Monthly Archives: aprile 2018

Borghi più belli della Toscana

La Toscana è terra di buon cibo, di vitigni eccellenti, di spiagge incontaminate e di panorami montani unici. La regione è però anche degna di nota per la presenza di alcuni tra i borghi antichi più belli e suggestivi non solo del centro-nord ma dell’Italia intera. Ecco qualche suggerimento per visitare alcuni tra i borghi più caratteristici dell’area toscana.

 

  1.      Pitigliano. Provincia di Grosseto

Vicino al confine con il Lazio, questo borgo ha un passato che torna indietro sino all’età del bronzo, epoca in cui si stabilirono qui i primi gruppi umani. In seguito Pitigliano fu teatro di un insediamento etrusco che ha lasciato al borgo alcune importanti testimonianze, come le mura di tufo a nord del centro abitato ed alcune necropoli. Occupata poi dai romani, in epoca medioevale passò alla famiglia degli Aldobrandeschi e poi a quella degli Orsini, degli Strozzi e dei Medici. Il borgo ha una struttura molto attraente, affacciato com’è per tre lati su profondi dirupi rocciosi.

 

  1.      Sorano. Provincia di Grosseto

Questo borgo sorge nella valle dove scorre il fiume Lente, corso d’acqua che dona alla zona un aspetto naturale molto seducente alla vista. Dominato da una fortificazione appartenuta alla famiglia nobile degli Orsini, il centro abitato è un caratteristico borgo antico toscano, scavato nel tufo e dotato di una vista sulla valle di eccezionale bellezza.

 

  1.      Monteriggioni. Provincia di Siena

In posizione strategica su importanti vie di scambio e comunicazione, Monteriggioni è un affascinante borgo di tipo medioevale, a poca distanza dalla città di Siena. Affacciato sulle valli di Staggia ed Elsa, è circondato da imponenti mura difensive dotate di ben 14 torri quadrate ancora visibili. La città prevedeva in passato due ingressi, situati all’interno delle mura: la Porta Romea o Franca (aperta in direzione di Siena) e la Porta di San Giovanni, o Porta Fiorentina (aperta in direzione di Firenze). Qui sorgono strutture turistiche davvero singolari, come nel caso di molti numerosi agriturismi in provincia di Siena.

 

  1.      Volterra. Provincia di Pisa

Recentemente salita alla ribalta grazie all’ultimo film della saga di Twilight, la cittadina di Volterra è arroccata su un’altura, in modo da poter controllare le valli circostanti. Importante centro etrusco, romano e poi medioevale, è uno dei borghi inseriti dall’UNESCO nella lista dei siti più importanti dell’intero patrimonio artistico italiano.   

La Scarzuola: cosa vedere nella città ideale di Buzzi

La Scarzuola è una località rurale umbra e si trova nella frazione Montegiove di Montegabbione, comune in provincia di Terni. L’opera è stata ribattezzata così da Tommaso Buzzi, architetto, fautore di questa “città ideale.

Un itinerario diverso dal solito, un percorso nel misticismo più intimo, profondo, lontano dai clamori di Assisi e Cascia, provenendo dall’autostrada A1 si può uscire al casello di Fabro, da qui si prende la vecchia strada dell’Osteriaccia e, per il soggiorno consigliamo la quiete dell’ Agriturismo San Pietro, un casale in pietra situato nel verde del parco di Villalba, il borgo di San Pietro Aquaeortus, così si chiama la località è un luogo dove regna il silenzio e la tranquillità della natura.

Da qui si parte verso il paese di Fabro e si prosegue verso Montegabbione.

Si sale attraverso un paesaggio quasi di montagna ricco di fitti boschi e borghi sperduti, in pochi minuti si arriva al paese di Montegabbione e da lì per 7 km si prosegue verso la rocca di Montegiove il cui profilo è segnato dal superbo castello.

Si oltrepassa il paese fino a trovare un’ insegna sulla destra dove inizia una stradina bianca, da quì si accede al Convento della Scarzuola.

Il complesso si può visitare su prenotazione.

