Viaggio e Turismo a Santorini

I panorami di Santorini sono tra i più belli della Grecia ed alcune delle sue spiagge sono davvero deliziose. Ma Santorini è un’ottima meta anche per chi vuole scoprire la storia antica di queste terre. Sull’isola vi sono diversi siti archeologici, tra cui quello di Akrotiri, la città sepolta da un’eruzione vulcanica nel 1.630 a.C.

L’immagine che abbiamo in mente della Grecia, di edifici bianchi che si aggrappano ad una montagna scoscesa, a Santorini si materializza alla prima occhiata. La barca si avvicina alla costa ed una ad una, sul pendio che si affaccia sul mare, spuntano le piccole chiese bianche con le cupole turchesi, immerse in villaggi dai colori pastello e illuminati dalla luce del sole. Santorini è una delle isole più belle di tutta la Grecia ed è certamente la regina delle Cicladi. L’isola è di origine vulcanica ed è costituita da quanto rimane di un cratere sventrato in epoca preistorica da un fenomeno sismico. E’ a questi antichissimi eventi che Santorini deve la sua forma ad anfiteatro. Nelle acque circostanti vi sono molti vulcani sottomarini ancora attivi, il maggiore dei quali è il Kolumbo. Posto a 8 chilometri dalle coste di Santorini, il Kolumbo ha causato diverse tragedie nel Mar Egeo. Una di queste, avvenuta probabilmente nel 1630 a.C., avrebbe provocato un maremoti di enormi proporzioni, causando a sua volta la scomparsa della civiltà minoica.

Fira ed Oia

Il pittoresco paesaggio di case bianche aggrappate alla montagna, che ha reso le Cicladi famose in tutto il mondo, raggiunge la sua massima espressione nelle cittadine di Fira e di Oia. E’ qui che si trovano i più incantevoli edifici costruiti con la tecnica del sottoscavo. Le case di Fira e di Oia sono più grandi di quanto potrebbe sembrare dall’esterno, poiché la parte posteriore di esse, solitamente destinata alle stanze da letto, è scavata direttamente nella roccia. Andate ad Oia al tramonto, poiché si dice che i suoi tramonti siano i più belli di tutta la Grecia. A Fira, invece, vale la pena concedersi una pausa in uno dei bar con terrazza sul mare.

I siti archeologici

A Santorini si trovano anche diversi siti archeologici e due di questi sono assolutamente da non perdere. Il più spettacolare è quello dell’antica Akrotiri, città che, come Pompei, è rimasta ricoperta dalla lava per secoli. La città, di origine minoica, fu colpita della terribile eruzione di 3.500 anni fa. Gli scavi del 1967 hanno riportato alla luce strade ed edifici, mulini e magazzini, oltre a una serie di case a due e tre piani con meravigliosi affreschi. Uno di questi dipinge un’isola abitata da una ricca civiltà, con sfarzosi palazzi costruiti seguendo una pianta a cerchi concentrici. Secondo alcuni studiosi sarebbe una raffigurazione della mitica Atlantide. Merita una visita anche il sito archeologico dell’antica Thera. Fondata dai dori nel IX secolo a.C., la città di Thera è stata abitata fino ad epoca bizantina. Oggi sono visibili i resti di edifici di epoca ellenistica e romana, per la maggior parte scoperti tra il 1895 e il 1902 da archeologi tedeschi.

Spiagge ed immersioni

Come tutte le isole greche, anche Santorini offre ai turisti splendide spiagge e mare limpidissimo. Vicino agli scavi di Thera si trovano due delle spiagge più belle dell’isola, quelle di Kamari e di Perissi. Entrambe hanno la stessa particolarità: sono composte da sabbia e ghiaia annerita dall’attività dei vulcani sottomarini. Nei pressi del sito archeologico di Akrotiri c’è una spiaggia dal colore rossastro. In questo caso la particolare colorazione è dovuta alle rocce, ricche di ferro, che circondano la spiaggia.

A Santorini è possibile dedicarsi anche alle immersioni. Sott’acqua la visibilità è incredibile, sebbene vi sia abbondanza di creature marine soltanto in alcune zone. Chiedete al vostro centro di immersioni di visitare uno dei crateri sottomarini, o di nuotare in quei punti dove l’acqua del mare è riscaldata dalle sottostanti sorgenti sulfuree.

