una bibita, un po ‘di cibo o un caffè. Ci sono diversi ristoranti e caffetterie nella zona. Per arrivare qui, continuate a camminare verso il fiume dal muro di John Lennon. Dovete attraversare un piccolo ponte e arrivate. Troverete un sacco di posti dove mangiare, sedersi e rilassarsi, e quando avrete finito, potete attraversare il famoso ponte Carlo verso il centro della città.

 

Giorno 2: città vecchia, quartiere ebraico

 

Esplorate la Piazza della Città Vecchia

santa maria di tyn

 

Sedetevi su una delle panchine, mangiate un panino e godetevi la piazza! Ci sono tanti musicisti di talento, che spaziano dal jazz alla classica, che si esibiscono in piazza. Andate all’orologio astronomico, uno dei più belli d’Europa, e apprezzatene i dettagli. Dopodiché visitate le bellissime chiese di San Nicola e di Santa Maria di Tyn. Sotto il municipio vecchio, troverete una serie di catacombe che vale la pena esplorare. Erano il primo livello delle case medievali che erano in piazza.

 

Esplorate  il quartiere ebraico

 

Lo storico quartiere ebraico è una delle attrazioni più popolari di Praga. Ora, i musei, le sinagoghe e il cimitero storico della zona onorano la storia di una delle più grandi comunità ebraiche in Europa.

 

Letná Park

 

Questo parco presenta numerosi sentieri, una caffetteria e viste spettacolari della città. Vedrete un sacco di studenti d’arte che dipingono il paesaggio urbano. Attraversate ChotkovySady per vedere i bellissimi giardini e la vista sul retro del Castello di Praga. È tranquilla, con sentieri appartati che sono perfetti per una passeggiata romantica intima.

 

Giorno 3: Kutna Hora

 

Visitate Kutná Hora

 

Kutná Hora era un importante centro per l’estrazione d’argento nella Boemia medievale. Ha contribuito a mantenere ricchi i re di Praga. Ora la città è famosa per il suo ossario che contiene circa 70.000 ossa. Dal momento che la visita dura circa 15 minuti, andate nel centro storico per vedere alcune delle altre attrazioni di Kutná Hora, tra cui le meravigliose chiese medievali, affacciate su strade ben conservate e una grande piazza cittadina. È una piccola e tranquilla cittadina che ricorda molto Praga.

 

Giorno 4: Vysehrad

 

Esplorate Vyšehrad

Vyšehrad, situato nella parte meridionale della città, era uno dei castelli originali dei re di Praga. Fu costruito intorno al X secolo e contiene il più antico edificio sopravvissuto di Praga, la Rotonda di San Martino. Non è una meta battuta dal turismo di massa.

 

Salite sul fiume in città

 

Dal castello si può fare una piacevole passeggiata lungo il fiume nel centro della città. Ci sono percorsi a piedi e in bicicletta, nonché posti per fermarsi, sedersi e leggere un libro. Qui c’è soprattutto gente del posto.

 

Durante l’ultimo giorno vi consigliamo di vivere come un praghese cercando locali che fanno musica dal vivo, sale concerto e, perché no, vedendo un film in lingua originale. Perdetevi nella città e non dimenticate che siete in un posto da favola.

 

Cosa vedere a Malta: consigli affidabili

Visitare Malta

Visitare Malta

Malta è uno stato dell’Europa Meridionale membro dell’Unione Europea. Situato a circa 90 chilometri dalle coste della Sicilia.  Malta è uno stato dell’Europa Meridionale membro dell’Unione Europea. Situato a circa 90 chilometri dalle coste della Sicilia.

Visitare Malta è un’esperienza a tutto tondo: è un’isola ricca di cultura, storia e paesaggi mozzafiato, ma non solo. Malta è anche spiagge dalle sabbia rosata e mare cristallino, ideale per gli sport acquatici e per tutte le attività legate al mare. Dunque l’isola si presenta come luogo multiforme e variegato, in grado accontentare tutte le esigenze del turista. Anche se l’isola è famosa per essere meta di un turismo giovane, non bisogna cadere nell’inganno e lasciarsi sfuggire l’opportunità di potersi abbandonare ai piaceri di una delle più belle isole del Mediterraneo.

