Viaggio e Turismo a Santorini

I panorami di Santorini sono tra i più belli della Grecia ed alcune delle sue spiagge sono davvero deliziose. Ma Santorini è un’ottima meta anche per chi vuole scoprire la storia antica di queste terre. Sull’isola vi sono diversi siti archeologici, tra cui quello di Akrotiri, la città sepolta da un’eruzione vulcanica nel 1.630 a.C.

L’immagine che abbiamo in mente della Grecia, di edifici bianchi che si aggrappano ad una montagna scoscesa, a Santorini si materializza alla prima occhiata. La barca si avvicina alla costa ed una ad una, sul pendio che si affaccia sul mare, spuntano le piccole chiese bianche con le cupole turchesi, immerse in villaggi dai colori pastello e illuminati dalla luce del sole. Santorini è una delle isole più belle di tutta la Grecia ed è certamente la regina delle Cicladi. L’isola è di origine vulcanica ed è costituita da quanto rimane di un cratere sventrato in epoca preistorica da un fenomeno sismico. E’ a questi antichissimi eventi che Santorini deve la sua forma ad anfiteatro. Nelle acque circostanti vi sono molti vulcani sottomarini ancora attivi, il maggiore dei quali è il Kolumbo. Posto a 8 chilometri dalle coste di Santorini, il Kolumbo ha causato diverse tragedie nel Mar Egeo. Una di queste, avvenuta probabilmente nel 1630 a.C., avrebbe provocato un maremoti di enormi proporzioni, causando a sua volta la scomparsa della civiltà minoica.

Fira ed Oia

Il pittoresco paesaggio di case bianche aggrappate alla montagna, che ha reso le Cicladi famose in tutto il mondo, raggiunge la sua massima espressione nelle cittadine di Fira e di Oia. E’ qui che si trovano i più incantevoli edifici costruiti con la tecnica del sottoscavo. Le case di Fira e di Oia sono più grandi di quanto potrebbe sembrare dall’esterno, poiché la parte posteriore di esse, solitamente destinata alle stanze da letto, è scavata direttamente nella roccia. Andate ad Oia al tramonto, poiché si dice che i suoi tramonti siano i più belli di tutta la Grecia. A Fira, invece, vale la pena concedersi una pausa in uno dei bar con terrazza sul mare.

I siti archeologici

A Santorini si trovano anche diversi siti archeologici e due di questi sono assolutamente da non perdere. Il più spettacolare è quello dell’antica Akrotiri, città che, come Pompei, è rimasta ricoperta dalla lava per secoli. La città, di origine minoica, fu colpita della terribile eruzione di 3.500 anni fa. Gli scavi del 1967 hanno riportato alla luce strade ed edifici, mulini e magazzini, oltre a una serie di case a due e tre piani con meravigliosi affreschi. Uno di questi dipinge un’isola abitata da una ricca civiltà, con sfarzosi palazzi costruiti seguendo una pianta a cerchi concentrici. Secondo alcuni studiosi sarebbe una raffigurazione della mitica Atlantide. Merita una visita anche il sito archeologico dell’antica Thera. Fondata dai dori nel IX secolo a.C., la città di Thera è stata abitata fino ad epoca bizantina. Oggi sono visibili i resti di edifici di epoca ellenistica e romana, per la maggior parte scoperti tra il 1895 e il 1902 da archeologi tedeschi.

Spiagge ed immersioni

Come tutte le isole greche, anche Santorini offre ai turisti splendide spiagge e mare limpidissimo. Vicino agli scavi di Thera si trovano due delle spiagge più belle dell’isola, quelle di Kamari e di Perissi. Entrambe hanno la stessa particolarità: sono composte da sabbia e ghiaia annerita dall’attività dei vulcani sottomarini. Nei pressi del sito archeologico di Akrotiri c’è una spiaggia dal colore rossastro. In questo caso la particolare colorazione è dovuta alle rocce, ricche di ferro, che circondano la spiaggia.

A Santorini è possibile dedicarsi anche alle immersioni. Sott’acqua la visibilità è incredibile, sebbene vi sia abbondanza di creature marine soltanto in alcune zone. Chiedete al vostro centro di immersioni di visitare uno dei crateri sottomarini, o di nuotare in quei punti dove l’acqua del mare è riscaldata dalle sottostanti sorgenti sulfuree.

