Centro e Sud America

Porto Rico: guida turistica per l’isola dell’incanto

A Porto Rico troverete splendide spiagge e splendidi fondali, come nel resto dei Caraibi. Ma l’isola ha un suo fascino particolare, poiché è un luogo dove si incontrano la cultura anglosassone e quella ispanica. E dove a tratti vi sembrerà di stare in California

E’ il luogo del Mar dei Caraibi dove si incontrano la cultura anglosassone e quella ispanica. L’isola di Porto Rico, situata nell’arcipelago delle Grandi Antille, è innanzitutto un paradiso tropicale che offre spiagge stupende e fondali da togliere il fiato. Ma Porto Rico è anche un luogo ricco di storia, poiché è stato uno dei primi insediamenti spagnoli nelle Americhe, ed è un importante scalo commerciale nella rotta verso il canale di Panama. Aggiungete a questi dati un ultimo fattore e intuirete l’atmosfera multi-culturale che si respira a Porto Rico: l’isola è un territorio semi-autonomo all’interno del Commonwealth statunitense. Ciò significa che siete quasi negli Stati Uniti, che pagherete in dollari americani e che le regole di ingresso sono le stesse di quelle del paese nordamericano. Non stupitevi, dunque, se in giro vedrete tanti hammer, o se qualche viale vicino al mare vi ricorderà i boulevard californiani.

San Juan

La capitale di Porto Rico, San Juan, vanta cinque secoli di storia ed è una delle più antiche città coloniali del continente americano. Furono gli spagnoli a fondarla, nel 1521, e sono per la maggior parte spagnoli gli splendidi edifici che si trovano nel centro della città. La vecchia San Juan è un dedalo di strade e di edifici in stile coloniale, quasi tutti restaurati di recente. Nella zona vi sono decine di ristoranti e di negozi, ma anche caffetterie dall’atmosfera raffinata, come quelle che si trovano nella centralissima plaza de San José. Meritano una visita il forte di El Morro, che risale al XVI secolo, e la chiesa di San José, che ospita i resti di Ponce dé Leon, il primo governatore di Porto Rico. Per godere di un bel panorama sulla città e sulla costa dovrete invece salire sulle mura di San Juan, che furono costruite intorno al 1630. Ma San Juan non vuol dire solo cultura in senso stretto. La città offre diversi locali notturni, come casinò, pub e discoteche. Un’altra opzione è quella di andare a vedere un concerto di musica latina, o di sedersi in uno dei locali che vendono pregiati sigari fatti a mano. Per andare al mare non vi servirà allontanarvi da San Juan: in città, infatti, vi sono alcune belle spiagge.

Spiagge ed immersioni

Gli amanti del mare saranno felici di sapere che a Porto Rico vi sono decine di splendide spiagge e che le attività acquatiche da praticare sono davvero tante. La spiaggia più interessante della costa orientale è probabilmente quella che si trova nei pressi di Fajardo, all’interno del Seven Seas Beach Park, che è una delle zone scelte dalle tartarughe marine per depositare le uova. La spiaggia è lunga circa 500 metri, è di sabbia fine e l’acqua è sempre calma, poiché le correnti sono tenute lontane dalla barriera corallina. Poco più a nord c’è la spiaggia di La Monserrate, che è conosciuta con il nome di Luquillo Beach. I servizi offerti sono numerosi e la vegetazione che arriva fin sulla spiaggia è davvero rigogliosa.

Anche sulla costa meridionale vi sono diverse spiagge molto belle. Partendo da est meritano di essere viste quella di Boqueron, che è una lunga striscia di sabbia bianca che si affaccia su un mare turchese, e quelle che si trovano intorno a Ponce. Presso La Parguera c’è la cosiddetta “baia fosforescente”, che di notte è illuminata da minuscoli organismi che vivono nell’acqua, un fenomeno certamente affascinante. Coloro che vogliono immergersi dovranno assolutamente vedere i fondali della splendida isola di Mona, che si trova di fronte alla costa sud-occidentale di Porto Rico. Altre spiagge, invece, sono più adatte a surf e windsurf, come quelle di Pine Grove e di Condado.

 

Trinidad e Tobago: consigli per le perle delle Antille

Sono bellissime, ma sono anche pericolose. Le isole di Trinidad e Tobago vantano tutti gli elementi di un paradiso marino e splendidi edifici di epoca coloniale. Per visitarle è necessaria un po’ di cautela, poiché la criminalità è molto diffusa

Sono poste al confine tra due mondi, quello caraibico e quello sudamericano, ma a dire il vero la loro atmosfera è il risultato di un melting pot culturale ben più ampio. Le isole di Trinidad e Tobago sono uno stato indipendente situato di fronte alle coste del Venezuela, e basta sottolineare un dato per capire il loro livello di multi-culturalità: la comunità numericamente più ampia è quella indiana, che è omposta dai discendenti dei lavorati migrati da queste parti nella seconda metà dell’Ottocento. Il censimento del 2000 dice che la seconda comunità è quella di origine africana, che discende invece dagli schiavi impiegati due secoli fa nelle piantagioni di canna da zucchero. E per completare un quadro già molto vario, va detto che le isole sono state prima una colonia spagnola e quindi una colonia britannica. Tutte queste culture hanno lasciato un segno del loro passaggio a Trinidad e Tobago, segni che sono percepibili nello stile degli edifici di Port of Spain.