La Scarzuola è un luogo magico dove le antiche origini religiose testimoniate dal vecchio convento francescano si mescolano con le fantasiose architetture di Tommaso Buzzi.

Il celebre architetto milanese scelse questo posto per rendere in architettura la sua filosofia.

La visita dura circa 2-3 ore e si trasforma in un vero e proprio percorso interiore che la mano geniale di Buzzi ha saputo suscitare con costruzioni simboliste neomaniersite di grande significato allegorico. Andate sul sito ufficiale per organizzare la vostra visita.

Cattedrale di Siviglia: guida, orari e costo del biglietto

Simbolo della capitale dell’Andalusia, la Cattedrale di Siviglia è uno degli edifici religiosi più maestosi ed eleganti al mondo. La più grande della Spagna e la terza del mondo cristiano dopo San Pietro a Roma e Saint Paul a Londra, la Cattedrale fu costruita dal 1401 in poi sulle rovine di un’antica moschea – di cui rimangono solo la Giralda e il Patio de los Naranjos (patio degli aranci). L’obiettivo dei progettisti e delle autorità di Siviglia era quello di costruire “una chiesa per la quale ci considerino pazzi”: basta ammirarla dall’esterno per rendersi conto che lo scopo è stato raggiunto.

La Cattedrale è imponente e lussuosa: lunga oltre 120 metri e larga circa 60, è stata costruita seguendo diversi stili architettonici. L’impianto è infatti gotico ma sono evidenti le impronte rinascimentali e barocche. La visita inizia dalla Porta del Perdono, che costituiva anche l’ingresso della moschea. Ci si trova di fronte ben 5 navate: colpisce la non eccessiva illuminazione nonostante le alte vetrate. Dalla navata centrale si possono ammirare il coro e la Cappella Maggiore.

Percorrendo invece quelle laterali, ci si imbatte in numerose cappelle tra cui spiccano quelle di Sant’Andrea e la Cappella Reale che custodisce le spoglie di numerosi reali di Spagna tra cui Re Fernando e suo figlio Alfonso. All’interno della Cattedrale si trova anche la tomba di Cristoforo Colombo posta sotto un grande orologio ottocentesco. Sono numerose le opere d’arte custodite nell’edificio: tele di artisti del calibro di Goya, Valdés, Leal, Murillo e Zurbarán sono presenti nelle cappelle della Cattedrale. Si consiglia di partecipare alle visite guidate sul tetto e di ammirare il Tesoro della Cattedrale dove vi sono opere di arte sacra e la Tavole alfonsine, una strana reliquia che, secondo i condottieri spagnoli, rappresentava un prezioso amuleto.

La Cattedrale è aperta nei mesi di luglio ed agosto da lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle ore 16:30, la domenica dalle 14:30 alle 18:30. Negli altri mesi dell’anno: da lunedì a sabato dalle 11 alle 17:30 mentre l’orario domenicale resta invariato. Il costo del biglietto di ingresso è di €8 (ridotto €3, ingresso gratuito per i bambini).

