Viaggio in Messico: cosa vedere e consigli per una vacanza fai da te

Il vostro sogno è quello di fare una vacanza in Messico ma non sapete dove cominciare? Leggete il nostro racconto di viaggio, vogliamo vedere se riusciamo a darvi delle dritte giuste per organizzarlo da soli.

Abbiamo trascorso otto giorni in Messico in un vero paradiso… spiaggia bianchissima, mare trasparente, all’ombra delle palme… non si poteva chiedere di più! La moneta ufficiale è il pesos messicano e, attualmente, ad 1 euro corrispondono ben 22,57 pesos messicani. La lingua ufficiale è la spagnola ma parlano bene anche in inglese nelle zone più turistiche. 

Al di la del relax di questa settimana, abbiamo fatto varie escursioni … ALLA SCOPERTA DEI MAYA!!!!

Prima tappa Tulum, raggiungibile con un’ora di bus da Playa del Carmen (nostra base di partenza). Le rovine dell’antica città si innalzano sull’alto di un precipizio roccioso flagellato dal mare dei Caraibi. Il suo perimetro è cinto. Sembra di trovarsi in una città fatta a misura e per il piacere dell’uomo , è circondata da spiagge meravigliose. Da visitare il Castello, il Tempio del Dio Discendente, il Tempio degli affreschi, il tempio del vento e la muraglia. Gita/Tour piacevole e non impegnativo. La guida poi vi racconta per filo e per segno la storia Maya di Tulum! Presenti in tutta l’area numerosissime ed innocue iguane che passeggiano tra le persone senza fare una piega! Non può mancare ovviamente un tuffo nella famosa Playa Paraiso… provare per credere!

Seconda tappa Coba. Passeggiando per 6 km immersi nella foresta bassa tropicale, oltre alle rovine, si può salire sull’unica piramide maya dove sia permesso. Il bello di questo posto sono la variegata flora e fauna che si ha il piacere di fotografare. Bella anche la laguna coi coccodrilli al lato del sito. Super apprezzati i risciò al rientro!

Per quanto riguarda il mare, le cose da fare sono tantissime, dalla moto d’acqua, al paracadute trainato dal motoscafo, per non dimenticare lo snorkeling.

Inoltre non sarà difficile assistere ad un matrimonio celebrato direttamente sulla spiaggia, con pochi invitati in infradito, un prete e un orchestra di un paio di persone!

In valigia non possono mancare assolutamente sombreri, simbolo del messico e stampe “Maya” portafortuna su pelle.

Viaggio in Corsica: diario di viaggio con consigli utili

Vogliamo parlarvi della nostra vacanza in Corsica per darvi una nostra opinione dell’isola e alcuni consigli dove andare.

E’ un viaggio che si può organizzare anche all’ultimo momento, l’unica accortezza è quella di prenotare il traghetto molto in anticipo anche per poter sfruttare qualche super offerta che di solito le compagnie pubblicizzano nei primi mesi dell’anno. (potrete trovare pacchetti in cui due adulti pagano solo un euro per il trasporto di auto o moto). Ottimi i collegamenti tra Genova/Savona o Livorno e Civitavecchia per Ajaccio o Bastia, cittadina da cui parte il mio viaggio:

Dopo aver viaggiato tutta la notte con un mare calmo che ci ha cullato, si sbarca proprio a Bastia, un angolo di Liguria in terra francese, divisa in due parti: quella più antica “Terra-Vecchia” e quella di nuova formazione “Terra-Nova”, vicoli stretti e casine arroccate, fiori in ogni borgo, tutto ruota attorno alla grande piazza  a due passi dal porto: Place St Nicolas, circondata da locali e tantissimi tavolini dove riposare all’ombra dei platani che circondano tutta la pizza al cui centro padroneggia la statua di Napoleone. Si inizia la risalita in direzione Cap Corse, si passa da Erbalunga dove la superstrada D80 – Route de la Corniche è una bellissima strada panoramica, piena di curve che emoziona ogni motociclista; arrivo a Macinaggio che con il suo porticciolo è la prima tappa per le barche private provenienti dall’Italia; arrivati in “cima” si arriva a Moulin Mattei, punto panoramico unico e assolutamente da non perdere.

