Monthly Archives: giugno 2018

Cosa vedere a Trapani

Trapani è situata nell’estremo lembo occidentale della Sicilia ed è circondata per tre lati dal mare. Ogni blog di viaggio che si rispetti si è soffermato su questa città poiché non è solo ricca di storia e tradizioni, ma anche molto vivace dal punto di vista culturale ed economico.

Negli ultimi anni il turismo ha conosciuto uno sviluppo esponenziale, cui ha contribuito la realizzazione della sede distaccata dell’Università di Palermo, tanto che prenotare un albergo a Trapani significa poter scegliere, tra le tante offerte, quella che più si avvicina alle nostre esigenze.

La città è facilmente raggiungibile in aereo, mentre il Porto offre partenze per Pantelleria, Tunisi, le isole Egadi, Cagliari e Livorno. Passeggiare per Trapani significa ripercorrere la storia della città, una storia molto ricca perché conserva testimonianze architettoniche e artistiche di svariati periodi storici: dal romanico della Chiesa di S. Maria del Gesù, al Palazzo della Giudecca in pieno stile rinascimentale, la Cattedrale di S. Lorenzo e la Chiesa e collegio dei Gesuiti in perfetto stile barocco, fino allo stile liberty del Palazzo delle Poste e della Casina delle Palme. Per non parlare poi delle splendide testimonianze di architettura industriale che offrono le sue Saline, facenti parte della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco gestita dal WWF, che organizza visite guidate per scolaresche o gruppi di turisti. Trapani custodisce inoltre opere d’arte di alcuni tra i più noti pittori e scultori a livello mondiale, come la Crocifissione attribuita al Van Dick, la terracotta smaltata raffigurante la “Madonna degli Angeli” di Andrea della Robbia, una Madonna con bambino attribuita a Nino Pisano. Da visitare il Museo di Preistoria e il Museo Regionale Agostino Pepoli, che conserva oltre un vasto repertorio di testimonianze della lavorazione del corallo nella città sin dal XV – XVI secolo, anche dipinti di Tiziano e Giacomo Balla. Tra le manifestazioni che attirano turisti e curiosi da ogni parte d’Italia la Processione dei Misteri, dove 20 gruppi scultorei realizzati nel XVII – XVIII secolo, e raffiguranti le passione di Cristo, vengono portati a spalla per le vie cittadine.

 

Le 7 spiagge più belle della Sardegna

Non lasciare mai che le aspettative possano influenzare il tuo giudizio. Spesso quando le attese sono smisurate si rischia di restare delusi. E’ una legge di natura. Una legge che non vale per la Sardegna e per le sue spiagge. Una settimana di vacanza può bastare per confermare quanto di bello abbiano potuto dirti o tu abbia potuto vedere in qualche documentario. Per rendere la vostra vacanza più bella, vi consigliamo le sette spiagge più belle della Sardegna secondo il nostro modestissimo parere.

Spiaggia di Valle dell’Erica

Non utilizzeremo aggettivi o superlativi dato che sarebbe impossibile definire una scala di valori in termini di bellezza. La spiaggia di valle dell’Erica si trova a una quindicina di chilometri da Santa Teresa di Gallura e offre una bellissima vista sull’Isola di Spargi e sull’arcipelago de La Maddalena sullo sfondo.

Fondale trasparente e piuttosto alto, qua e la spuntano delle rocce che rendono l’insenatura irreale. Il litorale è sabbioso e presenta minuscoli chicchi di granito. Un po’ difficile da raggiungere, questa spiaggia è l’ideale per chi ama la calma e cerca un contatto vero con la natura.

Spiaggia di Capo Testa

Una lingua di terra collega il promontorio di Capo Testa al resto della Sardegna. Sul lato che volge a Sud si sviluppa una spiaggia di sabbia finissima, bianca e dai fondali cristallini.

Il fondale basso permette a chiunque di godere di questo fantastico scorcio di Sardegna. La presenza di scogli sui lati e la varianza del fondale, che alterna scoglio a distese sabbiose ricche di alghe rende l’insenatura ideale per chi ama fare snorkeling.

Spiagga di Rena Majore

Procedendo sulla strada provinciale 90 in direzione Porto Torres, dopo Santa Teresa di Gallura vi ritroverete una serie di insenature incantevoli. La spiaggia di Rena Majore, raggiungibile a piedi attraversando la pineta, vi offrirà colori incantevoli e numerose sfumature dall’azzurro al blu intenso.

Sabbia finissima e bianca, la costa qui è rotta da scogli che affiorano dall’acqua e da lingue di sabbia suggestive che formano un paesaggio sottomarino ricco di pesci e ideale per escursioni in apnea.

Dopo 3 giorni a spasso per le spiagge della costa nord est, tra calette, stelle marine e prodotti tipici del posto ci trasferiamo a Oristano. Da Santa Teresa di Gallura gli spostamenti verso la zona meridionale della Sardegna non sono così difficili come ci si aspetterebbe. E’ infatti possibile raggiungere Oristano e Cagliari percorrendo la strada statale 131 da Sassari oppure, come ho fatto io, spaccare in due la regione e godere in questo modo di tutta l’autenticità del posto sulla Statale 131 DCN che passa da Nuoro. Il territorio di Oristano, molto più brullo e selvaggio rispetto alla costa gallurese, sa regalare rari momenti di contatto vero con la natura.

Tharros

Iniziamo la nostra escursione di questo angolo di Sardegna partendo da Tharros. Tharros era un’antica città fenicia che si trovava sul promontorio che porta dal Sinis a Capo San Marco e sovrasta l’intero golfo di Oristano.