Guida rapida di Bucarest per vedere le cose migliori

parco cismigiu

Oggi si vola in Romania a Bucarest, una città ricca di tradizioni, musei, gallerie d’arte, chiese e tantissime altre attrazioni. La città è inoltre il cuore politico, industriale e economico della nazione; la zona di Bucarest è anche considerata la più sviluppata dell’Europa dell’est. Non rimarrete delusi da questo bellissimo centro culturale che può contare su ben 37 musei, 22 teatri, 18 gallerie d’arte e altri fantastici monumenti. Tra i musei dovete assolutamente visitare il Museo Nazionale d’Arte Rumeno, uno dei più importanti d’Europa con moltissime opere da vedere, quasi 70000. Un altro museo da vedere è quello di Storia della Romania per chi è curioso di imparare le tradizioni di questo paese poco conosciuto e spesso sottovalutato dal punto di vista culturale. Ci sono molti altri musei, tra i più curiosi, il Museo del Villaggio che è uno dei più grandi e famosi incentrati sull’etnografia con ben 17 ettari di estensione, il Museo del Contadino Rumeno che con i suoi 100000 oggetti illustra le vecchie tradizioni del paese, il Museo della Musica che è anche la sede centrale dell’associazione dei musicisti rumeni. Bucarest è famosa anche per i suoi innumerevoli teatri, vi consigliamo di visitare i più belli ovvero il Teatro Nazionale, l’Ateneo Romeno che è uno dei simboli della città e l’Opera Romena inaugurata nel 1954 e con ben 1200 posti. Anche le chiese della città sono veramente belle e tantissime, la più caratteristica è situata su una collina ed è quella Patriarcale costruita nel 1665. Meritano di essere visitate anche quelle di Curtea Veche, il monastero Antim e molte altre tra cui la fantastica Kretulescu del 1722. Un simbolo più contemporaneo della città è la chiesa Coltea danneggiata dai proiettili nella rivolta del 1989. Uno dei centri culturali di Bucarest è senz’altro la Biblioteca Centrale Universitaria. Altri monumenti importanti sono l’arco di trionfo replica di quello di Parigi in ricordo dei morti della prima guerra mondiale. Le piazze sono un luogo di ritrovo caratteristico della città, da loro partono molti viali come la Bulevardul Magheru che è la più movimentata con i suoi negozi lussuosi e tanti altri utili servizi. Questa è solo una grande panoramica della città! Ci sono numerosi hotel e offerte da prendere in considerazione! Tanti hotel a Bucarest sono veramente economici! Potrete inoltre godere di una vita notturna che è davvero spettacolare. 

 

Shopping a Londra: dove comprare low cost

Avete voglia di fare un po’ di shopping low cost a Londra? Londra è la patria della moda low cost e non solo! Nella capitale inglese troverete tutto quello che cercate, per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Fare acquisti a Londra è una vera arte perché ci sono immensi negozi a 2 o 3 piani, negozi vintage ma anche grandi marche come Burberry, Stella McCartney oltre alle grandi firme italiane.

Se avete deciso di passare un week end a Londra low cost ecco alcuni consigli utili per massimizzare il poco tempo a disposizione.

Le vie dello shopping di Londra da tener bene a mente sono:

–    Oxford street: è una via immensa, larga con negozi ad entrambi i lati. Trovate maga store dei grandi marche come Nike, Adidas, marchi italiani come Benetton e Tezenis; negozi di elettronica, dvd, cd musicali, ma anche negozi di scarpe dove potete comprare le All Star a prezzi veramente convenienti e abbigliamento sportivo a buon prezzo.

Il nostro consiglio: negozio sportivo, vicino il centro commerciale Plaza. E’ uno dei negozi low cost di  Londra per abbigliamento sportivo. Ho comprato felpe e giubbotti della Lonsdale London a 20 £, giacca invernale della Lee a 30£ e la qualità è ottima!

–    Regent’s Street:  famosa per le illuminazioni natalizie, non è molto low cost ma ci sono alcune cose che dovete assolutamente vedere. Hamleys: fino agli anni ’90 è stato il negozio più grande del mondo! Se avete figli, nipoti o semplicemente volete tornare bambini per qualche minuto dovete andarci: 6 piani di giocattoli vecchi e nuovi, con il personale che vi mostra le ultime novità!

Se invece siete fanatici della Apple, troverete un Apple store immenso!

–    Bond Street: è la strada del lusso e della moda! E’ la strada più costosa ed elegante di Londra. Si trova in zona Mayfar. Trovate le grandi firme: Gucci, Louise Vitton, Armani, Chanel, Bulgari, e altre gioiellerie con body guards all’entrata del negozio. Le guide per Londra segnano questa strada come la strada dei ricchi, e se volete vedere un po’ di signore vestite bene o sceicchi con le loro mogli vestiti con i burka, questa è la strada ideale!

–    Harrod’s: sicuramente non è un negozio low cost. E’ molto bello esteticamente ma anche molto costoso. Troverete vestiti, profumi e accessori che superano facilmente i 1000£! Per i comuni mortali c’è la sezione per i turisti, dove vendono biscotti, thè, borse tutte con il marchio di Harrod’s o con la bandiera britannica. La qualità non è alta, ma ci sono delle belle idee regalo per i parenti e amici.

