Monthly Archives: aprile 2018

Ibiza: cosa vedere sull’isola della trasgressione

Ibiza, l’isola della trasgressione… e non solo! Bella di giorno, fantastica la notte!!

L’isola è conosciuta prevalentemente per le sue discoteche, le serate e la trasgressione che si concetra così in pochi altri luoghi. In realtà è una località marina molto carina. Ci sono calette magiche come Cala d’Hort, presieduta dall’isolotto di es Vedrà; altre di bellezza singolare come le Platges de Comte, angoli poco frequentati, come Pou des Lleó e spiagge grandi e familiari come Platja d’en Bossa o Es Figueral. Le spiagge di Les Salinas ed Es Cavallet si trovano in zone naturali protette, con un sistema di dune di grande valore ecologico. Le spiagge dell’isola spiccano per la loro bellezza e per le acque turchesi e trasparenti, grazie alla Posidonia Oceanica, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Al loro valore ecologico e ambientale uniscono la possibilità di trovare nei loro pressi reperti di civiltà passate, come nel caso del paese fenicio di Sa Caleta e delle antiche torri di difesa sparse per tutto il litorale. Inoltre nella maggioranza delle spiagge è possibile praticare ogni tipo di sport nautico.

La capitale, Ibiza, mantiene un centro storico con case bianche e strade strette affollate, su cui si affacciano negozi che offrono gli articoli più stravaganti, i mercatini, i bar che servono la Yerbas: il liquore tipico a base di erbe che crescono sull’isola, i ristoranti che propongono una cucina a base di pesce e frutti di mare.  Con la sua cinta muraria, vicoli e monumenti come il Castello o la Cattedrale è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. La città accoglie anche le principali istituzioni dell’isola e offre numerosi servizi a viaggiatori e residenti, come ospedali, porto sportivo o zone commerciali. Il Barrio de La Marina, il Paseo de Vara de Rey o la Plaza de Vila sono alcuni dei centri nevralgici della città, piena di vita. Dispone anche di interessanti musei, come quello Archeologico o quello di Arte Contemporanea, e importanti zone storiche, tra cui: la necropoli di Puig des Molins e gli antichi sistemi di irrigazione conosciuti come ‘Portals de Feixa’.

Tutta l’isola è ben collegata, sia di giorno che di notte, da una linea di autobus per il centro città. In alternativa trovate i taxi, abbastanza economici se si viaggia al completo!

I prezzi per il soggiorno sono modici, si trovano tutte le soluzioni.. dall’appartamento all’albergo o al villaggio. Certo è che ogni età a Ibiza ha il suo perchè!! Io me la sono goduta col senno dei vent’anni! Ciò non toglie che ci si possa andare con figli o con un età diversa.

Dove andare a mare in Croazia: idee per spendere poco

La Croazia è un posto bellissimo per andare a mare e per il suo patrimonio culturale. Potete optare per la costa o per le isole Kornati  ma in ogni caso non rimarrete delusi. Noi abbiamo optato per l’autostrada interna che evita il traffico turistico della costa. Nessuna prenotazione in quanto avevamo sentito parlare del fatto che la Croazia è famosa per le Zimmer (stanze) e vi assicuro che è praticamente impossibile non trovarne una libera, anche ad agosto! Troverete cartelli ovunque!! Anche perché a volte potete trovarvi a dormire direttamente in casa di una famiglia dove, avendo una stanza in più, la offrono senza problemi al turista!!! Si può dormire tra i 10 e i 30 euro a notte a persona, attenzione che la colazione nella maggior parte dei casi è esclusa.

Bisogna considerare che su quasi tutta la costa è difficile trovare sabbia perché è prettamente rocciosa e ciotolosa. Il mare è meraviglioso e il cibo è davvero prelibato!!!

Più si scende più il turismo italiano è ridotto. Parlano praticamente tedesco e poco inglese! Mentre verso nord la nostra lingua è abbastanza in uso.

Consigliamo assolutamente di fare delle grandi abbuffate di pesce. Ristoranti dove con 10-15 max 20 euro vi faranno davvero assaporare le prelibatezze culinarie della loro terra. Anche la carne non è affatto male! Attenzione all’aglio e la cipolla!!

Arrivati a Spalato prima attraversata per l’isola di Brac, nota per la spiaggia di Bol, lunga lingua di sabbia  che si sposta in base all’alta/bassa marea. Qui il turismo è meno d’assalto rispetto al nord della Croazia!

Seconda isola, Isola di Hvar, rinomata per le sue acque cristalline e la sabbia fine.

Torniamo sulla terra ferma con tappa a Primosten, un tempo isola, ha conservato l’atmosfera e tutte le caratteristiche architettoniche tipiche del borgo medievale di mare tipico del Mediterraneo. Il paese è dominato dalla chiesa di S. Giorgio, sorta sul punto più alto dell’isola di un tempo.

Qualche giorno di riposo e via di nuovo in viaggio verso le isole di Pag, Rab e Krk.