 

Procida: cosa vedere e cose da fare

Procida non gode della stessa fama di Capri e di Ischia, ma vi sono splendide spiagge e monumenti suggestivi anche a Procida. L’isola, che è la terza per dimensioni del gruppo delle Flegree, vanta una serie di edifici dai colori pastello e lingue di sabbia che si aprono lungo una costa particolarmente frastagliata

 

La sua bellezza incanta poeti ed artisti da almeno due millenni. Uno dei primi a descriverla fu Virgilio, il grande poeta latino, mentre Boccaccio vi ambientò uno degli episodi del “Decamerone”. In epoche più recenti, Elsa Morante l’ha scelta come scenografia de “L’Isola di Arturo” e Massimo Troisi vi ha girato “Il Postino”. Stiamo parlando dell’isola di Procida, situata tra Ischia e la costa napoletana, che stupisce i visitatori per i suoi paesaggi suggestivi, per gli edifici dai colori pastello, per la sua atmosfera tipicamente mediterranea. Eppure Procida non ha la stessa fama delle altre isole Flegree, come Capri e la già citata Ischia. Il turismo, infatti, è soltanto relativamente sviluppato e non regge il confronto con lo sviluppo che ha raggiunto in altre località di villeggiatura della Campania. L’isola ha vissuto, fino a non molto tempo fa, di una serie di attività legate al mare, quali la pesca e la marineria, e soltanto di recente ha cercato di sfruttare le sue bellezze naturali per aumentare i flussi turistici. Ma queste precisazioni non devono spaventarvi. A Procida troverete splendide spiagge e strutture ricettive di primo livello. L’unica vera differenza con Ischia e con Capri, è che a Procida troverete un’atmosfera più tranquilla e certamente più rilassante.

 

Arte e mare

Procida è di origine vulcanica e la sua principale località è Marina Grande, che è anche il più importante approdo dell’isola. Marina Grande affascina immediatamente i viaggiatori grazie ai suoi antichi edifici dai colori pastello, tra cui spiccano il seicentesco Palazzo Merlato e la Chiesa della Pietà. Il centro storico di Procida è invece costituito dalla cittadella medievale di Terra Murata, che è composta da vicoli suggestivi e da porte vecchie di secoli. E’ particolarmente interessante l’Abbazia di San Michele Arcangelo, la quale, tra le altre cose, ospita anche un presepe napoletano del XVIII secolo. Meritano una passeggiata anche la Corricella, con il suo porticciolo seicentesco, e il Casale Vascello, con i suoi edifici dalle linee tipicamente procidane. La costa di Procida è in buona parte frastagliata, ma vi sono anche alcune spiagge. La più frequentata è quella della Chiaiolella, dove vi sono stabilimenti balneari, bar e ristoranti. Poco più avanti c’è invece la piacevole spiaggia di Ciraccio, con i suoi caratteristici faraglioni, mentre nei pressi di Marina Grande vi sono le due spiagge, entrambe attrezzate, della Silurenza e della Lingua. Se siete in cerca di qualcosa di particolare, provate a recarvi presso la spiaggia della Chiaia. Questa lingua di sabbia si affaccia su una splendida baia ed è raggiungibile con una scalinata di 182 gradini.

 

Porto Rico: guida turistica per l’isola dell’incanto

A Porto Rico troverete splendide spiagge e splendidi fondali, come nel resto dei Caraibi. Ma l’isola ha un suo fascino particolare, poiché è un luogo dove si incontrano la cultura anglosassone e quella ispanica. E dove a tratti vi sembrerà di stare in California

E’ il luogo del Mar dei Caraibi dove si incontrano la cultura anglosassone e quella ispanica. L’isola di Porto Rico, situata nell’arcipelago delle Grandi Antille, è innanzitutto un paradiso tropicale che offre spiagge stupende e fondali da togliere il fiato. Ma Porto Rico è anche un luogo ricco di storia, poiché è stato uno dei primi insediamenti spagnoli nelle Americhe, ed è un importante scalo commerciale nella rotta verso il canale di Panama. Aggiungete a questi dati un ultimo fattore e intuirete l’atmosfera multi-culturale che si respira a Porto Rico: l’isola è un territorio semi-autonomo all’interno del Commonwealth statunitense. Ciò significa che siete quasi negli Stati Uniti, che pagherete in dollari americani e che le regole di ingresso sono le stesse di quelle del paese nordamericano. Non stupitevi, dunque, se in giro vedrete tanti hammer, o se qualche viale vicino al mare vi ricorderà i boulevard californiani.

San Juan

La capitale di Porto Rico, San Juan, vanta cinque secoli di storia ed è una delle più antiche città coloniali del continente americano. Furono gli spagnoli a fondarla, nel 1521, e sono per la maggior parte spagnoli gli splendidi edifici che si trovano nel centro della città. La vecchia San Juan è un dedalo di strade e di edifici in stile coloniale, quasi tutti restaurati di recente. Nella zona vi sono decine di ristoranti e di negozi, ma anche caffetterie dall’atmosfera raffinata, come quelle che si trovano nella centralissima plaza de San José. Meritano una visita il forte di El Morro, che risale al XVI secolo, e la chiesa di San José, che ospita i resti di Ponce dé Leon, il primo governatore di Porto Rico. Per godere di un bel panorama sulla città e sulla costa dovrete invece salire sulle mura di San Juan, che furono costruite intorno al 1630. Ma San Juan non vuol dire solo cultura in senso stretto. La città offre diversi locali notturni, come casinò, pub e discoteche. Un’altra opzione è quella di andare a vedere un concerto di musica latina, o di sedersi in uno dei locali che vendono pregiati sigari fatti a mano. Per andare al mare non vi servirà allontanarvi da San Juan: in città, infatti, vi sono alcune belle spiagge.