La capitale dell’isola è La Valletta, città che conserva il fascino storico attraverso strade tranquille  e fortificazioni imponenti. Oggi la città ospita alcuni tra i più bei monumenti di tutto l’arcipelago.Il clima maltese è un  clima tipicamente mediterraneo con inverno dolci e piovosi ed estati calde e secche. Pertanto il nostro consiglio è di visitare Malta da marzo ad ottobre quando è possibile godere dei piaceri dell’isola in pieno.

Cosa vedere a Malta assolutamente

1. La cattedrale di San Giovanni

Situata a La Valletta, città ricca di architettura barocca, chiese e parchi. La cattedrale di San Giovanni, la più imponente chiesa dalla capitale. L’edificio con un design complesso e molto sontuoso ed è stato costruito da un architetto maltese nel XVI secolo. Ricordare che è possibile visitare la cattedrale soltanto adeguatamente abbigliati, con braccia e gambe coperte.

2. Comino e la laguna blu

Visitare MaltaL’isola d Comino nel XVII secolo era usata principalmente come nascondiglio per  i pirati. Oggi è un’attrazione turistica molto forte, in particolare per coloro che amano il surf e lo snorkeling. È situata tra Malta  Gozo ed è possibile arrivarvi in traghetto. La laguna blu è un posto da favola: sabbia bianca e marche turchese, è la principale attrazione dell’isola.

 

 

3. Mosta

Mosta è un mercato situato nel cuore di Malta e la sua principale attrazione è la chiesa Mosta Rotunda che ospita la terza cupola più grande al mondo. La cupola fu attraversata integralmente da un bomba tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale senza riportare alcun danno.

4. Passeggiata a Marsaxlokk, il villaggio dei pescatori

Domenica e martedì mattina passeggiate nel grande mercato di Marsaxlokk: troverete frutta, verdure, specialità maltese, abiti, scarpe, ma soprattutto pesce fresco.

5. Mdina

A meno di un’ora da Valletta, Mdina apre le porte di una splendida città medievale fortificata che vi delizierà con la sua cattedrale barocca, i suoi vicoli stretti e le mura silenziose. Visitatela nel tardo pomeriggio per godere appieno delle luci in declino e dallo sfollamento dei turisti.

Bucarest di notte tra discoteche e serate a tema

Bucarest è una delle capitali più popolose dell’Europa, la settima per la precisione, e negli ultimi anni sta vivendo un rinnovamento e una riscoperta turistica senza precedenti. Ha recuperato a pieno titolo quella componente gioiosa che insista nell’etimologia: bucara, infatti, vuol dire essere contenti.

Questo rinnovamento è dovuto in buona parte alla componente turistica più giovane che ha reso Bucarest di notte la capitale più variegate e contesa dell’est Europa. La frizzante vita notturna della capitale della Romania ha condito il consono immaginario collettivo legato a questa terra, popolato per lo più dalla Transilvania e dal Conte Dracula, con una movida notturna all’altezza della altre capitali europee occidentali con in più quel tocco sexy e proibito tipico dell’est. Infatti non è raro incontrare locali attivi 24 ore al giorno con un’offerta di divertessiment altamente variegata.

 

Lipscani, centro storico di Bucarest

Il centro storico, Lipscani,  rappresenta il fulcro della vita notturna della città con i suoi numerosi locali in grado di accontentare le diverse tipologie di pubblico. Ambienti più intimi ed economici si affiancano alle discoteche più esclusive che, d’estate, si trasformano in discoteche all’aperto in grado di convogliare l’attenzione ed il seguito di centinaia di giovani provenienti da tutto il mondo.

Come tutte le grandi città Bucarest by night si esprime al meglio durante il fine settimana anche se l’offerta nei giorni feriali è sempre ben presente. I prezzi sono in linea generale molto economici: molti locali offrono ingresso e consumazione a circa ai 10€ (se che pensate che un biglietto per assistete all’opera costa in genere in torno ai 5€ i conti tornano). Se invece il vostro target è rappresentato dai locali più esclusivi e modaioli preparatevi, dopo un’attenta selezione all’ingresso, a cifre decisamente più elevate.