Coloro che si recano a Trinidad e Tobago lo fanno soprattutto per assaporare la magica atmosfera dei Caraibi. E dunque spiagge di sabbia bianca, mare trasparente e musiche da ballare. Trinidad è consigliata a coloro che vogliono coniugare una vacanza al mare al divertimento notturno, poiché sull’isola ci sono diversi club e diverse discoteche. La piccola Tobago è molto più tranquilla ed è quindi adatta a coloro che vogliono rilassarsi in un paradiso marino. Le due isole sono entrambe molto belle, ma non sono facili da visitare. La criminalità è molto diffusa e negli ultimi anni è tristemente aumentato il numero di rapimenti, mentre il paese occupa uno dei primi posti al mondo per tasso di omicidi. Se avete scelto Trinidad e Tobago come meta per le vostre vacanze, il consiglio è di tenere gli occhi aperti e di stare attenti soprattutto nelle ore notturne.

Trinidad

L’isola di Trinidad offre spiagge, foreste e cittadine coloniali. Il tour dell’isola potrebbe iniziare dalla capitale Port of Spain, anche se ha fama di città violenta: è per questo motivo che molti turisti preferiscono non includerla nei loro itinerari. A Port of Spain troverete alcuni graziosi edifici di epoca coloniale, tra cui il castello di Stollmeyer. A una quindicina di chilometri dalla città c’è la Maracas Bay, che è il cuore turistico di Trinidad. Se cercate qualcosa di più tranquillo provate a proseguire sulla costa settentrionale, verso le spiagge di Las Cuevas, Tyrico e Blanchisseuse. Nell’entroterra c’è invece l’Asa Wright Nature Center, un tratto di foresta pluviale che è abitato da tucani, colibrì ed altri uccelli.

Tobago

Il bird-watching è molto praticato anche sull’isola di Tobago, che è un autentico gioiello. Dimenticatevi i locali notturni e la confusione di Trinidad, perché l’atmosfera di Tobago è molto più rilassata ed affascina soprattutto coloro che cercano un contato diretto con la natura. Sull’isola vi sono tratti di costa selvaggi ed isolati, che ospitano splendide spiagge contornate dalla vegetazione. Coloro che vogliono immergersi faranno bene ad organizzare una gita in barca sul Buccoo Reef. I fondali di questo tratto di mare sono davvero molto belli.

 

Channel Islands: il Parco Nazionale e tanto altro da vedere

Channel Islands e il Parco Nazionale sono un angolo della California dove la natura è ancora incontaminata, situati a poche ore di viaggio da Los Angeles, abitati da aquile testabianca, squali e leoni marini. E in primavera vedono il passaggio di orche e balene.

Le Channel Island sono situate a poche ore di viaggio dalla caotica Los Angeles e sono un angolo di California dove la natura è incontaminata e dove l’uomo non è ancora l’animale dominante. Le otto isole che compongono l’arcipelago, di cui cinque fanno parte del Parco Nazionale delle Channel Islands, offrono ospitalità a grandi predatori del cielo e del mare, come l’aquila testabianca e il leone marino. Del parco fanno parte anche 100.000 ettari di fondali protetti in cui vivono squali e delfini, e che in primavera e in autunno vedono il passaggio di orche e balene. Le Channel Islands sono un’ottima destinazione anche per chi, dopo aver oziato in spiaggia, non disdegna un po’ di movimento. Tra le attività che si possono praticare ci sono le immersioni, lo snorkeling, il kayak e il trekking, ma vi è anche la possibilità di scoprire gli angoli più nascosti dell’arcipelago con un’escursione in barca. Le Channel Island offrono dunque un contatto diretto con la natura, anche se non sono adatte a tutti. Per proteggere un ecosistema delicatissimo, le autorità hanno deciso di vietare la costruzione di hotel e resort. L’unica possibilità di pernottamento è quella offerta dai campeggi, tutti molto essenziali, che si trovano sulle isole dell’arcipelago. In totale i campeggi del parco nazionale possono ospitare meno di 200 persone al giorno. Se volete pernottare sulle Channel Islands, dovrete dunque prenotare con largo anticipo.