  • Isola di Pag. Il mare è stupendo, limpido e ricco di pesci con dei bei fondali (ricorda la Sardegna e la Calabria). La cittadina è molto tranquilla: per chi ama Ibiza sicuramente non è il posto giusto!!!!
  • Isola di Rab. Si trova sia la spiaggia di ghiaia che di sassi dove il mare è più profondo e più limpido. Noi qui sabbia non ne abbiamo vista!!! In ogni caso l’isola è molto carina, il turismo chiaramente si comincia a far sentire.
  • Isola di Krk. La zona turistica di Baška è molto famosa. Offre una baia protetta tra le montagne, la “spiaggia” (di sassi) è molto vasta ed il mare è incredibilmente bello e trasparente. Qui la cittadina è molto viva anche di notte, ricchissima di ristorante, bar e divertimenti.

 

Piccoli consigli: Per la spiaggia è meglio munirsi di scarpine di gomma in vendita ovunque e di materassino.   Se scegliete la soluzione in appartamento e andate in macchina, cercate di portarvi più cose possibile da casa, per evitare di doverle comprare nel supermercato.  In breve, mi sento di consigliare questa destinazione soprattutto alle famiglie o alle coppie.

 

Diversamente, potrete scegliere Fasana, nella zona istriana, piccolo porto di pescatori adatto alle famiglie, oppure potrete scegliere Sebenico, cittadina ricca di storia non troppo distante dal mare.

Deserto del Gobi: cosa vedere e come organizzare il viaggio

Il Deserto del Gobi è un immenso deserto asiatico che si sviluppa a metà tra la Mongolia meridionale e il nord della Cina.

La Mongolia è un paese affascinante non solo per la popolazione, dedita alla tradizione e alle loro usanze, ma anche per gli infiniti paesaggi desertici e rocciosi, quelli dominati dalle interminabili steppe o dai boschi più a nord. Ci siamo stati l’estate scorsa con un gruppo di persone che hanno deciso come me di intraprendere questo pazzo viaggio per il Deserto del Gobi grazie all’organizzazione di Amitaba. Stranamente abbiamo trovato molta pioggia che ha reso il viaggio di difficile percorrenza, ma rendendolo più avventuroso ed entusiasmante che mai, ci ha donato sicuramente dei momenti indimenticabili nel fango a spingere i nostri due amati wazz (vecchi furgoncini, simili a quelli degli hippie, ma da guerra, lasciati dai russi dopo le purghe russe degli anni ’30) guidati dagli abilissimi e amatissimi Ghirlè e Moghi.

Gli spazi sconfinati del Deserto del Gobi aprono la mente alla riflessione e certe volte ad una solitudine diversa da quella a cui siamo abituati in Italia; qui ti senti solo per il rapporto che hai con il mondo circostante, gli orizzonti sembrano inavvicinabili e neanche tangibili, tutto appare lontano e tu come uomo ti senti solo in balia della natura, del deserto. Ogni tanto si hanno spiragli di vita, in giro per il deserto si possono incontrare intere famiglie nomadi che si spostano in base alla stagione, calda o fredda, con la loro gher e il bestiame: capre, cavalli o cammelli. Con questi animali producono latte, panna, formaggi e sono il principale mezzo di sostentamento per i nomadi, che tra l’altro ne mangiano la carne, preferendo il grasso, a differenza da noi i mongoli non mangiano verdure (i nostri autisti sono stati più che chiari su questo punto). È usanza fermarsi ad ogni gher in cui ci si imbatte, tutti devono entrare e il capo famiglia offre pane, latte salato con the, panna (buonissima), formaggi e qualcuno anche vodka (l’ho provata ed era molto buona), tabacco da sniffo, e altre pietanze; tutto “home made” da loro.

Usciti dalla vallata di un canyon ecco davanti a noi le prime e ultime dune del viaggio. Una vista incredibile.

Vagando per il deserto ci si imbatte negli ovo, montagne di pietre dedicate ad una divinità buddista, si riconoscono grazie a dei tessuti azzurri color cielo, altri bianchi color latte e altri ancora rossi, gialli, verdi. È importante sapere che il deserto in Mongolia è roccioso, solo in un luogo preciso potrete trovare le dune di sabbia come nel Sahara. Se ci andrete sappiate che dovrete “scalare” una duna e vi consiglio di prendere, per esperienza, la salita meno pendente anche se più lunga, sulla sabbia un passo avanti sono tre passi indietro, non è un modo di dire. A piedi nudi fino alla cima della duna, qualche foto con la gopro (sconsigliate macchine fotografiche normali per la sabbia e per la fatica a salire) e ammirando il paesaggio circostante si vede una totale differenza: un versante è di deserto sabbioso e l’altro di deserto roccioso. Quando è il momento di tornare, giù di corsa verso valle e, parola mia, sembra di volare. Saltellando con una leggerezza mai percepita e ammortizzando ogni salto con la sabbia si arriva alla macchina senza problemi, in pochi minuti.

Ora, vi chiederete, ma perchè andare in Mongolia, a Luglio, durante le vacanze, quando potreste andare ai Caraibi o chissà dove? Per i seguenti 5 motivi:

  1. Amate viaggiare (ovvio), esperienze nuove, ecc.. .
  2. Siete stanchi del cemento.
  3. Siete stanchi delle idiozie della gente e volete un po di introspezione.
  4. Volete vivere un’avventura (fidatevi).
  5. Volete vedere un cielo notturno di quelli che solo nei cartoni animati riuscireste a vedere: nero, pieno di luccichi e di stelle che non scorgereste ad occhio nudo neanche nella zona più buia d’Italia. Il buio più totale intorno alla vostra tenda si schiarisce con la luce del cielo e l’orizzonte quasi si confonde con il buio della notte, neanche una luce, una voce o un suono.