Spiagge ed immersioni

Gli amanti del mare saranno felici di sapere che a Porto Rico vi sono decine di splendide spiagge e che le attività acquatiche da praticare sono davvero tante. La spiaggia più interessante della costa orientale è probabilmente quella che si trova nei pressi di Fajardo, all’interno del Seven Seas Beach Park, che è una delle zone scelte dalle tartarughe marine per depositare le uova. La spiaggia è lunga circa 500 metri, è di sabbia fine e l’acqua è sempre calma, poiché le correnti sono tenute lontane dalla barriera corallina. Poco più a nord c’è la spiaggia di La Monserrate, che è conosciuta con il nome di Luquillo Beach. I servizi offerti sono numerosi e la vegetazione che arriva fin sulla spiaggia è davvero rigogliosa.

Anche sulla costa meridionale vi sono diverse spiagge molto belle. Partendo da est meritano di essere viste quella di Boqueron, che è una lunga striscia di sabbia bianca che si affaccia su un mare turchese, e quelle che si trovano intorno a Ponce. Presso La Parguera c’è la cosiddetta “baia fosforescente”, che di notte è illuminata da minuscoli organismi che vivono nell’acqua, un fenomeno certamente affascinante. Coloro che vogliono immergersi dovranno assolutamente vedere i fondali della splendida isola di Mona, che si trova di fronte alla costa sud-occidentale di Porto Rico. Altre spiagge, invece, sono più adatte a surf e windsurf, come quelle di Pine Grove e di Condado.

 

Mykonos: guida per l’Isola

Mykonos è la più tollerante delle isole greche ed ha una vita notturna che fa concorrenza ad Ios. Viaggio alla scoperta di Mykonos, dalla suggestiva “Little Venice”, con i suoi edifici che si affacciano sul mare, fino a Paradise Beach, dove la festa inizia all’ora di pranzo

Rimarrete stupefatti dall’atmosfera di tolleranza che si respira a Mykonos. Tra le isole greche è certamente la più aperta, quella dove c’è spazio per tutti, dove nessuno vi guarderà con stupore se sarete troppo appariscenti. A Mykonos, tanto per dirne una, il nudismo è più o meno tollerato in molte spiagge, anche in quelle frequentate da chi non rinuncia al costume. Ma l’isola è anche un’apprezzata meta turistica per gay e lesbiche, e nel borgo di Chora vi sono numerosi locali frequentati prevalentemente da una clientela omosessuale. La vita notturna di Mykonos gode di fama internazionale: la festa inizia quando il sole è ancora alto sulla spiaggia di Kalamopodi, significativamente soprannominata Paradise Beach, e continua di notte nei tanti bar e nelle tante discoteche. Le occasioni di divertimento non mancano, ma non va dimenticato quello che è il fattore principale del successo turistico dell’isola: a Mykonos vi sono spiagge incantevoli che si affacciano su un mare limpidissimo.

L’isola di Mykonos è una destinazione più cara rispetto ad altre mete delle Cicladi. Ciò non significa che non sia possibile trovare alloggi a prezzi contenuti, anche perché vi è sempre l’opzione di andare in campeggio, ma un pranzo o una bibita vi costeranno qualcosa in più rispetto a quanto vi sarebbero costati ad Ios. Va poi detto che a Mykonos vi sono anche aree più tranquille di quelle dove si svolge la movida notturna, e che alcune zone sono frequentate soprattutto da famiglie greche in vacanza. Sull’isola c’è spazio anche per chi pratica il windsurf, che è molto diffuso sulla ventosa costa settentrionale.

Chora e vita notturna

Il pittoresco borgo di Chora è il centro della vita notturna di Mykonos, ma merita una visita anche di giorno. Il monumento di maggiore interesse è la chiesa di Panagia Paraportiani, che è stata costruita nel Quattrocento e che è uno splendido esempio di architettura tardo-bizantina. Al tramonto farete bene a trasferivi ad Alefkandra, la parte più occidentale della città, che i turisti inglesi hanno soprannominato “Little Venice”. Vi sono una serie di deliziosi edifici, bianchi e di colori pastello, che si affacciano direttamente sul mare.

Dopo aver cenato in un ristorante che serve pesce, sarà dunque il momento di approfittare della vita notturna di Mykonos. Tra i bar più famosi dell’isola ci sono l’Astra e il Down Under. Coloro che sono in cerca di un’atmosfera più raffinata potranno provare il The Piano Bar, che offre musica classica negli ambienti che un tempo erano occupati da una galleria d’arte. Bevuti un paio di drink, ci si può trasferire allo Space Dance, una delle discoteche più famose di Mykonos. Tra i locali gay meritano una nota il popolarissimo Jackie O’, che offre musica a tutto volume fino alle sette del mattino, e il Kastro Bar, che ha un’atmosfera più rilassata e più romantica. Ma c’è anche un’altra opzione per chi vuole vivere la notte: entrare in uno dei locali che si trovano intono a Paradise Beach.

