Europa

Cosa vedere a Santa Maria Maggiore, Roma

Vicino la stazione ferroviaria principale di Roma Termini – ci sono una serie di tesori archeologici ed architettonici di straordinaria importanza. Tra questi spicca la Basilica di Santa Maria Maggiore.

 

Situata sulla sommità della collina dell’Esquilino, l’edificio religioso è una delle quattro basiliche papali di Roma. Santa Maria Maggiore è conosciuta anche come Santa Maria della Neve.

 

Il motivo è legato alla leggenda della costruzione della chiesa: Papa Liberio avrebbe tracciato nella neve, caduta insolitamente il 5 agosto, il perimetro dove sarebbe stato eretto l’edificio. Il 5 agosto di ogni anno, c’è la rievocazione della nevicata con uno spettacolare lancio di petali bianchi sulla piazza antistante la basilica.

La caratteristica principale dell’edificio è la conservazione della struttura originale del V secolo.

 

Nonostante le aggiunte che si sono susseguite nei secoli, Santa Maria Maggiore presenta l’aspetto di ben 16 secoli fa. L’interno è caratterizzato da numerose perle artistiche: i mosaici della navata centrale e dell’Arco furono realizzati il pontificato di Sisto III (432-440) mentre quelli dell’Abside risalgono al XIII secolo. Dello stesso periodo è il pavimento “cosmatesco”. Assolutamente da non perdere sono alcune cappelle tra cui spiccano quella Sistina – voluta da Sisto V – il quale incaricò della realizzazione il suo architetto Domenico Fontana nel 1585, e quella Paolina, a croce greca grande quanto una chiesetta.

 

Tra i numerosi artisti che nel corso dei secoli hanno contribuito alla bellezza del sacro edificio ci sono Valadier, che arricchì l’altare maggiore opera di Ferdinando Fuga, e Guido Reni che realizzò la maggior parte delle figure presenti all’interno della Cappella Paolina. Nella chiesa è sepolto uno dei maggiori protagonisti dell’arte nella Roma Papale, Gian Lorenzo Bernini. Ma probabilmente ciò che resta impresso nel visitatore e nel fedele sono i mosaici che caratterizzano la facciata: maestosi e preziosi, come molti ricordano “avvicinano l’uomo alla grandezza di Dio”.

Guinness Storehouse: informazioni, prezzi e durata visita

Una delle cose tipiche che si fa quando si va a Dublino da turisti è andare a visitare quella che comunemente viene chiamata la fabbrica della Guinness ovvero la Guinness Storehouse.

Si tratta di una attrazione puramente turistica, un posto a metà strada tra un museo e una attrazione di Disneyland. Il costo del biglietto era (forse lo è ancora) 13,00 Euro e nel prezzo è compresa una pinta di Guinness che si può prendere al Gravity Bar, un lounge bar posizionato all’ultimo piano dell’edificio, di forma circolare e con le pareti interamente di vetro da cui è possibile vedere tutta Dublino.

Ed è proprio questa l’unica attrazione della Storehouse, personalmente se non fosse per la vista della città dall’alto e per l’ottima Guinness, con tanto di disegno sulla schiuma, non ci sarebbe motivo di venire in questo posto.Tra l’altro la città non è neanche poi così bella, non è certo come vedere Parigi dalla Torre Eiffel. Dublino è una città priva di monumenti a parte qualche chiesa. Basta pensare che nel centro della città regnano sovrani gli uffici della heineken con una scritta gigante a farti compagnia tutto il giorno.

All’interno della storehouse ci sono diverse sale che si possono visitare come un persorso guidato e permettono di capire come viene prodotta questa birra, quali sono gli ingredienti usati, vedere un po di immagini storiche.

La Guinness da sempre ha un ottimo staff che si occupa di marketing ed è per questo che è una bevanda di grande successo. Hanno fatto in modo che chiunque beve Guinness in tutto il mondo si senta parte di un gruppo speciale, una specie di club riservato che ti fa sentire un gradino sopra agli altri. Guinness is good for you, Guinness for strength, There is nothing like a guinness sono solo alcuni degli spot che sono stati creati per pubblicizzare questa birra.