Si arriva per cena a Patrimonio, cuore corso per la produzione di vino rosso. La mattina seguente si visita Saint Florent, cittadella con un piccolo porticciolo circondato da casette colorate,ma subito dopo una ricca colazione inizia la prima vera scoperta che mi ha portato in Corsica: “Il Desert des Agriates” un’area protetta di 5000 mq fatta di rocce calcaree e macchia mediterranea abitata solo da qualche pastore e dai pochi residenti del villaggio di Casta. Un consiglio: ricordatevi di fare benzina prima di iniziare l’attraversata!!!! E così si arriva a Calvi: divisa tra la Cittadelle, la Marina e il golfo con la spiaggia di sabbia fine, è un borgo tranquillo nella stagione invernale, mentre durante l’estate si trasforma in una delle località di villeggiatura più ricercate, e qui decidiamo di trascorrere 3 giorni. La mattina seguente si inizia la “discesa” verso Porto dove, dopo la colazione sul mare, si abbandona la costa in direzione Corte. Il borgo è al centro della Corsica, posto su un’altura domina tutto ciò che le sta attorno, qui consigliamo di comprare qualche ricordo in una delle mille botteghe artigiane che troverete sulla via principale che spacca in due il paese. Il mare è lontano e decidiamo di ritrovarlo per la notte in un piccolissimo B&B a Poto Pollo, un vero paradiso, ma la sveglia il giorno seguente suona presto oggi si arriva sino le Bocche di Bonifacio (il secondo punto da non perdere). Il porto è una stretta gola che racchiude barche di ogni tipo e dimensione!!!! Consigliamo di comprare un biglietto (direttamente sulle banchine) per poter fare una gita in mare e vedere le “bocche” dalle onde! Impressionanti e cariche di storia! Tutta quest’area è un po’ cara, meglio spostarsi verso Porto Vecchio, dove si possono trovare numerose soluzioni per tutte le tasche. Facendo sosta a Porto Vecchio per qualche giorno, è possibile visitare le spiagge più belle di tutta l’isola: Rondinara, Santa Giulia e Palombaggia. Ma è già tempo di ripartire in direzione Bastia dove la sera ci imbarchiamo, lasciandoci alle spalle: un mulino, le strade del vino, un deserto, la montagna, i porti, le rocce a strapiombo nell’acqua blu di Bonifacio e le spiagge bianchissime.

In terra corsa si parla il francese, ma anche l’italiano è diffuso, ricordiamo a tutti di non dimenticare di mangiare le cozze, i salumi e di bere il buon vino locale.

Vigo di Fassa: info, altitudine, piste consigliate

Vigo di Fassa è una frazione di San Jèn di Fassa, in provincia di Trento, a 1382 mt sul livello del mare ed è un punto strategico di partenza per visitare le Dolomiti.

La Val di Fassa è la località perfetta per trascorrere una vacanza all’insegna di svago, divertimento, benessere e relax. Soprattutto è ideale per tutte quelle persone che vogliono staccare per un po’ la spina dal lavoro, dal tran tran quotidiano, dallo stress e della routine, dedicandosi unicamente a loro stessi, allo sport, alla neve, alla montagna e allo sci. Si è ancora in tempo per approfittare delle piste innevate, dato che i modernissimi impianti di innevamento consentono di prolungare la stagione sciistica fino a fine aprile.

In Val di Fassa vi sono ben sette aree sciistiche, distribuite soprattutto tra i comprensori di Carezza e Fassa. Le migliori sono quelle di Canazei e di Vigo di Fassa, situate presso le omonime località. Non è un caso che nel corso della stagione invernale gli hotel a Vigo di Fassa facciano registrare sempre il tutto esaurito, anche perché sono migliaia i turisti e gli sciatori provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa che vengono qui esclusivamente per divertirsi.

Gli impianti sciistici presenti in questa zona sono tra i migliori in assoluto, poiché fanno parte del comprensorio sciistico di Dolomiti Superski, uno dei più rinomati e importanti di tutto il mondo. Fiore all’occhiello delle piste è la cura quasi maniacale della manutenzione, accompagnata all’efficienza dei collegamenti e degli impianti di risalita.

Assieme alle piste di Vigo di Fassa eccellono quelle di Campitello di Fassa. Soggiornare in un albergo a Campitello di Fassa è un’altra occasione perfetta per andare alla scoperta di tutta la zona. Da non dimenticare anche le piste di Canazei, connessa direttamente col comprensorio di Arabba, Val Gardena e Sellaronda. Canazei si avvale anche di un panorama mozzafiato caratterizzato da scorci suggestivi grazie alla presenza del gruppo montuoso del Belvedere, e dà la possibilità di accedere in modo facile e agevole ad alcune piste locali tramite la funivia che collega Campitello al Col Rondella.

 

Vi sono circa trenta piste da sci, caratterizzate da diversi gradi di difficoltà, così da far divertire sia i principianti che gli sciatori più esperti. La maggior parte sono piste rosse di difficoltà intermedia, ma vi sono anche piste azzurre e una nera. Decisamente interessante il Dolomiti Snowpark, perfetto per i freestyler.

Particolare attenzione è data ai bambini. In Val di Fassa vi sono diversi corsi e campi scuola che hanno l’obiettivo di insegnare ai più piccini come stare sugli sci. Sono moltissimi gli istruttori attenti e preparati, che sanno insegnare a sciare facendo divertire i più piccolini.

Isole Maldive: quando andare e dove alloggiare

Le Isole Maldive sono un gruppo di atolli nell’Oceano Indiano, poste a sud-ovest dell’India. Tante volte si pensa al paradiso terrestre, bhè questo è il nostro! 