Bucarest di notte: una breve guida alla nightlife

Fire Club: situato in pieno centro storico, tra piazza Universitatii e piazza Unirii, è uno dei più antichi pub-club dov’è possibile cenare ed ascoltare ottima musica dal vivo, spesso di nicchia e ricercata.

Club Embryo: locale molto ricercato e frequentato da imprenditori facoltosi. Se riuscite a superare la serratissima selezione all’ingresso vi troverete immersi in un’atmosfera decisamente preziosa

Princess Club

Princess Club: negli ultimi anni è diventato il club più popolare della città con le sue ineguagliabili feste a tema. Spesso e sede di concerti e sfilate di moda.

Deja-vu Club & Cafe: serate a tema sempre diverse e un’ampia varietà di cocktail rendono questo locale una tappa obbligata per chi si trova in città.

La Salsa: locale per gli appassionati dei balli caraibici, aperto fino al mattino. Se avete voglia di bere un buon rum e ballare al ritmo della salsa e della bachata non lasciatevi sfuggire l’occasione di andarci.

Non resta che gioire della piccola Parigi dell’est!

Bath: tutte le cose da vedere nella città delle Terme in un giorno

bath

Bath si trova a soli 30 minuti da Bristol ed è facilmente raggiungibile in autobus o treno. Questa città alla moda nel XVIII secolo ha attirato migliaia di visitatori per le sue terme. Oggi è una delle città più belle in Inghilterra, con la sua architettura georgiana in gran parte ispirata al passato romano della città.

All’arrivo alla stazione di autobus, ci si rende conto immediatamente che una parte dell’architettura della città è simile a Bristol. In un giorno Bath può essere visitata: dedicate un paio di ore alle terme romane, visitate l’Abbazia e passate sul Pulteney Bridge. Se siete appassionati di moda, non potete perdere, per l’appunto, il museo della moda. Ragioniamo per ordine di importanza.

Cosa vedere a Bath

Ci sono tante cose da vedere a Bath in un giorno, ecco i nostri suggerimenti:

Terme romane di Bath

terme di bath

La visita più lunga della giornata è dedicata alle terme romane, e sarà anche la nostra prima attrazione turistica. Esso rivela alcuni dei bagni dele complesso delle terme romane di Bath e ripercorre la storia di Aquae Sulis, l’antica città termale romana. L’ingresso al sito avviene attraverso la magnifica hall vittoriana nei pressi dell’Abbazia di Bath. Il biglietto è piuttosto costoso (tra i 15 € e i 20 € a seconda del tipo di biglietto e del periodo), ma l’audio guida è gratuita e il biglietto può essere combinato con il Museo della Moda.

La visita può durare dalle due alle cinque ore, a seconda di quanto volete approfondire. Le terme romane sono state scoperte alla fine del XVIII secolo e sono aperte al pubblico dal 1897. Si estendono sotto il livello delle strade attuali di Bath.

ll museo, situato al primo piano del palazzo in stile vittoriano, sopra l’ingresso, espone i reperti archeologici trovati e ripercorre la lunga storia di questo sito. Bath è nota per le sue sorgenti termali da molto prima dell’arrivo dei romani. I romani fondarono Aquae Sulis, il primo centro termale d’Inghilterra, che era completamente sproporzionata rispetto alle dimensioni della città.

Notevole la testa dorata in bronzo della dea Sulis Minerva, scoperta nel 1727, e da non perdere il grande frontone ornamentale del tempio esposto nel museo: una testa della Gorgone, un simbolo della dea Sulis Minerva, è scolpita nel suo centro. Risalente al I sec. d.C., sarebbe uno dei pochi templi romani in classico stile inglese. Il museo, poi, vanta un’ impressionante collezione archeologica romana che racconta la vita quotidiana del tempo.