All’uscita dell’edificio, in puro stile parco divertimenti passate per un’area dov’è possibile acquistare qualsiasi cosa riguardi la Guinness, come sottobicchieri, cappelli, magliette, spille, bicchieri, tappetini, … … …

La guinness è anche la nostra bevanda preferita ma la visita della storehouse non è sicuramente una cosa da consigliare. Se siete a Dublino e non avete cose particolari in programma passateci pure ma non aspettatevi niente di particolare. Non aspettatevi niente neanche da Dublino, anche la città è in un limbo priva di identità. E’ una città irlandese che punta ad essere una Capitale Europea, non essendo per questo ne l’una ne l’altra. Ci sono Ipermercati in pieno centro e catene di ristoranti o fast food ovunque, l’unica parte un po più caratteristica rimane temple bar che non amo in particolar modo. E’ un po come visitare Milano per conoscere l’Italia, sicuramente una città interessante ma non è visitando Milano che si capisce cos’è l’italia, anzi …

Per tutti quelli che vogliono visitare l’irlanda il nostro consiglio è ovviamente di fare un salto a Dublino (è pur sempre la capitale dell’irlanda) ma poi andarsene, anche a caso, ovunque ma rimanendo alla larga dalle grandi città. Fermatevi in un paesino, entrate in un pub dall’aspetto sudicio, sedetevi al banco, ordinate una bella pinta di Guinness e qualcosa da mangiare, fate due chiacchiere con il barista o con le persone anziane che avete a fianco e godetevi la vostra vera Irlanda.

Crete senesi: cosa sono e cosa vedere

Oggi partiremo alla scoperta del senese ed in particolare delle famose Crete Senesi, un territorio che incanta in ogni stagione, soprattutto in autunno, quando il verde e il giallo dei campi coltivati sono sostituiti dalle innumerevoli tonalità di marrone, grigio ed ocra della terra lavorata e messa a riposo in attesa della semina primaverile.

Sarà essenziale poter disporre di un mezzo proprio: auto, moto o, per i più sportivi, bicicletta.

La tappa iniziale da cui cominceremo questo viaggio è proprio la città di Siena, celebre per il Duomo, per l’altissima Torre del Mangia, per la suggestiva Piazza del Campo, nonché per il Palio dell’Assunta.

Dopo aver dormito in uno dei tanti agriturismi che costellano le campagne circostanti, potremo passare nell’ambiente cittadino metà  mattinata girovagando tra i vicoli e sostando nella meravigliosa Piazza del Campo a sorseggiare un caffè o un thè. L’atmosfera è frenetica ma al tempo stesso gioiosa: la gente del posto ama vestirsi bene e moltissimi sono i negozi di abbigliamento, di specialità enogastronomiche e di artigianato.

Verso la tarda mattinata, potremo finalmente partire in direzione Asciano per scoprire il paesaggio delle Crete. Esse si trovano a sud est di Siena e sono una zona collinare unica al mondo, frutto dell’erosione praticata dalle acque superficiali su antichi sedimenti marini argillosi e sabbiosi formatisi un milione di anni fa.

Le Crete sono punteggiate da “calanchi” e “biancane” e in autunno-inverno si presentano come un paesaggio “lunare” ammantato da particolari sfumature di colore, in cui balzano all’occhio, arroccati in cima alle colline, pochi piccoli centri di origine medievale, casolari, pievi e monasteri.

Fanno parte di quest’area i comuni di Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme e San Giovanni d’Asso. Qui, da secoli si praticano sia attività agro-silvo-pastorali tradizionali come la coltura della vite, la raccolta dei tartufi, la pastorizia, sia attività estrattive (dall’Ottocento è fiorito intorno alle cave di travertino l’artigianato locale).

Qui, serpeggia inoltre un tratto della Via Francigena: attraverso di essa durante il Medioevo migliaia di pellegrini hanno attraversato le Crete per recarsi a Roma.

La strada che unisce Siena ad Asciano va percorsa lentamente, gustata… è la chiave d’ingresso al mondo senza tempo delle Crete Senesi. Arrivati ad Asciano, proseguiremo in direzione Chiusure, per raggiungere la vicina Abbazia di Monte Uliveto Maggiore, ove faremo una breve sosta.