Per risparmiare vi suggeriamo di scegliere uno dei periodi sconsigliati dalle agenzie e dai tour operator: praticamente durante la nostra estate, si dice che tra aprile e novembre nell’area centrale dell’oceano indiano i monsoni si presentano all’improvviso. Noi ci siamo stati alla fine del mese di luglio e le forti piogge che ci aspettavamo si sono trasformate in cinque minuti di goccioloni verso le 18 ( fenomeno che si è presentato per tre volte in otto giorni), la temperatura non cambia e subito dopo è di nuovo fantastico, senza contare lo spettacolo che il cielo e l’orizzonte riservano dopo i temporali.

Volo da Milano per Malè con scalo a Roma (solo per carico passeggeri), già dal finestrino dell’aereo si capisce la bellezza dell’arcipelago, all’arrivo ci spetta ancora il trasferimento in barca veloce fino al nostro atollo “ Bodu Huraa” posto nell’area di male sud. Il villaggio (a dire il vero sono un pò tutti molto simili), non offre particolari tipi di animazione, ma solo una buona assistenza per le attività legate al mare e alla barriera corallina che vediamo con i nostri occhi dal terrazzo del overwater che ci hanno dedicato e la fortuna ci ha assistito visto che è quello più estremo con vista a 360 gradi sull’oceano indiano!

Il primo giorno è dedicato alla scoperta dell’atollo, in circa 30 minuti lo abbiamo visitato tutto, e si capisce immediatamente che il bagaglio portato è sin troppo esagerato, basterebbe una buona scorta di costumi un pareo e un abito per una serata romantica, senza dimenticare un copri spalle, per il rispetto della religione locale che vuole che nella sale ristorante ci si rechi vestiti in maniera “decorosa” coprendo le spalle. Pensando alle Maldive mi ero fatta un’immagine di paradiso dove il dolce far niente avrebbe preso il sopravvento e invece ho scoperto che si possono fare mille esperienze e scoperte: dallo snorkeling alle immersioni (seguiti dai maestri di Diving), per chi è appassionato di fotografia della natura c’è da rimanere stupiti dalla vegetazione, dagli uccelli sino ai piccoli animaletti che popolano l’atollo, e soprattutto dotatevi di una macchina fotografica “marina” per portate a casa il ricordo più bello: quello del popolo del mare sommerso!!! L’assistenza in loco organizza anche delle escursioni o gite di una giornata sulle isole vicine dove troverete dei piccoli negozi di artigianato locale per comprare qualche pensierino.

E poi c’è il mare che con le sue acque con temperatura costante dai 28 a 34 gradi è un sogno, i pesciolini, le mante e le stelle marine e qualche squaletto  si avvicinano sino a riva avvicinandosi alle mie gambe che resta in ammollo tutta la giornata!

Le giornate trascorrono nella pace assoluta, ma il rientro a casa è vicino, trasferimento in aeroporto e si vola verso l’ Italia con un po’ di malinconia nel lasciare questo angolo di paradiso terrestre.

Alle Maldive sono accettati gli Euro, ma per non incombere in qualche arrotondamento di troppo, consiglio il “classico dollaro americano”, non occorrono vaccinazioni ed è anche per questo che le consigliamo a tutti.

Irlanda dell’Ovest: guida alle cose da vedere

L’Irlanda dell’ovest è un tratto d’Irlanda unico dove si trova una vegetazione di rododendri ed un clima da favola, una costa di scogliere e promontori dove si trovano piccole baie di sabbia e villaggi suggestivi, in tutto sono cinque penisole maggiori; Schull e Durrus, quelle meno turistiche, Beara, la penisola di rocce e di verde, il Kerry; una vera bellezza naturale ed infine Dingle, selvaggia e bellissima. Il periodo ideale è tra la primavera estate.

 

Cominciamo con la descrizione dei luoghi più belli.

 

Schull e Durrus

Qui è possibile visitare Kinsale, piccolo porto-città, con un delizioso quartiere antico costituito da case georgiane, Kinsale era un porto già in età normanna, da qui partivano i pellegrini, e qui nel 1601 sbarcò un’armata spagnola con l’intenzione di contrastare insieme agli Irlandesi il dominio inglese.

Sono da visitare qui la chiesa di St Multose, del XII secolo il museo un edificio in stile fiammingo, l’antica torre-prigione risalente al ‘500-‘600, continuando la visita di questa penisola si trova il promontorio di Old Head, con il suo forte, poi si possono scorgere i piccoli centri di Ballinascarty e di Clonakilty.

Schull, è un piccolo porto di pesca un centro famoso per la vela, Durrusuna bellissima lingua di terra verde, un paesaggio agreste costituito di rododendri, pini pecore e mucche.

La piccola città di Bantry è pittoresca e splendida dove il turista rimane veramente abbagliato dai suoi resti architettonici.

 

Breara

La penisola di Breara è costituita da catene di montagne, da cascate, rododendri e laghetti.