Il popolo mongolo è speciale, è un popolo dedito alla tradizione e al suo mantenimento. Basti pensare che nel ’24, con le purghe staliniane, la Mongolia è stata invasa dai russi e dopo il ’38 dei 200 templi buddisti ne rimasero una ventina. I monasteri buddisti al tempo erano un importante centro di potere politico, culturale e religioso e i russi per rinnovare la cultura verso il nuovo e quindi avere meno ostacoli li distrussero. È grazie a persone che hanno sacrificato la loro vita per custodire questi saperi che oggi possiamo ammirare il museo dedicato a Danzan Ravjaa a  Sainshand. Quest’uomo era un medico, poeta, insegnante di musica, danza e scienze, autore di opere teatrali, pittore e fu anche l’ideatore e il fondatore del centro energetico a noi conosciuto come Shambala. Egli affidò i suoi cimeli ad uno dei suoi discepoli che ne divenne il custode. Quest’ultimo con l’arrivo dei russi sottrasse di notte pian piano tutte le reliquie e le nascose sotto terra. Dopo la rivoluzione e l’arresa dei russi il nuovo custode le dissotterrò (da 60 bauli se ne hanno 20) e ne fece un museo. Questo museo ora si pone come centro di riferimento per il rinnovo della cultura mongola e ha l’obiettivo di riportare questo luogo alla sua antica funzione: l’istruzione. Era luogo di destinazione per diverse culture, giungevano qui perfino americani e inglesi.

Il buddismo ha un ruolo fondamentale in Mongolia, soprattutto i monasteri. Il tibetano è una lingua sconosciuta ai mongoli, ad eccezione dei monaci, e i testi buddisti sono interamente scritti in tibetano, motivo per cui i mongoli sono soliti fare offerte in cambio di preghiere.

Vorrei raccontarvi di più ma questa voleva essere una breve introduzione sul mio viaggio in Mongolia e su ciò che abbiamo visto, imparato e vissuto.

 

Appenino Tosco Emiliano: 5 cose assolutamente da vedere

L’appennino Tosco Emiliano divide l’Emilia dalla Toscana e dalla Liguria ma è un territorio storicamente ricchissimo. 

La prima cosa da fare è andare in direzione Riolo Terme, graziosa cittadina ricca di testimonianze del suo passato medievale e Rinascimentale. punto strategico per girare e scoprire le meravigliose colline emiliane.

Trovate un grazioso alberghetto a conduzione familiare dove la cena con prodotti tipici e organizzate una giornata da dedicare alle terme. Gironzolate tra le colline e assaporate i colori che vi offrono e che rendono il tutto ancora più suggestivo!

Sicuramente Brisighella è un borgo medioevale da non perdere, con il suo affascinante centro storico, con le sue tradizioni enogastronomiche. Si adagia ai piedi di tre caratteristici pinnacoli rocciosi, su cui poggiano rispettivamente la Torre detta dell’Orologio, il Santuario del Monticino e la Rocca. A disposizione in paese un trenino che vi porta su tutti e tre i cucuzzoli! Famosa l’antica via “Degli asini” da cui si scorge tutto il borgo! Ovviamente le Chiese e i parchi non sono da sottovalutare! Non sono rare, infine, le fiere enogastronomiche dove olio, vino e prodotti locali la fanno da padrone.

Lasciate Brisighella con direzione Russi, vivace e antico centro le cui tracce di diverse epoche storiche si fondono in un’armoniosa veduta di insieme: edifici religiosi, musei insoliti di grande valore, pievi immerse nel verde della campagna circostante.

Carino è il centro di Lugo, vivace meta di vacanza, con i suoi edifici storici e “viaggio” eno-gastronomico.

Per finire una sosta a Casola Valsenio, dove molteplici ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti o di stazionamenti estruschi e gallici nelle zone più fertili del fondo valle.

Questa è una zona dove le passeggiate immersi nella meravigliosa natura e le terme fanno rigenerare corpo e mente, soprattutto se le abbinate poi a un buon piatto tipico!!

E se volete allungarvi di poco, fate una passeggiata per il centro di Imola con la sua bella piazza e i suoi portici ricchi di negozi!!!

Vacanze in Calabria: dove andare e i posti con le spiagge migliori

La Calabria è un territorio che offre tante possibilità, si può raggiungerla in auto attraversando tutto lo stivale, oppure in traghetto sino a Villa San Giovanni (porto di Reggio Calabria) o ancora in aereo, dove poi affittare un’auto o una moto in modo da essere completamente liberi di decidere cosa vedere e dove fermarsi a proprio piacere.

Offre ospitalità per ogni gusto e tasca, da hotel di lusso a piccole pensioni, molte le case ed appartamenti da affittare, oppure consigliamo di organizzare le prenotazioni strada facendo in B&B o campeggi, magari programmando sole le prime due/tre notti e poi spazio alla fantasia….

