Monthly Archives: maggio 2018

Costa del Sol: guida alle spiagge e mete più belle

La Costa del Sol in Spagna è una delle zone turistiche più importanti del Paese iberico e corrisponde al litorale della provincia di Malaga, in Andalusia. Il principale fattore di successo turistico della regione è il clima: mite e piacevole tutto l’anno, ha determinato l’arrivo negli anni ‘50 e ‘60 di un gran numero di turisti nordeuropei.

Questo fenomeno ha stimolato la nascita di un comparto turistico di grande importanza basato su accoglienti strutture ricettive, spiagge organizzate, località di divertimento, eventi e manifestazioni concentrare nei mesi più caldi ed attrazioni sportive come i numerosi campi da golf che sorgono a brevissima distanza dal mare. Ciliegina sulla torta è l’affascinante paesaggio anche se c’è da dire che negli ultimi anni l’eccessiva urbanizzazione e cementificazione ha fatto perdere quelle caratteristiche selvagge che la Costa del Sol sapeva regalare ai propri turisti.

Tra le mete più belle ci sono Malaga, Torremolinos, Benalmadena, Marbella, San Pedro de Alcantara e Puerto Banus. Quest’ultima sorge intorno ad un pittoresco porto di pescatori e presenta lussuosi ed eleganti locali: è l’ideale per una vacanza da vip! Malaga presenta delle similitudini: è infatti una destinazione turistica mondana, caratterizzata da splendide spiagge, alberghi 5 stelle, una vivace ed elettrizzante vita notturna.

Se San Pedro de Alcantara rappresenta il volto più tranquillo e rilassato della Costa del Sol, Torremolinos è la meta preferita dai ragazzi: i suoi prezzi alla portata, le lunghe e profonde spiagge sabbiose, il suo parco acquatico, le discoteche ed i bar aperti fino all’alba sono perfetti per i giovani di tutta Europa! Merita una visita anche Nerja: la cittadina infatti oltre a bellissimi spiagge – da vedere dall’alto del suo splendido belvedere immerso nel verde – presenta anche un acquedotto romano e delle cave di dimensioni spettacolari: al loro interno di trova la stalattite conosciuta più lunga d’Europa e interessanti pitture rupestri risalenti al paleolitico.

Cosa vedere a Mostar: la città col ponte bombardato

Mostar è una città a sud della Bosnia ed Erzegovina ed è situata in una regione a sud-ovest di Sarajevodista soltanto un’ora di automobile dalla costa adriatica.

Il suo paesaggio è quello tipico mediterraneo con estati talmente torride che i frutti del melograno e i fichi s’incurvano verso la terra riarsa. Una delle attrattive più note della Bosnia-Erzegovina è il “Ponte Vecchio di Mostar”, oggi protetto dall’UNESCO.

Il ponte unisce le due sponde del fiume Neretva: quella occidentale dove vivono i croati e quella orientale dove abitano i musulmani.

Ma ascoltiamo le parole di Rebecca West nel suo “Viaggio in Iugoslavia. La Bosnia e l’Erzegovina” a proposito del ponte: “…e infine arriviamo a Mostar, Stari Most, ossia vecchio ponte.  E’ uno dei più bei ponti che esistano al mondo: lo sostiene un arco leggero, sotteso fra due torri circolari e la balaustra è ricurva al centro a formare un angolo leggermente convesso.”

Venne commissionato nel 1566 dal sultano Solimano il Magnifico, che incaricò l’architetto turco Hayrudin di costruirlo: fu fatto con la pietra locale di Tenelija, di tonalità chiarissima che sembra cambiare colore a seconda della posizione del sole nel cielo.

Il ponte non resistette però ai bombardamenti durante la guerra, che facevano parte di una precisa strategia militare ma anche simbolica in quanto il ponte rappresentava bellezza, unità e storia.