Naturalmente alimentata dalla sacra sorgente di acqua calda, i bagni sono stati progettati per soddisfare le esigenze dei residenti ma anche di molti viaggiatori. La fonte sacra sgorga nel cuore del sito ad una temperatura di 46 ° C e gli ingegneri romani hanno portato su l’acqua di sorgente attraverso grandi tubi di piombo. Il serbatoio, che non è visibile al visitatore, fu rinchiuso nel II secolo sotto un tetto a volta e parzialmente sepolto successivamente.

L’uso delle terme romane era basato su un sentiero che alternava camere riscaldate, bagni caldi e freddi.

Nel corso degli anni le terme di Bath hanno attraversato momenti bui e sono state chiuse e riaperte diverse volte. Nel 1978 vengono chiuse per la morte di una ragazza a causa della meningite dovuta ad un’ameba sviluppatasi nelle acque termali. Dopo una raccolta fondi, avvenuta negli anni ‘90, nel 2006 è stato aperto un nuovo stabilimento, il Thermae Bath Spa (http://www.thermaebathspa.com/), che vanta una piscina coperta, una sul tetto e diverse aree massaggi.

Abbazia di Bath

La splendida Abbazia di Bath del 1499 rappresenta il centro della città.
Le sculture sulla parte anteriore dell’abbazia sono state recentemente restaurate e mostrano i colori originari. Nel seminterrato c’è un museo di sculture e manufatti.

Ponte Pulteney

Il Ponte Pulteney si trova sul fiume Avon ed è stato costruito in stile georgiano nel 1774. Dopo esser stato danneggiato da inondazioni alla fine del XVIII secolo, è stato ricostruito fedelmente divenendo una vera e propria attrazione turistica.

Il Pulteney Bridge, insieme al Ponte Vecchio di Firenze, è uno dei ponti più belli del mondo con tanti negozi integrati.
Costruito per William Pulteney da Robert Adam, il ponte era un tentativo di collegare le due rive del fiume Avon. Notevolmente palladiano, è certamente il ponte più romantico del mondo.

Museo della moda

A partire dal XV secolo, fino ad oggi, questo piccolo museo è un gioiello. L’audioguida ha informazioni chiare e interessanti, è gratuita e facile da usare. La collezione va dai vestiti dei Tudor fino ai giorni nostri.

 

 

Ghetto ebraico di Venezia: tutto quel che c’è da vedere e la sua storia

Il 29 marzo 1516, la Repubblica veneta creò il primo ghetto su una piccola isola del sestiere nord-occidentale di Cannaregio. I residenti furono cacciati e sostituiti in una settimana dagli ebrei già presenti a Venezia. Questo era un periodo in cui la città era già una grande potenza commerciale e cercava, in ogni modo, di conservare i rapporti con tutti.

Gli ebrei di Venezia trovarono quindi un posto sicuro per vivere nonostante le restrizioni a loro imposte e poterono fuggire dalla persecuzione in Europa centrale. Costruirono due sinagoghe nel ghetto: la Scuola Grande Tedesca e la Scola Canton. La Repubblica veneta sfruttò tutti i vantaggi economici derivanti da quest’insediamento aumentando vertiginosamente il costo dei servizi offerti.

La popolazione crebbe con l’arrivo degli ebrei Marrani, espulsi dalla Spagna e dal Portogallo quando rifiutarono di convertirsi.
Le condizioni di vita erano difficili. Le stanze potevano essere raggiunte solo attraverso gli spazi abitativi di altre famiglie, le porte erano sbloccate all’alba e bloccate dal tramonto e tutti i residenti dovevano indossare cappellini gialli o un distintivo. Per quei tempi, Venezia poteva definirsi tollerante perché gli ebrei non furono costretti a convertirsi e il ghetto divenne un luogo di studio. Erano ammessi prestiti monetari e vendita di alcune merci, come gioielli e pellicce, e furono create sinagoghe. Tutto ciò influì decisamente sulla formazione della cultura veneta e sulla sua lingua.

Nel 1797 la malattia, la guerra e la politica avevano ridotto la popolazione del ghetto a 3.000 abitanti. Le truppe di Napoleone posero fine alla Repubblica di Venezia e al ghetto eliminando ogni discriminazione. I più poveri rimasero nel ghetto, ma molti altri partirono per altre parti della città, dove si integrarono, acquistando palazzi sul Canal Grande e partecipando alla vita politica.