 

Procida: cosa vedere e cose da fare

Procida non gode della stessa fama di Capri e di Ischia, ma vi sono splendide spiagge e monumenti suggestivi anche a Procida. L’isola, che è la terza per dimensioni del gruppo delle Flegree, vanta una serie di edifici dai colori pastello e lingue di sabbia che si aprono lungo una costa particolarmente frastagliata

 

La sua bellezza incanta poeti ed artisti da almeno due millenni. Uno dei primi a descriverla fu Virgilio, il grande poeta latino, mentre Boccaccio vi ambientò uno degli episodi del “Decamerone”. In epoche più recenti, Elsa Morante l’ha scelta come scenografia de “L’Isola di Arturo” e Massimo Troisi vi ha girato “Il Postino”. Stiamo parlando dell’isola di Procida, situata tra Ischia e la costa napoletana, che stupisce i visitatori per i suoi paesaggi suggestivi, per gli edifici dai colori pastello, per la sua atmosfera tipicamente mediterranea. Eppure Procida non ha la stessa fama delle altre isole Flegree, come Capri e la già citata Ischia. Il turismo, infatti, è soltanto relativamente sviluppato e non regge il confronto con lo sviluppo che ha raggiunto in altre località di villeggiatura della Campania. L’isola ha vissuto, fino a non molto tempo fa, di una serie di attività legate al mare, quali la pesca e la marineria, e soltanto di recente ha cercato di sfruttare le sue bellezze naturali per aumentare i flussi turistici. Ma queste precisazioni non devono spaventarvi. A Procida troverete splendide spiagge e strutture ricettive di primo livello. L’unica vera differenza con Ischia e con Capri, è che a Procida troverete un’atmosfera più tranquilla e certamente più rilassante.

 

Arte e mare

Procida è di origine vulcanica e la sua principale località è Marina Grande, che è anche il più importante approdo dell’isola. Marina Grande affascina immediatamente i viaggiatori grazie ai suoi antichi edifici dai colori pastello, tra cui spiccano il seicentesco Palazzo Merlato e la Chiesa della Pietà. Il centro storico di Procida è invece costituito dalla cittadella medievale di Terra Murata, che è composta da vicoli suggestivi e da porte vecchie di secoli. E’ particolarmente interessante l’Abbazia di San Michele Arcangelo, la quale, tra le altre cose, ospita anche un presepe napoletano del XVIII secolo. Meritano una passeggiata anche la Corricella, con il suo porticciolo seicentesco, e il Casale Vascello, con i suoi edifici dalle linee tipicamente procidane. La costa di Procida è in buona parte frastagliata, ma vi sono anche alcune spiagge. La più frequentata è quella della Chiaiolella, dove vi sono stabilimenti balneari, bar e ristoranti. Poco più avanti c’è invece la piacevole spiaggia di Ciraccio, con i suoi caratteristici faraglioni, mentre nei pressi di Marina Grande vi sono le due spiagge, entrambe attrezzate, della Silurenza e della Lingua. Se siete in cerca di qualcosa di particolare, provate a recarvi presso la spiaggia della Chiaia. Questa lingua di sabbia si affaccia su una splendida baia ed è raggiungibile con una scalinata di 182 gradini.

 

Porto Rico: guida turistica per l’isola dell’incanto

A Porto Rico troverete splendide spiagge e splendidi fondali, come nel resto dei Caraibi. Ma l’isola ha un suo fascino particolare, poiché è un luogo dove si incontrano la cultura anglosassone e quella ispanica. E dove a tratti vi sembrerà di stare in California

E’ il luogo del Mar dei Caraibi dove si incontrano la cultura anglosassone e quella ispanica. L’isola di Porto Rico, situata nell’arcipelago delle Grandi Antille, è innanzitutto un paradiso tropicale che offre spiagge stupende e fondali da togliere il fiato. Ma Porto Rico è anche un luogo ricco di storia, poiché è stato uno dei primi insediamenti spagnoli nelle Americhe, ed è un importante scalo commerciale nella rotta verso il canale di Panama. Aggiungete a questi dati un ultimo fattore e intuirete l’atmosfera multi-culturale che si respira a Porto Rico: l’isola è un territorio semi-autonomo all’interno del Commonwealth statunitense. Ciò significa che siete quasi negli Stati Uniti, che pagherete in dollari americani e che le regole di ingresso sono le stesse di quelle del paese nordamericano. Non stupitevi, dunque, se in giro vedrete tanti hammer, o se qualche viale vicino al mare vi ricorderà i boulevard californiani.

San Juan

La capitale di Porto Rico, San Juan, vanta cinque secoli di storia ed è una delle più antiche città coloniali del continente americano. Furono gli spagnoli a fondarla, nel 1521, e sono per la maggior parte spagnoli gli splendidi edifici che si trovano nel centro della città. La vecchia San Juan è un dedalo di strade e di edifici in stile coloniale, quasi tutti restaurati di recente. Nella zona vi sono decine di ristoranti e di negozi, ma anche caffetterie dall’atmosfera raffinata, come quelle che si trovano nella centralissima plaza de San José. Meritano una visita il forte di El Morro, che risale al XVI secolo, e la chiesa di San José, che ospita i resti di Ponce dé Leon, il primo governatore di Porto Rico. Per godere di un bel panorama sulla città e sulla costa dovrete invece salire sulle mura di San Juan, che furono costruite intorno al 1630. Ma San Juan non vuol dire solo cultura in senso stretto. La città offre diversi locali notturni, come casinò, pub e discoteche. Un’altra opzione è quella di andare a vedere un concerto di musica latina, o di sedersi in uno dei locali che vendono pregiati sigari fatti a mano. Per andare al mare non vi servirà allontanarvi da San Juan: in città, infatti, vi sono alcune belle spiagge.