Il tour inizia costeggiando il mar Tirreno, arrivando fino a Reggio Calabria e risalendo la Costa Jonica, dopo aver lasciato alle spalle la tanto famigerata Autostrada Salerno-Reggio Calabria si arriva alla prima tappa:

Costa dei cedri: la vacanza a mare all’insegna del relax

Praia a Mare e San Nicola Arcella

Praia a Mare è una località balneare molto importante per le strutture turistiche che offre direttamente di fronte all’Isola di Dino, le spiagge di sabbia sono attrezzate con stabilimenti balneari che offrono anche la possibilità di raggiungere l’isola con gite organizzare per far visita alle grotte. Noi vi consigliamo di noleggiare canoe e pedalò che danno la possibilità di raggiungere il largo per un tuffo “solitario e rinfrescante” ed entrare nelle grotte alla scoperta delle trasparenti acque azzurre.

Il centro storico offre locali di ogni genere per trascorrere una piacevole e divertente vacanza, da non perdere un buon gelato e una cena di pesce.

 

Una veloce sosta a San Nicola Arcella è d’obbligo per poter vedere una delle baie più belle della Calabria, la piaggia dell’Arco Magno, raggiungibile dal litorale in Loc. Marinella (fate attenzione se dovete parcheggiare, la Polizia Locale è sempre allerta!!!!), anche qui esistono gite organizzate con barche del posto, ma vi assicuriamo che con una buona nuotata o con una canoa potete raggiungere la baia da soli ed in questo modo potrete farvi un bel bagno nelle acque cristalline.

Fuscaldo e Guardia Piemontese

Qui si incontra la Calabria che uno si aspetta, si lasciano alle spalle borghi e cittadine più rinomate come Cirella e Diamante, da ricordare per il famosissimo Festival che si svolge tutti gli anni nel mese di settembre, una manifestazione a livello mondiale durante la quale sua maestà il Peperoncino Calabrese sarà al centro di tante occasioni di incontro con rassegne cinematografiche, teatrali ed ovviamente tante opportunità culinarie per imparare ad apprezzarlo in ogni portata.

Ma tornando a Fuscaldo, il territorio è brullo con un senso di “abbandono” alla proprio terra ed alla propria gente, con piantagioni tipiche della zona e tanti allevamenti, e poi c’è sempre il mare, che cambia il suo colore in base all’ora della giornata, ma che non tradisce ogni aspettativa. Le spiagge sono lunghe e quasi interamente libere, gli spazi sono ampi e la tranquillità rende la giornata indimenticabile.

Guardia piemontese è un piccolo borgo posto sulle prime colline della Sila, sembra controlli il territorio sottostante sino ad arrivare al mare, vi si trova anche un centro termale nulla a che vedere con una SPA moderna, ma che per posizione e servizi non ha nulla da invidiare a centri benessere a 5 stelle.

La Costa Viola

Tropea

Tropea è probabilmente la località turistica più famosa di tutta la Calabria, oggi ha circa una popolazione di 7000 abitanti che in estate si quadruplica.

Durante la stagione estiva tutto il centro ed il lungomare sono chiuse al traffico, dando la possibilità di godere del mare dei tantissimi negozi, oltre a tantissime possibilità di ristorazione dallo street food a ristoranti di qualità.

Da visitare la Chiesa di Santa Maria dell’Isola costruita su un promontorio roccioso, che si raggiunge con una bellissima scalinata panoramica; il Duomo che conserva al suo interno la grande icona della Madonna della Romania rimasta intatta nonostante due bombardamenti e i sismi che hanno segnato questo territorio.

Le spiagge si raggiungono facendo delle lunghe scalinate, ma vi assicuriamo che ne vale la pena, da non dimenticare il tramonto dalla balconata posta alla fine di Corso Vittorio Emanuele.

Altre località nei pressi di Tropea da non dimenticare sono: Briatico, Ricadi, Capo Vaticano, e

Pizzo

Un borgo arroccato sul golfo di Sant’Eufemia, non c’è un giro consigliato, basta girovagare per i vicoli ed arrivare a Piazza della Repubblica come meta finale e dove dovrete concedervi un ottimo Tartufo di Pizzo (che oggi viene proposto in diversi gusti, ma vi consigliato il tradizionale alla crema e cuore di cioccolato), con visita obbligata al Castello Murat, dove dalla sua terrazza si domina la marina.

Nei Pressi di pizzo si trova la Chiesetta di Piedigrotta, per risparmiare fate il biglietto abbinato all’ingresso del Castello Murat. L’acceso alla chiesetta si fa imboccando il sentiere per la spiaggia e dal suo interno sarete accolti da tante figure scavate nella pietra che rappresentano diversi momenti della vita santa.

Si continua a scendere verso sud, sino a raggiungere….

Reggio Calabria

L’antica Rhegion greca è la città più importante della Regione Calabria, forse anche più famosa dello stesso capoluogo Catanzaro. Oggi è per così dire un cantiere aperto, la sua trasformazione non è ancora completata, tutto ha inizio con la sistemazione del lungomare avvenuta nell’anno 2000, una sorta di lunga balconata con affaccio sullo stretto. Assolutamente da non perdere!!!! Già definito da gabriele D’Annunzio il chilometro più bello d’Italia.