Qui le località più belle sono quelle di Gleangariff; una piccola e graziosissima cittadina di vacanza, poi i centri di Adrigole di Castletownbere, Kemmare un porto di pesca, famosa per un monumentale “cerchio druidico”, dove si trovano una quindicina di menhir attorno a un dolmen centrale.

 

Kerry

Oggi la penisola è chiamata semplicemente Kerry, ma il suo nome originale è Iveragh, è una zona famosa ma rimasta ancora selvaggia, qui si trovano le località di Parknasilla, di Castlecove, Caherdaniel, Waterville una famosa località turistica, è proprio da questa località che si può imboccare una strada che porta all’interno dove s’incontrano laghi e montagne.

 

Dingle

Numerose sono le suggestive località della penisola, la più importante è Dingle, una piccola cittadina, la più occidentale dell’Irlanda, questa località è una delle mete preferite dagli studenti nei mesi estivi , tanto che la città è oggi considerata una festosa capitale di vacanze, ricca di pub, di negozi e librerie.

Ibiza: cosa vedere sull’isola della trasgressione

Ibiza, l’isola della trasgressione… e non solo! Bella di giorno, fantastica la notte!!

L’isola è conosciuta prevalentemente per le sue discoteche, le serate e la trasgressione che si concetra così in pochi altri luoghi. In realtà è una località marina molto carina. Ci sono calette magiche come Cala d’Hort, presieduta dall’isolotto di es Vedrà; altre di bellezza singolare come le Platges de Comte, angoli poco frequentati, come Pou des Lleó e spiagge grandi e familiari come Platja d’en Bossa o Es Figueral. Le spiagge di Les Salinas ed Es Cavallet si trovano in zone naturali protette, con un sistema di dune di grande valore ecologico. Le spiagge dell’isola spiccano per la loro bellezza e per le acque turchesi e trasparenti, grazie alla Posidonia Oceanica, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Al loro valore ecologico e ambientale uniscono la possibilità di trovare nei loro pressi reperti di civiltà passate, come nel caso del paese fenicio di Sa Caleta e delle antiche torri di difesa sparse per tutto il litorale. Inoltre nella maggioranza delle spiagge è possibile praticare ogni tipo di sport nautico.

La capitale, Ibiza, mantiene un centro storico con case bianche e strade strette affollate, su cui si affacciano negozi che offrono gli articoli più stravaganti, i mercatini, i bar che servono la Yerbas: il liquore tipico a base di erbe che crescono sull’isola, i ristoranti che propongono una cucina a base di pesce e frutti di mare.  Con la sua cinta muraria, vicoli e monumenti come il Castello o la Cattedrale è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. La città accoglie anche le principali istituzioni dell’isola e offre numerosi servizi a viaggiatori e residenti, come ospedali, porto sportivo o zone commerciali. Il Barrio de La Marina, il Paseo de Vara de Rey o la Plaza de Vila sono alcuni dei centri nevralgici della città, piena di vita. Dispone anche di interessanti musei, come quello Archeologico o quello di Arte Contemporanea, e importanti zone storiche, tra cui: la necropoli di Puig des Molins e gli antichi sistemi di irrigazione conosciuti come ‘Portals de Feixa’.

Tutta l’isola è ben collegata, sia di giorno che di notte, da una linea di autobus per il centro città. In alternativa trovate i taxi, abbastanza economici se si viaggia al completo!

I prezzi per il soggiorno sono modici, si trovano tutte le soluzioni.. dall’appartamento all’albergo o al villaggio. Certo è che ogni età a Ibiza ha il suo perchè!! Io me la sono goduta col senno dei vent’anni! Ciò non toglie che ci si possa andare con figli o con un età diversa.

Dove andare a mare in Croazia: idee per spendere poco

La Croazia è un posto bellissimo per andare a mare e per il suo patrimonio culturale. Potete optare per la costa o per le isole Kornati  ma in ogni caso non rimarrete delusi. Noi abbiamo optato per l’autostrada interna che evita il traffico turistico della costa. Nessuna prenotazione in quanto avevamo sentito parlare del fatto che la Croazia è famosa per le Zimmer (stanze) e vi assicuro che è praticamente impossibile non trovarne una libera, anche ad agosto! Troverete cartelli ovunque!! Anche perché a volte potete trovarvi a dormire direttamente in casa di una famiglia dove, avendo una stanza in più, la offrono senza problemi al turista!!! Si può dormire tra i 10 e i 30 euro a notte a persona, attenzione che la colazione nella maggior parte dei casi è esclusa.

Bisogna considerare che su quasi tutta la costa è difficile trovare sabbia perché è prettamente rocciosa e ciotolosa. Il mare è meraviglioso e il cibo è davvero prelibato!!!

Più si scende più il turismo italiano è ridotto. Parlano praticamente tedesco e poco inglese! Mentre verso nord la nostra lingua è abbastanza in uso.