Spiagge ed immersioni

Gli amanti del mare saranno felici di sapere che a Porto Rico vi sono decine di splendide spiagge e che le attività acquatiche da praticare sono davvero tante. La spiaggia più interessante della costa orientale è probabilmente quella che si trova nei pressi di Fajardo, all’interno del Seven Seas Beach Park, che è una delle zone scelte dalle tartarughe marine per depositare le uova. La spiaggia è lunga circa 500 metri, è di sabbia fine e l’acqua è sempre calma, poiché le correnti sono tenute lontane dalla barriera corallina. Poco più a nord c’è la spiaggia di La Monserrate, che è conosciuta con il nome di Luquillo Beach. I servizi offerti sono numerosi e la vegetazione che arriva fin sulla spiaggia è davvero rigogliosa.

Anche sulla costa meridionale vi sono diverse spiagge molto belle. Partendo da est meritano di essere viste quella di Boqueron, che è una lunga striscia di sabbia bianca che si affaccia su un mare turchese, e quelle che si trovano intorno a Ponce. Presso La Parguera c’è la cosiddetta “baia fosforescente”, che di notte è illuminata da minuscoli organismi che vivono nell’acqua, un fenomeno certamente affascinante. Coloro che vogliono immergersi dovranno assolutamente vedere i fondali della splendida isola di Mona, che si trova di fronte alla costa sud-occidentale di Porto Rico. Altre spiagge, invece, sono più adatte a surf e windsurf, come quelle di Pine Grove e di Condado.

 

Mykonos: guida per l’Isola

Mykonos è la più tollerante delle isole greche ed ha una vita notturna che fa concorrenza ad Ios. Viaggio alla scoperta di Mykonos, dalla suggestiva “Little Venice”, con i suoi edifici che si affacciano sul mare, fino a Paradise Beach, dove la festa inizia all’ora di pranzo

Rimarrete stupefatti dall’atmosfera di tolleranza che si respira a Mykonos. Tra le isole greche è certamente la più aperta, quella dove c’è spazio per tutti, dove nessuno vi guarderà con stupore se sarete troppo appariscenti. A Mykonos, tanto per dirne una, il nudismo è più o meno tollerato in molte spiagge, anche in quelle frequentate da chi non rinuncia al costume. Ma l’isola è anche un’apprezzata meta turistica per gay e lesbiche, e nel borgo di Chora vi sono numerosi locali frequentati prevalentemente da una clientela omosessuale. La vita notturna di Mykonos gode di fama internazionale: la festa inizia quando il sole è ancora alto sulla spiaggia di Kalamopodi, significativamente soprannominata Paradise Beach, e continua di notte nei tanti bar e nelle tante discoteche. Le occasioni di divertimento non mancano, ma non va dimenticato quello che è il fattore principale del successo turistico dell’isola: a Mykonos vi sono spiagge incantevoli che si affacciano su un mare limpidissimo.

L’isola di Mykonos è una destinazione più cara rispetto ad altre mete delle Cicladi. Ciò non significa che non sia possibile trovare alloggi a prezzi contenuti, anche perché vi è sempre l’opzione di andare in campeggio, ma un pranzo o una bibita vi costeranno qualcosa in più rispetto a quanto vi sarebbero costati ad Ios. Va poi detto che a Mykonos vi sono anche aree più tranquille di quelle dove si svolge la movida notturna, e che alcune zone sono frequentate soprattutto da famiglie greche in vacanza. Sull’isola c’è spazio anche per chi pratica il windsurf, che è molto diffuso sulla ventosa costa settentrionale.

Chora e vita notturna

Il pittoresco borgo di Chora è il centro della vita notturna di Mykonos, ma merita una visita anche di giorno. Il monumento di maggiore interesse è la chiesa di Panagia Paraportiani, che è stata costruita nel Quattrocento e che è uno splendido esempio di architettura tardo-bizantina. Al tramonto farete bene a trasferivi ad Alefkandra, la parte più occidentale della città, che i turisti inglesi hanno soprannominato “Little Venice”. Vi sono una serie di deliziosi edifici, bianchi e di colori pastello, che si affacciano direttamente sul mare.

Dopo aver cenato in un ristorante che serve pesce, sarà dunque il momento di approfittare della vita notturna di Mykonos. Tra i bar più famosi dell’isola ci sono l’Astra e il Down Under. Coloro che sono in cerca di un’atmosfera più raffinata potranno provare il The Piano Bar, che offre musica classica negli ambienti che un tempo erano occupati da una galleria d’arte. Bevuti un paio di drink, ci si può trasferire allo Space Dance, una delle discoteche più famose di Mykonos. Tra i locali gay meritano una nota il popolarissimo Jackie O’, che offre musica a tutto volume fino alle sette del mattino, e il Kastro Bar, che ha un’atmosfera più rilassata e più romantica. Ma c’è anche un’altra opzione per chi vuole vivere la notte: entrare in uno dei locali che si trovano intono a Paradise Beach.