Paradise Beach

Se avete scelto Mykonos perché credete che sia sinonimo di divertimento, allora la vostra spiaggia favorita sarà certamente Paradise Beach. La fama di questa lunga striscia di sabbia è ormai internazionale e per capirne il motivo vi basterà arrivare a un centinaio di metri da essa: le casse sprigionano musica a tutto volume e la gente balla in spiaggia come se si trovasse in discoteca. A Paradise Beach troverete molti bar e servizi di ogni tipo. Di notte la spiaggia si trasforma in una discoteca all’aperto, dove i ragazzi trascorrono qualche ora prima di trasferirsi al vicino Cavo Paradiso. Accanto a Paradise Beach c’è un altro luogo di culto di Mykonos: Super Paradise Beach. Questa spiaggia è quella maggiormente frequentata da gay e lesbiche, ma vi sono anche molti etero. Una buona alternativa alle due Paradise Beach sono le spiagge di Elia e Platis Gialos.

 

Trinidad e Tobago: consigli per le perle delle Antille

Sono bellissime, ma sono anche pericolose. Le isole di Trinidad e Tobago vantano tutti gli elementi di un paradiso marino e splendidi edifici di epoca coloniale. Per visitarle è necessaria un po’ di cautela, poiché la criminalità è molto diffusa

Sono poste al confine tra due mondi, quello caraibico e quello sudamericano, ma a dire il vero la loro atmosfera è il risultato di un melting pot culturale ben più ampio. Le isole di Trinidad e Tobago sono uno stato indipendente situato di fronte alle coste del Venezuela, e basta sottolineare un dato per capire il loro livello di multi-culturalità: la comunità numericamente più ampia è quella indiana, che è omposta dai discendenti dei lavorati migrati da queste parti nella seconda metà dell’Ottocento. Il censimento del 2000 dice che la seconda comunità è quella di origine africana, che discende invece dagli schiavi impiegati due secoli fa nelle piantagioni di canna da zucchero. E per completare un quadro già molto vario, va detto che le isole sono state prima una colonia spagnola e quindi una colonia britannica. Tutte queste culture hanno lasciato un segno del loro passaggio a Trinidad e Tobago, segni che sono percepibili nello stile degli edifici di Port of Spain.

Coloro che si recano a Trinidad e Tobago lo fanno soprattutto per assaporare la magica atmosfera dei Caraibi. E dunque spiagge di sabbia bianca, mare trasparente e musiche da ballare. Trinidad è consigliata a coloro che vogliono coniugare una vacanza al mare al divertimento notturno, poiché sull’isola ci sono diversi club e diverse discoteche. La piccola Tobago è molto più tranquilla ed è quindi adatta a coloro che vogliono rilassarsi in un paradiso marino. Le due isole sono entrambe molto belle, ma non sono facili da visitare. La criminalità è molto diffusa e negli ultimi anni è tristemente aumentato il numero di rapimenti, mentre il paese occupa uno dei primi posti al mondo per tasso di omicidi. Se avete scelto Trinidad e Tobago come meta per le vostre vacanze, il consiglio è di tenere gli occhi aperti e di stare attenti soprattutto nelle ore notturne.

Trinidad

L’isola di Trinidad offre spiagge, foreste e cittadine coloniali. Il tour dell’isola potrebbe iniziare dalla capitale Port of Spain, anche se ha fama di città violenta: è per questo motivo che molti turisti preferiscono non includerla nei loro itinerari. A Port of Spain troverete alcuni graziosi edifici di epoca coloniale, tra cui il castello di Stollmeyer. A una quindicina di chilometri dalla città c’è la Maracas Bay, che è il cuore turistico di Trinidad. Se cercate qualcosa di più tranquillo provate a proseguire sulla costa settentrionale, verso le spiagge di Las Cuevas, Tyrico e Blanchisseuse. Nell’entroterra c’è invece l’Asa Wright Nature Center, un tratto di foresta pluviale che è abitato da tucani, colibrì ed altri uccelli.

Tobago

Il bird-watching è molto praticato anche sull’isola di Tobago, che è un autentico gioiello. Dimenticatevi i locali notturni e la confusione di Trinidad, perché l’atmosfera di Tobago è molto più rilassata ed affascina soprattutto coloro che cercano un contato diretto con la natura. Sull’isola vi sono tratti di costa selvaggi ed isolati, che ospitano splendide spiagge contornate dalla vegetazione. Coloro che vogliono immergersi faranno bene ad organizzare una gita in barca sul Buccoo Reef. I fondali di questo tratto di mare sono davvero molto belli.

