Europa

Cosa vedere a Mostar: la città col ponte bombardato

Mostar è una città a sud della Bosnia ed Erzegovina ed è situata in una regione a sud-ovest di Sarajevodista soltanto un’ora di automobile dalla costa adriatica.

Il suo paesaggio è quello tipico mediterraneo con estati talmente torride che i frutti del melograno e i fichi s’incurvano verso la terra riarsa. Una delle attrattive più note della Bosnia-Erzegovina è il “Ponte Vecchio di Mostar”, oggi protetto dall’UNESCO.

Il ponte unisce le due sponde del fiume Neretva: quella occidentale dove vivono i croati e quella orientale dove abitano i musulmani.

Ma ascoltiamo le parole di Rebecca West nel suo “Viaggio in Iugoslavia. La Bosnia e l’Erzegovina” a proposito del ponte: “…e infine arriviamo a Mostar, Stari Most, ossia vecchio ponte.  E’ uno dei più bei ponti che esistano al mondo: lo sostiene un arco leggero, sotteso fra due torri circolari e la balaustra è ricurva al centro a formare un angolo leggermente convesso.”

Venne commissionato nel 1566 dal sultano Solimano il Magnifico, che incaricò l’architetto turco Hayrudin di costruirlo: fu fatto con la pietra locale di Tenelija, di tonalità chiarissima che sembra cambiare colore a seconda della posizione del sole nel cielo.

Il ponte non resistette però ai bombardamenti durante la guerra, che facevano parte di una precisa strategia militare ma anche simbolica in quanto il ponte rappresentava bellezza, unità e storia.

In effetti, Mostar accoglieva le comunità cristiana, musulmana ed ebraica ma quando il ponte fu distrutto, Mostar divenne una città divisa. La sua riscostruzione è stata operata in un modo assolutamente identico al vecchio ponte, con la stessa pietra e con i metodi originari di costruzione.

Se vi capita di visitare Mostar a luglio, potrete assistere alla gare di tuffi che si svolge ogni anno. Giovani provenienti da ogni parte del paese si radunano per tuffarsi dal ponte, spiccando un volo din 21 m nel fiume.

Si tratta di una radicata tradizione, anche se rischiosa a causa dell’altezza e della temperatura bassissima dell’acqua del fiume. Prima della guerra, tuffarsi veniva considerato come un segno di virilità e un uomo non poteva veramente considerarsi tale se non si era tuffato dal ponte almeno una volta nella vita.

Oggi, i tuffi sono diventati un vero e proprio spettacolo, messo in scena dai membri del “club dei tuffatori”, che ha sede in una delle due torri che affiancano il ponte e viene chiesto ai numerosi turisti di dare un’offerta perché il tuffatore accetti di lanciarsi.

 

Cosa vedere a Creta: guida turistica per le tue vacanze

Creta è l’isola più grande della Grecia e, a ricordare il suo ricchissimo passato, ci sono i siti archeologici di epoca minoica e i sontuosi edifici in stile veneziano. Ma Creta è un’ottima meta anche per chi vuole oziare in spiaggia. E a Hersonissou troverete una vibrante vita notturna.

Non vi è un tipo di turista che potrebbe rimanere insoddisfatto da una vacanza a Creta. L’isola è uno scrigno di tesori da scoprire: vi sono le vestigia di un antico passato, vi sono gli odori e i sapori del Mediterraneo, vi sono spiagge lunghissime dove concedersi una giornata di sole, vi sono montagne che d’inverno sono ricoperte dalla neve. Creta è terra di contrasti anche per altri motivi. L’isola è un luogo dove si passa velocemente dal traffico cittadino alla tranquillità dei pittoreschi villaggi di campagna, o dove il verde della vegetazione dell’interno lascia spazio, improvvisamente, al giallo delle zone desertiche. Anche le due coste sono differenti: quella settentrionale è dotata di una serie di infrastrutture turistiche ed è qui che sorgono le quattro principali città di Creta; quella meridionale, che si affaccia sulla Libia, è di difficile accesso ed è ancora poco frequentata dai turisti.