Come Corinto città bimare in quanto i Fenici prediligevano edificare le città su penisolette in modo che le navi fossero riparate qualunque fosse stata la direzione del vento. Prima di proseguire verso sud una sosta a Tharros è d’obbligo, sia per visitare i resti della città e l’area archeologica sia per tuffarsi nelle splendide acque che caratterizzano questa lingua di terra.

Spiaggia di Maladroxia

Dopo la cena a base di porceddu sardo, casu marzu (volgarmente conosciuto come formaggio con i vermi) e mirto il viaggio prosegue in direzione Sant’Antioco. L’isola, che da il nome alla cittadina omonima, è la quarta isola d’Italia per estensione con i suoi 109 km² dopo Sicilia, Sardegna e Isola d’Elba. Collegata alla terra ferma da un istmo artificiale, l’isola conta circa 12.000 abitanti suddivisi tra i comuni di Sant’Antioco e Calasetta e alcuni piccoli borghi turistici come Maladroxia e Cussorgia. Nel complesso l’isola è un vero e proprio angolo di paradiso in cui si avvicendano zone di costa rocciosa a calette e insenature sabbiose mozzafiato. Per gli amanti della natura consiglio vivamente di noleggiare una mountain bike in modo da visitare sia l’entroterra che la costa.

Estate vuol dire soprattutto spiagge e mare. Sant’Antioco saprà regalarvi alcuni scorci indimenticabili. Procedendo da Sant’Antioco in direzione sud sulla parte orientale dell’isola potete trovare probabilmente una delle spiagge più servite dell’isola, Maladroxia. Inserita all’interno di un borgo turistico si trova a circa 8km da Sant’Antioco e qui potrete trovare tutti i servizi tipici di una spiaggia attrezzata: ristoranti, bar e servizio navetta.

Spiaggia di Coa Quaddus

A pochi chilometri da Maladroxia, procedendo in direzione sud sulla litoranea, una delle spiagge più selvagge dell’isola. Acque cristalline, vento costante e la fitta vegetazione sulle rocce che avvolgono la spiaggia sabbiosa fanno ricordare i paesaggi caraibici.

Spiaggia di Cala Sapone

L’ultima spiaggia che vi segnalo racchiude tutti gli elementi di questa vacanza in Sardegna: libertà, purezza, nessuna regola, relax, avventura.  Un tempo adibita a tonnara Cala Sapone è una spiaggetta di sassolini ai cui lati si formano delle distese di roccia liscia e bianca levigata. Un’atmosfera unica e surreale, accompagnata da un silenzio accogliente dove l’uomo ha pensato bene di imbrattanre il promontorio che sovrasta l’insenatura con un villaggio e alcune villette a schiera.  Ma, si sa, il rispetto non appartiene al genere umano. Alla prossima.

 

Cocos Islands: gli atolli da non perdere e come arrivare

Le Cocos Islands hanno spiagge deserte, mare limpidissimo e tanta tranquillità. Fanno parte dell’Australia e sono situate nell’Oceano Indiano. L’arcipelago è composto da due atolli e 27 isole coralline.

Se siete in cerca di spiagge deserte e di isole dove non è ancora arrivato il turismo di massa, prendete in considerazione una vacanza alle Cocos Islands. Situate nell’Oceano Indiano, a metà strada tra l’Australia e lo Sri Lanka, le Cocos Islands sono composte da due atolli e da 27 isole coralline, delle quali solamente due sono abitate. In totale risiedono su queste isole circa 600 persone, distribuite su una superficie di appena 14 chilometri quadrati. Alle Cocos Islands non vi sono ancora i grandi resort o le strutture turistiche che hanno trasformato i panorami di altre isole dell’Oceano Indiano. Alle Cocos Islands troverete soltanto una decina di alberghi, due ristoranti e alcuni diving center che affittano l’attrezzatura per immergersi. Ma troverete anche una serie di spiagge di sabbia bianca e un mare limpidissimo, in cui vivono mante, tartarughe marine e una miriade di pesci tropicali. Le Cocos Islands furono scoperte nel 1609 dal capitano inglese William Keeling ed è per questo che sono chiamate anche Keeling Islands. Due secoli più tardi sono quindi state annesse all’Impero Britannico, mentre nel 1955 sono diventate un territorio dell’Australia. Raggiungere le Cocos Islands non è affatto facile, poiché vi sono voli aerei esclusivamente dalla città australiana di Perth e da Christmas Island. Se siete intenzionati a visitarle, dovete mettere in preventivo un lungo viaggio e un sostanzioso budget di spesa.

 

West Island e Home Island

Nell’arcipelago vi sono due isole abitate: West Island e Home Island, entrambe situate nell’atollo più meridionale delle Cocos. A West Island vivono appena 120 persone ed è qui che è concentrata la maggior parte delle strutture turistiche dell’arcipelago. Sembra impossibile, ma in questa minuscola isola vi è anche un campo da golf. A West Island vi sono anche una serie di spiagge bellissime e quasi sempre deserte. Le spiagge sono circondate dalla vegetazione tropicale e si affacciano su un tratto di mare limpidissimo. Quando sarete stanchi di oziare sotto il sole, concedetevi una passeggiata nei sentieri che attraversano la giungla dell’entroterra, tra alberi dall’aspetto primitivo e colonie di sterne bianche. Nel mare, invece, vi sono circa 500 specie di pesci e 100 specie di coralli. E’ molto bella anche Home Island, che è abitata soprattutto da persone di origine malese, arrivate qui durante l’epoca della dominazione britannica delle Cocos. Le strutture ricettive di Home Island sono minime, ma le spiagge sono davvero belle. In quest’isola, inoltre, potrete provare gli squisiti piatti della cucina malese.