 

Ventotene: Isola, spiagge e punti d’interesse

Ventotene è la destinazione ideale per coloro che in vacanza vogliono rilassarsi. L’isola, che è posizionata tra Ponza ed Ischia, vanta un mare cristallino, splendide calette e alcuni siti archeologici. Ed è facilmente raggiungibile da Roma, grazie ai traghetti che partono da Terracina e Formia

E’ situata a metà strada tra Ponza ed Ischia, vanta un mare limpidissimo ed offre tanta tranquillità. L’isola di Ventotene è la meta ideale per chi vuole fuggire dal caos cittadino e al tempo stesso vuole evitare le destinazioni turistiche più battute. Posizionata di fronte al Golfo di Gaeta, Ventotene fa parte dell’arcipelago Pontino ed è facilmente raggiungibile da Roma, grazie ai traghetti che partono da Terracina e da Formia. L’isola è di origine vulcanica ed è caratterizzata da scogliere alte e scoscese. Lungo la costa vi sono una serie di deliziose calette e alcune spiagge ricoperte di sabbia scura. Ventotene è un’isola di dimensioni ridotte, poiché è lunga 2.900 metri ed è larga 900. Non vi sarà difficile, dunque, spostarvi da una parte all’altra dell’isola.

Spiagge ed immersioni

Il piatto forte di Ventotene è costituito dal mare, che è il motivo che attira qui, durante i mesi estivi, un discreto numero di turisti. La spiaggia più famosa è quella di Cala Nave, che si trova nei pressi del porto e che può essere raggiunta dal paese con una passeggiata di pochi minuti. La sabbia è di colore nerastro e l’acqua è cristallina. Ma attenzione: avete sbagliato posto se eravate in cerca di uno spazio tutto per voi, poiché Cala Nave è la spiaggia più affollata dell’isola. Sull’altro versante c’è la stupenda Parata Grande, che è posizionata in un’insenatura che si apre tra ripide scogliere che si gettano a picco nel mare. Per raggiungere la spiaggia bisogna scendere una lunga serie di scalini. Meritano qualche ora del vostro tempo anche Cala Battaglia, che è ricoperta di sabbia scura, e Piane del Monaco, che è una spianata di scogli di tufo. Ventotene fa parte di una riserva marina protetta, che può essere esplorata rivolgendosi ad uno dei diving center che si trovano in paese. Tra i luoghi migliori per le immersioni ci sono Punta Pascone e la Secca dell’Archetto. Gli amanti dei relitti dovranno invece immergersi su ciò che rimane della Santa Lucia, un’imbarcazione affondata nel 1943 e posizionata a una cinquantina di metri di profondità.

Monumenti e siti archeologici

Nonostante le sue ridotte dimensioni, Ventotene vanta anche alcuni siti di interesse storico. Il più importante di questi siti è il porto romano, che è stato scavato nel tufo e che è ancora utilizzato dalle imbarcazioni che non superano i dieci metri. Il porto romano si trova accanto al nuovo porto, che è quello dove attraccano i traghetti di linea. Tra i siti archeologici merita una visita anche Villa Giulia, luogo d’esilio per alcune delle donne più famose dell’antica Roma: l’imperatore Augusto vi spedì sua figlia Giulia, Tiberio vi mandò la nipote Agrippina e Nerone la utilizzò per isolare sua moglie Ottavia. Sono interessanti anche la chiesa di Santa Candida e il Forte Torre, che risalgono all’epoca della dominazione borbonica di Ventotene.

Cosa vedere a Creta: guida turistica per le tue vacanze

Creta è l’isola più grande della Grecia e, a ricordare il suo ricchissimo passato, ci sono i siti archeologici di epoca minoica e i sontuosi edifici in stile veneziano. Ma Creta è un’ottima meta anche per chi vuole oziare in spiaggia. E a Hersonissou troverete una vibrante vita notturna.

Non vi è un tipo di turista che potrebbe rimanere insoddisfatto da una vacanza a Creta. L’isola è uno scrigno di tesori da scoprire: vi sono le vestigia di un antico passato, vi sono gli odori e i sapori del Mediterraneo, vi sono spiagge lunghissime dove concedersi una giornata di sole, vi sono montagne che d’inverno sono ricoperte dalla neve. Creta è terra di contrasti anche per altri motivi. L’isola è un luogo dove si passa velocemente dal traffico cittadino alla tranquillità dei pittoreschi villaggi di campagna, o dove il verde della vegetazione dell’interno lascia spazio, improvvisamente, al giallo delle zone desertiche. Anche le due coste sono differenti: quella settentrionale è dotata di una serie di infrastrutture turistiche ed è qui che sorgono le quattro principali città di Creta; quella meridionale, che si affaccia sulla Libia, è di difficile accesso ed è ancora poco frequentata dai turisti.