Creta, cinquemila anni di storia

Creta è posizionata nella parte meridionale del Mar Egeo, è l’isola greca con la maggiore estensione ed è la quinta più grande del Mediterraneo. La sua posizione geografica, tra il mondo greco-romano e quello turco-arabo, le ha permesso di essere da sempre un attivo centro politico e commerciale. La prima civiltà a svilupparsi sull’isola, nel 3.000 a.C., fu quella minoica. Nei secoli vi si sono succeduti i micenei, i dori, i romani, i bizantini e i veneziani, che la ribattezzarono con il nome di Candia. La Serenissima riuscì a mantenere Creta per quattro secoli e mezzo, ma nel 1669, al termine di una guerra durata oltre vent’anni, fu costretta a cederla agli Ottomani. I turchi la mantennero a loro volta fino al 1832, quando passò prima agli egiziani e quindi al principe Giorgio di Grecia. Tutte queste civiltà hanno lasciato almeno un segno del loro passaggio e hanno contribuito a trasmettere a Creta quell’atmosfera multiculturale che ancora oggi si respira.

Heraklio e Cnosso

La città di Heraklio, situata sulla costa centro-settentrionale, è il maggiore centro urbano di Creta e conta quasi 300.000 abitanti. E’ qui che si trova il principale aeroporto dell’isola, ma a Heraklio si trovano anche importanti vestigia di epoca minoica, chiese bizantine ed edifici risalenti alla dominazione veneziana. Lo stile architettonico veneziano è facilmente rintracciabile anche a Chanià, sulla costa che si affaccia verso la Grecia, mentre dall’altra parte dell’isola è consigliabile una visita a Ierapetra. A dire il vero la cittadina non ha nulla di particolare da offrire al turista. Coloro che vi si recano lo fanno soprattutto per poter dire, una volta tornati a casa, di essere stati nella zona più meridionale del continente europeo.

Gli amanti della storia antica rimarranno estasiati davanti alla miriade di siti archeologici che si trovano sull’isola. In questa guida, per brevità, ne consigliamo due: Cnosso e Festo, città che sono entrambe di epoca minoica. Il palazzo di Cnosso, di cui rimangono solo alcune rovine, è stato uno dei più famosi dell’antichità ed ancora oggi vi si possono osservare magnifici affreschi. Ma cosa ancora più importante, Cnosso è stata la scenografia di numerosi miti, da quello del re Minosse a quello di Icaro e a quello del filo di Arianna. Anche Festo è stata un’importante città di epoca minoica ed anche qui potrete osservare i resti di antichi e sontuosi palazzi.

Creta: spiagge e vita notturna

Nei pressi di Chania si trovano una serie di spiagge con sabbia fine o con sassolini colorati. Tra le più belle vi sono quella di Falassarna, quella di Sougia e quella di Chrissi Akti, che è dotata di numerose strutture ricettive. Nei dintorni di Heraklion la spiaggia più ambita è quella di Matala, lunga oltre 300 metri e circondata dalla scogliera. Se siete giovani e in cerca di divertimento notturno, dovete programmare un paio di giorni a Hersonissou, a 27 chilometri da Heraklion. All’imbrunire la cittadina viene illuminata dalle luci dei bar e delle discoteche, frequentate da una clientela proveniente da tutta Europa. A Creta potete trovare anche una spiaggia circondata dalle palme, quella di Vai. La spiaggia di Vai si trova sulla costa orientale di Creta, al bordo dell’unica foresta endemica di palme di tutta la Grecia. Nella parte meridionale dell’isola, invece, si trovano una serie di spiagge, come quella di Angios Pavlos e di Preveli, che sono difficilmente raggiungibili, ma che per questo sono quasi sempre deserte.

Obidos: cosa vedere nella cittadella medievale del Portogallo

Obidos è un borgo antico del Portogallo completamente circondato da mura medievali.

Se vi trovate a viaggiare per il Portogallo e magari avete visitato città famose come la magnifica e Lisbona o la romantica Coimbra, una tappa che trovate a metà strada proprio tra le due importanti città e che può diventare una deviazione piacevole e forse uno di quei luoghi in cui si torna più volentieri.

L’antico abitato di Obidos sorge tra dolci colline, ancora circondato dalle antiche mura e dominato dall’imponente castello di cui metà è stato trasformato in un Hotel (Pousada) di lusso. La cittadina ha poco più di 10 mila abitanti ma spesso è affollata di turisti, sopratutto nord-europei che si ritrovano spesso in questo angolo pittoresco.