Vi segnalo 2 negozi per fare shopping  a Londra in modo economico, dove ho comprato tanti vestiti e mi sono trovato bene:

–    PRIMARK: abbigliamento e accessori uomo/donna e bambini. Vi consiglio di andarci la mattina presto, dalle 8.30 in poi perché c’è sempre tanta ma tanta gente. Troverete di tutto, magliette, giacche, borse, scarpe, collane, felpe, jeans. Per farvi un’idea scarpe e borse a 5£, cintura uomo a 2£, jeans a 10£.. Se siete a Londra per acquisti, questa deve essere la vostra prima meta! Troverete tutte le tendenze di Londra e non solo, per fortuna!

Metro: Marble Arch, uscita Oxford Street e vi ritrovate di fronte al mega store.

–    Lillywhite: negozio di abbigliamento sportivo. E’ uno dei migliori negozi  di Londra per la vasta scelta di marche e modelli. Troverete non solo scarpe, ma anche maglie, pantaloni, giubbotti, borse delle grandi marche come Nike, Adidas, Lonsdale, Puma, Reebok  a prezzi veramente convenienti!

Non siete ancora soddisfatti del vostro shopping inglese? Allora provate ad andare nei  mercatini di Londra: sicuramente troverete delle fantastiche occasioni! E se tra un negozio e un mercatino volete rilassarvi un pò, ecco i parchi di Londra, dove potrete sdraiarvi sul prato inglese e ricaricarvi per il prossimo negozio!

 

Cosa vedere a Cosenza: itinerari nel centro storico

Il blog fa tappa quest’oggi sulla città di Cosenza per dispensare consigli di viaggio a quanti ancora non la conoscano. Cosenza è una splendida città arroccata sulle colline che dominano la Valle del Crati; la parte più alta della città è occupata dal Castello Svevo, una delle tante testimonianze del glorioso passato della città. Trovare un hotel a Cosenza non è difficile, dal momento che la città è meta turistica privilegiata per essere conosciuta come l’ “Atene della Calabria”, ma anche per la presenza dell’Unical, uno dei Campus Universitari più prestigiosi della penisola, tra le Università di medie dimensioni, che ha fatto crescere la domanda di strutture ricettive atte ad accogliere studenti e docenti. E’ semplicissimo trovare l’albergo che farà al caso vostro, tanta è la disponibilità di alloggio non solo nel centro storico, ma anche nella città nuova. Tra le tante meraviglie della città, il MAB (Museo all’aperto Bilotti) su corso Mazzini, diventato isola pedonale, che espone sculture di alcuni dei più grandi artisti contemporanei come Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Pietro Consagra, Giacomo Mansù, Sacha Sosno. L’architettura religiosa ha lasciato a Cosenza testimonianze che vanno dall’XI secolo (il Duomo), passando per il XII (Chiesa del SS. Crocifisso), al XV secolo (Chiesa e convento di S. Francesco di Paola, Chiesa della Madonna del Carmine), fino al XVI secolo (Chiesa di S. Domenico) e al XVII secolo (Convento dei Carmelitani Scalzi). Non meno importante l’architettura civile e militare, tra cui il Castello Normanno – Svevo (X secolo), Palazzo Arnone (XVI secolo), il Teatro di tradizione A. Rendano (XIX secolo), gli scavi romani in piazzetta Toscano. Cosenza è una città molto all’avanguardia dal punto di vista culturale per alcune iniziative di grande rilievo a livello nazionale, come la nascita, nel 2003, della Città dei Ragazzi, uno spazio di 33 mila metri quadrati dedicato ai bambini dai 4 ai 14 anni, con laboratori, strutture ludico-ricreative e aree dedicate agli spettacoli.