Una bella passeggiata tra le palme e gli alberi secolari mangiando un favoloso gelato, vale la visita della città.

Da non perdere anche il Museo Archeologico Nazionale, posto all’estremo nord di Corso Garibaldi, per vedere pochissime opere tra le quali spiccano i perfetti Bronzi di Riace. A nostro avviso il museo è un po’ disorganizzato e molto povero di opere, per questo armatevi di tanta pazienza. Tra i palazzi in stile liberty, costruzione greche e romane a fare da cornice a Corso Garibaldi, si trova il Castello Aragonese e dopo pochi passi vi troverete davanti al duomo della Città, con una facciata appena ripulita e restaurata, che mette in risalto l’epoca di costruzione e la brillantezza del bianco su cui riflette il sole. L’interno del Duomo è particolarmente povero che evidenzia quanto sia più importante la genta che lo riempie ad ogni funzione che i mille dipinti o decori che potrebbe raccogliere.

Dopo la visita puramente culturale Reggio racchiude anche mille possibilità di divertimento, shopping e con tantissime possibilità di ristorazione, da quella povera da strada a raffinati ristoranti sul lungomare o addirittura sulla spiaggia.

Lasciando la città alla spalle iniziamo la risalita della costa Ionica ed immediatamente si capisce che da queste parti è ancora viva la vita “povera” e con basi legate alla famiglia ed al lavoro nei campi. Il mare non ci abbandona ed il suo colore blu intenso fa da guida ad ogni turista, si macinano chilometri sino ad arrivare al piccolo borgo di Davoli posto a circa due chilometri da Soverato, meta molto più turistica e confusionaria.

Davoli e la costa Jonica

Come la maggior parte dei comuni calabresi si divide tra “Davoli”, il borgo nell’entroterra, e “Davoli marina o lido”, che è la parte con affaccio sul mare. Vale sempre la pena un giro anche nei borghi interni dove si può immergersi nella vita dei residenti toccando con mano le realtà contadine.

Con brevi tragitti in auto si raggiungono le spiagge più suggestive che elenchiamo e che vale la pena visitare: Badolato, Montepaone, Pietragrande, Caminia, Punta di Staletti, Lido di Squillace. Ogni spiaggia è dotata sia di stabilimenti balneari organizzati sia di ampie porzioni di aree libere. L’unico impiccio è il parcheggio, il nostro consiglio è quello di noleggiare un motorino che vi permette di raggiungere anche le calette più nascoste.

 

Per concludere, un ultimo motivo per visitare la Calabria è il cibo, perché oltre a portarvi a casa il ricordo del mare turchese, delle infinite spiagge, delle numerose chiese, delle spine dei fichi d’india, del colore rosso intenso dei peperoncini … sicuramente avrete anche qualche chilo in più di pancetta!!!!

Casola in Lunigiana: il paese castello dei Malaspina

Casola in Lunigiana è un comune della provincia di Massa Carrara. Il nome Casola deriva dal romano “Casuli” e si trova su uno sperone roccioso che domina sui torrenti Aulella e Tassonaro. Tra le più antichi tradizioni della Lunigiana c’è il fenomeno delle statue-stele.

La storia del popolo lunigianese e le tradizioni di questo splendido territorio sono custodite nel cuore del borgo di Càsola, dove un museo raccoglie oggetti e memorie del passato.

Il paese sorge presso il corso dell’Aulella, sulla statale della Garfagnana. Castello dei Malaspina, ceduto in seguito al dominio di Lucca, esso conserva resti della doppia cinta muraria, mentre un torrione difensivo svetta isolato nella piazza, sotto la più recente veste di campanile.

Di grande fascino è il contesto urbanistico, ricco di antiche abitazioni riferibili ai secoli XV e XVI. Spiccano dimore tipiche della Lunigiana, accanto a strutture con terrazza coperta sul modello garfagnino.

Il Museo del territorio dell’Alta Valle Aulella, situato in centro, offre un viaggio nella cultura e nel folklore locale. In particolare, la sezione archeologica documenta le fasi del popolamento preistorico e il fenomeno delle statue-stele. Vengono inoltre narrati usi e costumi del mondo contadino, con un vasto repertorio di oggetti d’epoca. I temi della religiosità popolare e della vita domestica trovano ampia trattazione nei loro aspetti più significativi.

La visita prosegue lungo l’itinerario didattico nel nucleo antico e nel Parco Archeologico delle statue-stele.

Chi desideri apprezzare la bellezza del posto nelle atmosfere del tempo che fu può recarsi in paese durante i mesi estivi, quando il borgo è inserito nella Via dei Mercati

Atene: guida turistica alternativa per viaggiare consapevolmente

Atene è la capitale della Grecia ed è, a tutti gli effetti, il suo cuore storico. La città è piena di storia, arte e filosofia ma, oggi, oltre ad avere tantissimi luoghi di interesse, è anche una città moderna dove divertirsi e trascorrere del tempo.