Creta, cinquemila anni di storia

Creta è posizionata nella parte meridionale del Mar Egeo, è l’isola greca con la maggiore estensione ed è la quinta più grande del Mediterraneo. La sua posizione geografica, tra il mondo greco-romano e quello turco-arabo, le ha permesso di essere da sempre un attivo centro politico e commerciale. La prima civiltà a svilupparsi sull’isola, nel 3.000 a.C., fu quella minoica. Nei secoli vi si sono succeduti i micenei, i dori, i romani, i bizantini e i veneziani, che la ribattezzarono con il nome di Candia. La Serenissima riuscì a mantenere Creta per quattro secoli e mezzo, ma nel 1669, al termine di una guerra durata oltre vent’anni, fu costretta a cederla agli Ottomani. I turchi la mantennero a loro volta fino al 1832, quando passò prima agli egiziani e quindi al principe Giorgio di Grecia. Tutte queste civiltà hanno lasciato almeno un segno del loro passaggio e hanno contribuito a trasmettere a Creta quell’atmosfera multiculturale che ancora oggi si respira.

Heraklio e Cnosso

La città di Heraklio, situata sulla costa centro-settentrionale, è il maggiore centro urbano di Creta e conta quasi 300.000 abitanti. E’ qui che si trova il principale aeroporto dell’isola, ma a Heraklio si trovano anche importanti vestigia di epoca minoica, chiese bizantine ed edifici risalenti alla dominazione veneziana. Lo stile architettonico veneziano è facilmente rintracciabile anche a Chanià, sulla costa che si affaccia verso la Grecia, mentre dall’altra parte dell’isola è consigliabile una visita a Ierapetra. A dire il vero la cittadina non ha nulla di particolare da offrire al turista. Coloro che vi si recano lo fanno soprattutto per poter dire, una volta tornati a casa, di essere stati nella zona più meridionale del continente europeo.

Gli amanti della storia antica rimarranno estasiati davanti alla miriade di siti archeologici che si trovano sull’isola. In questa guida, per brevità, ne consigliamo due: Cnosso e Festo, città che sono entrambe di epoca minoica. Il palazzo di Cnosso, di cui rimangono solo alcune rovine, è stato uno dei più famosi dell’antichità ed ancora oggi vi si possono osservare magnifici affreschi. Ma cosa ancora più importante, Cnosso è stata la scenografia di numerosi miti, da quello del re Minosse a quello di Icaro e a quello del filo di Arianna. Anche Festo è stata un’importante città di epoca minoica ed anche qui potrete osservare i resti di antichi e sontuosi palazzi.

Creta: spiagge e vita notturna

Nei pressi di Chania si trovano una serie di spiagge con sabbia fine o con sassolini colorati. Tra le più belle vi sono quella di Falassarna, quella di Sougia e quella di Chrissi Akti, che è dotata di numerose strutture ricettive. Nei dintorni di Heraklion la spiaggia più ambita è quella di Matala, lunga oltre 300 metri e circondata dalla scogliera. Se siete giovani e in cerca di divertimento notturno, dovete programmare un paio di giorni a Hersonissou, a 27 chilometri da Heraklion. All’imbrunire la cittadina viene illuminata dalle luci dei bar e delle discoteche, frequentate da una clientela proveniente da tutta Europa. A Creta potete trovare anche una spiaggia circondata dalle palme, quella di Vai. La spiaggia di Vai si trova sulla costa orientale di Creta, al bordo dell’unica foresta endemica di palme di tutta la Grecia. Nella parte meridionale dell’isola, invece, si trovano una serie di spiagge, come quella di Angios Pavlos e di Preveli, che sono difficilmente raggiungibili, ma che per questo sono quasi sempre deserte.

Isole Fiji: dove si trovano, quando andare e i luoghi da vedere

Le Isole Fiji sono uno dei paradisi marini più belli al mondo. L’arcipelago delle isole Figi, situato nel Pacifico meridionale, vanta spiagge di sabbia bianca e superbi fondali. Ma è anche un’ottima destinazione per fare trekking nella giungla o per calarsi nella cultura del Pacifico Meridionale.

Se sognate da tempo i mari del Sud ed avete un budget di spesa sostanzioso, una buona idea potrebbe essere quella di visitare le isole Fiji. Situate nel Pacifico Meridionale, tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, le 322 isole delle Figi rappresentato uno dei paradisi marini più belli al mondo, per una vacanza che sarà certamente indimenticabile. Il mare non è l’unica attrazione dell’arcipelago. Tra un trekking nella giungla e uno spettacolo di danze haka, vi sono decine di attività da praticare nel momento in cui sarete stanchi di oziare in spiaggia. Come per altre destinazioni del Pacifico Meridionale, anche le isole Figi sono difficili da raggiungere e le difficoltà del viaggio fanno lievitare i costi della vacanza. I principali collegamenti con l’aeroporto di Nadi, situato sull’isola di Viti Levu, sono quelli con gli aeroporti degli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda e dalla Corea del Sud.