Ciò che colpisce di più di Obidos è la struttura antica rimasta intatta da secoli: oltre alle mura, al castello e alle strade lastricate di pietra, le case basse, con i tetti di tegole rosse sono intonacate di bianco e decorate con strisce gialle o blu ai lati. Oltre alle tonalità cromatiche dell’architettura porte, finestre e balconi sono impreziositi da fiori, piante ed edere rampicanti che donano al luogo un fascino unico e che vale la pena vedere anche se c’è brutto tempo o troppi visitatori.

Obidos è uno di quei luoghi apparentemente sconosciuti ma che sono invece mete imperdibili per chi viaggia in Portogallo. Passeggiare tra i vicoli e le case colorate, o lungo le antiche mura e godersi il paesaggio dalla sommità di queste o dal castello sono emozioni semplici eppure indimenticabili.Una visita meritano anche le tante piccole chiese, tra cui la principale, la Chiesa di Santa Maria che fu costruita nel Medio Evo dopo che la Regione si liberò della dominazione degli Arabi.

La cittadina è poi piena di botteghe di artigiani che vendono ceramiche tipiche, tessuti colorati e alcune delle delizie del Portogallo: i dolci, il caffè ed i vini. Le caffetterie saranno particolarmente amate dagli Italiani dato che il gusto dei portoghesi per il caffè è l’unico in tutta Europa simile a quello degli italiani.

Caffè forti, densi,corti e serviti in tazzine di ceramica proprio come piace a noi, quasi come se fossimo a Napoli, sprigioneranno il loro aroma accompagnati da un Pastel de Nata, piccole tortine alla crema tipiche del Paese o da qualche altro delizioso dolce.

Anche la pasticceria portoghese è particolarmente succulenta anche per chi è abituato agli standard italiani.

Il paesino di Obidos è un luogo dalle forti caratteristiche fiabesche, un luogo che farà sognare i più romantici e creativi. Una fama che possiede sin dall’età medievale, sin dal dodicesimo secolo infatti, i territori dell’attuale municipio costituivano un feudo che venivano spesso assegnati come dote a principesse e regine del Portogallo. Un luogo principesco per sentirsi come in altri tempi.

Cosa vedere a Bitonto: centro storico e cosa mangiare

La città di Bitonto si trova in Puglia esattamente nella provincia di Bari. La città offre ai visitatori numerose attrazioni e luoghi d’interesse iniziando dalla piazza maggiore della città, Piazza Cavour, si possono ammirare la Chiesa di S. Gaetano, in stile barocco, che risale al XVII secolo e il palazzo Sylos-Calò, in stile tardo rinascimentale, del 1500 in cui si può vedere la bellissima loggia.

Un altro edificio religioso importante per la città è il Duomo o Cattedrale dedicata a santa Maria Assunta, la sua edificazione risale tra l’XI e il XII secolo. La Cattedrale è stata realizzata sul modello della Basilica di San Nicola di Bari essa infatti presenta numerose similitudini. Importante testimonianza storica per la città è il Torrione Angioino situato al fianco di Porta Baresana che insieme ad altre porte costituivano il sistema di accesso alla città.

Per gli appassionati di viaggi culturali consigliamo una visita al museo civico “Eustachio Rogadeo”, alla Galleria nazionale di arte moderna “Girolamo e Rosaria De Vanna”, al Museo Diocesano “Monsignor Aurelio Marena” e al Museo archeologico “De Palo-Ungaro”. Durante una vacanza a Bitonto non perdete l’occasione di assaporare i piatti tipici della cucina pugliese, in particolare, in questa zona il piatto tipico è rappresentato dalle orecchiette con le cime di rapa ma troviamo anche la pasta e fagioli e i dolci tipici della tradizione come le cartellate.

La città di Bitonto è facilmente raggiungibile in auto ma sono disponibili anche collegamenti ferroviari dalle maggiori città pugliesi e aerei con l’Aeroporto di Bari Palese che dista sette chilometri circa.

Oltre ad essere una splendida meta turistica Bitonto permette anche di effettuare qualche buona escursione nelle vicine località di vacanze nel Salento specialmente durante il periodo estivo.