Da Santa Cruz a San Miguel

Provenendo dalla costa della California, i primi tre isolotti che si incontrano sono quelli di Anacapa. Gli isolotti di Anacapa hanno un aspetto selvaggio e sono un’ottima meta per chi vuole praticare un po’ di snorkeling. L’isola successiva, quella di Santa Cruz, è la più grande dell’arcipelago, oltre ad essere una delle più belle. A Santa Cruz troverete splendide spiagge di sabbia e scogliere che cadono a picco sul mare. Vi è inoltre un sistema di grotte marine che può essere visitato in canoa. A Santa Rosa, invece, potrete trascorrere intere giornate facendo trekking nell’entroterra, cercando di avvistare una delle 200 specie di volatili che vivono sull’isola. Se visitate Santa Rosa all’inizio della primavera, provate a scrutare il mare: con un po’ di fortuna potrete assistere al passaggio di orche e balene. La più selvaggia delle Channel Islands è l’isola di San Miguel, che è anche la più occidentale dell’arcipelago. San Miguel è famosa peri leoni marini e per la sua impressionante foresta di caliche. L’isola può essere visitata da un massimo di 30 persone al giorno, ma a dire il vero i visitatori sono molti di meno, poiché in un anno raggiungono a stento le 200 unità. La quinta isola dell’arcipelago, quella di Santa Barbara, si trova un po’ più a sud, sul confine meridionale del parco. La fauna di Santa Barbara è composta da leoni marini e da decine di specie di volatili.

Cosa vedere alle Antille Olandesi e quando andare senza sbagliare

Sono isole ricche di contrasti e tra le più affascinanti del Mar dei Caraibi. In viaggio nelle Antille Olandesi, dalle spiagge di sabbia bianca di Curacao agli stupendi fondali della piccola Saba. Passando dal continente sudamericano all’area caraibica

Nel Mar dei Caraibi non vi è un territorio più ricco di contrasti delle Antille Olandesi. Il primo di questi contrasti è di carattere geografico. Due delle cinque isole che fanno parte del possedimento olandese sono considerate come parte del Sud America, poiché si trovano di fronte alle coste del Venezuela, mentre le altre tre isole sono situate ad est di Porto Rico e vengono considerate come una parte dell’America Centrale. C’è poi un fattore culturale ad acuire i contrasti: la lingua e le tradizioni olandesi si fondono a quelle caraibiche ed africane, poiché una buona parte della popolazione discende dagli schiavi portati qui tra il XVII e il XIX secolo. Ma anche i paesaggi delle Antille Olandesi differiscono notevolmente l’uno dall’altro. A Curacao, ad esempio, vi sono una serie di stupende spiagge di sabbia bianca, in perfetto stile caraibico, mentre nella piccola Saba le coste sono quasi ovunque frastagliate. Le Antille Olandesi sono generalmente abbastanza care. E’ tuttavia possibile trovare alcuni alloggi di fascia media.

Curacao e Bonaire

Le isole di Curacao e di Bonaire sono quelle che si trovano di fronte alla coste del Venezuela. Entrambe sono posizionate ad est di Aruba, l’isola che un tempo faceva parte delle Antille Olandesi e che ora è un territorio autonomo dei Paesi Bassi. Curacao è una perla architettonica. Gli edifici che vi si trovano sono per conformazione molto simili a quelli che potremmo vedere ad Amsterdam, ma hanno una particolarità: sono dipinti di colori pastello, che danno a queste case un tocco marcatamente caraibico. A Curacao vi sono anche altri edifici di interesse storico, come il Fort Nassau e il Fort Amsterdam.

i turisti vi si recano sull’isola soprattutto per le sue spiagge. Troverete quasi ovunque spiagge di sabbia bianca e acque limpidissime, mentre i fondali pullulano di vita. Tra le spiagge più frequentate ci sono Kontiki Beach, Hook’s Hut e Playa Kalki. Merita una visita anche la più selvaggia Playa Lagun, che è un ottimo posto per lo snorkeling e le immersioni. Sull’isola di Bonaire le strutture turistiche sono meno sviluppate, ma i fondali sono assolutamente eccezionali. In entrambe le isole è l’olandese la lingua ufficiale ma è molto diffuso anche l’inglese. Le popolazioni del luogo parlano tra di loro in “papiamento”, un idioma creolo in cui si sono fusi elementi del portoghese, dell’olandese, dello spagnolo e di varie lingue di origine africana.

Sint Maarten

Le altre tre isole delle Antille Olandesi si trovano ad est di  Cuba e di Porto Rico. Il turismo è sviluppato soprattutto a Sint Maarten, che è comunemente conosciuta con il nome francese di Saint-Martin. Questo doppio nome è facilmente spiegabile: è olandese soltanto la parte meridionale dell’isola, mentre la parte settentrionale è sotto la sovranità francese. Nella parte olandese vi sono una quindicina di splendide spiagge di sabbia bianca e diversi resort di catene internazionali.