Viti Levu: la più grande tra le Figi

Viti Levu è la più grande tra le isole delle Fiji ed ospita circa il 70% della popolazione del piccolo stato oceanico. La capitale Suva è la località ideale per iniziare un tour dell’isola. E’ qui che si trova il Fiji Museum, dove potrete ricevere una serie di preziose informazioni sull’arcipelago, ed è qui che troverete club e locali in cui trascorrere una piacevole serata. Sulla Coral Coast meritano una visita le Sigatoga Sand Dunes, le dune sabbiose che si trovano nei pressi del villaggio di Kulukulu. All’estremità occidentale della Coral Coast c’è la spiaggia di Natadola, che è certamente una delle più belle dell’isola. A Natadola non vi è ancora un numero esagerato di strutture turistiche, ma tutto lascia presupporre che la situazione cambierà in fretta. La spiaggia è un ottimo punto per praticare il surf, visto che vi sono onde alte e lunghe per una buona parte dell’anno.

Vanua Levu

Rispetto a Viti Levu, che si trova di fronte ad essa, l’isola di Vanua Levu non è molto frequentata dai turisti e dispone di infrastrutture ancora poco sviluppate. Ricoperta di palme e di piante tropicali, Vanua Levu è un’ottima meta per coloro che vogliono immergersi più profondamente nella cultura degli abitanti delle Isole Fiji, o per coloro che hanno a disposizione un budget di spesa relativamente limitato. La principale località dell’isola è il villaggio di Savusavu, che si affaccia su una splendida baia e che è visitato soprattutto dagli amanti delle immersioni.

Isole Mamanuca

Ad ovest di Viti Levu ci sono le Mamanuca, un gruppo di piccole isole che rappresentano il top per chi si reca alle Figi con l’intenzione di trascorrere le sue vacanze al mare. E’ qui che sorgono i resort più famosi, come quelli di Mana, Beachcomber, Castaway e Plantation Island. Ad aiutare l’industria turistica della zona è anche la vicinanza all’aeroporto internazionale di Nadi, che si trova a circa un’ora di barca. Ognuna delle isole di Mamanuca è dotata di spiagge idilliache e di centri per le immersioni. In alcune isole, inoltre, è possibile trovare alloggi economici e semplici guesthouse.

Caprera: la perla della Maddalena

L’isola di Caprera fa parte dell’arcipelago de La Maddalena ed è uno degli angoli più belli della Sardegna. Giuseppe Garibaldi vi trascorse gli ultimi anni di vita, affascinato dai colori del mare. Le sue coste nascondono splendide calette e un ambiente naturale ancora intatto.

La sua casa è stata trasformata in museo e in ogni angolo dell’isola sembra di percepire la sua presenza. Caprera deve la sua fama a Giuseppe Garibaldi, che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Oltre un secolo dopo la sua morte è però il mare ad attirare i visitatori. Fu per quel mare turchese, ricco di fascino e di vita, che l’anziano generale decise di ritirarsi sull’isola. Nella sua casa un orologio appeso alla parete indica ancora il momento in cui Garibaldi, poche ore prima di morire, chiese di vedere il mare per l’ultima volta.

L’isola di Caprera è la seconda per grandezza dell’arcipelago de La Maddalena, situato all’estremità nord-orientale della Sardegna. E’ collegata da un ponte all’isola principale e fa parte del parco nazionale dell’arcipelago, motivo per il quale vi è un vincolo totale di inedificabilità. Coloro che hanno un discreto budget possono pernottare in uno dei pochi ed esclusivi resort dell’isola, altrimenti la scelta migliore è di dormire nella vicina isola de La Maddalena. L’isola di Caprera è ricca di spiagge e di calette, alcune delle quali sono certamente tra le più belle di tutta la Sardegna. In ogni caso, e dovunque andiate, troverete un’acqua limpidissima che sovrasta fondali sabbiosi e di roccia, oltre a una fauna marina estremamente variegata.

Isola di Caprera: spiagge e calette

La Cala Brigantina è probabilmente la più celebre di tutta l’isola ed è formata da due spiaggette poste l’una accanto all’altra. Chi è in cerca di pace e di relax, tuttavia, durante i mesi estivi farà bene ad andare altrove. La Cala Brigantina è uno dei punti di approdo delle imbarcazioni che portano i bagnanti in giro per l’arcipelago de La Maddalena. Se siete in cerca di suggestioni dovete concedervi una giornata sulla spiaggia di Cala Coticcio, quasi completamente circondata da un piccolo promontorio roccioso che la protegge dal mare aperto. L’acqua è limpidissima e piacevolmente tiepida, ed è l’ideale per lunghi bagni nelle ore calde della giornata. A Cala Garibaldi si trova il Club Mediterraneè, mentre nella parte meridionale dell’isola c’è la splendida Punta Rossa, con la spiaggia di Cala Portese, la caletta di Porto Palma e il suggestivo panorama sull’isola del Porco. E’ da non perdere la cosiddetta spiaggia del relitto, chiamata in questo modo per i resti di una carboniera che giacciono sulla riva. E’ però nella parte nord-occidentale dell’isola che si trovano i lembi di mare più puro ed incontaminato. Dalla Cala Napoletana alla Cala Caprarese, è possibile immergersi in acque dove la fauna e la flora marina sono ancora abbondanti, o raggiungere in gommone le deliziose calette che si nascondono tra le pareti rocciose. Vi è un solo inconveniente: buona parte delle spiagge di questa parte dell’isola sono raggiungibili esclusivamente via mare.