Cosa vedere a Livorno in un weekend

Livorno è una cittadina situata sulla costa della Toscana dal fascino nascosto.

Questa città è stata governata nella storia da famiglie importanti, come i Visconti e i Medici; questi ultimi la trasformarono in uno dei porti principali della regiome. Verso il 1600 Livorno fu proclamata porto franco dai granduchi di Toscana: tutti avevano accesso alla città senza discriminazioni politiche o religiose. Arrivarono molti ebrei che resero la città molto ricca. Con l’Unità di Italia, vennero aboliti tutti i privilegi doganali e Livorno iniziò il suo declino.

A livello territoriale non mostra alcuna particolarità, non ha un fiume principale o rilievi predominanti; purtroppo, dopo la seconda guerra mondiale buona parte dei edifici antichi, andò distrutta. Oggi non rimane molto ma quello che c’è, è molto interessante.

Spettacolare e di una eleganza raffinata, è la Terrazza Mascagni (in foto), una passeggiata sul lungo mare; caratteristiche di questa Terrazza sono le maioliche alternate bianche e nere che ricordano una scacchiera e le sue balaustre ricche.

Il Duomo, anche se fu ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, ricalca il modello originale della fine del 600; il soffitto è ancora quello originale e affascina per i suoi magnifici intagli sul legno.

A Livorno non può mancare una visita alla Fortezza Vecchia con la caratteristica pianta pentagonale; i suoi tre bastioni hanno un fascino insospettabile, soprattutto quello de La Canaviglia su cui poggia un palazzo voluto dai de’ Medici.

Al centro della città, a piazza Micheli si può vedere la statua dei Quattro Mori: quattro statue in bronzo incatenate.

Piacevole è la passeggiata nella Nuova Venezia, un caratteristico quartiere che in qualche modo ricorda la città veneta; piena di canali e architetture veneziane del 600, è molto romantico.

Per uno shopping alternativo, ci si può dirigere verso il Mercatino Americano in piazza XX Settembre, dove chincaglierie e oggetti strani di origine americana e giapponese vi divertiranno e forse stupiranno.

Livorno è un porto e una località balneare e come tale è una città abituata all’andirivieni di turisti e persone in cerca di divertimento. Gli hotel a Livorno sono per tutte le tasche e non sarà difficile trovarne uno vicino a qualche luogo di interesse; delle offerte hotel si trovano facilmente anche in internet nei siti specializzati o in qualche blog per viaggiatori.

Non si può andare a Livorno senza provare la sua cucina tradizionale. Il “cacciucco” è forse il piatto più noto: una zuppa di pesce molto agliata e molto saporita con una base di pane abbrustolito… Ottima! Come secondo piatto, sono davvero buone le triglie alla livornese, ovvero adagiate su un letto di pomodoro, aglio e prezzemolo. Per chiudere il pasto degnamente, chiedete un “ponce”, un miscuglio di caffè, rum e scorzetta di limone: vi rimetterà al mondo.

Livorno è una città italiana particolare e davvero unica.

Cefalonia: un’isola da visitare e scoprire

 

Il nome di Cefalonia evoca immediatamente gli spettri della II Guerra Mondiale, ma l’isola è ormai una delle mete più popolari della Grecia. Merito del suo mare e alla sua vita notturna. In viaggio da Lassi a Fiskardo

Nella storia militare italiana non vi è episodio più tragico, e allo stesso tempo più eroico, dell’eccidio di Cefalonia. Era il settembre del 1943 e i tedeschi, che presidiavano l’isola greca insieme ai soldati del Regno d’Italia, divennero nostri nemici in seguito all’armistizio firmato dagli italiani con gli anglo-americani. Il generale Gandin decise di chiedere ai suoi soldati il comportamento da tenere con i tedeschi, che reclamavano l’immediato disarmo degli italiani. I nostri soldati, al grido di “Guerra ai Tedeschi!”, decisero di non arrendersi. Dopo una settimana di combattimenti e un’altra di fucilazioni, dei quasi 10.000 soldati italiani ne sopravvivevano appena 163.