Saba e Sint Eustatius

La piccola Saba è un gioiello naturalistico. Da queste parti non troverete le spiagge che ci si aspetterebbe di vedere ai Caraibi, poiché la costa è frastagliata, ma i fondali sono semplicemente superlativi, sia per la loro fauna che per la loro flora. In diversi punti vi sono una serie di pinnacoli sottomarini e non è un caso se Saba sia ritenuta come uno dei migliori posti al mondo per le immersioni. L’ultima isola, quella di Sint Eustatius, è poco frequentata dai turisti. Questo piccolo lembo di terra era un tempo uno dei porti più trafficati di tutti i Caraibi. Oggi merita una visita soprattutto per i suoi fondali.

Barbados: cosa vedere e dove fare surf

I suoi paesaggi spaziano dalla frastagliata costa atlantica alle spiagge caraibiche del versante occidentale. L’isola di Barbados è una meta perfetta per gli amanti del mare, ma offre ai visitatori anche diversi monumenti di epoca coloniale

Da una parte c’è l’Oceano Atlantico, dall’altra parte c’è il Mar dei Caraibi. La diversità dei paesaggi dell’isola di Barbados è dovuta in gran parte alla sua posizione geografica, che la vede un po’ più ad est degli altri territori delle Antille. Sulla costa orientale, che è quella che si affaccia sull’Atlantico, troverete panorami selvaggi e scogliere che si gettano in mare. Sulla costa occidentale verrete accolti da quelli che sono gli elementi fondamentali dei Caraibi: spiagge deliziose, mare cristallino e fondali in cui praticare le immersioni. L’isola di Barbados è stata scoperta dai portoghesi ed è stata per secoli una colonia britannica. La lingua ufficiale è l’inglese, ma la popolazione locale parla anche un idioma creolo.

Costa caraibica

La visita di Barbados comincia solitamente nella piccola cittadina di Bridgetown, che riflette ad ogni angolo il suo carattere tipicamente inglese. A Bridgetown c’è perfino una Trafalgar Square in miniatura che ricorda quella di Londra e che, proprio come quella londinese, ospita una statua di Lord Nelson, ammiraglio ed eroe nazionale britannico. Meritano una visita anche il Fairchild Market e la cattedrale di St. Michael, che risale al 1789. Se volete immergervi nella cultura rasta, che a Barbados è sufficientemente diffusa, fate due passi a Temple Yard. Nonostante sia molto piccola, Bridgetown offre numerosi locali notturni, ma gli amanti della movida saranno felici di sapere che potranno fare festa anche di giorno, salendo su una delle imbarcazioni su cui si balla e si beve quando il sole è ancora alto.

Nei pressi di Bridgetown vi sono alcune splendide spiagge, soprattutto sul versante meridionale dell’isola. Ma attenzione: alcune zone sono molto ventose e sono più adatte al windsurf che al nuoto. In quest’area una delle spiagge più famose è Crane Beach, che offre sabbia bianca e che è lambita dalla vegetazione tropicale. Se siete in cerca di emozioni caraibiche dovrete recarvi verso la costa occidentale, che è significativamente soprannominata Platinum Coast. In quest’area vi sono diverse spiagge, tutte con la stessa caratteristica: il mare è calmo e il colore dell’acqua è turchese. Le spiagge più vicine a Bridgetown sono quelle di Brandons e di Batt Rock. Nella zona di St. James, invece, ci sono le spiagge di Fitts Village, Paynes Bay e Sandy Lane. Anche qui troverete bei fondali ed acqua limpidissima, e vale la pena di affittare bombole e maschera per immergersi sulla barriera corallina, che si trova tra i 500 metri e i 2 chilometri dalla costa. I fondali più belli sono quelli del Folkstone Marine Park, dove avrete la possibilità di osservare tartarughe marine e pesci tropicali nel loro habitat naturale.

Costa atlantica

Anche se molti turisti preferiscono rimanere sul versante occidentale dell’isola, vale la pena affittare un’automobile per seguire la strada che costeggia il versante orientale. I panorami che incontrerete sono assolutamente suggestivi e di certo vi lasceranno a bocca aperta. E’ questa la zona più selvaggia di Barbados. Il bagno, tuttavia, è consigliato esclusivamente ai nuotatori più esperti, poiché le onde atlantiche possono raggiungere diversi metri di altezza e poiché le correnti della zona sono davvero forti. Ma queste condizioni sono per i surfisti. Un buon posto per salire sulla tavola è Bathsheba, che negli ultimi anni ha attirato un numero crescente di surfisti statunitensi.