In effetti, Mostar accoglieva le comunità cristiana, musulmana ed ebraica ma quando il ponte fu distrutto, Mostar divenne una città divisa. La sua riscostruzione è stata operata in un modo assolutamente identico al vecchio ponte, con la stessa pietra e con i metodi originari di costruzione.

Se vi capita di visitare Mostar a luglio, potrete assistere alla gare di tuffi che si svolge ogni anno. Giovani provenienti da ogni parte del paese si radunano per tuffarsi dal ponte, spiccando un volo din 21 m nel fiume.

Si tratta di una radicata tradizione, anche se rischiosa a causa dell’altezza e della temperatura bassissima dell’acqua del fiume. Prima della guerra, tuffarsi veniva considerato come un segno di virilità e un uomo non poteva veramente considerarsi tale se non si era tuffato dal ponte almeno una volta nella vita.

Oggi, i tuffi sono diventati un vero e proprio spettacolo, messo in scena dai membri del “club dei tuffatori”, che ha sede in una delle due torri che affiancano il ponte e viene chiesto ai numerosi turisti di dare un’offerta perché il tuffatore accetti di lanciarsi.

 

Cosa vedere a Creta: guida turistica per le tue vacanze

Creta è l’isola più grande della Grecia e, a ricordare il suo ricchissimo passato, ci sono i siti archeologici di epoca minoica e i sontuosi edifici in stile veneziano. Ma Creta è un’ottima meta anche per chi vuole oziare in spiaggia. E a Hersonissou troverete una vibrante vita notturna.

Non vi è un tipo di turista che potrebbe rimanere insoddisfatto da una vacanza a Creta. L’isola è uno scrigno di tesori da scoprire: vi sono le vestigia di un antico passato, vi sono gli odori e i sapori del Mediterraneo, vi sono spiagge lunghissime dove concedersi una giornata di sole, vi sono montagne che d’inverno sono ricoperte dalla neve. Creta è terra di contrasti anche per altri motivi. L’isola è un luogo dove si passa velocemente dal traffico cittadino alla tranquillità dei pittoreschi villaggi di campagna, o dove il verde della vegetazione dell’interno lascia spazio, improvvisamente, al giallo delle zone desertiche. Anche le due coste sono differenti: quella settentrionale è dotata di una serie di infrastrutture turistiche ed è qui che sorgono le quattro principali città di Creta; quella meridionale, che si affaccia sulla Libia, è di difficile accesso ed è ancora poco frequentata dai turisti.

Creta, cinquemila anni di storia

Creta è posizionata nella parte meridionale del Mar Egeo, è l’isola greca con la maggiore estensione ed è la quinta più grande del Mediterraneo. La sua posizione geografica, tra il mondo greco-romano e quello turco-arabo, le ha permesso di essere da sempre un attivo centro politico e commerciale. La prima civiltà a svilupparsi sull’isola, nel 3.000 a.C., fu quella minoica. Nei secoli vi si sono succeduti i micenei, i dori, i romani, i bizantini e i veneziani, che la ribattezzarono con il nome di Candia. La Serenissima riuscì a mantenere Creta per quattro secoli e mezzo, ma nel 1669, al termine di una guerra durata oltre vent’anni, fu costretta a cederla agli Ottomani. I turchi la mantennero a loro volta fino al 1832, quando passò prima agli egiziani e quindi al principe Giorgio di Grecia. Tutte queste civiltà hanno lasciato almeno un segno del loro passaggio e hanno contribuito a trasmettere a Creta quell’atmosfera multiculturale che ancora oggi si respira.

Heraklio e Cnosso

La città di Heraklio, situata sulla costa centro-settentrionale, è il maggiore centro urbano di Creta e conta quasi 300.000 abitanti. E’ qui che si trova il principale aeroporto dell’isola, ma a Heraklio si trovano anche importanti vestigia di epoca minoica, chiese bizantine ed edifici risalenti alla dominazione veneziana. Lo stile architettonico veneziano è facilmente rintracciabile anche a Chanià, sulla costa che si affaccia verso la Grecia, mentre dall’altra parte dell’isola è consigliabile una visita a Ierapetra. A dire il vero la cittadina non ha nulla di particolare da offrire al turista. Coloro che vi si recano lo fanno soprattutto per poter dire, una volta tornati a casa, di essere stati nella zona più meridionale del continente europeo.