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Capo Verde: cosa vedere e quando andare

Capo Verde e il suo arcipelago erano utilizzati come scalo nella rotta per le Americhe ed è per questo che ancora oggi vi si respira un’atmosfera multiculturale. Le isole di Capo Verde, situate al argo della costa occidentale dell’Africa, sono ricche di contrasti. E sono una meta ideale per chi vuole praticare surf e windsurf.

Spiagge bianchissime, onde da surfare e un’anima a metà tra Africa e Portogallo: sono questi gli elementi che hanno trasformato le isole di Capo Verde in un’ambita meta turistica. L’arcipelago, che si trova nell’Oceano Atlantico settentrionale, a 500 chilometri dalle coste del Senegal, è formato da dieci isole di origine vulcanica, all’interno delle quali si trovano valli verdissime e zone desertiche. Capo Verde è terra di contrasti e la sua natura, ancora in larga parte incontaminata, affascina i visitatori stranieri nello stesso modo in cui per secoli ha affascinato i navigatori diretti verso le Americhe. Navigatori di nazionalità portoghese, per la maggior parte, ma anche di altre potenze dell’epoca. La storia coloniale di Capo Verde parte dalla Liguria, poiché furono due fratelli al soldo del re portoghese, i navigatori Antonio e Bartolomeo da Noli, ad arrivarvi per primi nel 1456.

Sal: la meta turistica più importante di Capo Verde

La principale meta turistica è l’isola di Sal, porta di accesso all’arcipelago grazie al suo aeroporto internazionale. Un tempo la maggiore risorsa dell’isola era costituita dalle numerosissime saline, ma le spiagge bianche, che si affacciano su un mare cristallino e sempre tiepido, hanno portato ad una rapida trasformazione dell’economia locale. La spiaggia più famosa è quella di Santa Maria, che si trova nella parte meridionale dell’isola, otto chilometri di sabbia su cui si affacciano una serie di resort a quattro e a cinque stelle. Santa Maria è un paradiso per gli amanti degli sport acquatici: il clima secco e ventilato invita ad affittare una tavola per praticare il windsurf, o a trascorrere intere giornate tra immersioni e pesca d’altura.

All’imbrunire, dopo ore di relax trascorse in spiaggia, si può fare una passeggiata nel vivace ed ospitale villaggio che si trova alle spalle della spiaggia, per fare acquisti nei negozi di artigianato locale o per scegliere il ristorante dove gustare una cena a base di aragosta e di vino portoghese. Chi non è ancora stanco farà bene a cercare un locale in cui assistere ad uno spettacolo di batuko, la sensuale “danza proibita” di Capo Verde. Dall’altra parte dell’isola, vicino alla cittadina di Espargos, è d’obbligo una visita a Buracona, una piscina naturale formata dall’azione erosiva delle acque e dalla quale si può assistere alle onde che si infrangono sulla scogliera.

Boavista e San Vincente: due perle dell’arcipelago capoverdiano

Sono Boavista e S. Vincente le altre due isole dell’arcipelago di Capo Verde che hanno assistito recentemente allo sviluppo dell’industria turistica. Boavista è la più orientale delle isole di Capo Verde e dispone di 55 chilometri di spiagge con sabbia bianca e acqua verde smeraldo. Le principali attrazioni sono la spiaggia di Curralinho, che per molti è la più bella dell’intero arcipelago, e la chiesa di San Roque, costruita dai portoghesi nel 1801.

San Vincente, invece, è il cuore culturale dell’arcipelago. Nella cittadina di Mindelo, una perla di epoca coloniale, ad agosto si svolge il Festival di Baia Das Gatas, che coinvolge gruppi musicali locali e stranieri. Coloro che decideranno di concedersi una vacanza invernale a Capo Verde, approfittando del clima mite dell’arcipelago, dovranno assolutamente partecipare al carnevale di Mindelo, che deriva dal Martedì Grasso portoghese e che con il tempo ha assorbito elementi del carnevale brasiliano. Ma San Vincente è una meta ideale anche per gli amanti del windsurf: la spiaggia di San Pedro è ritenuta una delle migliori dell’arcipelago per praticare questo sport e attira ogni anno appassionati e professionisti.