Paradise Beach

Se avete scelto Mykonos perché credete che sia sinonimo di divertimento, allora la vostra spiaggia favorita sarà certamente Paradise Beach. La fama di questa lunga striscia di sabbia è ormai internazionale e per capirne il motivo vi basterà arrivare a un centinaio di metri da essa: le casse sprigionano musica a tutto volume e la gente balla in spiaggia come se si trovasse in discoteca. A Paradise Beach troverete molti bar e servizi di ogni tipo. Di notte la spiaggia si trasforma in una discoteca all’aperto, dove i ragazzi trascorrono qualche ora prima di trasferirsi al vicino Cavo Paradiso. Accanto a Paradise Beach c’è un altro luogo di culto di Mykonos: Super Paradise Beach. Questa spiaggia è quella maggiormente frequentata da gay e lesbiche, ma vi sono anche molti etero. Una buona alternativa alle due Paradise Beach sono le spiagge di Elia e Platis Gialos.

 

Trinidad e Tobago: consigli per le perle delle Antille

Sono bellissime, ma sono anche pericolose. Le isole di Trinidad e Tobago vantano tutti gli elementi di un paradiso marino e splendidi edifici di epoca coloniale. Per visitarle è necessaria un po’ di cautela, poiché la criminalità è molto diffusa

Sono poste al confine tra due mondi, quello caraibico e quello sudamericano, ma a dire il vero la loro atmosfera è il risultato di un melting pot culturale ben più ampio. Le isole di Trinidad e Tobago sono uno stato indipendente situato di fronte alle coste del Venezuela, e basta sottolineare un dato per capire il loro livello di multi-culturalità: la comunità numericamente più ampia è quella indiana, che è omposta dai discendenti dei lavorati migrati da queste parti nella seconda metà dell’Ottocento. Il censimento del 2000 dice che la seconda comunità è quella di origine africana, che discende invece dagli schiavi impiegati due secoli fa nelle piantagioni di canna da zucchero. E per completare un quadro già molto vario, va detto che le isole sono state prima una colonia spagnola e quindi una colonia britannica. Tutte queste culture hanno lasciato un segno del loro passaggio a Trinidad e Tobago, segni che sono percepibili nello stile degli edifici di Port of Spain.

Coloro che si recano a Trinidad e Tobago lo fanno soprattutto per assaporare la magica atmosfera dei Caraibi. E dunque spiagge di sabbia bianca, mare trasparente e musiche da ballare. Trinidad è consigliata a coloro che vogliono coniugare una vacanza al mare al divertimento notturno, poiché sull’isola ci sono diversi club e diverse discoteche. La piccola Tobago è molto più tranquilla ed è quindi adatta a coloro che vogliono rilassarsi in un paradiso marino. Le due isole sono entrambe molto belle, ma non sono facili da visitare. La criminalità è molto diffusa e negli ultimi anni è tristemente aumentato il numero di rapimenti, mentre il paese occupa uno dei primi posti al mondo per tasso di omicidi. Se avete scelto Trinidad e Tobago come meta per le vostre vacanze, il consiglio è di tenere gli occhi aperti e di stare attenti soprattutto nelle ore notturne.

Trinidad

L’isola di Trinidad offre spiagge, foreste e cittadine coloniali. Il tour dell’isola potrebbe iniziare dalla capitale Port of Spain, anche se ha fama di città violenta: è per questo motivo che molti turisti preferiscono non includerla nei loro itinerari. A Port of Spain troverete alcuni graziosi edifici di epoca coloniale, tra cui il castello di Stollmeyer. A una quindicina di chilometri dalla città c’è la Maracas Bay, che è il cuore turistico di Trinidad. Se cercate qualcosa di più tranquillo provate a proseguire sulla costa settentrionale, verso le spiagge di Las Cuevas, Tyrico e Blanchisseuse. Nell’entroterra c’è invece l’Asa Wright Nature Center, un tratto di foresta pluviale che è abitato da tucani, colibrì ed altri uccelli.

Tobago

Il bird-watching è molto praticato anche sull’isola di Tobago, che è un autentico gioiello. Dimenticatevi i locali notturni e la confusione di Trinidad, perché l’atmosfera di Tobago è molto più rilassata ed affascina soprattutto coloro che cercano un contato diretto con la natura. Sull’isola vi sono tratti di costa selvaggi ed isolati, che ospitano splendide spiagge contornate dalla vegetazione. Coloro che vogliono immergersi faranno bene ad organizzare una gita in barca sul Buccoo Reef. I fondali di questo tratto di mare sono davvero molto belli.