Quali spiagge visitare ad Antigua e Barbuda

Antigua e Barbuda offrono spiagge di sabbia bianca e magnifici fondali. Antigua è l’isola dove il turismo è più sviluppato e vi sono decine di resort che si affacciano sul mare. Barbuda è un paradiso naturale dove osservare uccelli e animali marini

Il primo navigatore europeo ad avvistarle è stato Cristoforo Colombo, nel 1493, e successivamente sono diventate una colonia britannica. Antigua e Barbuda sono due splendide isole posizionate tra l’Oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi, poco più a sud del Tropico del Cancro, e formano l’omonimo stato insieme ad una serie di isole disabitate. Come tutte le destinazioni dei Caraibi, anche Antigua e Barbuda offrono splendide spiagge di sabbia bianca e fondali abitati da una miriade di creature marine. Ma attenzione a scegliere l’isola giusta. Il turismo è più sviluppato su Antigua, che è una meta popolarissima tra i viaggiatori nordamericani. Ad Antigua ci sono chilometri di costa e servizi di ogni tipo, oltre ai resort in cui il turista è costantemente coccolato. Anche a Barbuda troverete qualche resort di fascia alta, ma il numero di viaggiatori che vi si reca è ancora limitato. L’isola conserva un’atmosfera selvaggia e paesaggi suggestivi, sorvolati dalle decine di specie di uccello che abitano qui. Ma le infrastrutture di Barbuda non sono ancora pienamente sviluppate e dunque non troverete gli stessi servizi offerti da Antigua.

Antigua

Un terzo della popolazione del piccolo stato caraibico vive nella capitale St. John’s, una cittadina situata sull’isola di Antigua. A St. John’s si possono ammirare alcuni monumenti che ricordano il periodo della dominazione britannica, come la cattedrale anglicana e il Fort James, che si trova vicino ad una spiaggia molto frequentata dagli abitanti dell’isola. La località che vanta più monumenti è English Harbour, che è stato per secoli uno dei porti principali della marina britannica nel Mar dei Caraibi. Meritano una visita il Nelson’s Dockyard e il Fort Berkeley.

Ma se siete venuti fino ad Antigua è certamente per le sue spiagge. E allora lasciatevi alle spalle i centri abitati ed esplorate la costa nord-occidentale, che è quella in cui si trovano la maggior parte dei resort. Le due mete più famose sono Dickenson Bay e Runaway Bay, che offrono splendide spiagge e mare limpidissimo. Sono suggestive anche le quattro spiagge di Hawksbill, una delle quali è riservata ai nudisti. Da queste località potete salire su una imbarcazione per immergervi intorno alla barriera corallina. Se cercate una spiaggia meno affollata dovete dirigervi verso la parte meridionale dell’isola. E’ qui che si trovano Fryes Bay, Darkwood Beach e Half Moon Bay, che fa parte dell’omonima riserva naturale.

Barbuda

L’isola di Barbuda è ancora poco visitata dai turisti, ma è ben conosciuta dagli amanti del bird-watching. Sull’isola nidificano diverse specie di uccelli e si dice che le fregate superino numericamente la popolazione umana. Ma a Barbuda ci sono anche spiagge di sabbia rosa e di sabbia bianca, tutte rigorosamente selvagge, come quelle che si trovano lungo la costa sud-orientale. Visto lo scarso numero di visitatori, non vi sarà difficile trovare un po’ di tranquillità e un lembo di sabbia isolato. I fondali di Barbuda sono molto belli e vale la pena affittare l’attrezzatura per immergersi.

 

Bora Bora: idee e consigli per visitare l’isola più romantica del mondo

Si dice che Bora Bora sia l’isola più romantica del mondo. Bora Bora è la perla della Polinesia francese, un luogo dove trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del relax in spiaggia e delle immersioni. Ma Bora Bora è anche una delle destinazioni più care di tutto il Pacifico, considerata come l’isola più bella e più romantica del mondo. Se ne volete una prova, prenotate una settimana per due persone e lasciatevi rapire dalla sua magica atmosfera: la vostra dolce metà ne rimarrà sicuramente soddisfatta. L’isola di Bora Bora è la perla della Polinesia Francese e più in generale di tutto il Pacifico Meridionale. La sua conformazione è molto particolare: l’isola principale è circondata da una laguna, in cui si trovano altre piccole isole e una barriera corallina da lasciare stupefatti anche i sub più esperti. Le spiagge sono semplicemente bellissime, con la loro sabbia bianca e le palme che regalano un po’ di ombra nelle ore più calde. E poi c’è il mare, che è il piatto forte di Bora Bora: l’acqua e limpidissima e assume colori che, durante il giorno, variano dall’azzurro al turchese. Ma Bora Bora è anche una delle mete più esclusive e più care. La parola “economico” da queste parti non esiste. Se davvero l’avete scelta come destinazione per le vostre vacanze, preparatevi ad alleggerire, e di molto, la vostra carta di credito.