Consigliamo assolutamente di fare delle grandi abbuffate di pesce. Ristoranti dove con 10-15 max 20 euro vi faranno davvero assaporare le prelibatezze culinarie della loro terra. Anche la carne non è affatto male! Attenzione all’aglio e la cipolla!!

Arrivati a Spalato prima attraversata per l’isola di Brac, nota per la spiaggia di Bol, lunga lingua di sabbia  che si sposta in base all’alta/bassa marea. Qui il turismo è meno d’assalto rispetto al nord della Croazia!

Seconda isola, Isola di Hvar, rinomata per le sue acque cristalline e la sabbia fine.

Torniamo sulla terra ferma con tappa a Primosten, un tempo isola, ha conservato l’atmosfera e tutte le caratteristiche architettoniche tipiche del borgo medievale di mare tipico del Mediterraneo. Il paese è dominato dalla chiesa di S. Giorgio, sorta sul punto più alto dell’isola di un tempo.

Qualche giorno di riposo e via di nuovo in viaggio verso le isole di Pag, Rab e Krk.

  • Isola di Pag. Il mare è stupendo, limpido e ricco di pesci con dei bei fondali (ricorda la Sardegna e la Calabria). La cittadina è molto tranquilla: per chi ama Ibiza sicuramente non è il posto giusto!!!!
  • Isola di Rab. Si trova sia la spiaggia di ghiaia che di sassi dove il mare è più profondo e più limpido. Noi qui sabbia non ne abbiamo vista!!! In ogni caso l’isola è molto carina, il turismo chiaramente si comincia a far sentire.
  • Isola di Krk. La zona turistica di Baška è molto famosa. Offre una baia protetta tra le montagne, la “spiaggia” (di sassi) è molto vasta ed il mare è incredibilmente bello e trasparente. Qui la cittadina è molto viva anche di notte, ricchissima di ristorante, bar e divertimenti.

 

Piccoli consigli: Per la spiaggia è meglio munirsi di scarpine di gomma in vendita ovunque e di materassino.   Se scegliete la soluzione in appartamento e andate in macchina, cercate di portarvi più cose possibile da casa, per evitare di doverle comprare nel supermercato.  In breve, mi sento di consigliare questa destinazione soprattutto alle famiglie o alle coppie.

 

Diversamente, potrete scegliere Fasana, nella zona istriana, piccolo porto di pescatori adatto alle famiglie, oppure potrete scegliere Sebenico, cittadina ricca di storia non troppo distante dal mare.

Deserto del Gobi: cosa vedere e come organizzare il viaggio

Il Deserto del Gobi è un immenso deserto asiatico che si sviluppa a metà tra la Mongolia meridionale e il nord della Cina.

La Mongolia è un paese affascinante non solo per la popolazione, dedita alla tradizione e alle loro usanze, ma anche per gli infiniti paesaggi desertici e rocciosi, quelli dominati dalle interminabili steppe o dai boschi più a nord. Ci siamo stati l’estate scorsa con un gruppo di persone che hanno deciso come me di intraprendere questo pazzo viaggio per il Deserto del Gobi grazie all’organizzazione di Amitaba. Stranamente abbiamo trovato molta pioggia che ha reso il viaggio di difficile percorrenza, ma rendendolo più avventuroso ed entusiasmante che mai, ci ha donato sicuramente dei momenti indimenticabili nel fango a spingere i nostri due amati wazz (vecchi furgoncini, simili a quelli degli hippie, ma da guerra, lasciati dai russi dopo le purghe russe degli anni ’30) guidati dagli abilissimi e amatissimi Ghirlè e Moghi.

Gli spazi sconfinati del Deserto del Gobi aprono la mente alla riflessione e certe volte ad una solitudine diversa da quella a cui siamo abituati in Italia; qui ti senti solo per il rapporto che hai con il mondo circostante, gli orizzonti sembrano inavvicinabili e neanche tangibili, tutto appare lontano e tu come uomo ti senti solo in balia della natura, del deserto. Ogni tanto si hanno spiragli di vita, in giro per il deserto si possono incontrare intere famiglie nomadi che si spostano in base alla stagione, calda o fredda, con la loro gher e il bestiame: capre, cavalli o cammelli. Con questi animali producono latte, panna, formaggi e sono il principale mezzo di sostentamento per i nomadi, che tra l’altro ne mangiano la carne, preferendo il grasso, a differenza da noi i mongoli non mangiano verdure (i nostri autisti sono stati più che chiari su questo punto). È usanza fermarsi ad ogni gher in cui ci si imbatte, tutti devono entrare e il capo famiglia offre pane, latte salato con the, panna (buonissima), formaggi e qualcuno anche vodka (l’ho provata ed era molto buona), tabacco da sniffo, e altre pietanze; tutto “home made” da loro.

Usciti dalla vallata di un canyon ecco davanti a noi le prime e ultime dune del viaggio. Una vista incredibile.