L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, sorta per iniziativa di San Bernardo Tolomei (1272-1348), si erge in cima a un colle, immersa in una selva di cipressi frammisti a pini, querce e olivi. Da tre parti l’edificio è circondato da borri e precipizi naturali e vi si accede attraversando un ponte levatoio che fa parte di una torre merlata.

Tra i cipressi secolari, i monaci benedettini passano le loro giornate pregando e lavorando. Producono vini profumati, rossi robusti come è loro tradizione. La costruzione in mattoni “faccia a vista” della storica cantina nei sotterranei del monastero risale alla seconda metà del 1300.

E’ composta da due parti: un tinaio per la vinificazione delle uve e un locale per lo stoccaggio del vino in botti di legno. Lo spazio occupato dal tinaio e dalla cantina, il numero e le dimensioni dei tini e delle botti testimoniano come l’Abbazia sia stata il punto di riferimento e di raccolta, non solo delle proprie uve ma anche di quelle prodotte dai  contadini della zona.

Da non perdere è la visita ai meravigliosi affeschi del chiostro grande che esaltano la vita e i miracoli di S. Benedetto.

Verso l’ora di pranzo, ci rimetteremo in marcia. Consiglio vivamente di fermarsi nel suggestivo e caratteristico borgo medievale di Buonconvento, dove spendendo poco si potranno gustare specialità toscane cucinate egregiamente: imperdibile è il Ristorante da Mario, gestito da un’intera famiglia di toscani D.O.C., nonna compresa!

Nel pomeriggio, ripartiremo alla volta dell’ultima tappa del nostro breve viaggio: il borgo di Montalcino. Il comune di Montalcino è la terra natale del Brunello, uno dei vini rossi più famosi al mondo. Si trova ad una altitudine di 567 metri s.l.m., ed ha una popolazione di circa 5.000 abitanti.

Al suo interno si possono ammirare il Palazzo Vescovile e le Chiese di Sant’Agostino e San Francesco, entrambe del XIII secolo. Prima di arrivare, saremo stupiti dai colli ammantati da centinaia di filari di viti. All’inizio di ogni filare c’è una pianta di rose: lo scopo non è decorativo, anche se in effetti lo spettacolo risulta ancora più bello e dolce, ma pratico.

La presenza di piante di rose davanti ai filari d’uva salvaguarda le viti da malattie parassitarie, in quanto il parassita attacca solitamente prima la rosa. In questo modo i coltivatori possono anticipare i trattamenti necessari impedendone la diffusione.

Arriva il tramonto: da Montalcino lo sguardo spazia sulle Crete Senesi che si perdono verso nord tingendosi di rosa e giallo. Arrivederci alla prossima avventura!

 

Cosa vedere a Bologna in due giorni

Possiamo visitare Bologna in due giorni munendosi di una mappa e sapendo di preciso le cose da fare.

Siamo partiti dal cuore pulsante e vitale della città, Piazza Maggiore (o Piazza Grande), famosa per la presenza della Fontana del Nettuno, con l’imponente statua bronzea del dio del mare, e per i principali edifici di epoca medievale: Palazzo del Potestà del 1200, Palazzo Comunaledel 1300, Palazzo di San Petronio del 1390, con la chiesa omonima, e Palazzo dei Bianchi del 1410. Di sera la piazza è uno spettacoli perché si illumina di luci calde e soffuse creando un’atmosfera magica e romantica.

 

Ma Bologna si contraddistingue soprattutto per le due Torri simbolo della città: Torre Garisenda e Torre degli Asinelli, costruite entrambe tra il XII e XIII secolo in posizioni strategiche per svolgere funzioni militari e gentilizie. Se vi fermate a Bologna vi consiglio assolutamente di non perdere la visita all’interno della Torre degli Asinelli con i suoi 97,20 metri di altezza e 498 scalini. Una volta arrivati in cima, siamo rimsati estasiati dal magnifico panorama offerto con il mare e le Prealpi all’orizzonte (il costo del biglietto è di 3 euro senza la Card). Torre Garisenda è alta 47 metri ma non è visitabile.