Il nome di Cefalonia evoca ancora oggi gli spettri della II Guerra Mondiale, anche se nel frattempo l’isola del Mar Ionio si è trasformata in una piacevole meta turistica. I tedeschi continuano ad essere massicciamente presenti, ma non vestono più le divise del Terzo Reich: indossano semmai un paio di bermuda, ed affollano, insieme ad inglesi ed austriaci, le spiagge che si trovano intorno a Lassi. Di italiani, invece, se ne vedono pochi. I numeri delle presenze di nostri connazionali a Cefalonia sono inconsistenti se confrontati a quelli di altre isole greche.

Isola di Cefalonia: Lassi e Leivatho

La zona più turistica dell’isola è quella di Lassi, situata ad un chilometro dal capoluogo Argostoli. Nonostante siano prese d’assalto dai bagnanti inglesi, le spiagge di questa parte della costa di Cefalonia conservano ancora il loro fascino e sono l’ideale per chi è in cerca di un po’ di svago. A Lassi vi sono diversi locali notturni e chi ne ha voglia può fare l’alba trascinandosi di bancone in bancone. Sono invece più tranquilli i centri che si trovano nei pressi di Leivatho, a sud di Argostoli. Questa parte dell’isola è più adatta alle famiglie e alle coppie in cerca di relax, che potranno godere di spiagge incantevoli e quasi mai affollate. Molto tranquilla è anche Paliki, la penisola occidentale di Cefalonia in cui si trovano le splendide spiagge di Xi e di Petani.

Fiskardo, l’altra parte di Cefalonia

Dall’altra parte dell’isola vi sono Sami, dove attraccano i traghetti provenienti da Bari e da Brindisi, e Erisos, la penisola separata da Itaca da uno stretto canale. Nei pressi di Erisos si trova Fiskardo, località adatta a chi viaggia con un budget di spesa medio-alto. E’ qui che, negli Anni 70, facevano scalo gli yacht dei magnati italiani ed europei, che trasformarono Fiskardo in una località alla moda. Oggi la cittadina continua ad essere molto affollata, e vale una visita per gli splendidi e pittoreschi edifici del centro storico.

Cascate dell’Acquafraggia: tutto quel che c’è da sapere

Un forte scroscio di acqua che cade impetuosa sulle rocce di montagna. Dietro la curva ecco delle imponenti cascate che cadono spezzandosi in continuazione.

Sono le cascate dell’Acquafraggia, vicino Borgonuovo, che con la loro impetuosità rinfrescano le calde giornate estive a Piuro, comune di fianco a Chiavenna, nota località di frontiera con la Svizzera. Hanno origine a 3050 mt. sul livello del mare.

In molti ci passano per andare in Engadina, a Saint Moritz, nota per il suo lago ghiacciato d’inverno e le sue passeggiate senza fine in estate. Fin dai tempi dei romani Chiavenna era un nodo di comunicazione per i paesi oltralpe.

Nota anche per i suoi crotti, cavità naturali createsi in seguito a frane, questo paese sorge nell’omonima valle in provincia di Sondrio. Attraversato dal fiume Mera, alimentato dalle cascate, questo paese di montagna offre tipiche case di montagna in roccia e legno.

Se siete solo di passaggio dovete fermarvi alla nota pasticceria Mastai, che oltre ad offrire dolci di ottima qualità, vende skipass ad un prezzo nettamente migliore rispetto ai 60 euro degli impianti di Saint Moritz. 

Le cascate poco lontane dal centro sono un tocco in più. Chiamate così per la loro conformazione “fracta“, nonché spezzata in latino, questo corso d’acqua, che sorge dal Pizzo Lago fino a formare il lago dell’Acquafraggia, si getta per 1800 m balzando in continuazione da una roccia all’altra.

Se volete mangiare qualcosa ci sono due posti deliziosi: uno lungo la strada è l’agriturismo a conduzione familiare Acqua Fracta, che, oltre ad avere qualche stanza, propone dei fantastici pizzoccheri e diversi tipi di pasta con un ottimo ragù; l’altro in fondo ad una stradina immersa nel verde è il Crotto Quartino che offre con il menu tradizione dei deliziosi Gnocchetti Chiavennaschi, un’altrettanto buona polenta taragna con costine e salsiccetta e altre prelibatezze.