Gli amanti della storia antica rimarranno estasiati davanti alla miriade di siti archeologici che si trovano sull’isola. In questa guida, per brevità, ne consigliamo due: Cnosso e Festo, città che sono entrambe di epoca minoica. Il palazzo di Cnosso, di cui rimangono solo alcune rovine, è stato uno dei più famosi dell’antichità ed ancora oggi vi si possono osservare magnifici affreschi. Ma cosa ancora più importante, Cnosso è stata la scenografia di numerosi miti, da quello del re Minosse a quello di Icaro e a quello del filo di Arianna. Anche Festo è stata un’importante città di epoca minoica ed anche qui potrete osservare i resti di antichi e sontuosi palazzi.

Creta: spiagge e vita notturna

Nei pressi di Chania si trovano una serie di spiagge con sabbia fine o con sassolini colorati. Tra le più belle vi sono quella di Falassarna, quella di Sougia e quella di Chrissi Akti, che è dotata di numerose strutture ricettive. Nei dintorni di Heraklion la spiaggia più ambita è quella di Matala, lunga oltre 300 metri e circondata dalla scogliera. Se siete giovani e in cerca di divertimento notturno, dovete programmare un paio di giorni a Hersonissou, a 27 chilometri da Heraklion. All’imbrunire la cittadina viene illuminata dalle luci dei bar e delle discoteche, frequentate da una clientela proveniente da tutta Europa. A Creta potete trovare anche una spiaggia circondata dalle palme, quella di Vai. La spiaggia di Vai si trova sulla costa orientale di Creta, al bordo dell’unica foresta endemica di palme di tutta la Grecia. Nella parte meridionale dell’isola, invece, si trovano una serie di spiagge, come quella di Angios Pavlos e di Preveli, che sono difficilmente raggiungibili, ma che per questo sono quasi sempre deserte.

Obidos: cosa vedere nella cittadella medievale del Portogallo

Obidos è un borgo antico del Portogallo completamente circondato da mura medievali.

Se vi trovate a viaggiare per il Portogallo e magari avete visitato città famose come la magnifica e Lisbona o la romantica Coimbra, una tappa che trovate a metà strada proprio tra le due importanti città e che può diventare una deviazione piacevole e forse uno di quei luoghi in cui si torna più volentieri.

L’antico abitato di Obidos sorge tra dolci colline, ancora circondato dalle antiche mura e dominato dall’imponente castello di cui metà è stato trasformato in un Hotel (Pousada) di lusso. La cittadina ha poco più di 10 mila abitanti ma spesso è affollata di turisti, sopratutto nord-europei che si ritrovano spesso in questo angolo pittoresco.

Ciò che colpisce di più di Obidos è la struttura antica rimasta intatta da secoli: oltre alle mura, al castello e alle strade lastricate di pietra, le case basse, con i tetti di tegole rosse sono intonacate di bianco e decorate con strisce gialle o blu ai lati. Oltre alle tonalità cromatiche dell’architettura porte, finestre e balconi sono impreziositi da fiori, piante ed edere rampicanti che donano al luogo un fascino unico e che vale la pena vedere anche se c’è brutto tempo o troppi visitatori.

Obidos è uno di quei luoghi apparentemente sconosciuti ma che sono invece mete imperdibili per chi viaggia in Portogallo. Passeggiare tra i vicoli e le case colorate, o lungo le antiche mura e godersi il paesaggio dalla sommità di queste o dal castello sono emozioni semplici eppure indimenticabili.Una visita meritano anche le tante piccole chiese, tra cui la principale, la Chiesa di Santa Maria che fu costruita nel Medio Evo dopo che la Regione si liberò della dominazione degli Arabi.