 

Vale la pena di visitare anche la Basilica di San Petronio, un esempio unico di arte gotica con pianta a croce latina a tre navate e ben ventidue cappelle. E’ la chiesta più importante di Bologna oltre ad essere la quinta più grande a livello mondiale. Davanti a tanta imponenza e bellezza, non abbiamo potuto fare a meno di ammirare la Cappella dei Re Magi che custodisce ancora la sua decorazione originaria con le pareti impreziosite da affreschi raffiguranti “L’Infermo”, “Il Paradiso” e la “Storia dei Re Magi”, così come i dipinti de “L’Annunziata” e i dodici “Apostoli”: un vero tesoro da scoprire per chi ama l’arte.

 

Uno dei palazzi più importanti e storici di Bologna è senza dubbio l’Archiginnasio che si trova nel centro storico della città. Costruito nel 1500 come sede universitaria, oggi sede della Biblioteca Comunale, questo antico palazzo mi ha lasciato senza fiato per la sua imponente struttura architettonica, che mi ricorda tanto quella dei palazzi nobiliari: un lungo portico e un ampio cortile centrale a doppio loggiato circondato da 30 arcate, con un piano superiore che conduce a 10 aule e 2 aule magne.

 

Dopo aver girato tanto e visitato le principali attrazioni di Bologna volevamo anche degustare le specialità tipiche bolognesi e così ci siamo fermati in una storica trattoria fuori dal centro, che ci ha consigliato un nostro amico prima di partire, e che consigliamo vivamente anche a voi: Antica Trattoria della Gigina. Un locale rustico e gradevole ambientato in un’atmosfera rilassante e accogliente dove poter assaggiare antipasti tipici con salumi e l’immancabile mortadella, primi piatti fedeli alla cucina tradizionale, come i tortellini in brodo e le tagliatelle al ragù, secondi di arrosti di carne, come la tagliata di manzo, e squisiti dessert da leccarsi i baffi.

Cosa vedere a Barcellona in 2, 3 e 4 giorni: info e vita notturna

Per capire cosa vedere a Barcellona in 3, 4 o 5 giorni, bisogna avere ben chiaro quali sono i luoghi di interesse da visitare e come trascorrere la vita notturna. Niente panico, ci pensiamo noi con una guida che farà al caso vostro.

Alcune informazioni su Barcellona

Barcellona è una città (1.615.908 abitanti, area urbana: 4.928.852 abitanti) della Spagna, capoluogo della Catalogna, una regione autonoma della parte nord-orientale dello stato, oltre che capoluogo dell’omonima provincia e della comarca del Barcelonès. È la seconda città della Spagna per numero di abitanti.Gennaio e Febbraio sono i mesi più freddi, con temperature medie nell’ordine dei 9°C, e Luglio ed Agosto i più caldi, con medie di 24º

Cosa vedere a Barcellona

  • La Sagrada Familia, uno dei capolavori di Antoni Gaudì che non riuscì a terminare e che oggi la stanno finendo di costruire usando lo stesso criterio che venivano costruite le cattedrali medioevali. La Sagrada Familia verrà finita intorno al 2020, ma si puo’ visitare.
  • Il Parco Güell, di Antoni Gaudì, anche questo come la Sagrada Familia è un’opera incompiuta ma molto affascinante. Questa “Città giardino” creata nel 1900/1914 dove si possono trovare scalinate, una piazza, due casette che ricordano quella della favola di Hansel e Gretel. Tanti colori e una fantasia incredibile.
  • La Rambla è un grande marciapiede centrale situato tra Plaça Catalunya, nel centro della città, e il porto antico. Un posto allegrissimo dove si puo’ trovare di tutto: da i fioristi ai giocolieri dai venditori di uccelli ai pittori che di giorno e di notte rallegrano La Rambla. Dalla Rambla si possono vedere i palazzi più belli di Barcellona tra cui il palazzo della Virreina, il mercato Boqueria e il famoso teatro, El Liceu.
  • Plaça Reial è una piazza contornata da palme dove si svolge un mercatino di francobolli e monete, si trovano inoltre dei bei locali e ristoranti.
  • Casa Milà, conosciuta con il nome “La Pedrera” costruita tra il 1905 e il 1907 da Antoni Gaudì, in stile modernismo, si trova al 92 di Passeig de Gràcia. Una casa fatta con cemento armato e materiali come frammenti di azulejos, pietra viva, ferro battuto per le porte e balconi e vetro armato per i pavimenti.
  • Palau de la Música Catalana, Lluís Domènech i Montaner, simbolo della nuova architettura modernista catalana. Nel 1971 è diventato monumento nazionale e nel 1997 è stato dichiarato dell’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Si trova nel quartiere San Pere sulla via Laietana, parallela alla Rambla.
  • Parc de la Ciutadella è un parco dove non si sentono i rumori della grande città di Barcellona. All’ingresso di Passeig de les Pujades si trova la monumentale “Cascada” creata da J. Fontsère con la partecipazione di un giovane, Antoni Gaudì. Si tratta di una cascata fatta con rocce irregolari e vegetazione. Nel parco si trova anche il Parlament de Catalunya e lo Zoo de Barcelona.
  • Montjuic e Tibidabo, per apprezzare di piu’ la bellezza di Barcellona dovete andare assolutamente sul monte Montjuic e Tibidabo che si trova vicino al porto. su Montjuic si trova il Castello del Montjuïc, il Museo Nazionale dell’Arte catalana, gli impianti olimpici come lo Stadio Olimpico Lluís Companys. A Montjuic si trova anche il giardino botanico. Sulla montagnia di Tibidabo oltre ad una bella vista di Barcellona si trova il luna park e l’antenna delle comuncazioni disegnata da Norman Foster.