 

Le leggi razziali in Italia nel 1938 colpirono drammaticamente la comunità ebraica. Dopo l’arrivo delle truppe tedesche nel 1944, gli ebrei veneziani di tutte le età furono riuniti nel campo centrale del ghetto e da qui furono deportati. Un monumento commemora oggi questo vergognoso avvenimento: i suoi sette bassorilievi di bronzo, creati da Arbit Blatas, un artista ebreo lituano, sono dedicati ai sei milioni di vittime dell’Olocausto. I pannelli sono montati su un muro sotto il filo spinato lasciato dai tedeschi. Oggi ci sono circa seicento ebrei a Venezia.

 

Nel Ghetto Novo c’è il Museo Ebraico, che non può considerarsi un semplice spazio espositivo ma un museo diffuso veramente unico nel suo genere. Si trova tra le due più antiche sinagoghe veneziane ed espone esempi molto importanti di oreficeria e di tessuti, creati tra il XVI e il XIX secolo. Inoltre il museo offre inoltre un’ampia selezione di libri e manoscritti antichi e di alcuni oggetti utilizzati nei momenti più importanti della vita civile e religiosa della comunità.

 

Ghetto di Venezia: dove mangiare

Per mangiare qualche specialità gastronomica ebraica, fermatevi da Gam Gam Goodies, l’ultimo ristorante della città che prepara piatti della tradizione ebraica oppure alla Forneria Volpe. Qui potrete mangiare dolci, biscotti fatti a mano o le cosiddette “recie de Aman”, cioè dei fagottini di pasta frolla farciti con marmellata, semi di papavero e mandorle.

 

Lasko: viaggio nella Slovenia dedicata alle famiglie

La Slovenia offre la possibilità di fare meravigliose vacanze benessere alle terme di Lasko. Se siete nella Bassa Stiria, concedetevi una giornata di relax nelle numerose piscine di Lasko, il cui complesso termale si trova nella città omonima, famosa anche per la sua birra. Ad un’ora e quaranta da Lubiana e a soli quindici minuti da Celje, Lasko si trova in un punto della Slovenia immerso nel verde. Le sue terme hanno varie piscine interne ed esterne e offre la possibilità di pranzare nel ristorante a buffet all’interno, accanto alle piscine termali.

Il buffet offre una grande quantità di antipasti, piatti principali e dessert (pizza, pasta, hot Dog, carne …) e il cibo proposto è di buona qualità.

Potete utilizzare i servizi di estetica e benessere ma è necessario fissare in anticipo un appuntamento.

Ma, a nostro avviso, il punto di forza sono le piscine, sia per grandi che per piccini, divise per tipologie di utilizzo: all’esterno, ci sono una piscina grande per le immersioni e una più piccola per i tuffi. Poi vasche idromassaggio per rilassarsi sotto il sole e due scivoli per bambini ed adulti.

All’interno della cupola, che d’estate si apre, troverete una piscina classica, una con le onde e tre vasche idromassaggio nonché un’area di giochi acquatici prettamente per bambini. Dopo aver trascorso parte della giornata in acqua, passate al centro saune e benessere dove potrete godere di un massaggio tailandese, energetico, aromatico e altre tipologie. La durata di un massaggio varia dai 20 minuti alle due ore per uno completo.

Bello il centro fitness con vista sul fiume Savinja, che passa proprio accanto all’albergo, dove è possibile pernottare acquistando pacchetti molto convenienti.

Cosa vedere a Lasko

locomotiva di lasko

Oltre alle acque termali, scoperte in epoca romana, Lasko ha un castello del X secolo, il Tabor, che ha, al suo interno, un bellissimo e lussuoso ristorante. Andate alla birreria Lasko per assaggiare la loro birra e fate una piccola incursione nella vicina Celje.

Al Museo delle Miniere è possibile visitare un percorso con oggetti legati al lavoro del minatore e una particolarissima locomotiva Diesel per trainare i carrelli di carbone.