La cittadina è poi piena di botteghe di artigiani che vendono ceramiche tipiche, tessuti colorati e alcune delle delizie del Portogallo: i dolci, il caffè ed i vini. Le caffetterie saranno particolarmente amate dagli Italiani dato che il gusto dei portoghesi per il caffè è l’unico in tutta Europa simile a quello degli italiani.

Caffè forti, densi,corti e serviti in tazzine di ceramica proprio come piace a noi, quasi come se fossimo a Napoli, sprigioneranno il loro aroma accompagnati da un Pastel de Nata, piccole tortine alla crema tipiche del Paese o da qualche altro delizioso dolce.

Anche la pasticceria portoghese è particolarmente succulenta anche per chi è abituato agli standard italiani.

Il paesino di Obidos è un luogo dalle forti caratteristiche fiabesche, un luogo che farà sognare i più romantici e creativi. Una fama che possiede sin dall’età medievale, sin dal dodicesimo secolo infatti, i territori dell’attuale municipio costituivano un feudo che venivano spesso assegnati come dote a principesse e regine del Portogallo. Un luogo principesco per sentirsi come in altri tempi.

Isole Fiji: dove si trovano, quando andare e i luoghi da vedere

Le Isole Fiji sono uno dei paradisi marini più belli al mondo. L’arcipelago delle isole Figi, situato nel Pacifico meridionale, vanta spiagge di sabbia bianca e superbi fondali. Ma è anche un’ottima destinazione per fare trekking nella giungla o per calarsi nella cultura del Pacifico Meridionale.

Se sognate da tempo i mari del Sud ed avete un budget di spesa sostanzioso, una buona idea potrebbe essere quella di visitare le isole Fiji. Situate nel Pacifico Meridionale, tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, le 322 isole delle Figi rappresentato uno dei paradisi marini più belli al mondo, per una vacanza che sarà certamente indimenticabile. Il mare non è l’unica attrazione dell’arcipelago. Tra un trekking nella giungla e uno spettacolo di danze haka, vi sono decine di attività da praticare nel momento in cui sarete stanchi di oziare in spiaggia. Come per altre destinazioni del Pacifico Meridionale, anche le isole Figi sono difficili da raggiungere e le difficoltà del viaggio fanno lievitare i costi della vacanza. I principali collegamenti con l’aeroporto di Nadi, situato sull’isola di Viti Levu, sono quelli con gli aeroporti degli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda e dalla Corea del Sud.

Viti Levu: la più grande tra le Figi

Viti Levu è la più grande tra le isole delle Fiji ed ospita circa il 70% della popolazione del piccolo stato oceanico. La capitale Suva è la località ideale per iniziare un tour dell’isola. E’ qui che si trova il Fiji Museum, dove potrete ricevere una serie di preziose informazioni sull’arcipelago, ed è qui che troverete club e locali in cui trascorrere una piacevole serata. Sulla Coral Coast meritano una visita le Sigatoga Sand Dunes, le dune sabbiose che si trovano nei pressi del villaggio di Kulukulu. All’estremità occidentale della Coral Coast c’è la spiaggia di Natadola, che è certamente una delle più belle dell’isola. A Natadola non vi è ancora un numero esagerato di strutture turistiche, ma tutto lascia presupporre che la situazione cambierà in fretta. La spiaggia è un ottimo punto per praticare il surf, visto che vi sono onde alte e lunghe per una buona parte dell’anno.

Vanua Levu

Rispetto a Viti Levu, che si trova di fronte ad essa, l’isola di Vanua Levu non è molto frequentata dai turisti e dispone di infrastrutture ancora poco sviluppate. Ricoperta di palme e di piante tropicali, Vanua Levu è un’ottima meta per coloro che vogliono immergersi più profondamente nella cultura degli abitanti delle Isole Fiji, o per coloro che hanno a disposizione un budget di spesa relativamente limitato. La principale località dell’isola è il villaggio di Savusavu, che si affaccia su una splendida baia e che è visitato soprattutto dagli amanti delle immersioni.