Vagando per il deserto ci si imbatte negli ovo, montagne di pietre dedicate ad una divinità buddista, si riconoscono grazie a dei tessuti azzurri color cielo, altri bianchi color latte e altri ancora rossi, gialli, verdi. È importante sapere che il deserto in Mongolia è roccioso, solo in un luogo preciso potrete trovare le dune di sabbia come nel Sahara. Se ci andrete sappiate che dovrete “scalare” una duna e vi consiglio di prendere, per esperienza, la salita meno pendente anche se più lunga, sulla sabbia un passo avanti sono tre passi indietro, non è un modo di dire. A piedi nudi fino alla cima della duna, qualche foto con la gopro (sconsigliate macchine fotografiche normali per la sabbia e per la fatica a salire) e ammirando il paesaggio circostante si vede una totale differenza: un versante è di deserto sabbioso e l’altro di deserto roccioso. Quando è il momento di tornare, giù di corsa verso valle e, parola mia, sembra di volare. Saltellando con una leggerezza mai percepita e ammortizzando ogni salto con la sabbia si arriva alla macchina senza problemi, in pochi minuti.

Ora, vi chiederete, ma perchè andare in Mongolia, a Luglio, durante le vacanze, quando potreste andare ai Caraibi o chissà dove? Per i seguenti 5 motivi:

  1. Amate viaggiare (ovvio), esperienze nuove, ecc.. .
  2. Siete stanchi del cemento.
  3. Siete stanchi delle idiozie della gente e volete un po di introspezione.
  4. Volete vivere un’avventura (fidatevi).
  5. Volete vedere un cielo notturno di quelli che solo nei cartoni animati riuscireste a vedere: nero, pieno di luccichi e di stelle che non scorgereste ad occhio nudo neanche nella zona più buia d’Italia. Il buio più totale intorno alla vostra tenda si schiarisce con la luce del cielo e l’orizzonte quasi si confonde con il buio della notte, neanche una luce, una voce o un suono.

Il popolo mongolo è speciale, è un popolo dedito alla tradizione e al suo mantenimento. Basti pensare che nel ’24, con le purghe staliniane, la Mongolia è stata invasa dai russi e dopo il ’38 dei 200 templi buddisti ne rimasero una ventina. I monasteri buddisti al tempo erano un importante centro di potere politico, culturale e religioso e i russi per rinnovare la cultura verso il nuovo e quindi avere meno ostacoli li distrussero. È grazie a persone che hanno sacrificato la loro vita per custodire questi saperi che oggi possiamo ammirare il museo dedicato a Danzan Ravjaa a  Sainshand. Quest’uomo era un medico, poeta, insegnante di musica, danza e scienze, autore di opere teatrali, pittore e fu anche l’ideatore e il fondatore del centro energetico a noi conosciuto come Shambala. Egli affidò i suoi cimeli ad uno dei suoi discepoli che ne divenne il custode. Quest’ultimo con l’arrivo dei russi sottrasse di notte pian piano tutte le reliquie e le nascose sotto terra. Dopo la rivoluzione e l’arresa dei russi il nuovo custode le dissotterrò (da 60 bauli se ne hanno 20) e ne fece un museo. Questo museo ora si pone come centro di riferimento per il rinnovo della cultura mongola e ha l’obiettivo di riportare questo luogo alla sua antica funzione: l’istruzione. Era luogo di destinazione per diverse culture, giungevano qui perfino americani e inglesi.

Il buddismo ha un ruolo fondamentale in Mongolia, soprattutto i monasteri. Il tibetano è una lingua sconosciuta ai mongoli, ad eccezione dei monaci, e i testi buddisti sono interamente scritti in tibetano, motivo per cui i mongoli sono soliti fare offerte in cambio di preghiere.

Vorrei raccontarvi di più ma questa voleva essere una breve introduzione sul mio viaggio in Mongolia e su ciò che abbiamo visto, imparato e vissuto.

 

Appenino Tosco Emiliano: 5 cose assolutamente da vedere

L’appennino Tosco Emiliano divide l’Emilia dalla Toscana e dalla Liguria ma è un territorio storicamente ricchissimo. 

La prima cosa da fare è andare in direzione Riolo Terme, graziosa cittadina ricca di testimonianze del suo passato medievale e Rinascimentale. punto strategico per girare e scoprire le meravigliose colline emiliane.

Trovate un grazioso alberghetto a conduzione familiare dove la cena con prodotti tipici e organizzate una giornata da dedicare alle terme. Gironzolate tra le colline e assaporate i colori che vi offrono e che rendono il tutto ancora più suggestivo!

Sicuramente Brisighella è un borgo medioevale da non perdere, con il suo affascinante centro storico, con le sue tradizioni enogastronomiche. Si adagia ai piedi di tre caratteristici pinnacoli rocciosi, su cui poggiano rispettivamente la Torre detta dell’Orologio, il Santuario del Monticino e la Rocca. A disposizione in paese un trenino che vi porta su tutti e tre i cucuzzoli! Famosa l’antica via “Degli asini” da cui si scorge tutto il borgo! Ovviamente le Chiese e i parchi non sono da sottovalutare! Non sono rare, infine, le fiere enogastronomiche dove olio, vino e prodotti locali la fanno da padrone.