Sbarcare a Patrasso dopo 33 ore in nave è davvero una bellissima sensazione. Dopo tanto navigare, toccare la terra ferma è un pò come raggiungere un traguardo e le emozioni si intensificano quando il traguardo è stato immaginato a lungo ed assume anche qualche sfumatura in più, regalata dal nostro sognare.

Patrasso è il porto d’arrivo di numerose navi provenienti dall’Italia; da qui hanno solitamente inizio i viaggi verso la Grecia ed è qui che ha inizio anche il nostro tour alternativo in queste terre.

Se arrivate di notte troverete davanti al porto ancora qualche locale aperto per i viaggiatori on the road che desiderano attendere il primo treno per Atene gustando un piatto di moussaka o di tzatziki.

La stazione dista poche centinaia di metri e collega la città portuale con diverse località della penisola; i treni però non sono frequenti ed occorrerà armarsi di un pò di pazienza se si sceglierà il treno come mezzo di trasporto.

Se sperate di guadagnare qualche ora di sonno durante l’attesa in stazione, sappiate che questo potrebbe venirvi impedito dall’intervento della “polizia turistica”, incaricata di mantenere il decoro all’interno delle stazioni dei treni e della metropolitana, controllando che nessuno resti sdraiato o si stabilisca troppo a lungo in questi luoghi.

L’arrivo ad Atene potrebbe essere sorprendente per coloro che si aspettano di trovare ad accoglierli la maestosità di una tipica stazione principale: saranno invece le pareti in legno e le decorazioni dal tocco decisamente retrò di una piccola e vecchia stazione a contornare il vostro passaggio dal binario alla città.

Se il vostro compagno di viaggio ha esperienza del sud-est asiatico vi confesserà, probabilmente, che l’aria di Atene gli riporta alla mente un vago ricordo di quel mondo. Saranno forse le strade danneggiate, il livello di pulizia carente o l’incredibile numero di taxi che si fermano ad ogni angolo per offrire passaggio ai passanti. O forse semplicemente perché la Grecia, e quindi la sua capitale, sono la nostra porta verso l’Oriente.

Se il confort non è la vostra esigenza primaria, è consigliabile pernottare  in un ostello della gioventù, che oltre alla possibilità di risparmiare, vi offre anche la possibilità di fare incontri interessanti con avventurosi viaggiatori come voi. Se invece preferite soggiornare in hotel, potete trovarne molti in città, e di varie categorie.

Atene è spesso descritta come un’immensa colata di cemento ed in effetti, osservando la città dall’alto di una delle colline circostanti, non si può che essere d’accordo con questa constatazione. Al suo interno, però, la città nasconde angoli interessanti e curiosi scorci da catturare con lo sguardo tra un palazzo in costruzione ed un vecchio edificio, che pare sgretolarsi sotto l’effetto del sole cocente.

Attraversiamo una via costeggiata da bancarelle di ogni genere che ci porta in piazza Monastiraki, piazza che ospita la vecchia moschea, testimonianza del periodo ottomano, oggi museo. Il quartiere in cui è situata la piazza è tra i più pittoreschi della città ed offre splendide viste dell’Acropoli.

Dalla piazza ci spostiamo verso sud, attraversando una zona ricca di monumenti risalenti a diverse epoche, rovine romane, chiese ortodosse, moschee, sempre circondate da costruzioni più recenti, e raggiungiamo finalmente l’Acropoli.

Siamo in uno dei luoghi più importanti della storia occidentale, che ospita, oltre al Partenone, il teatro di Dioniso, il tempio di Atena Nike, il santuario di Zeus Polieus e numerosi altri resti e monumenti che nel complesso sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La descrizione dettagliata la lasciamo agli esperti d’arte, noi, visitatori casuali, ci possiamo permettere di accomodarci su un sasso e stare a contemplare la bellezza del luogo e tutto ciò che tale bellezza può ispirarci.

Regalatevi una sosta abbastanza lunga da poter apprezzare al meglio questo tesoro storico e culturale; per far ciò è vivamente consigliato scegliere le ore meno calde della giornata, possibilmente la mattina presto e se viaggiate d’estate evitate assolutamente la fascia 11.00 – 16.00 poiché il sole estivo potrebbe rendere difficoltosa e poco piacevole la visita.

I quartieri della città sono numerosi ed ognuno porta in se una caratteristica diversa. Da non perdere il centro amministrativo della città, cuore pulsante della vita politica greca, rappresentato dalla piazza Syntagma. A dominare lo spazio c’è l’imponente palazzo del Parlamento, immerso nel verde dei giardini nazionali e rivolto con la sua facciata verso la piazza che ospita il monumento del milite ignoto e le guardie in costume tipico greco a sorvegliare l’entrata.

La Grecia, come sappiamo, non è solo arte e storia, ma anche bellezza naturistica. Lasciamo l’area urbana con la metro che ci conduce fino al porto del Pireo e da li imbarchiamoci in un traghetto veloce verso… beh, a voi la scelta! Il consiglio è quello di evitare le isole più turistiche e di scegliere un luogo tranquillo dove potersi rilassare ed essere a contatto con la Grecia insulare più autentica, come Syros.

Syros fa parte delle Cicladi settentrionali. E’ un’isola dal passato illustre e lo si può facilmente intuire trovandosi di fronte ai monumenti del suo capoluogo: Ermoupolis.