 

Le donne viaggiatrici nella storia

Non è semplice, generalizzando talvolta certe osservazioni, affermare che le donne viaggiano in modo differente dagli uomini. Di certo esistono alcune caratteristiche che rendono il “viaggio femminile”, sotto alcuni aspetti, differente. Alla base del viaggiare, c’è per entrambi, uomini e donne, lo stesso bisogno di partire, lo stesso desiderio di libertà, l’identica irrequietezza e sete di scoprire. Il concetto di viaggio tuttavia non ha sesso. Prendendo, ad esempio, in considerazione, alcune etimologie, scopriamo che “viaggio” in italiano è maschile, ma originariamente in latino, la parola era neutra: viaticum, cioè “attrezzatura per la via”. In tedesco die Reise è femminile, mentre in francese e in spagnolo è maschile: voyage, e viaje.

In realtà, è stato differente il percorso storico che viaggiatori e viaggiatrici hanno dovuto affrontare. Le donne in questo, come in altri campi, hanno dovuto conquistare lo stato di “viaggiatrici” e farlo accettare tanto agli uomini quanto alle donne che restavano a casa. Ancora nella prima metà del novecento, un giornalista scriveva “due qualità caratterizzano i viaggiatori: il coraggio e la fiducia in se stessi, entrambi risaputamente maschili”. Probabilmente le donne, come sosteneva Mary Wollstonecraft, la loro più grande battaglia l’hanno combattuta contro se stesse, e nello specifico contro quella visione del mondo trasmessa da generazioni, contro gli stereotipi e le immagini di sé a cui erano state educate. Anche gli uomini, tuttavia, sono stati, in qualche modo, vittime degli stessi ruoli e dell’immaginario che essi stessi avevano costruito: il viaggiatore solitario, l’eroe senza macchia, il coraggioso e intrepido esploratore, il cavaliere errante, e così via…

Al’inizio, come è facile immaginare, le donne che incominciarono a viaggiare furono poche: erano avventuriere, oppure donne appartenenti alla nobiltà, in seguito vi sarebbero state viaggiatrici di provenienze culturali e sociali differenti. Lo sguardo con cui le viaggiatrici hanno osservato i paesi visitati, ha dato origine alle particolarità del viaggio femminile. In primo luogo, l’attenzione per i dettagli, che investe non solo l’aspetto geografico, antropologico o storico delle mete di viaggio, ma anche tanti aspetti, per così dire minori legati alla vita quotidiana. Le donne osservano spontaneamente il modo di vestire, gli oggetti usati nella quotidianità, l’alimentazione, le abitudini familiari, il modo in cui i figli venivano allevati, e come le specifiche culture abbiano abituato gli individui a esprimere le proprie emozioni, sia nel privato che nella collettività.

Spesso le donne hanno fissato le proprie osservazioni sulla carta: nei diari, in autobiografie, e soprattutto nelle lettere indirizzate ad amanti, genitori, mariti o figli, ma anche ad altre donne, sorelle o amiche. Le viaggiatrici non hanno raccontato soltanto, con ricchezza di dettagli, la vita del luogo visitato, ma hanno parlato ampiamente di se stesse: emozioni, pensieri, ragionamenti e soprattutto sentimenti comunicati al mondo esterno con profondità o con una naturalezza che in questo caso, si può concludere, tipicamente femminili. Il viaggio di una donna dunque, sembra essere stato, prima di tutto, un’occasione per compiere un viaggio indisturbato nelle profondità di se stessa.

 

Bagni Gellert: le terme più famose di Budapest

I Bagni Gellert sono il complesso termale più conosciuto di Budapest e si trovano nella parte di Buda.

Oltre ad essere soprannominata la “Perla del Danubio” o ancora la “Parigi dell’est”, la capitale ungherese è anche conosciuta per il passatempo preferito dei budapestini: andare a rilassarsi alle terme.

In effetti l’impressionante ricchezza di sorgenti termali fa sì che la città possa vantare ben oltre trenta stabilimenti di acque curative, tra cui anche bagni turchi.

Considerato come lo stabilimento più elegante della città di Budapest, il bagno Gellert venne costruito durante la prima guerra mondiale, tra il 1914 e il 1918 sull’ex-area dell’ospedale medievale di acque curative.