Isole Mamanuca

Ad ovest di Viti Levu ci sono le Mamanuca, un gruppo di piccole isole che rappresentano il top per chi si reca alle Figi con l’intenzione di trascorrere le sue vacanze al mare. E’ qui che sorgono i resort più famosi, come quelli di Mana, Beachcomber, Castaway e Plantation Island. Ad aiutare l’industria turistica della zona è anche la vicinanza all’aeroporto internazionale di Nadi, che si trova a circa un’ora di barca. Ognuna delle isole di Mamanuca è dotata di spiagge idilliache e di centri per le immersioni. In alcune isole, inoltre, è possibile trovare alloggi economici e semplici guesthouse.

Cosa vedere a Bitonto: centro storico e cosa mangiare

La città di Bitonto si trova in Puglia esattamente nella provincia di Bari. La città offre ai visitatori numerose attrazioni e luoghi d’interesse iniziando dalla piazza maggiore della città, Piazza Cavour, si possono ammirare la Chiesa di S. Gaetano, in stile barocco, che risale al XVII secolo e il palazzo Sylos-Calò, in stile tardo rinascimentale, del 1500 in cui si può vedere la bellissima loggia.

Un altro edificio religioso importante per la città è il Duomo o Cattedrale dedicata a santa Maria Assunta, la sua edificazione risale tra l’XI e il XII secolo. La Cattedrale è stata realizzata sul modello della Basilica di San Nicola di Bari essa infatti presenta numerose similitudini. Importante testimonianza storica per la città è il Torrione Angioino situato al fianco di Porta Baresana che insieme ad altre porte costituivano il sistema di accesso alla città.

Per gli appassionati di viaggi culturali consigliamo una visita al museo civico “Eustachio Rogadeo”, alla Galleria nazionale di arte moderna “Girolamo e Rosaria De Vanna”, al Museo Diocesano “Monsignor Aurelio Marena” e al Museo archeologico “De Palo-Ungaro”. Durante una vacanza a Bitonto non perdete l’occasione di assaporare i piatti tipici della cucina pugliese, in particolare, in questa zona il piatto tipico è rappresentato dalle orecchiette con le cime di rapa ma troviamo anche la pasta e fagioli e i dolci tipici della tradizione come le cartellate.

La città di Bitonto è facilmente raggiungibile in auto ma sono disponibili anche collegamenti ferroviari dalle maggiori città pugliesi e aerei con l’Aeroporto di Bari Palese che dista sette chilometri circa.

Oltre ad essere una splendida meta turistica Bitonto permette anche di effettuare qualche buona escursione nelle vicine località di vacanze nel Salento specialmente durante il periodo estivo.

Channel Islands: il Parco Nazionale e tanto altro da vedere

Channel Islands e il Parco Nazionale sono un angolo della California dove la natura è ancora incontaminata, situati a poche ore di viaggio da Los Angeles, abitati da aquile testabianca, squali e leoni marini. E in primavera vedono il passaggio di orche e balene.

Le Channel Island sono situate a poche ore di viaggio dalla caotica Los Angeles e sono un angolo di California dove la natura è incontaminata e dove l’uomo non è ancora l’animale dominante. Le otto isole che compongono l’arcipelago, di cui cinque fanno parte del Parco Nazionale delle Channel Islands, offrono ospitalità a grandi predatori del cielo e del mare, come l’aquila testabianca e il leone marino. Del parco fanno parte anche 100.000 ettari di fondali protetti in cui vivono squali e delfini, e che in primavera e in autunno vedono il passaggio di orche e balene. Le Channel Islands sono un’ottima destinazione anche per chi, dopo aver oziato in spiaggia, non disdegna un po’ di movimento. Tra le attività che si possono praticare ci sono le immersioni, lo snorkeling, il kayak e il trekking, ma vi è anche la possibilità di scoprire gli angoli più nascosti dell’arcipelago con un’escursione in barca. Le Channel Island offrono dunque un contatto diretto con la natura, anche se non sono adatte a tutti. Per proteggere un ecosistema delicatissimo, le autorità hanno deciso di vietare la costruzione di hotel e resort. L’unica possibilità di pernottamento è quella offerta dai campeggi, tutti molto essenziali, che si trovano sulle isole dell’arcipelago. In totale i campeggi del parco nazionale possono ospitare meno di 200 persone al giorno. Se volete pernottare sulle Channel Islands, dovrete dunque prenotare con largo anticipo.