Alcuni l’hanno definita un’isola per famiglie; ciò è vero solo in parte: anche i giovani avventurosi potranno trovare in Syros la meta giusta per godere il mare e divertirsi.

All’arrivo al porto potrete trovare simpatici signori che con un misto di greco ed inglese cercheranno di affittarvi una delle loro stanze: approfittatene! E’ un modo economico e comodo di pernottare da queste parti: gli alloggi sono solitamente situati nei pressi della spiaggia ed i proprietari hanno il piacere di far assaggiare ai loro ospiti i prodotti da loro coltivati.

All’interno dell’isola ci si può spostare con i mezzi pubblici: una navetta trasporta ogni mezz’ora i turisti da Ermoupolis verso la costa ovest e le spiagge di Galissas.

Una volta sistemati avrete modo di approfittare del sole e delle acque cristalline che bagnano le strette spiagge, e d’ammirare tramonti mozzafiato mentre sorseggiate un caffè greco o una granita al limone.

Coloro che avranno il desiderio di prolungare la loro permanenza ed esplorare altre mete hanno l’imbarazzo della scelta. Se una di queste mete è la vicina Turchia è consigliabile attraversare l’Egeo fino all’isola di Chios e da lì spostarsi verso la costa turca, fino a raggiungere Smirne.

Se invece preferite rimanere in terra greca, dirigetevi verso Salonicco e dopo una breve sosta prendete il Treno dell’amicizia che collega Salonicco con Istanbul.

Ma questa è un’altra storia, un altro viaggio, ancora da raccontare!

Ambergris Caye: guida all’isola più grande del Belize

Ambergris Caye si trova accanto alla seconda barriera corallina più lunga del mondo, quella mesoamericana. E’ per questo che è una destinazione particolarmente ambita da chi vuole immergersi, ma sull’isola vi sono anche splendide spiagge e una discreta vita notturna.

E’ situata in uno dei tratti più belli del Mar dei Caraibi e vanta una barriera corallina che è seconda soltanto alla Great Barrier Reef australiana. Ambergris Caye è l’isola più grande del Belize ed offre tutto ciò che ci si aspetta dai territori caraibici: spiagge di sabbia bianca, fondali ricchi di vita e temperature costantemente sopra i 20 gradi. Nonostante il nome di Ambergris Caye non dica quasi nulla ai viaggiatori europei, l’isola è conosciuta e frequentata dai turisti nordamericani da quasi quarant’anni, da quando, all’inizio degli Anni ’70, ha visto l’apertura dei primi alberghi e delle prime guesthouse. Oggi l’industria turistica è il motore economico di Ambergris Caye, che può vantare sistemazioni di tutti i prezzi e di tutte le categorie. Raggiungere l’isola dal Belize continentale non è affatto difficile. Da Belize City, la capitale dello stato centro-americano, ci si può recare ad Ambergris Caye con un’ora di taxi acquatico, o si può optare per uno dei voli che atterrano sulla piccola pista d’atterraggio dell’aeroporto dell’isola. Vi sono voli diretti sia da Belize City, sia dalla città messicana di Chetumal. Ambergris Caye è una striscia di terra che misura 40 chilometri di lunghezza ed appena 1,5 chilometri di larghezza. Le sue spiagge sono suggestive, così come è suggestiva la barriera corallina mesoamericana, che passa accanto all’isola. Si tratta della più lunga barriera corallina dell’emisfero occidentale e di quello settentrionale, nonché della seconda barriera corallina per lunghezza dopo quella australiana.

 

San Pedro e riserve marine

La principale località dell’isola è la cittadina di San Pedro, che è anche il cuore turistico di Ambergris Caye. E’ qui, infatti, che sono concentrati gli hotel, i ristoranti e i diving center dell’isola. Negli ultimi anni San Pedro è cresciuta a dismisura, ma conserva ancora un’atmosfera caraibica, con i suoi edifici dai colori pastello e le locande che servono rum e tequila. Nella cittadina vi è anche una discreta vita notturna, tra qualche locale in cui si balla latino-americano, numerosi bar fronte-spiaggia e un paio di pub sponsorizzati dalla Belikin, la birra locale. A San Pedro vi sono anche alcune spiagge interessanti che si affacciano su un mare particolarmente limpido. Le spiagge di Ambergris Caye sono di sabbia bianca, ma sono anche di origine corallina ed è per questo che passeggiarvi a piedi scalzi potrebbe essere fastidioso. Consigliamo inoltre di affittare l’attrezzatura per immergersi. I fondali che si trovano intorno all’isola ospitano una miriade di specie marine, tra cui l’enorme squalo balena. Nei pressi di Ambergris Caye vi sono due riserve marine interessanti. La prima, quella di Hol Chan, si trova 8 chilometri a sud dell’isola, mentre la seconda, quella di Bacalar Chico, si trova poco più a nord, vicino alla penisola messicana dello Yucatan.

4 motivi per vedere Sorrento

Molti sono i possibili modi di vivere Sorrento, splendido comune della Penisola Sorrentina, a picco sul mare e abbracciato dalla verdeggiante macchia mediterranea. Ecco i nostri 4 motivi per vedere Sorrento.