Potete poi smaltire l’abbuffata o camminando lungo le diverse cascatelle che si formano dopo le Cascate dell’Acquafraggia o con una deliziosa passeggiata nel paese o nei vari sentieri che si trovano facilmente.

 

Caprera: la perla della Maddalena

L’isola di Caprera fa parte dell’arcipelago de La Maddalena ed è uno degli angoli più belli della Sardegna. Giuseppe Garibaldi vi trascorse gli ultimi anni di vita, affascinato dai colori del mare. Le sue coste nascondono splendide calette e un ambiente naturale ancora intatto.

La sua casa è stata trasformata in museo e in ogni angolo dell’isola sembra di percepire la sua presenza. Caprera deve la sua fama a Giuseppe Garibaldi, che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Oltre un secolo dopo la sua morte è però il mare ad attirare i visitatori. Fu per quel mare turchese, ricco di fascino e di vita, che l’anziano generale decise di ritirarsi sull’isola. Nella sua casa un orologio appeso alla parete indica ancora il momento in cui Garibaldi, poche ore prima di morire, chiese di vedere il mare per l’ultima volta.

L’isola di Caprera è la seconda per grandezza dell’arcipelago de La Maddalena, situato all’estremità nord-orientale della Sardegna. E’ collegata da un ponte all’isola principale e fa parte del parco nazionale dell’arcipelago, motivo per il quale vi è un vincolo totale di inedificabilità. Coloro che hanno un discreto budget possono pernottare in uno dei pochi ed esclusivi resort dell’isola, altrimenti la scelta migliore è di dormire nella vicina isola de La Maddalena. L’isola di Caprera è ricca di spiagge e di calette, alcune delle quali sono certamente tra le più belle di tutta la Sardegna. In ogni caso, e dovunque andiate, troverete un’acqua limpidissima che sovrasta fondali sabbiosi e di roccia, oltre a una fauna marina estremamente variegata.

Isola di Caprera: spiagge e calette

La Cala Brigantina è probabilmente la più celebre di tutta l’isola ed è formata da due spiaggette poste l’una accanto all’altra. Chi è in cerca di pace e di relax, tuttavia, durante i mesi estivi farà bene ad andare altrove. La Cala Brigantina è uno dei punti di approdo delle imbarcazioni che portano i bagnanti in giro per l’arcipelago de La Maddalena. Se siete in cerca di suggestioni dovete concedervi una giornata sulla spiaggia di Cala Coticcio, quasi completamente circondata da un piccolo promontorio roccioso che la protegge dal mare aperto. L’acqua è limpidissima e piacevolmente tiepida, ed è l’ideale per lunghi bagni nelle ore calde della giornata. A Cala Garibaldi si trova il Club Mediterraneè, mentre nella parte meridionale dell’isola c’è la splendida Punta Rossa, con la spiaggia di Cala Portese, la caletta di Porto Palma e il suggestivo panorama sull’isola del Porco. E’ da non perdere la cosiddetta spiaggia del relitto, chiamata in questo modo per i resti di una carboniera che giacciono sulla riva. E’ però nella parte nord-occidentale dell’isola che si trovano i lembi di mare più puro ed incontaminato. Dalla Cala Napoletana alla Cala Caprarese, è possibile immergersi in acque dove la fauna e la flora marina sono ancora abbondanti, o raggiungere in gommone le deliziose calette che si nascondono tra le pareti rocciose. Vi è un solo inconveniente: buona parte delle spiagge di questa parte dell’isola sono raggiungibili esclusivamente via mare.

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British Museum (Londra): informazioni e quel che c’è da sapere

Il British Museum di Londra è il museo più grande del mondo e possiede oltre otto milioni di reperti e oggetti storici.

Se state progettando di andare a trascorrere qualche giorno a Londra, vi consigliamo vivamente di includere una visita al British Museum nella lista delle cosa da vedere.

Per prima cosa, si tratta di uno dei più antichi ed interessanti musei del mondo.

Pensate che le origini del British Museum risalgono al Settecento, quando il collezionista Sir Hans Sloane (medico e scienziato che collezionava nella sua biblioteca personale un patrimonio artistico e letterario) suggerì al governo di comprare gli 80.000 pezzi da lui raccolti. Così il governo britannico per ventimila sterline acquistò la sua collezione e aprì il museo al pubblico nel gennaio 1759.