Da Santa Cruz a San Miguel

Provenendo dalla costa della California, i primi tre isolotti che si incontrano sono quelli di Anacapa. Gli isolotti di Anacapa hanno un aspetto selvaggio e sono un’ottima meta per chi vuole praticare un po’ di snorkeling. L’isola successiva, quella di Santa Cruz, è la più grande dell’arcipelago, oltre ad essere una delle più belle. A Santa Cruz troverete splendide spiagge di sabbia e scogliere che cadono a picco sul mare. Vi è inoltre un sistema di grotte marine che può essere visitato in canoa. A Santa Rosa, invece, potrete trascorrere intere giornate facendo trekking nell’entroterra, cercando di avvistare una delle 200 specie di volatili che vivono sull’isola. Se visitate Santa Rosa all’inizio della primavera, provate a scrutare il mare: con un po’ di fortuna potrete assistere al passaggio di orche e balene. La più selvaggia delle Channel Islands è l’isola di San Miguel, che è anche la più occidentale dell’arcipelago. San Miguel è famosa peri leoni marini e per la sua impressionante foresta di caliche. L’isola può essere visitata da un massimo di 30 persone al giorno, ma a dire il vero i visitatori sono molti di meno, poiché in un anno raggiungono a stento le 200 unità. La quinta isola dell’arcipelago, quella di Santa Barbara, si trova un po’ più a sud, sul confine meridionale del parco. La fauna di Santa Barbara è composta da leoni marini e da decine di specie di volatili.

Cosa vedere a Livorno in un weekend

Livorno è una cittadina situata sulla costa della Toscana dal fascino nascosto.

Questa città è stata governata nella storia da famiglie importanti, come i Visconti e i Medici; questi ultimi la trasformarono in uno dei porti principali della regiome. Verso il 1600 Livorno fu proclamata porto franco dai granduchi di Toscana: tutti avevano accesso alla città senza discriminazioni politiche o religiose. Arrivarono molti ebrei che resero la città molto ricca. Con l’Unità di Italia, vennero aboliti tutti i privilegi doganali e Livorno iniziò il suo declino.

A livello territoriale non mostra alcuna particolarità, non ha un fiume principale o rilievi predominanti; purtroppo, dopo la seconda guerra mondiale buona parte dei edifici antichi, andò distrutta. Oggi non rimane molto ma quello che c’è, è molto interessante.

Spettacolare e di una eleganza raffinata, è la Terrazza Mascagni (in foto), una passeggiata sul lungo mare; caratteristiche di questa Terrazza sono le maioliche alternate bianche e nere che ricordano una scacchiera e le sue balaustre ricche.

Il Duomo, anche se fu ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, ricalca il modello originale della fine del 600; il soffitto è ancora quello originale e affascina per i suoi magnifici intagli sul legno.

A Livorno non può mancare una visita alla Fortezza Vecchia con la caratteristica pianta pentagonale; i suoi tre bastioni hanno un fascino insospettabile, soprattutto quello de La Canaviglia su cui poggia un palazzo voluto dai de’ Medici.

Al centro della città, a piazza Micheli si può vedere la statua dei Quattro Mori: quattro statue in bronzo incatenate.