Barcellona: vita notturna

Di seguito i locali migliori per una nightlife da urlo:

  • Club Danzatoria (Carrer Ramon Trias Fargas, tel. 93-2240480), un locale su più livelli che ingaggia regolarmente dj molto quotati. Metro/Bus : 10, 14, 41, N-0 Avda. Tibidabo-FCG
  • Paloma : Musica tradizionale, spesso c’è un orchestra, fino a mezza-notte in un sala da ballo stupenda. Musica classica, popolare, e c’è anche della musica funk, hip hop per gli studenti e i giovani. La Paloma e un posto bellissimo, molto alla moda e molto divertente.Telefono : 93 301 68 97
    Metro/Bus : Universitat (L1, L2) 24, 41, 55, 64, 141, N6, Indirizzo : C/Tigre, 27
  • Otto Zutz (Calle Lincoln 12, tel. 93-2380722), un locale su 3 piani ben frequentato. Ore di apertura : 1h00
    Telefono : +34 93 238 07 22
    Metro/Bus : METRO: FGC Gràcia (L6, L7, S1, S2, S5 i S55) BUS: 16, 17, 27, 31, 32 i N4
  • Discothèque (Poble Espanyol, tel. 93-4231285), che organizza magnifiche feste a tema;
  • Bikini (Avinguda Diagonal 547, tel. 93-3220800), 3 diversi ambienti, dove si passa dall’house ai ritmi latini alla musica dal vivo; La domenica c’e lo show di musica brasiliana.
  • Nitsa Club (Nou de la Rambla 113, tel. 93-4414001), nella cui Sala Apolo spesso si esibiscono i musicisti più quotati della scena techno;
  • Plaça Reial è una piazza contornata da palme dove si svolge un mercatino di francobolli e monete, si trovano inoltre dei bei locali e ristoranti.
  • Dot (Nou de Sant Francesc 7, tel. 93-3027026), piccolo club in stile newyorchese sempre pieno di personaggi stravaganti: sulla parete di una delle sue sale vengono proiettati in continuazione film di culto.
  • Disco D-Mer (Carrer de Rosselló 208, tel. 93-2156591), club frequentato prevalentemente da gay e lesbiche, ma aperto anche agli etero.
  • Razzmatazz: All’entrata di Razzmatazz pagate per poter andare in ognuna delle cinque ”salas” diverse, le quali sono diverse, con musica diversa: Razz Club, Lolita, Pop, The Loft, musica al vivo, DJ di tutti I stili. Molto variato: Air, Kraftwerk, Groove Armada, The Libertines e sopratutto molti DJ locali con molto talento. Chiedete per Natacha al bar. Metro/Bus : Marina (L1) y Bogatell (L4) 60, 40, 42, 141 y N11

 