E’ meritatamente famoso sia per l’imponenza delle strutture termali situate in riva al Danubio, sia per il suo sfarzoso stile liberty, le magnifiche statue, i mosaici di ceramica e i vetri dipinti che lo impreziosiscono.

La struttura funziona sia come piscina sia come bagno termale e comprende un albergo 4 stelle. La piscina aperta è famosa per le sue decorazioni in stile ’900, mentre quella coperta di acqua gasata con tetto apribile presenta un’architettura davvero stupenda.

Sotto una grande cupola di metallo e vetro, lungo il perimetro della vasca rettangolare, si trovano colonne tortili, decorate con motivi floreali. Le colonne sostengono un mezzanino a galleria, ornato da piante verdi e pilastri rivestiti di ceramiche di Zsolnay.

Da non perdere anche la visita ai bagni termali, ricoperti da magnifici mosaici blu. ll costume da bagno non è necessario, viene consegnato un perizoma da annodare in vita, per passare alla sauna, al bagno di vapore e alle vasche piene d’acqua a temperature diverse.

Alla fine non resta che riposarsi qualche istante e riabituarsi alla temperatura dell’ambiente. Non c’è dubbio: i bagni e l’hotel Gellert formano il complesso termale e alberghiero più prestigioso della capitale!

Anguilla Caraibi: spiagge, quando e come andare

Anguilla vanta alcune delle spiagge più belle di tutti i Caraibi, luoghi incantevoli in cui rilassarsi e prendere il sole. L’isola, che è un territorio britannico d’oltremare, non è ancora stata invasa dal turismo di massa. Ed è una delle mete più care di tutti i Caraibi

Fino agli Anni ’80 non vi erano vere strutture turistiche sull’isola di Anguilla, territorio britannico d’oltremare nel Mar dei Caraibi. I primi investimenti di questo genere sono stati effettuati alla fine di quel decennio, ma è soltanto nel 2005 che l’amministrazione locale ha cercato di accelerare lo sviluppo dell’industria turistica. E’ impossibile dire se Anguilla diventerà come altre isole dei Caraibi, dove il numero di turisti supera quello degli abitanti. L’unica cosa certa è che l’isola, almeno per il momento, è una meta ancora tranquilla, dove le spiagge non sono troppo affollate e dove i resort non hanno rovinato i paesaggi della costa. Ad Anguilla vi sono alcune delle spiagge più belle di tutti i Caraibi, quasi tutte circondate dalla vegetazione tropicale. Meritano una nota anche i fondali di questo tratto dei Caraibi, soprattutto quelli che si trovano intorno agli isolotti corallinisituati intorno ad Anguilla. Ma tanta grazia ha un suo prezzo. Poiché è stata protetta dall’invasione del turismo di massa, Anguilla è diventata una meta esclusiva dove quasi tutto è molto caro, dagli alberghi ai ristoranti. L’isola ha un suo aeroporto, ma se arrivate dall’Europa farete bene a salire su uno dei voli diretti tra Parigi e St. Martin, che dista appena 20 minuti di motoscafo.

 

Anguilla: spiagge e immersioni

 

Una vacanza ad Anguilla si sviluppa essenzialmente in riva al mare. L’entroterra dell’isola è abbastanza spoglio, a causa di un terreno particolarmente arido, mentre a The Valley, l’unica cittadina di Anguilla, non vi sono molte attrazioni da visitare. A The Valley mancano quasi del tutto anche i monumenti coloniali che invece sono presenti in altre zone dei Caraibi. Gli inglesi, infatti, governavano Anguilla dalla vicina St. Kittis e non hanno avuto bisogno di costruire edifici governativi. Dopo aver dato uno sguardo alla Wallblake House, uno degli edifici più antichi dell’isola, vi conviene dirigervi verso le spiagge di sabbia bianca che sono il motore dell’industria turistica di Anguilla. A 3 chilometri da The Valley c’è la splendida spiaggia di Sandy Ground, che è anche la più affollata dell’isola. Intorno ad essa vi sono diversi resort, ristoranti e centri per le immersioni. Sandy Ground è popolata anche di sera, quando i turisti si siedono a bere una birra in locali come l’Elvis Beach Bar, il Pomphouse e il Rafe’s. Vi sono ristoranti e locali notturni anche intorno a Shoal Bay, situata nella parte settentrionale dell’isola. Shoal Bay è meno affollato di Sandy Ground è probabilmente è anche più bella. La sabbia è di un bianco abbagliante e le acque, di colore turchese, sono abitate da una miriade di creature marine. Gli appassionati di immersioni dovranno invece rivolgersi ad uno dei diving center dell’isola. Tra i fondali più belli ci sono quelli delle Sandy Islands, mentre al largo vi sono alcuni relitti adagiati in fondo al mare. Ma non si tratta di navi affondate in seguito ad incedenti. Le imbarcazioni in questione sono state affondate deliberatamente, per aumentare l’interesse degli amanti di subacquea.