Lasciate Brisighella con direzione Russi, vivace e antico centro le cui tracce di diverse epoche storiche si fondono in un’armoniosa veduta di insieme: edifici religiosi, musei insoliti di grande valore, pievi immerse nel verde della campagna circostante.

Carino è il centro di Lugo, vivace meta di vacanza, con i suoi edifici storici e “viaggio” eno-gastronomico.

Per finire una sosta a Casola Valsenio, dove molteplici ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti o di stazionamenti estruschi e gallici nelle zone più fertili del fondo valle.

Questa è una zona dove le passeggiate immersi nella meravigliosa natura e le terme fanno rigenerare corpo e mente, soprattutto se le abbinate poi a un buon piatto tipico!!

E se volete allungarvi di poco, fate una passeggiata per il centro di Imola con la sua bella piazza e i suoi portici ricchi di negozi!!!

Vacanze in Calabria: dove andare e i posti con le spiagge migliori

La Calabria è un territorio che offre tante possibilità, si può raggiungerla in auto attraversando tutto lo stivale, oppure in traghetto sino a Villa San Giovanni (porto di Reggio Calabria) o ancora in aereo, dove poi affittare un’auto o una moto in modo da essere completamente liberi di decidere cosa vedere e dove fermarsi a proprio piacere.

Offre ospitalità per ogni gusto e tasca, da hotel di lusso a piccole pensioni, molte le case ed appartamenti da affittare, oppure consigliamo di organizzare le prenotazioni strada facendo in B&B o campeggi, magari programmando sole le prime due/tre notti e poi spazio alla fantasia….

Il tour inizia costeggiando il mar Tirreno, arrivando fino a Reggio Calabria e risalendo la Costa Jonica, dopo aver lasciato alle spalle la tanto famigerata Autostrada Salerno-Reggio Calabria si arriva alla prima tappa:

Costa dei cedri: la vacanza a mare all’insegna del relax

Praia a Mare e San Nicola Arcella

Praia a Mare è una località balneare molto importante per le strutture turistiche che offre direttamente di fronte all’Isola di Dino, le spiagge di sabbia sono attrezzate con stabilimenti balneari che offrono anche la possibilità di raggiungere l’isola con gite organizzare per far visita alle grotte. Noi vi consigliamo di noleggiare canoe e pedalò che danno la possibilità di raggiungere il largo per un tuffo “solitario e rinfrescante” ed entrare nelle grotte alla scoperta delle trasparenti acque azzurre.

Il centro storico offre locali di ogni genere per trascorrere una piacevole e divertente vacanza, da non perdere un buon gelato e una cena di pesce.

 

Una veloce sosta a San Nicola Arcella è d’obbligo per poter vedere una delle baie più belle della Calabria, la piaggia dell’Arco Magno, raggiungibile dal litorale in Loc. Marinella (fate attenzione se dovete parcheggiare, la Polizia Locale è sempre allerta!!!!), anche qui esistono gite organizzate con barche del posto, ma vi assicuriamo che con una buona nuotata o con una canoa potete raggiungere la baia da soli ed in questo modo potrete farvi un bel bagno nelle acque cristalline.

Fuscaldo e Guardia Piemontese

Qui si incontra la Calabria che uno si aspetta, si lasciano alle spalle borghi e cittadine più rinomate come Cirella e Diamante, da ricordare per il famosissimo Festival che si svolge tutti gli anni nel mese di settembre, una manifestazione a livello mondiale durante la quale sua maestà il Peperoncino Calabrese sarà al centro di tante occasioni di incontro con rassegne cinematografiche, teatrali ed ovviamente tante opportunità culinarie per imparare ad apprezzarlo in ogni portata.

Ma tornando a Fuscaldo, il territorio è brullo con un senso di “abbandono” alla proprio terra ed alla propria gente, con piantagioni tipiche della zona e tanti allevamenti, e poi c’è sempre il mare, che cambia il suo colore in base all’ora della giornata, ma che non tradisce ogni aspettativa. Le spiagge sono lunghe e quasi interamente libere, gli spazi sono ampi e la tranquillità rende la giornata indimenticabile.

Guardia piemontese è un piccolo borgo posto sulle prime colline della Sila, sembra controlli il territorio sottostante sino ad arrivare al mare, vi si trova anche un centro termale nulla a che vedere con una SPA moderna, ma che per posizione e servizi non ha nulla da invidiare a centri benessere a 5 stelle.

La Costa Viola

Tropea

Tropea è probabilmente la località turistica più famosa di tutta la Calabria, oggi ha circa una popolazione di 7000 abitanti che in estate si quadruplica.