Josefov, il Quartiere Ebraico di Praga: cosa vedere con un itinerario ad hoc

Il quartiere ebraico di Praga, conosciuto come Josefov, è uno dei luoghi più antichi della città e si chiama così in omaggio all’imperatore Giuseppe II che abolì, nel 1781, le misure discriminatorie contro gli ebrei migliorando le loro condizioni sociali. Quando siete a caccia di un’offerta o una promozione per viaggi a Praga assicuratevi, quindi, che vi sia una visita guidata allo Josefov, il quartiere ebraico della capitale della Repubblica Ceca. Lo Josefov è infatti uno dei luoghi da non perdere, poiché rappresenta al tempo stesso la storia di un popolo e di un secolo, il Novecento. Il ghetto ebraico ha un passato lungo e tormentato: è stato infatti il luogo delle deportazioni nazista e della sofferenza – che campeggia sui muri delle sinagoghe sotto forma di migliaia di nomi di ebrei  uccisi.

 

Ma è anche un posto magico; qui, in meno di 100mila mq, hanno vissuto per secoli, e continuano a vivere, un numero elevatissimo di ebrei: questi hanno modificato la struttura urbanistica del quartiere che ora si presenta come un labirinto di viuzze su cui si affacciano caseggiati sovraffollati, piccole e graziose piazzette, tantissimi negozi, luoghi di culto e un unico spazio verde destinato a cimitero.

 

Quest’ultimo merita una visita: qui infatti sono sepolti oltre 12.000 ebrei; le sue lapidi tardogotiche, rinascimentali, barocche, messe di traverso e sovrapposte raccontano un posto sacro, l’unico per circa 300 anni in cui gli ebrei potevano essere seppelliti. Un itinerario attraverso lo Josefov prosegue con la sinagoga Pinkas, che si trova a due passi dal cimitero. Eretta nel XV secolo, oggi è un monumento agli ebrei sterminati e deportati dalla dittatura nazista.

 

Simbolo del quartiere é la Sinagoga vecchia-nuova (Staronová synagoga). Situata alla confluenza tra la Parizska e la Via Maslova, è una delle prime costruzioni gotiche di Praga. Al suo interno si trova il seggio del rabbino Low, il capo religioso della comunità alla fine del XVI secolo. Il rabbino è probabilmente la figura religiosa più importante per gli ebrei cechi: la sua influenza sull’Imperatore Rodolfo II – dettata dalla sua conoscenza della cabala e dall’alchimia – fece sì che diminuissero le discriminazioni verso il popolo ebreo.

 

Inoltre durante la vostra visita allo Josefov non potrete perdere: il Museo ebraico – che custodisce la più importante collezione di oggetti della cultura materiale israelitica esistente in Europa – e la splendida sinagoga spagnola chiamata in questo modo per la sua somiglianza estetica con l’Alhambra di Granada.

 

Cosa mangiare a Madrid: idee e piatti tipici

Come in tutte le capitali europee, anche a Madrid è impossibile restare digiuni. In città abbondano pub, ristoranti di cucina locale ed etnica, tapas bar, cervecerie (le nostre birrerie dove si può anche fare uno spuntino), musei del jamon. Dal centro – dove sono concentrati la maggior parte di locali per turisti – fino alla periferie, Madrid trabocca di luoghi dove poter mangiare.

Per quanto riguarda gli orari, i madrileni pranzano intorno alle 14 e cenano verso le 22 ma a qualsiasi ora ci si potrà infilare in un tapas bar e stuzzicare qualcosa.

Sono proprio i bar di tapas i locali più caratteristici non solo di Madrid ma dell’intera Spagna. Funzionano in questo modo: ordinate una cana (una birra piccola) o una cerveza (una birra media) o una clara (misto di birra chiara e gassosa) e vi verranno serviti degli stuzzichini o dei piatti di prosciutto, pezzetti di carne in particolare chirozo (salsicce), tortillas (frittate di ogni tipo), croquetas (gustose crocchette di patate) e queso (formaggio). E’ una sorta di aperitivo anche se sono in tanti coloro che in questo modo pranzano. Ir de tapas è l’ideale per i turisti che in questo modo possono scoprire una radicata abitudine culinaria degli spagnoli.

Per pasti veloci ci sono anche i famosi bocadillos (panini) farciti in tutti i modi possibili: da non perdere quelli con jamon serrano (l’ottimo prosciutto crudo spagnolo) o con calamari fritti.