Piacevole è la passeggiata nella Nuova Venezia, un caratteristico quartiere che in qualche modo ricorda la città veneta; piena di canali e architetture veneziane del 600, è molto romantico.

Per uno shopping alternativo, ci si può dirigere verso il Mercatino Americano in piazza XX Settembre, dove chincaglierie e oggetti strani di origine americana e giapponese vi divertiranno e forse stupiranno.

Livorno è un porto e una località balneare e come tale è una città abituata all’andirivieni di turisti e persone in cerca di divertimento. Gli hotel a Livorno sono per tutte le tasche e non sarà difficile trovarne uno vicino a qualche luogo di interesse; delle offerte hotel si trovano facilmente anche in internet nei siti specializzati o in qualche blog per viaggiatori.

Non si può andare a Livorno senza provare la sua cucina tradizionale. Il “cacciucco” è forse il piatto più noto: una zuppa di pesce molto agliata e molto saporita con una base di pane abbrustolito… Ottima! Come secondo piatto, sono davvero buone le triglie alla livornese, ovvero adagiate su un letto di pomodoro, aglio e prezzemolo. Per chiudere il pasto degnamente, chiedete un “ponce”, un miscuglio di caffè, rum e scorzetta di limone: vi rimetterà al mondo.

Livorno è una città italiana particolare e davvero unica.

Cosa vedere in Michigan

Il Michigan è uno stato degli U.S.A non molto famoso. Insomma non è come dire California, Texas o Florida, e se indubbiamente il nome l’abbiamo sentito tante volte in TV in film e telefilm, non abbiamo nella testa qualcosa che caratterizzi il Michigan.

A quanto pare dovremo ricrederci, perchè questo Stato sembra pullulare di luoghi stregati, case infestate da fantasmi ed edifici pullulanti di attività paranormale. Se siete amanti degli Stati Uniti d’America e di certo tipo di emozioni e volete sentirvi degli autentici Ghostbusters (a non volgari “acchiappafantasmi”) una capatina in Michigan non vi farà male. Tantissimi sono i gruppi investigativi ed i tour operator specializzati in visite a luoghi fantasmagorici. E che sia ben chiaro non stiamo parlando solo di tipiche villette in stile vittoriano, ma anche di vecchie fortificazioni risalenti alla guerra di Secessione Americana, Fari sulle rive del grande e gelido lago Michigan, cimiteri cristiani, fabbriche abbandonate e corpi di nativi americani che chiedono vendetta. C’è da dire che anche il clima abbastanza freddo e piovoso della zona (siamo di fronte al Canada) contribuisce a creare atmosfere cupe e tetre.

Ovviamente per riprendervi dagli spaventi c’è altro da fare: le bellezze naturali della zona sono indubbiamente meritevoli di più di una escursione e d’estate le rive del lago offrono gradevoli spiagge al turismo balneare. Stavamo però parlando di fantasmi:  lo Stato, essendo pieno di luoghi abbastanza teatro di avvenimenti storici ha statistiche di manifestazioni paranormali molto alte.

Molti sono i gruppi di ricerca o quelli turistici che organizzano visite guidate notturne (speciali sono quelle della notte di Halloween) in cui decine di persone, sia residenti nello Stato sia visitatori da fuori, visitano i luoghi più terrificanti del Michigan.

Qualche nome? Beh abbiamo il Faro di Seul Choix, chiamato “il faro stregato” poichè da decenni si sentono passi, si aprono e chiudono porte e finestre, all’improvviso si spande odore di fumo di sigaretta ovunque, gli oggetti si muovono, le luci si accendono…stesso copione dei film horror, eventi che nel Michigan si ripetono in altri luoghi famosi per gli amanti del brivido come Fort Wayne, un forte del 1800 in cui ancora oggi si vedono ogni tanto ombre in uniformi del secolo scorso e si sentono spari di fucile nella notte, o la Felt Mansion, una casa in cui i due proprietari Mr e Mrs Felt, seppur morti nel 1920, hanno deciso di rimanere in eterno terrorizzando chi ha il coraggio di entrare.