 

Ventotene: Isola, spiagge e punti d’interesse

Ventotene è la destinazione ideale per coloro che in vacanza vogliono rilassarsi. L’isola, che è posizionata tra Ponza ed Ischia, vanta un mare cristallino, splendide calette e alcuni siti archeologici. Ed è facilmente raggiungibile da Roma, grazie ai traghetti che partono da Terracina e Formia

E’ situata a metà strada tra Ponza ed Ischia, vanta un mare limpidissimo ed offre tanta tranquillità. L’isola di Ventotene è la meta ideale per chi vuole fuggire dal caos cittadino e al tempo stesso vuole evitare le destinazioni turistiche più battute. Posizionata di fronte al Golfo di Gaeta, Ventotene fa parte dell’arcipelago Pontino ed è facilmente raggiungibile da Roma, grazie ai traghetti che partono da Terracina e da Formia. L’isola è di origine vulcanica ed è caratterizzata da scogliere alte e scoscese. Lungo la costa vi sono una serie di deliziose calette e alcune spiagge ricoperte di sabbia scura. Ventotene è un’isola di dimensioni ridotte, poiché è lunga 2.900 metri ed è larga 900. Non vi sarà difficile, dunque, spostarvi da una parte all’altra dell’isola.

Spiagge ed immersioni

Il piatto forte di Ventotene è costituito dal mare, che è il motivo che attira qui, durante i mesi estivi, un discreto numero di turisti. La spiaggia più famosa è quella di Cala Nave, che si trova nei pressi del porto e che può essere raggiunta dal paese con una passeggiata di pochi minuti. La sabbia è di colore nerastro e l’acqua è cristallina. Ma attenzione: avete sbagliato posto se eravate in cerca di uno spazio tutto per voi, poiché Cala Nave è la spiaggia più affollata dell’isola. Sull’altro versante c’è la stupenda Parata Grande, che è posizionata in un’insenatura che si apre tra ripide scogliere che si gettano a picco nel mare. Per raggiungere la spiaggia bisogna scendere una lunga serie di scalini. Meritano qualche ora del vostro tempo anche Cala Battaglia, che è ricoperta di sabbia scura, e Piane del Monaco, che è una spianata di scogli di tufo. Ventotene fa parte di una riserva marina protetta, che può essere esplorata rivolgendosi ad uno dei diving center che si trovano in paese. Tra i luoghi migliori per le immersioni ci sono Punta Pascone e la Secca dell’Archetto. Gli amanti dei relitti dovranno invece immergersi su ciò che rimane della Santa Lucia, un’imbarcazione affondata nel 1943 e posizionata a una cinquantina di metri di profondità.

Monumenti e siti archeologici

Nonostante le sue ridotte dimensioni, Ventotene vanta anche alcuni siti di interesse storico. Il più importante di questi siti è il porto romano, che è stato scavato nel tufo e che è ancora utilizzato dalle imbarcazioni che non superano i dieci metri. Il porto romano si trova accanto al nuovo porto, che è quello dove attraccano i traghetti di linea. Tra i siti archeologici merita una visita anche Villa Giulia, luogo d’esilio per alcune delle donne più famose dell’antica Roma: l’imperatore Augusto vi spedì sua figlia Giulia, Tiberio vi mandò la nipote Agrippina e Nerone la utilizzò per isolare sua moglie Ottavia. Sono interessanti anche la chiesa di Santa Candida e il Forte Torre, che risalgono all’epoca della dominazione borbonica di Ventotene.

Reunion: l’isola tutta da vedere e scoprire

L’anima creola dell’isola di Reunion si mescola alle sue atmosfere tipicamente francesi. Forse le sue spiagge non sono all’altezza di quelle di altre isole dell’Oceano Indiano, ma Reunion affascina ugualmente i viaggiatori. Merito del suo mix di razze diverse, degli edifici storici e delle bellezze naturali

La mattina che sbarcherete all’aeroporto di Roland-Garros, dopo il volo notturno dal continente europeo, non fatevi ingannare dalle apparenze. Seduti in un caffè, sorseggiando una cioccolata calda e addentando un croissant, vi sembrerà per un attimo di essere a Parigi. E a dire il vero lo spazio intorno a voi è a tutti gli effetti territorio francese: si paga in euro, non serve alcun visto, le leggi da rispettare sono quelle d’Oltralpe. Ma vi basterà lasciare l’aeroporto per comprendere che Reunion, isola di rara bellezza dell’Oceano Indiano, ha subito nei secoli influenze diverse ed ormai ha un’anima essenzialmente creola. Reunion è stata uno degli scali più importanti tra l’Europa e l’India, prima che l’apertura del canale di Suez ridisegnasse le mappe delle rotte transoceaniche. E insieme ai mercantili francesi ed inglesi, sono arrivati qui anche una serie di immigrati in cerca di fortuna, come ricordano i templi tamil disseminati sull’isola o le varie china town che si trovano nei centri abitati. Vi sono anche comunità malgasce, africane e malesi.

Se la sua popolazione è composta da un mix di razze diverse, la morfologia dell’isola è costituita da un mix di paesaggi differenti. In poche ore si passa da un panorama vulcanico alla foresta primaria, dai picchi verdeggianti alle spiagge di sabbia finissima. Reunion è un’isola tropicale che offre diverse attrattive e tra queste vi è anche il relax in spiaggia. Ma attenzione: se siete stati a Mauritius o alle Seychelles, che sono i lembi di terra più vicini, probabilmente le spiagge di Reunion non vi soddisferanno del tutto. Evitate il paragone e pensate al fatto, certamente straordinario, che da queste parti non vi sono ancora i mega-resort che hanno trasformato, e a volte distrutto, i paesaggi di altre isole più rinomate e più battute.