Ci furono diversi ampliamenti durante l’Ottocento; l’ultimo ebbe luogo nel 2000, quando il cortile del museo fu ristrutturato su progetto di Norman Foster e riportato all’antica bellezza: il vecchio cortile, nascosto al pubblico per quasi 150 anni, è stato coperto dal tetto in vetro e acciaio ed ha aperto al pubblico con il nome di Great Court.

Il cortile è oggi il più grande spazio pubblico coperto di tutta Europa. Al centro si trova la famosissima Reading Room, la sala di lettura in cui studiarono il Mahatma Gandhi, Oscar Wilde, Karl Marx e Lenin, giusto per citarne alcuni.

In poco tempo il museo è cresciuto a dismisura grazie alle numerose donazioni ed acquisizioni, ma anche al “saccheggio” perpetrato nelle terre dell’impero britannico. Su una superficie di circa 54.000 mq si ammirano oltre sei milioni di oggetti che testimoniano la storia e la cultura materiale dell’umanità dalle origini ad oggi, ma molti di questi sono ammassati negli scantinati per mancanza di spazio.

Con i suoi antichi e rari tesori il British Museum di Londra attira quasi 5 milioni di appassionati, curiosi, ricercatori, turisti, esploratori o semplici viaggiatori ogni anno. Qui si possono osservare antichità della Grecia e di Roma, oggetti dell’Antico Medio Oriente e dell’Antico Egitto e Sudan, collezioni di provenienza dall’Asia e quelle delle culture indigene dell’Oceania e delle Americhe, sicuramente una delle più belle e maggiori collezioni di questi continenti.

Inoltre, al British Museum, si trova anche un reparto di stampe e disegni che conta quasi tre milioni di opere su carta, dal XV secolo ai giorni nostri, tra cui le straordinarie opere di Raffaello, Leonardo da Vinci, Durer, Rembrandt e Michelangelo.

Ovviamente è meglio non pensare di vedere milioni di opere in una giornata, sarebbe impossibile! Fate una selezione dei reparti che vi interessano di più e tenete il resto per un’altra volta, anche perché i grandi tesori del British Museum si visitano gratis (potete lasciare un’offerta comunque meritatissima!) e sono quindi accessibili ad un enorme numero di persone.

Per mettervi appetito ecco un elenco (non completo!) di alcune delle opere più interessanti che potete trovare all’interno del museo: la Stele di Rosetta del 196 a.C. (una pietra in granito scuro che riporta un’iscrizione in tre differenti grafie: geroglifico, egiziano demotico e greco), che ha permesso di decifrare le antiche scritture geroglifiche, essendo il greco allora già conosciuto. I fregi del Partenone e i resti del Mausoleo di Alicarnasso, il vaso di Portland, del I secolo a.C. (definito il vaso più famoso al mondo che è arrivato sino ai giorni nostri con l’uso della tecnica del cammeo).

Per finire qualche informazione pratica: il museo è aperto è dalle 10 alle 17.30 dal sabato al mercoledì, mentre la chiusura è posticipata fino alle 20.30 il giovedì e il venerdì. La Great Court è invece aperta tutti i giorni dalle 9, con la chiusura prevista alle 18 dalla domenica, mentre è dal giovedì al sabato che si può accedere fino alle 23. Il museo è facilmente raggiungibile a piedi dalle fermate della metropolitana di Holborn, Tottenham Court Road, Russell Square e Goodge St.

Cosa vedere a Berlino: 5 cose da fare in un giorno

bergmanstrasse kreuzberg

Berlino è una città dalle mille attrattive, con i suoi 3,5 milioni di abitanti, in grado di attrarre un turismo giovane, in cerca di divertimenti, così come un turismo colto alla ricerca di un’importante pagina di storia e di monumenti e opere artistiche magnificamente conservate ed esposte. E nello stesso tempo grandiosa ed affascinante con il suo passato e il suo presente.

Vecchia capitale della Prussia, roccaforte culturale degli anni andati, Berlino fu decisamente in primo piano nel turbolento XX secolo. Oggi la città, che ha ripreso il ruolo di capitale, è al centro del grande processo di riunificazione tedesco e il barometro degli umori in Germania.