Per cena, durante una vacanza a Madrid, il consiglio è quello di sedersi in un ristorante tipico e gustare i piatti tradizionali della cucina madrilena. Per combattere i freddi inverni della capitale spagnola non c’è nulla di meglio della sopa de ajo (la zuppa di aglio); per chi non teme pietanze pesanti ecco il cocido madrileno: uno stufato decisamente completo visto che è fatto con numerosi ingredienti come ceci, pancetta, cavolo, carote, porri, pomodori, patate, chorizo, pollo, manzo, maiale e uova. Per chi preferisce il pesce c’è il besugo cioè il pagello che si può mangiare marinato o al forno.

Se da bere è d’obbligo la cerveza, tra i dolci c’è solo l’imbarazzo della scelta. Da provare la cioccolata con churros – lunghi bastoncini di pastella fritta – il bartolillos (dolce alla crema), le Rosquillas de anis (ciambelle all’anice) e le huesos de santo (ossa del Santo) dolci con patate, mandorle e crema che si preparano nel giorno di Ognissanti.

Braga: cosa vedere nella città a nord del Portogallo

Braga è la seconda città del nord del Portogallo ed è oggi il secondo centro industriale del nord del paese (industria tessile e agricola) e uno dei centri turistici e culturali di maggiore interesse di tutto il Portogallo. Situata a cinquanta chilometri da Porto, è una città caratterizzata dall’alta concentrazione di chiese, con ben 62 parrocchie.

In effetti, Braga, con una popolazione di circa 170 mila abitanti, mantiene l’arcidiocesi più antica del Portogallo e viene chiamata la “Roma portoghese”. Famoso anche il detto che va nello stesso senso: “Lisbona gioca, Porto lavora e Braga prega”.

Conosciuta dai romani col nome di Bracara Augusta, Braga vanta una lunga storia come centro commerciale e religioso. Nel 12° secolo divenne la sede degli Arcivescovi del Portogallo e quindi la capitale religiosa del paese.

Ancora oggi la Semana Santa si celebra con solenni processioni e per la festa di São Joãosi organizzano grandi celebrazioni molto suggestive.

Braga è anche sede di una delle più prestigiose università del Portogallo, l’Universidade do Minho, la quale porta una ventata di gioventù in una città considerata particolarmente seria e conservatrice.

Il Sé de Braga è la Cattedrale più antica del Portogallo e rappresenta naturalmente il monumento maggiore della cittadina da un punto di vista storico.

Essa si presenta con una bella facciata in stile romanico al suo esterno e da diverse cappelle con differenti stili al suo interno (dal gotico alle decorazioni manueline ). All’interno della cattedrale si trova anche il Museu de Arte Sacra, nel quale si possono ammirare diverse collezioni di preziosi oggetti di arte ecclesiastica.

Praticamente tutti i luoghi d’interesse della città sono poco distanti dal centro e si raggiungono facilmente a piedi.

Ad esempio, andate a vedere Paço Episcopal costruito tra il XIV e il XVII secolo, conosciuto in particolare per il fatto che ospita la più grande libreria del Portogallo; Il Palazzo vescovile,la bella Torre de Menagemdel del XIV secolo, parte di una fortezza in stile gotico, a testimonianza delle fortificazioni un tempo presenti a Braga; La Capela dos Coimbras e la Capella di Santa Cruz in stile barocco, edificata nel XVII secolo.

Ma non si può perdere quello che è probabilmente il più bel monumento di Braga, il santuario di Bom Jesus do Monte, situato a 5 chilometri ad est della cittadina.

L’edificio sorge in un luogo panoramico, in cima a una collina boscosa da cui si gode un bel panorama sulla città. Fu costruito tra il 1784 e il 1879 in stile neoclassico ed è oggi visitato ogni anno da folle di pellegrini.

Si tratta di un complesso di cappelle, fontane e statue edificate in una magnificente scalinata barocca di ben 116 metri e rappresentante le 14 fermate della via crucis. In cima alla scalinata cioè l’Escadariache (che costituisce la vera attrazione del luogo) si arriva alla chiesa, circondata da favolosi giardini del XV secolo.

Borghi più belli della Toscana

La Toscana è terra di buon cibo, di vitigni eccellenti, di spiagge incontaminate e di panorami montani unici. La regione è però anche degna di nota per la presenza di alcuni tra i borghi antichi più belli e suggestivi non solo del centro-nord ma dell’Italia intera. Ecco qualche suggerimento per visitare alcuni tra i borghi più caratteristici dell’area toscana.