St-Denis

La capitale di Reunion, St-Denis, è probabilmente la città più francese di tutta l’isola. Nella zona di Le Barachois, situata all’estremità orientale del lungomare, troverete una serie di eleganti caffè in stile parigino. Attenzione ai prezzi: vi conviene non avvicinarvi se non avete a disposizione un budget di spesa molto alto. Le attrazioni più importanti della città sono le residenze creole, il palazzo del municipio e la cattedrale. E’ interessante anche l’edificio della prefettura, che in passato è stato il quartier generale della Compagnie des Indes, mentre merita una visita il Grand March. In questo mercato, che è il più grande di tutta l’isola, troverete oggetti d’artigianato e spezie di ogni tipo. Per una veduta della città dovete recarvi sulle colline che circondano St-Denis.

Spiagge

Le spiagge di Reunion non sono quelle delle Seychelles o di Mauritius, come già sottolineato, ma vi sono comunque una serie di punti in cui potrete prendere il sole e bagnarvi in acque limpide e cristalline. La spiaggia più battuta è quella sabbiosa, lunga una ventina di chilometri, che si trova nei pressi di St-Giles-les-Bains. Nelle vicinanze, a St-Paul, è possibile visitare la sontuosa residenza di madame Panon-Desbassyns, una mercante di caffè e di zucchero che aveva 300 schiavi alle sue dipendenze. In questa zona si trovano diverse cascate ed alcuni laghetti. Se per i vostri gusti la spiaggia di St-Giles-les-Bains è troppo affollata, prendete in considerazione l’ipotesi di recarvi in una spiaggia meno rinomata. Una discreta alternativa potrebbe essere la spiaggia di Etang-Sal, ricoperta di sabbia dal colore nerastro. Durante la bassa marea è possibile raggiungere a piedi la barriera corallina. Vicino al villaggio vi è un parco ornitologico di due ettari.

I “cirque” di Reunion

Quella di Reunion è un’isola vulcanica e basta addentrarsi verso l’interno per ritrovarsi in un paesaggio surreale di crateri e di lava. E’ in questa parte dell’isola che si trovano i celebri “cirque”, i tipici anfiteatri naturali di Reunion. Il più famoso è certamente il cirque de Cilaos, che potrebbe sembrare un cratere vulcanico e che invece è il prodotto di una millenaria azione erosiva. In questa zona potrete affiancare la visita naturalistica ad una giornata all’insegna dell’enogastronomia, poiché vi si producono pregevoli vini rossi e bianchi. Il più suggestivo anfiteatro naturale è invece quello di Mafate, che si trova in posizione isolata e che per questo è difficile da raggiungere.

 

Cosa vedere a Capalbio: centro storico, monumenti e mare

Capalbio è il comune più a sud della Toscana ed è situato in provincia di Grosseto, in piena Maremma. La Maremma toscana è famosa nel mondo per il buon cibo, la vita tranquilla e la natura mozzafiato. In questo scenario fiabesco sorge Capalbio, il Comune più meridionale della Toscana (si trova al confine con il Lazio).

La Toscana offre al turista tantissime opportunità di svago e divertimento, nonché una vastissima gamma di possibilità di viaggio: si va dai paradisi naturali alle spiagge incantate, dalle città d’arte ai siti patrimonio dell’Unesco. É sicuramente tra le mete di viaggio più gettonate.

 

Una vacanza in Toscana è sinonimo di arte, natura, cultura, buona cucina e divertimenti a 360 gradi. Tra le mete meno conosciute ma meritevoli di una visita c’è senza dubbio la cittadina di Capalbio, dove storia e modernità si incontrano in un tutt’uno davvero inimitabile. Scopriamo insieme perché vale la pena visitare Capalbio e cosa vedere in questa bellissima cittadina toscana.

 

Capalbio, come molti altri centri antichi della Toscana, è un caratteristico borgo medievale. Nonostante la sua storia inizi molto prima del medioevo (Capalbio ha un’origine antichissima), è tra il 1200 e il 1500 che la cittadina vive la sua “età dell’oro”. Prima (nel 1200 circa) il borgo passa sotto il dominio Adobrandeschi, potentissima famiglia toscana, e subito dopo viene conquistata dai senesi, passando ad essere dominata dalla Repubblica di Siena. E’ in questo periodo storico che Capalbio inizia a strutturarsi, con la costruzione delle mura e della rocca. Il periodo florido e ricco della città termina con l’arrivo delle truppe spagnole, che prendono Capalbio nel 1555, e con la perdita dell’indipendenza in favore del Granducato di Toscana.