La tenacia di questa città si esprime nei grandi edifici pubblici, nei musei gloriosi e nei teatri, ma anche nei ristoranti pieni di cortesia, nei pub animati e nei cupi nightclub.

Oggi Berlino è una metropoli dinamica e cosmopolita nel cuore dell’Europa dove la diversità rende la scelta a volte difficile: una folla di festival, tre opere, molte orchestre di notorietà mondiale fra cui l’orchestra filarmonica, cabaret e riviste, più di 50 musei ed un importante giardino zoologico in pieno centro.

Si tratta di una città immensa se si pensa che la sua superficie è otto volte superiore a quella di Parigi, ed è l’equivalente di New York. Un terzo di questa superficie è coperto di foreste, parchi e specchi d’acqua, cosa che rende la qualità della vita berlinese molto attraente soprattutto d’estate quando la vita si svolge all’aperto.

L’antica e attuale capitale della Germania si trova in costante cambiamento, trasformandosi senza tornare mai a ripetersi. Questo fenomeno si è accelerato a partire dalla caduta del muro nel 1989: da allora si sono moltiplicatigli sforzi per cercare di trasformarla in una metropoli internazionale.

Durante le ultime decadi Berlino è stata sottoposta a numerose ristrutturazioni e in molti luoghi si sono moltiplicate le nuove costruzioni, che si possono ammirare quando ci si trova dalle parti di Postsdamer Platz, nella parte orientale della città.

I 23 quartieri che costituiscono la città hanno ciascuno la propria personalità ed è davvero un’esperienza interessante il passare dall’uno all’altro.

Fermiamoci nel quartiere di Mitte, quello centrale (come indica il nome in tedesco), che conserva accanto ad alcune delle più antiche costruzioni della città (come la Nikolaikirche e la Marienkirche) edifici nuovissimi, templi del consumismo occidentale (come il post moderno Volkswagen Showroom), che sono stati costruiti al posto degli edifici del socialismo reale e simbolizza questa Berlino moderna che costeggia quella più antica.

Nel quartiere si trovano anche alcuni degli edifici più impressionanti, che svettano lungo il magnifico Unter den Linden, lo storico boulevard che si estende dalla Museum Island (Museuminsel con l’Alte Nationalgalerie e il Pergamon Museum) fino all’emblema dell’antica e contemporanea capitale, la Porta di Brandenburgo.

Vicino a questi edifici eleganti sorge l’Alexander Platz (nel cuore della Berlino orientale) con la Fernsehturm, la famosa torre della Tv, edificio costruito nelle anni Sessanta dalle autorità comuniste nel pieno della guerra fredda. Sebbene sia considerata da molti un pugno in un occhio, i panorami dall’alto sono difficili da battere.

Infine, a pochi passi a nord del fiume Spree, cambia di nuovo l’aspetto di Mitte per lasciare posto alla Mitte dei bar, dei ristoranti, dei caffè e dei club (il cuore della vita notturna di Berlino). È anche il quartiere delle gallerie d’arte alternative e della sperimentazione artistica. Negli anni che sono seguiti alla caduta del muro si è assistito a una travolgente dinamica artistica. Collettivi d’arte e squatter hanno occupato edifici vuoti e in rovina, dando una nuova identità al quartiere.

Non vi perdete il leggendario quartiere di Kreuzberg. A fianco del Muro nell’antica Berlino ovest, Kreuzberg divenne famoso per essere il centro della scena anarchica della Germania occidentale negli anni Sessanta e Settanta – la patria di squatters, hippies, punks e intellettuali di sinistra. Siccome il quartiere ospita una grande comunità di immigrati, tra cui circa 200,000 Turchi, si trovano numerosi ristoranti o cafè che servono cucina orientale come kebab e falafel che sono assolutamente buonissimi!

Insomma, c’è poco da fare… Tra edifici del passato imperiale, musei o ex non-luoghi sul confine tra le due città ripensati, ricostruiti e reinventati dai più importanti architetti contemporanei e le tendenze internazionali della sua vita notturna, Berlino è oggi la vera nuova pulsante metropoli europea.  Non potrà non far parte delle vostre prossime destinazioni.