Vaitape e Matira

La maggior parte dei turisti arriva a Bora Bora attraverso una crociera o con un volo da Tahiti. Il piccolissimo aeroporto si trova sull’isola di Motu, situata all’estremità settentrionale della laguna, e dovrete salire su un’imbarcazione per raggiungere il vostro resort o Vaitape, l’unico villaggio di una certa grandezza di tutta l’isola. A Vaitape non ci sono molte attrazioni da visitare, ma è un’ottima località per acquistare qualche souvenir o per sorseggiare una bibita ghiacciata. Le spiagge migliori si trovano nella parte meridionale dell’isola, nei pressi di Matira, lungo quel braccio di terra che si affaccia sul “Coral Garden”. Quest’ultimo è un parco marino in cui vivono numerose specie di pesci tropicali e in cui è possibile assistere agli eleganti movimenti delle mantre. In questo punto dell’isola vi sono molti resort, quasi tutti estrememente costosi.

Isole minori

I resort si trovano anche sulle altre isole della laguna, tutte abbastanza piccole. Oltre alla spiaggia privata, che è una caratteristica di tutti i villaggi, i resort migliori mettono a disposizione dei clienti anche i cosiddetti water-bungalow, dei bungalow di lusso posizionati sul mare e collegati alla terraferma da un sistema di passerelle. Tutti i resort offrono agli ospiti la possibilità di immergersi o di praticare lo snorkeling nella laguna. Se siete in cerca di emozioni forti unitevi agli “Shark Safari”, per avvistare uno dei numerosi squali che vivono intorno a Bora Bora.

Cuba: guida e consigli di viaggio

Cuba è l’isola più grande tra quelle situate nel Mar dei Caraibi ed è una meta adatta ad ogni tipo di turista. In viaggio da L’Avana a Cayo Largo, da Varadero a Santa Clara, visiterete spiagge da sogno e vita notturna, monumenti coloniali e luoghi legati alla rivoluzione.

Giovani in cerca di divertimento, famiglie da vacanza in spiaggia, uomini soli a caccia di donne latine, nostalgici comunisti sulle tracce di “Che” Guevara. Cuba attira una variegata tipologia di turisti ed è quasi certo che avete almeno una ragione, tra le mille possibili, per recarvi su quella che è la più grande isola dei Caraibi. Il turismo da queste parti è una delle industrie principali e troverete facilmente sia strutture di lusso, sia alloggi più economici come le “casas particulares”. E’ durante l’epoca comunista che Cuba è diventata una popolare meta per i viaggiatori europei e in particolare per gli italiani, ma era dedita al turismo anche prima che Fidel Castro prendesse il potere. Ai tempi della dittatura di Fulgencio Batista, l’isola attirava migliaia di facoltosi turisti statunitensi, ma anche gli investimenti delle mafie italo-americane.

L’Avana e Cayo Largo

Con i suoi decadenti edifici di epoca coloniale e le rumorose automobili americane degli Anni ’50, L’Avana è certamente un luogo magico per chi è in cerca di atmosfere di altri tempi. Camminando in città vi sembrerà costantemente di essere tornati indietro nel tempo, una sensazione che avrete in particolare lungo le strade di L’Avana vecchia, dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco, e nella gigantesca Plaza de la Revolucion, con l’immagine di Che Guevara che la sovrasta. E certamente non resisterete alla tentazione di unirvi alla folla che passeggia sul Malecon, gli otto chilometri di lungomare che collegano il porto al quartiere di Vedado. Prima di spostarvi in altre zone dell’isola, non dimenticate di degustare due dei principali prodotti di L’Avana: prima tappa alla fabbrica dei sigari, seconda tappa a quella del rum Havana Club. Ad ovest di L’Avana vi sono diverse località di mare dove è possibile trascorrere qualche piacevole giornata in spiaggia. La più famosa è la piccola isola di Cayo Largo, che si trova di fronte alla costa nord-occidentale di Cuba. Cayo Largo è un luogo per rilassarsi e per prendere il sole: rispetto ad altre località cubane è certamente meno movimentata.

Varadero

L’idea che avete delle spiagge dei Caraibi si materializzerà appena arriverete a Varadero. Qui vi è tutto ciò che un turista può desiderare: resort con ogni confort, sabbia bianca e fine, mare azzurro e limpidissimo. Ma Varadero è anche un mondo a parte, se confrontato al resto di Cuba. La località è un’enclave per turisti a cui i locali hanno un accesso limitato, ed è appositamente pensata per soddisfare le esigenze dei clienti stranieri. Tra le escursioni più gettonate vi è quella a Cayos Blancos, un’isola che si trova nei pressi di Varadero. La gita sarà l’occasione per ammirare la barriera corallina, ma anche per fare festa, poiché l’alcool scorre a fiumi sulle imbarcazioni per turisti. Una serata tipica a Varadero, invece, sarà caratterizzata da una cena a base di pesce e da tanto divertimento notturno. Potrete decidere di andare in discoteca o di ascoltare un po’ di musica dal vivo, ovviamente sorseggiando un mojito. Una buona alternativa è lo show delle ballerine del Tropicana, il più famoso locale notturno di Cuba.