Perché visitare Sorrento?

1. Mare, spiagge e relax

Sorrento presenta spiagge soleggiate e mare limpido, avrai la possibilità di passeggiare per le caratteristiche vie del centro storico e visitare il Duomo, il Sedile Dominova,il Chiostro San Francesco e gli altri importanti monumenti.

2. La gastronomia locale e i prodotti tipici

Spaghetti, ragù, lasagne, pasta con frutti di mare, fritture di pesce, braciole, torte salate, dolci, babà, struffoli, pastiere: sono tutti piatti tipici della tradizione sorrentina frutto della tradizione degli abili chef locali.

3. Itinerari di trekking

Molti sono gli itinerari consigliati, tra i più caratteristici: l’escursione Nerano-Ieranto, una delle passeggiate più belle che si possano fare all’interno dell’Area Marina Protetta. Al termine della passeggiata si giunge alla spiaggia di Ieranto, che sicuramente è una delle più belle con vista su Punta Campanella e sui Faraglioni di Capri.

 

Il sentiero ha inizio dalla piazzetta di Nerano che conduce alla Marina del Cantone. Iniziata la passeggiata sarà visibile la costa con gli isolotti dei Galli. Il sentiero prosegue fino ad un altro punto molto panoramico, Villa Rosa. Ci si avvicina, dall’alto, alla zona di Mortelalla,raggiungibile oggi solo via mare o anche gli itinerari di trekking che vi porteranno ad esplorare i lungi sentieri panoramici del Monte Costanzo.

4. Escursioni in barca e immersioni

Da Sorrento, alloggiando in un appartamento a Massa Lubrense, è facile raggiungere in barca isole di fama internazionale come Capri, Ischia e Positano. A Massa Lubrense il borgo marinaro sulla scogliera si presta a passeggiate tranquille e panoramiche e se sei uno sportivo, il consiglio è di scegliere un’ immersione nei fondali del Vervece, uno scoglio con pareti a picco che scendono fin oltre i 50 m, ricche di vegetazione marina e colorate dagli splendidi pesci.

A dodici metri di profondità c’e la Madonnina del Vervece, una statua di bronzo che ogni anno a settembre è meta di immersioni per la Festa della Madonnina, in ricordo di quanti in mare hanno perso la vita.

Trovare una sistemazione alberghiera è semplice, date le numerose strutture alberghiere, come gli appartamenti a Sorrento Coltur Suites, il centro è molto piccolo e in alternativa si può benissimo trovare anche una sistemazione decentrata grazie ad un costante servizio pullman che collega le varie zone con il centro.

 

Cosa vedere a Cascia e i prodotti da mangiare

Cascia si trova a sud est della regione umbria. per raggiungerla ci si immerge nei meravigliosi paesaggi della Val nerina, con scorci che ci riportano ad un Umbria antica e selvaggia, quella in cui deve aver vissuto la Santa che fa di Cascia una meta religiosa scelta da molti fedeli: Santa Rita. La città di Cascia ha una storia millenaria i cui segni, fortemente impressi nel territorio, sono riccamente illustrati da reperti archeologici, testimonianze epigrafiche, documenti d’archivio, monumenti e oggetti di valore storico-artistico.

Cosa vedere a Cascia

Oggi il simbolo di Cascia è, indubbiamente il magnifico Santuario dedicato a Santa Rita. Ma in questa città si respira anche un’ aria di relax immersi nella natura.

Il fiume Nera offre scorci di impressionante bellezza e la possibilità di praticare sport di ogni genere. Cascia è una città dove natura e spiritualità si abbracciano, ricreando in pieno l’atmosfera di una vera città Umbra.

Una visita della città non può prescindere dal moderno Santuario in travertino bianco in cui è conservato il corpo della Santa, eretto a Basilica nel 1955 da Pio XII. Contiguo alla basilica sorge il monastero di Santa Rita abitato dalle suore agostiniane. Lasciando Cascia e seguendo la strada attigua si arriva a Roccaporena dove nel 1381 nacque Santa Rita.

In questa piccola frazione esiste ancora oggi la casa natale della Santa, lo scoglio della preghiera (lo sperone di roccia che domina il paese dove la Santa si ritirava in preghiera), la chiesa di San Montano (dove si celebrarono le nozze tra Rita e Paolo di Ferdinando), la casa maritale, il lazzaretto (dove la Santa operò in favore di ammalati e sofferenti) e l’orto dei miracoli (dove nell’inverno del 1457 nacque una rosa e maturò un fico). Come itinerario religioso consigliamo alcune tappe fondamentali come la visita al Santuario di Santa Rita, il monastero omonimo,  e lo Scoglio sacro.

In questa zona sono consigliati itinerari religiosi e itinerari naturalistici.

Come itinerario sportivo è consigliato il trekking sui Monti Sibillini, il Parapendio a Castelluccio di Norcia, il Rafting sul limpido torrente Corno.

Ristoranti e piatti tipici

Tipiche pietanze di questa zona sono le zuppe a base di legumi e farro, i primi piatti a base di tartufo e alcuni formaggi locali, che vanno dal pecorino alla ricotta fresca.