 

Nonostante la città subisca un lento declino da questo momento in poi, Capalbio resta uno dei borghi più affascinanti e meglio conservati della Toscana. Da vedere in città ci sono, oltre alle mura antiche che racchiudono tutto il centro storico, la Rocca Aldobrandesca, Palazzo Collachioni (dove è conservato un pianoforte appartenuto a Giacomo Puccini), la Chiesa di San Nicola (che contiene affreschi di epoca rinascimentale) e l’Oratorio della Provvidenza (al cui interno sono conservati affreschi della scuola del Pinturicchio).

 

Nei pressi di Capalbio le famiglie con bambini e gli appassionati di arte moderna possono anche visitare il famoso “Giardino dei Tarocchi”, un ampia area verde dove l’artista francese Niki de Sante Phalle ha installato enormi sculture ispirate ai 22 Arcani Maggiori delle carte dei tarocchi.

 

Se siete appassionati di natura e di mare, invece, non potete perdere, sempre nei pressi della città, il litorale di Capalbio e il Lago di Burano, una splendida oasi del WWF.

Senja: come arrivare e come vedere l’aurora boreale

Senja è il luogo dove la notte polare lascia posto al giorno perpetuo in una velocità tale da far sciogliere le nevi e sbocciare i fiori con ritmi impressionanti per noi, abituati al dolce e lento avvicinarsi del tepore primaverile che segue i mesi invernali.

Ci troviamo in Norvegia, più precisamente in quello che gli abitanti del paese chiamano Nord Norge, il nord della Norvegia. Ancora più precisamente, la meta prescelta questa volta è il Mid-Troms, provincia centrale della regione di Tromso, il centro amministrativo del Nord.

Questa terra, sconosciuta ai più, è indubbiamente uno dei luoghi più suggestivi del paese: la combinazione di fiordi e montagne, che caratterizza tutto il paese, qui risulta ancora più affascinante e la latitudine permette di sperimentare fenomeni travolgenti, dalle aurore boreali, al sole di mezzanotte, dal buio polare all’esplosione ed il rapido consumarsi della primavera.

Per giungere a destinazione si può atterrare nell’aeroporto di Bardufoss, paese di 2244 abitanti situato nella parte interna della regione. I voli che arrivano e partono dall’aeroporto di Bardufoss sono prevalentemente voli nazionali Una buona alternativa è l’aeroporto di Tromso, che collega il nord della Norvegia con numerose destinazioni europee  e dal quale ci si può facilmente spostare verso il Midt-Troms prendendo il famoso “battello dei fiordi”: l’Hurtigruten. Questa è davvero un’esperienza da non perdere!

Prima fermata, se optate per la traversata a bordo dell’Hurtigruten, è Finnsnes. Cittadina del comune di Lenvik, con i suoi 5500 abitanti, Finnsnes è uno dei centri più importanti della zona, sede degli uffici comunali, sanitari e del Liceo.

Il centro non merita una lunga sosta; meglio attraversare il ponte che collega la città a quella che è la vera meta di questo viaggio: l’isola di Senja.

E’ consigliabile noleggiare un’auto al centro di Finnsnes, perché i mezzi di trasporto non permettono spostamenti veloci all’interno dell’isola. Se viaggiate in estate e siete sportivi il mezzo ideale per avventurarsi nell’isola è sicuramente la bicicletta. Se opterete per questo mezzo sappiate che non sarete i soli: i “sykkeltur” – viaggi in bicicletta – sono infatti la tipologia di vacanza preferita dagli scandinavi!

Questa magica isola, seconda in grandezza solo alle più conosciute isole Svalbard, contiene in se innumerevoli sorprese da offrire al visitatore amante della natura e delle misteriose storie di Trolls! La prima fra le tante riguarda proprio queste figure tipiche della cultura e della letteratura nordica: è il Senjatrollet, un parco di attrazione turistica, situato all’estremo ovest dell’isola, che ospita il Troll più grande del mondo! Con i suoi quasi 18 metri il troll è entrato nel 1997 a far parte del guiness dei primati e dieci anni dopo si è meritato la compagnia di una signora troll al suo fianco!

Un’altra località che merita di essere visitata è Husøy,  un’isoletta situata a nord-ovest di Senja, un incredibile micro mondo che a sorpresa compare di fronte agli occhi dell’ignaro turista, quasi per magia, da un piccolo spazio lasciato gentilmente libero alla visuale dalle imponenti montagne che circondano il tratto di mare nel quale Husoy sembra galleggiare, come una foglia caduta dal suo ramo direttamente sullo specchio dell’acqua.

Husoy, lontana da tutto, sembra non curarsi di questo isolamento: i suoi abitanti vivono la loro serena vita quotidiana,  godendo dell’imponente splendore della natura che li circonda e cogliendone, con ammirevole rispetto, i suoi frutti – prevalentemente pesce e prodotti del mare – per la propria sopravvivenza. Qui, come in tutti i villaggi dell’isola, potrete gustare il pesce appena pescato fermandovi ai mercatini del pesce, tipico luogo di ritrovo delle piccole comunità locali, o accomodandovi in uno dei tanti ristorantini a gestione familiare che troverete in loco.