Sulle orme del “Che”

Ognuno di noi li ha sentiti dire, almeno una volta, che vogliono recarsi a Cuba prima che muoia Fidel Castro. Sono i nostalgici del “Che”, quelli che hanno letto tutti i suoi libri e che hanno almeno una maglietta con il volto del guerrigliero argentino. Se anche voi rientrate in questa categoria, allora non potrete far altro, una volta lasciata Varadero, che recarvi in quella che è per eccellenza la città di Ernesto “Che” Guevara: Santa Clara. E’ qui che si svolse una delle battaglie più famose della rivoluzione cubana ed è qui che si trovano i resti del “Che”, all’interno del mausoleo dedicato ai caduti cubani. Raggiunta la costa meridionale valgono certamente una visita le splendide città di Cienfuegos e di Trinidad, entrambe caratterizzate da un centro storico in stile coloniale. L’ultima tappa potrebbe essere l’ex capitale Santiago. La città, fondata nel 1514, è stata una roccaforte dei castristi ed è da qui che è partita la rivoluzione cubana.

Vacanze in Giamaica: consigli per visitare le mete migliori

La Giamaica è un’isola bellissima e che culturalmente differisce molto dal resto dei Caraibi. La Giamaica è la terra dei rasta, del reggae e di Bob Marley, è il luogo dove l’America incontra l’Africa. Ma è anche un paese dove la criminalità è molto diffusa ed è per questo che un viaggio sull’isola deve essere accompagnato da qualche precauzione

La radio che trasmette un pezzo reggae, il panorama di una spiaggia orlata di palme e un cocktail a base di rum locale. E’ più o meno così che abbiamo sempre immaginato le nostre vacanze in Giamaica, qualcuno di noi sostituendo il cocktail a base di rum con qualche altra sostanza. Ma questa è solo una faccia della medaglia. La Giamaica, anche se bellissima, non è un posto facile da visitare, a meno che non si decida di trascorrere l’intera vacanza in un resort a cinque stelle. Sull’isola è molto diffusa la criminalità e il paese caraibico è il quinto al mondo per il tasso di omicidi. Va inoltre detto che non è il posto adatto per i turisti gay, poiché l’omosessualità è poco tollerata, o perlomeno che non è consigliato dichiarare apertamente di essere gay. Ma se terrete gli occhi aperti, e mostrerete quel “respect” tanto caro alla cultura rasta, la Giamaica sarà in grado di offrirvi una vacanza particolare e mai scontata.

La Giamaica è la terza isola dei Caraibi per estensione e si possono seguire numerosi itinerari per visitarla. Solitamente il viaggio inizia a Kingston, la vibrante capitale che si trova sulla costa sud-orientale, e si conclude sulle spiagge di Negril e Montego Bay, situate nella parte nord-occidentale dell’isola. Le tappe intermedie dipendono dai gusti dei singoli viaggiatori, ma la maggior parte dei turisti passa da Ocho Rios. Le località di mare rispettano tutti i canoni dei Caraibi: acqua limpidissima, spiagge stupende e fondali che invitano alle immersioni. Culturalmente, invece, la Giamaica differisce sensibilmente dagli altri paesi dell’area. In nessun altro luogo dei Caraibi è così forte il legame con l’Africa. Il cattolicesimo, che è largamente diffuso nella regione, lascia il posto al rastafarianesimo, una religione che vede in Hailè Salassiè, imperatore d’Etiopia dal 1930 al 1974, la reincarnazione del Cristo che si è fatto uomo per la seconda volta. La lingua più parlata è un idioma creolo che deriva dall’inglese, ma che non è facile da capire neanche per chi l’inglese lo parla perfettamente.

Kingston

Alcuni viaggiatori preferiscono stare a Kingston il meno possibile. Non è difficile comprenderne il perché: la capitale del paese ha fama di città violenta, dove la criminalità è molto diffusa, e agli occhi dei turisti può sembrare squallida e decadente. Per visitarla è necessaria la massima cautela, ma è certamente una tappa obbligata per i fan di Bob Marley. La sua casa, trasformata in museo, raccoglie numerosi cimeli del re del raggae, morto a 36 anni a causa di un cancro. Sono molto pittoreschi anche gli edifici coloniali che si trovano nel centro della città. A Kingston vi è una vibrante vita notturna, ma se volete ballare su un ritmo raggae è meglio che non esploriate in autonomia le discoteche della città. Fatevi indicare un locale sicuro dal ragazzo che si trova alla reception del vostro albergo.

Ocho Rios e Port Antonio

Sulla costa settentrionale dell’isola ci sono una serie di località interessanti. La più famosa di queste è certamente Ocho Rios, che è un porto molto frequentato dalle navi da crociera. Le strutture turistiche sono sufficientemente sviluppate, la spiaggia è un largo semicerchio di sabbia bianca e vi sono diversi locali in cui trascorrere una piacevole serata. A 3 chilometri dalla città ci sono le Dunn’s River Falls, le cascate più belle e più visitate di tutta la Giamaica. Un’altra località molto popolare è Port Antonio, che nel passato è stata frequentata da diverse star di Hollywood. L’atmosfera è da film di James Bond e la città è una buona base per visitare le Blue Mountains.