Molti di questi tour offrono inoltre istruttive parentesi storiche, architettoniche, naturalistiche sui luoghi che si visitano e molti altri insegnano le basi dell’investigazione di fenomeni paranormali, niente paura quindi si tratta di tour professionali, istruttivi anche se ad alto contenuto di adrenalina. Non sarete certo in balia del solito gruppo di ragazzi americani ubriachi dei film horror, con il palestrato che cade dalle scale, il ragazzo di colore che sparisce misteriosamente e la biondina stupida che rimane l’unica viva alla fine!

Un’ultima cosa: i fantasmi non sono assicurati al 100%.

 

Cefalonia: un’isola da visitare e scoprire

 

Il nome di Cefalonia evoca immediatamente gli spettri della II Guerra Mondiale, ma l’isola è ormai una delle mete più popolari della Grecia. Merito del suo mare e alla sua vita notturna. In viaggio da Lassi a Fiskardo

Nella storia militare italiana non vi è episodio più tragico, e allo stesso tempo più eroico, dell’eccidio di Cefalonia. Era il settembre del 1943 e i tedeschi, che presidiavano l’isola greca insieme ai soldati del Regno d’Italia, divennero nostri nemici in seguito all’armistizio firmato dagli italiani con gli anglo-americani. Il generale Gandin decise di chiedere ai suoi soldati il comportamento da tenere con i tedeschi, che reclamavano l’immediato disarmo degli italiani. I nostri soldati, al grido di “Guerra ai Tedeschi!”, decisero di non arrendersi. Dopo una settimana di combattimenti e un’altra di fucilazioni, dei quasi 10.000 soldati italiani ne sopravvivevano appena 163.

Il nome di Cefalonia evoca ancora oggi gli spettri della II Guerra Mondiale, anche se nel frattempo l’isola del Mar Ionio si è trasformata in una piacevole meta turistica. I tedeschi continuano ad essere massicciamente presenti, ma non vestono più le divise del Terzo Reich: indossano semmai un paio di bermuda, ed affollano, insieme ad inglesi ed austriaci, le spiagge che si trovano intorno a Lassi. Di italiani, invece, se ne vedono pochi. I numeri delle presenze di nostri connazionali a Cefalonia sono inconsistenti se confrontati a quelli di altre isole greche.

Isola di Cefalonia: Lassi e Leivatho

La zona più turistica dell’isola è quella di Lassi, situata ad un chilometro dal capoluogo Argostoli. Nonostante siano prese d’assalto dai bagnanti inglesi, le spiagge di questa parte della costa di Cefalonia conservano ancora il loro fascino e sono l’ideale per chi è in cerca di un po’ di svago. A Lassi vi sono diversi locali notturni e chi ne ha voglia può fare l’alba trascinandosi di bancone in bancone. Sono invece più tranquilli i centri che si trovano nei pressi di Leivatho, a sud di Argostoli. Questa parte dell’isola è più adatta alle famiglie e alle coppie in cerca di relax, che potranno godere di spiagge incantevoli e quasi mai affollate. Molto tranquilla è anche Paliki, la penisola occidentale di Cefalonia in cui si trovano le splendide spiagge di Xi e di Petani.

Fiskardo, l’altra parte di Cefalonia

Dall’altra parte dell’isola vi sono Sami, dove attraccano i traghetti provenienti da Bari e da Brindisi, e Erisos, la penisola separata da Itaca da uno stretto canale. Nei pressi di Erisos si trova Fiskardo, località adatta a chi viaggia con un budget di spesa medio-alto. E’ qui che, negli Anni 70, facevano scalo gli yacht dei magnati italiani ed europei, che trasformarono Fiskardo in una località alla moda. Oggi la cittadina continua ad essere molto affollata, e vale una visita per gli splendidi e pittoreschi edifici del centro storico.