 

  1.      Pitigliano. Provincia di Grosseto

Vicino al confine con il Lazio, questo borgo ha un passato che torna indietro sino all’età del bronzo, epoca in cui si stabilirono qui i primi gruppi umani. In seguito Pitigliano fu teatro di un insediamento etrusco che ha lasciato al borgo alcune importanti testimonianze, come le mura di tufo a nord del centro abitato ed alcune necropoli. Occupata poi dai romani, in epoca medioevale passò alla famiglia degli Aldobrandeschi e poi a quella degli Orsini, degli Strozzi e dei Medici. Il borgo ha una struttura molto attraente, affacciato com’è per tre lati su profondi dirupi rocciosi.

 

  1.      Sorano. Provincia di Grosseto

Questo borgo sorge nella valle dove scorre il fiume Lente, corso d’acqua che dona alla zona un aspetto naturale molto seducente alla vista. Dominato da una fortificazione appartenuta alla famiglia nobile degli Orsini, il centro abitato è un caratteristico borgo antico toscano, scavato nel tufo e dotato di una vista sulla valle di eccezionale bellezza.

 

  1.      Monteriggioni. Provincia di Siena

In posizione strategica su importanti vie di scambio e comunicazione, Monteriggioni è un affascinante borgo di tipo medioevale, a poca distanza dalla città di Siena. Affacciato sulle valli di Staggia ed Elsa, è circondato da imponenti mura difensive dotate di ben 14 torri quadrate ancora visibili. La città prevedeva in passato due ingressi, situati all’interno delle mura: la Porta Romea o Franca (aperta in direzione di Siena) e la Porta di San Giovanni, o Porta Fiorentina (aperta in direzione di Firenze). Qui sorgono strutture turistiche davvero singolari, come nel caso di molti numerosi agriturismi in provincia di Siena.

 

  1.      Volterra. Provincia di Pisa

Recentemente salita alla ribalta grazie all’ultimo film della saga di Twilight, la cittadina di Volterra è arroccata su un’altura, in modo da poter controllare le valli circostanti. Importante centro etrusco, romano e poi medioevale, è uno dei borghi inseriti dall’UNESCO nella lista dei siti più importanti dell’intero patrimonio artistico italiano.   

La Scarzuola: cosa vedere nella città ideale di Buzzi

La Scarzuola è una località rurale umbra e si trova nella frazione Montegiove di Montegabbione, comune in provincia di Terni. L’opera è stata ribattezzata così da Tommaso Buzzi, architetto, fautore di questa “città ideale.

Un itinerario diverso dal solito, un percorso nel misticismo più intimo, profondo, lontano dai clamori di Assisi e Cascia, provenendo dall’autostrada A1 si può uscire al casello di Fabro, da qui si prende la vecchia strada dell’Osteriaccia e, per il soggiorno consigliamo la quiete dell’ Agriturismo San Pietro, un casale in pietra situato nel verde del parco di Villalba, il borgo di San Pietro Aquaeortus, così si chiama la località è un luogo dove regna il silenzio e la tranquillità della natura.

Da qui si parte verso il paese di Fabro e si prosegue verso Montegabbione.

Si sale attraverso un paesaggio quasi di montagna ricco di fitti boschi e borghi sperduti, in pochi minuti si arriva al paese di Montegabbione e da lì per 7 km si prosegue verso la rocca di Montegiove il cui profilo è segnato dal superbo castello.

Si oltrepassa il paese fino a trovare un’ insegna sulla destra dove inizia una stradina bianca, da quì si accede al Convento della Scarzuola.

Il complesso si può visitare su prenotazione.

La Scarzuola è un luogo magico dove le antiche origini religiose testimoniate dal vecchio convento francescano si mescolano con le fantasiose architetture di Tommaso Buzzi.

Il celebre architetto milanese scelse questo posto per rendere in architettura la sua filosofia.

La visita dura circa 2-3 ore e si trasforma in un vero e proprio percorso interiore che la mano geniale di Buzzi ha saputo suscitare con costruzioni simboliste neomaniersite di grande significato allegorico. Andate sul sito ufficiale per organizzare la vostra visita.