Montego Bay e Negril

Montego Bay è il cuore turistico della Giamaica. Le strade che si trovano vicino al mare, su cui si affaccia una bella spiaggia in stile caraibico, sono piene di grandi alberghi e di resort, di negozi e di ristoranti. Montego Bay è una località sufficientemente sicura, ma è anche una delle città più costose del paese. Il turismo è in netta espansione a Negril, che si trova a un’ottantina di chilometri da Montego Bay e che un tempo era uno dei luoghi preferiti dagli hippie nordamericani. La graziosa spiaggia di sabbia bianca, lunga sette chilometri, è frequentata da un numero crescente di viaggiatori e le strutture ricettive spaziano da quelle economiche a quelle di lusso. Se volete vedere le piantagioni di marijuana dell’entroterra, rivolgetevi ad una delle agenzia che organizzano i ganja-tours. Ma sappiate che prima di partire sarete costretti a fumare con le guide che vi accompagneranno, per dimostrare che non siete poliziotti, spie internazionali o infiltrati dell’Anti-droga americana.

 

Anguilla Caraibi: spiagge, quando e come andare

Anguilla vanta alcune delle spiagge più belle di tutti i Caraibi, luoghi incantevoli in cui rilassarsi e prendere il sole. L’isola, che è un territorio britannico d’oltremare, non è ancora stata invasa dal turismo di massa. Ed è una delle mete più care di tutti i Caraibi

Fino agli Anni ’80 non vi erano vere strutture turistiche sull’isola di Anguilla, territorio britannico d’oltremare nel Mar dei Caraibi. I primi investimenti di questo genere sono stati effettuati alla fine di quel decennio, ma è soltanto nel 2005 che l’amministrazione locale ha cercato di accelerare lo sviluppo dell’industria turistica. E’ impossibile dire se Anguilla diventerà come altre isole dei Caraibi, dove il numero di turisti supera quello degli abitanti. L’unica cosa certa è che l’isola, almeno per il momento, è una meta ancora tranquilla, dove le spiagge non sono troppo affollate e dove i resort non hanno rovinato i paesaggi della costa. Ad Anguilla vi sono alcune delle spiagge più belle di tutti i Caraibi, quasi tutte circondate dalla vegetazione tropicale. Meritano una nota anche i fondali di questo tratto dei Caraibi, soprattutto quelli che si trovano intorno agli isolotti corallinisituati intorno ad Anguilla. Ma tanta grazia ha un suo prezzo. Poiché è stata protetta dall’invasione del turismo di massa, Anguilla è diventata una meta esclusiva dove quasi tutto è molto caro, dagli alberghi ai ristoranti. L’isola ha un suo aeroporto, ma se arrivate dall’Europa farete bene a salire su uno dei voli diretti tra Parigi e St. Martin, che dista appena 20 minuti di motoscafo.

 

Anguilla: spiagge e immersioni

 

Una vacanza ad Anguilla si sviluppa essenzialmente in riva al mare. L’entroterra dell’isola è abbastanza spoglio, a causa di un terreno particolarmente arido, mentre a The Valley, l’unica cittadina di Anguilla, non vi sono molte attrazioni da visitare. A The Valley mancano quasi del tutto anche i monumenti coloniali che invece sono presenti in altre zone dei Caraibi. Gli inglesi, infatti, governavano Anguilla dalla vicina St. Kittis e non hanno avuto bisogno di costruire edifici governativi. Dopo aver dato uno sguardo alla Wallblake House, uno degli edifici più antichi dell’isola, vi conviene dirigervi verso le spiagge di sabbia bianca che sono il motore dell’industria turistica di Anguilla. A 3 chilometri da The Valley c’è la splendida spiaggia di Sandy Ground, che è anche la più affollata dell’isola. Intorno ad essa vi sono diversi resort, ristoranti e centri per le immersioni. Sandy Ground è popolata anche di sera, quando i turisti si siedono a bere una birra in locali come l’Elvis Beach Bar, il Pomphouse e il Rafe’s. Vi sono ristoranti e locali notturni anche intorno a Shoal Bay, situata nella parte settentrionale dell’isola. Shoal Bay è meno affollato di Sandy Ground è probabilmente è anche più bella. La sabbia è di un bianco abbagliante e le acque, di colore turchese, sono abitate da una miriade di creature marine. Gli appassionati di immersioni dovranno invece rivolgersi ad uno dei diving center dell’isola. Tra i fondali più belli ci sono quelli delle Sandy Islands, mentre al largo vi sono alcuni relitti adagiati in fondo al mare. Ma non si tratta di navi affondate in seguito ad incedenti. Le imbarcazioni in questione sono state affondate deliberatamente, per aumentare l’interesse degli amanti di subacquea.