Durante la stagione estiva tutto il centro ed il lungomare sono chiuse al traffico, dando la possibilità di godere del mare dei tantissimi negozi, oltre a tantissime possibilità di ristorazione dallo street food a ristoranti di qualità.

Da visitare la Chiesa di Santa Maria dell’Isola costruita su un promontorio roccioso, che si raggiunge con una bellissima scalinata panoramica; il Duomo che conserva al suo interno la grande icona della Madonna della Romania rimasta intatta nonostante due bombardamenti e i sismi che hanno segnato questo territorio.

Le spiagge si raggiungono facendo delle lunghe scalinate, ma vi assicuriamo che ne vale la pena, da non dimenticare il tramonto dalla balconata posta alla fine di Corso Vittorio Emanuele.

Altre località nei pressi di Tropea da non dimenticare sono: Briatico, Ricadi, Capo Vaticano, e

Pizzo

Un borgo arroccato sul golfo di Sant’Eufemia, non c’è un giro consigliato, basta girovagare per i vicoli ed arrivare a Piazza della Repubblica come meta finale e dove dovrete concedervi un ottimo Tartufo di Pizzo (che oggi viene proposto in diversi gusti, ma vi consigliato il tradizionale alla crema e cuore di cioccolato), con visita obbligata al Castello Murat, dove dalla sua terrazza si domina la marina.

Nei Pressi di pizzo si trova la Chiesetta di Piedigrotta, per risparmiare fate il biglietto abbinato all’ingresso del Castello Murat. L’acceso alla chiesetta si fa imboccando il sentiere per la spiaggia e dal suo interno sarete accolti da tante figure scavate nella pietra che rappresentano diversi momenti della vita santa.

Si continua a scendere verso sud, sino a raggiungere….

Reggio Calabria

L’antica Rhegion greca è la città più importante della Regione Calabria, forse anche più famosa dello stesso capoluogo Catanzaro. Oggi è per così dire un cantiere aperto, la sua trasformazione non è ancora completata, tutto ha inizio con la sistemazione del lungomare avvenuta nell’anno 2000, una sorta di lunga balconata con affaccio sullo stretto. Assolutamente da non perdere!!!! Già definito da gabriele D’Annunzio il chilometro più bello d’Italia.

Una bella passeggiata tra le palme e gli alberi secolari mangiando un favoloso gelato, vale la visita della città.

Da non perdere anche il Museo Archeologico Nazionale, posto all’estremo nord di Corso Garibaldi, per vedere pochissime opere tra le quali spiccano i perfetti Bronzi di Riace. A nostro avviso il museo è un po’ disorganizzato e molto povero di opere, per questo armatevi di tanta pazienza. Tra i palazzi in stile liberty, costruzione greche e romane a fare da cornice a Corso Garibaldi, si trova il Castello Aragonese e dopo pochi passi vi troverete davanti al duomo della Città, con una facciata appena ripulita e restaurata, che mette in risalto l’epoca di costruzione e la brillantezza del bianco su cui riflette il sole. L’interno del Duomo è particolarmente povero che evidenzia quanto sia più importante la genta che lo riempie ad ogni funzione che i mille dipinti o decori che potrebbe raccogliere.

Dopo la visita puramente culturale Reggio racchiude anche mille possibilità di divertimento, shopping e con tantissime possibilità di ristorazione, da quella povera da strada a raffinati ristoranti sul lungomare o addirittura sulla spiaggia.

Lasciando la città alla spalle iniziamo la risalita della costa Ionica ed immediatamente si capisce che da queste parti è ancora viva la vita “povera” e con basi legate alla famiglia ed al lavoro nei campi. Il mare non ci abbandona ed il suo colore blu intenso fa da guida ad ogni turista, si macinano chilometri sino ad arrivare al piccolo borgo di Davoli posto a circa due chilometri da Soverato, meta molto più turistica e confusionaria.

Davoli e la costa Jonica

Come la maggior parte dei comuni calabresi si divide tra “Davoli”, il borgo nell’entroterra, e “Davoli marina o lido”, che è la parte con affaccio sul mare. Vale sempre la pena un giro anche nei borghi interni dove si può immergersi nella vita dei residenti toccando con mano le realtà contadine.

Con brevi tragitti in auto si raggiungono le spiagge più suggestive che elenchiamo e che vale la pena visitare: Badolato, Montepaone, Pietragrande, Caminia, Punta di Staletti, Lido di Squillace. Ogni spiaggia è dotata sia di stabilimenti balneari organizzati sia di ampie porzioni di aree libere. L’unico impiccio è il parcheggio, il nostro consiglio è quello di noleggiare un motorino che vi permette di raggiungere anche le calette più nascoste.

 

Per concludere, un ultimo motivo per visitare la Calabria è il cibo, perché oltre a portarvi a casa il ricordo del mare turchese, delle infinite spiagge, delle numerose chiese, delle spine dei fichi d’india, del colore rosso intenso dei peperoncini … sicuramente avrete anche qualche chilo in più di pancetta!!!!