Altre località meritano di essere visitate (qua le citeremo solo brevemente) : Torsken, Senje-Hopen (dove si possono trovare vecchi accampamenti e rifugi risalenti alle battaglie della seconda guerra mondiale), Gryllefjord, Dyroy fino a risalire verso Silsand, da cui è possibile tornare sulla terra ferma e continuare il viaggio verso sud.

Potete scegliere di imbarcarvi nuovamente a bordo del battello dei fiordi o prendere le piccole navi veloci con destinazione Harstad, se volete dirigervi verso la provincia del Sor-Troms. Se invece volete restare in zona è consigliabile continuare il percorso in auto e addentrarvi verso la zona di Bardu o continuare a costeggiare il fiordo fino a giungere a Sorreisa.

Qualunque percorso decidiate di intraprendere, troverete di fronte a voi paesaggi mozzafiato, scenari inimmaginabili e sarete immersi in un’atmosfera avvolgente, che solo queste terre sanno regalare.

Dove dormire a Senja

Gli scambi di casa con famiglie del luogo sono molto frequenti ed è un modo consigliabile di visitare il paese. L’esperienza di vivere in una “hytta”, tipico cottage in stile scandinavo, immerso nella natura,  è davvero eccezionale e quindi da non perdere! Vi consigliamo di visitare Visitnorway per capire come muovervi.

L’aurora boreale di Senja

 

Cosa vedere a Santorini: spiagge e luoghi da visitare

Santorini è da vedere almeno una volta nella vita. Nel cuore del Mediterraneo, tra l’arcipelago greco e la Turchia c’è un isola piccola e frastagliata che lascia incantato chiunque la veda. Si chiama Santorini, isola anticamente circolare adesso invece con l’aspetto di un anello rotto aggrappato a un pezzo di mare blu. La forma così particolare si deve all’eruzione vulcanica del 1627 avanti Cristo, una delle più impressionanti eruzioni vulcaniche della storia dell’umanità.

Il grande vulcano occupava tutta la parte centrale dell’isola oggi sommersa e l’eruzione causò una serie di contraccolpi che modificarono la storia del Mediterraneo. Ondate di decine di metri, lapilli e ceneri che coprirono il cielo, e boati udibili a migliaia di chilometri di distanza non solo distrussero la civiltà marittima dei Minoici ma originarono anche molti miti su Atlantide e le città sommerse.

La civiltà di Santorini o meglio THERA, come si chiamava anticamente doveva essere molto avanzata e di tipo cretese-minoico. Nel sito archeologico di Akrotiri sono stati rinvenuti resti comparabili alla nostra Pompei anch’essa seppellita dall’eruzione vulcanica, ma nell’isola cicladica sono più antichi di quasi 2000 anni di quelli romani di Pompei. E sembra che gli abitanti di Thera oltre raffinati ed eleganti (come si vede da dipinti e gioielli) fossero pure molto più organizzati di noi moderni dato che nello scavo di Akrotiri ci sono pochissimi scheletri risalenti al periodo dell’Eruzione Vulcanica, segno che l’isola era stata evacuata in buon anticipo!

Oltre ai resti archelogici, visitabili tra i ruderi di Akrotiri ed il Museo Archeologico di Santorini, a Thera ci sono tantissime altre cose da vedere. Il paesaggio naturale, marino ed umano è veramente vario ed interessante per una piccola isola.

Le spiagge di Santorini sono molte e diverse fra loro, data la natura vulcanica dell’isola abbiamo spiagge di sabbia nera, spiagge di rocce rossastre (la famosa Red Beach) e spiagge bianche.

D’estate queste famose spiagge sono prese d’assalto da turisti (sopratutto italiani) che rendono impraticabili questi litorali e causano un certo inquinamento nelle acque, per cui il consiglio è di visitare l’isola nei mesi della bassa stagione (Aprile, Maggio o Settembre) in modo da risparmiare trovando offerte low cost.

Se invece vi trovate li nei mesi di giugno, luglio e agosto, date un occhiata alle spiagge più famose, dato che comunque sono scenari che vale la pena vedere, scattate qualche foto e cercate spiagge più selvagge in cui fare il bagno godendo di acque pulitissime e del mare turchese.

Le città più grandi dell’Isola, come il capoluogo Fira, sono piene di hotel, ristoranti, discoteche e negozi di souvenir, ed i prezzi sono molto accessibili ma è nei paesini come Kamari che si può risparmiare di più godendosi un atmosfera pittoresca insieme a lauti pasti a base di pita, gyros, insalata greca, tantissimi tipi di yogurt e bevute di retsina ed altri vini tipici greci.

Il modo migliore per spostarsi nell’Isola sono motorini e quad, per affrontare le strette viuzze ed il paesaggio impervio senza spendere molti soldi ed evitando la calca che si crea nei pur ottimi autobus del servizio pubblico. Un must imperdibile è andare a vedere il sole tramontare nell’Egeo a Oia, la punta nord dell’isola, affollata di mulini a vento e di gente che asserragliata sui tetti e sulle terrazze di case e caffè, attende di vedere il tramonto in questo posto incredibile come fosse il primo sole che vedono nella loro vita.