 

Camargue: itinerario per vedere la città gitana

La Camargue è una zona a sud di Arles, in Francia, e i suoi simboli sono i cavalli bianchi e tori neri come la pece.

Sviluppata sul delta del Rodano, a sud di Arles, questa terra è nota per le sue corride non cruente, le “course camarguais“, e i suoi spettacoli d’equitazione. La stagione ideale per andare sono la primavera e l’autunno perché le estati sono davvero molto calde.

Entrambi avvengono in un arena circolare e gli spettatori possono ammirare le abilità dei partecipanti nel sottrarre oggetti al toro e quelle dei gardiens nel montare a cavallo.

Cosa vedere a Camargue in Provenza

Questo paese, oltre ad avere uno delle riserve naturali con più specie protette, offre anche un vasto parco ornitologico dove si possono avvistare i fenicotteri rosa che trovano in queste terre un’habitat perfetto grazie agli stagni di acqua salata.

La capitale Saint-Marie-de-le-Mer è punto di pellegrinaggio per i rom gitani che vengono qui ad adorare Sara la nera, anche se non è stata riconosciuta santa da nessuna professione religiosa. Particolare è la sua statua nella chiesa a lei dedicata dove i pellegrini le lasciano in dono il loro mantello porgendolo sulle sue spalle.

Il simbolo del capoluogo è la Croix Gardiane: un’ancora, una croce e un cuore. Ad ogni punta della croce si ha un tridente a forma di mezza luna che rimanda alle picche con cui i lavoratori negli allevamenti, i Gardians, stimolano il bestiame. Oltre alle mandrie, questo paese è dedito alla pesca, da cui deriva l’ancora.

Il simbolo però ha anche tre rimandi alle virtù teologali: la croce alla la Fede, l’ancora la Speranza e il cuore la Carità. Questi significati insieme rimandano alla loro cultura: lavoratrice e al contempo religiosa.

Poco lontano si erge un paese costruito intorno ad una roccaforte medievale: Aigues-Mortes. È molto interessante dal punto di vista storico in quanto ha conservato interamente le sue cinte murarie. Altre città poco distanti, ma molto interessanti sono Nimes, Montpellier e Arles.

Un luogo sperduto, circondato dal verde, tre camere da letto, un’edificio interamente coperto d’edera, una piscina costruita di mattoni grigi, è il luogo perfetto per trascorrere un paio di notti immersi in un paradiso di relax. A Maison d’Hotes Mas de Barbut le porte non hanno chiavi, le camere sono a tema (incredibile quella messicana) e i proprietari sono favolosi: la moglie parla solo francese provenzale (incapibile) e il marito ti parla in spagnolo misto francese misto inglese. In qualche modo ci si intende sempre o per gesti o per parole. Aigues-Mortes la signora lo pronunciava Ag-mor. Potete immaginare come potevamo farci spiegare di cosa stesse parlando, in certi casi internet è la soluzione perfetta. Sono molto socievoli e sono sempre a disposizione, preparano la colazione a qualsiasi ora e organizzano passeggiate a cavallo.

Questo luogo fiabesco si trova a 15 minuti da Aigues-Mortes e mezz’oretta da Saint-Marie-de-le-Mer.